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I film da ridere
Vantaggi ----
Svantaggi ----
Raccolgo un altro invito, dopo quello di pupaolo sui titoli dei film, in questo caso da claudia2000: una lista dei film che mi hanno fatto sbellicare dalle risate, quale più, quale meno. In rigoroso ordine alfabetico (compresi gli articoli iniziali).
- Accidenti che ospitalità (Buster Keaton, John G. Blystone – 1923)- Ad ovest di Paperino (Alessandro Benvenuti – 1982)
I Giancattivi (Alessandro Benvenuti, Athina Cenci e Francesco Nuti) al meglio della loro comicità surreale e cattiva. L’unico film sopportabile da me visto in cui appaia Francesco Nuti (quando non si fa dirigere dalla propria megalomania, riesce anche a far ridere). Il grande Paolo Hendel offre la sua maschera per pochi minuti.
- Berlinguer ti voglio bene (Giuseppe Bertolucci – 1977)
L’esordio cinematografico di Benigni, versione per le sale dello spettacolo “Cioni Mario di Gaspare fu Giulia”. Da spanciarsi: la scena del cinema, il monologo-turpiloquio di Benigni, la balera all’aperto… Un Benigni dissacrante già perfettamente nel suo ruolo e una diva del passato come Alida Valli in un ruolo che non ti aspetteresti.
- Cantando sotto la pioggia (Gene Kelly, Stanley Donen – 1953)
Lo so, non è un film comico in senso stretto, ma se non vi siete divertiti con i balletti scatenati di Donald O’Connor e soprattutto, con la scena della prima del film sonoro, non so che dire: con quest’ultima, io avevo le lacrime agli occhi.
- Donne amazzoni sulla Luna (Joe Dante, Carl Gottlieb, Peter Horton, John Landis, Robert K. Weiss – 1987)
Film a episodi che s’intersecano, strutturato sull’idea del celeberrimo “Hellzapoppin”. Non tutto eccellente, ma la rivolta degli elettrodomestici di inizio pellicola e l’astronave che ritorna periodicamente sullo schermo, sono da vedere.
- Hollywood party (Blake Edwards – 1968)
L’elemento disturbatore e impassibile, uno dei temi principali del film comico. Un Peter Sellers ai vertici della propria carriera e il miglior Blake Edwards.
- L’aereo più pazzo del mondo (Jim Abrahams, Jerry e David Zucker – 1980)
Le parodie possono annoiare, ma non è questo il caso. Una sequenza irresistibile e inarrestabile di situazioni che fanno verso il verso a tutti i clichè dei film catastrofici e non solo, con in più un Kareem-Abdul Jabbar che prende in giro sé stesso. Visto adesso, non fa lo stesso effetto di 24 anni fa, anche perché è il prototipo di una serie di pellicole successive costruite sulla stessa falsariga (e sulle quali Leslie Nielsen, che compare anche in questa, si è costruito una carriera fino ad allora anonima). L’originale è inimitabile.
- Le vacanze di monsieur Hulot (Jacques Tati – 1953)
Un grande comico francese che si cimenta con un tipo di comicità da film muto (il personaggio principale non parla mai) e situazioni spesso irresistibili.
- 1941 – Allarme a Hollywood (Steven Spielberg – 1979)
Steven Spielberg post-“Incontri ravvicinati del terzo tipo”, un film ignorato da Hollywood, che distrugge la città cinematografica facendola invadere dai giapponesi. Con un John Belushi da manuale.
- Prendi i soldi e scappa (Woody Allen – 1969)
L’esordio alla regia di Woody Allen, è un finto documentario sulla vita di un ladruncolo. Se posso esprimermi, un Woody Allen così “libero” dalle proprie ossessioni future e così divertente, si è visto poche volte. Le interviste ai genitori, con nasi e occhiali finti, sono da leggenda.
- The Blues Brothers (John Landis – 1980)
“Siamo in missione per conto di Dio”; “Quando il gioco si fà duro, i duri cominciano a giocare”; “Io li odio i nazisti”. È sufficiente? Musical, comico, parodia (presente gli inseguimenti della polizia?), “The Blues Brothers” è un monumento al divertimento cinematografico.
- Tuttobenigni (Giuseppe Bertolucci – 1986)
D’accordo, non è propriamente un film, ma la testimonianza visiva di una tournée di Roberto Benigni, inframezzata da spezzoni di dialoghi e interviste. È il Benigni pre-esplosione internazionale, molto più surreale, lunare e “libero” di quello che tutti conoscono oggi. Sul palco è inarrestabile, da lacrime agli occhi.
- Un pesce di nome Wanda (Michael Crichton – 1988)
Una delle mie commedie preferite, permeata dallo spirito dissacrante dei Monty Phyton (John Cleese e Michael Palin fanno parte del cast eccellente) e con un incredibile Kevin Kline al primo ruolo non drammatico (premiato e giustamente, con l’oscar).
Ne avrò sicuramente dimenticati molti altri (e sono sicuro che alcuni di voi me li ricorderanno): sarà per un’altra volta.
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mauro_meo 13/08/2008 15:33
tiz-taz 04/03/2004 16:54
Belli... :))) ma se inizio a pensare ai film con Totò è la fine... riempio una classifica solo con lui!!! tipo Totò a colori, Miseria e Nobiltà, Totò Peppino e i fuorilegge, Arrangiatevi..... ciaooo Tizi
Worms 20/02/2004 06:33
Mrcico 17/02/2004 13:36
Volevo dire TOP Secret.....
Mrcico 17/02/2004 13:35
Concordo su tutti e se mi permetti aggiugerei: Tpo Secret, Frankenstein Jr., Animal House (non è in questo film la celebre Quando il gioco si fa duro....?)Il senso della vita, Marrakesch Express....poi come hai detto ci sarebbero parecchi titoli che meritano.... Comunque complimenti per la completezza delle nozioni. Ciao e alla prox. Mrcico