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Opinione

per 12-02-04
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5 Stelle I film da ridere
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L'autore

caio_g Dal 24 ago 2003

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Raccolgo un altro invito, dopo quello di pupaolo sui titoli dei film, in questo caso da claudia2000: una lista dei film che mi hanno fatto sbellicare dalle risate, quale più, quale meno. In rigoroso ordine alfabetico (compresi gli articoli iniziali).

- Accidenti che ospitalità (Buster Keaton, John G. Blystone – 1923)
Il comico più triste del mondo alle prese con le solite acrobazie che lo hanno reso celebre (girate sempre in prima persona, senza stuntmen) e con una situazione ai limiti del paradosso. Membro della famiglia McKay, Will è il promesso sposo di Virginia Canfield: peccato che i Canfield e i McKay siano i protagonisti di una faida familiare. La legge dell’ospitalità, però, impedisce ai Canfield di uccidere Will quando questi è sotto il tetto della loro casa. Immaginatevi le situazioni possibili. Un piccolo capolavoro di umorismo muto.

- Ad ovest di Paperino (Alessandro Benvenuti – 1982)
I Giancattivi (Alessandro Benvenuti, Athina Cenci e Francesco Nuti) al meglio della loro comicità surreale e cattiva. L’unico film sopportabile da me visto in cui appaia Francesco Nuti (quando non si fa dirigere dalla propria megalomania, riesce anche a far ridere). Il grande Paolo Hendel offre la sua maschera per pochi minuti.

- Beetlejuice (Tim Burton – 1988)
Non un capolavoro, concordo, ma vi si scorge una mano leggera e gustosa, tanto quanto i gusti disgustosi di Beetlejuice-Michael Keaton, nell’unica prova davvero convincente che gli abbia visto recitare. Da antologia le scene della cena sulla musica di “Banana boat” e del matrimonio.

- Berlinguer ti voglio bene (Giuseppe Bertolucci – 1977)
L’esordio cinematografico di Benigni, versione per le sale dello spettacolo “Cioni Mario di Gaspare fu Giulia”. Da spanciarsi: la scena del cinema, il monologo-turpiloquio di Benigni, la balera all’aperto… Un Benigni dissacrante già perfettamente nel suo ruolo e una diva del passato come Alida Valli in un ruolo che non ti aspetteresti.

- Brian di Nazareth (Terry Jones – 1979)
Tutti i film dei Monty Phyton sarebbero da citare. Scelgo “Brian di Nazareth” perché fu colpito dalla censura italiana e “liberato” dopo dieci anni, perché la satira solita del gruppo è sopraffina e non risparmia niente e nessuno, dalle sette religiose alla politica, fino al costume e perché, al di là della satira, ci si piega dal ridere in più di un’occasione. Con alcuni amici mi riunisco periodicamente per il rito della visione di “Brian di Nazareth” e dopo quasi quindici anni dalla prima volta, la noia non vuole saperne di colpirci.

- Cantando sotto la pioggia (Gene Kelly, Stanley Donen – 1953)
Lo so, non è un film comico in senso stretto, ma se non vi siete divertiti con i balletti scatenati di Donald O’Connor e soprattutto, con la scena della prima del film sonoro, non so che dire: con quest’ultima, io avevo le lacrime agli occhi.

- Dark Star (John Carpenter – 1974)
È l’esordio di John Carpenter, una dissacrante parodia del genere fantascientifico e di “2001 – Odissea nello spazio” in particolare. Irresistibile, anarchico e in alcuni momenti, decisamente spassoso.

- Donne amazzoni sulla Luna (Joe Dante, Carl Gottlieb, Peter Horton, John Landis, Robert K. Weiss – 1987)
Film a episodi che s’intersecano, strutturato sull’idea del celeberrimo “Hellzapoppin”. Non tutto eccellente, ma la rivolta degli elettrodomestici di inizio pellicola e l’astronave che ritorna periodicamente sullo schermo, sono da vedere.

- Gremlins (Joe Dante – 1984)
Irresistibile per la scena del cinema, dove migliaia di Gremlins ridono e spernacchiano guardando film della Disney (mi sembra fosse Biancaneve, ma potrei sbagliarmi) e per le parodie di alcuni di loro (io ricordo quella di Tom Waits). Qualcosa di più del solito filmetto, come lo si vuol far passare.

- Hollywood party (Blake Edwards – 1968)
L’elemento disturbatore e impassibile, uno dei temi principali del film comico. Un Peter Sellers ai vertici della propria carriera e il miglior Blake Edwards.

- I soliti ignoti (Mario Monicelli – 1958)
Uno dei capolavori di uno dei più grandi registi italiani di sempre. Comicità, certo, ma non solo. Eccezionale Vittorio Gassman al suo primo ruolo non drammatico, ma tutta la pattuglia non perde un colpo, compreso il Totò che appare per una partecipazione straordinaria, come si diceva una volta.

- L’aereo più pazzo del mondo (Jim Abrahams, Jerry e David Zucker – 1980)
Le parodie possono annoiare, ma non è questo il caso. Una sequenza irresistibile e inarrestabile di situazioni che fanno verso il verso a tutti i clichè dei film catastrofici e non solo, con in più un Kareem-Abdul Jabbar che prende in giro sé stesso. Visto adesso, non fa lo stesso effetto di 24 anni fa, anche perché è il prototipo di una serie di pellicole successive costruite sulla stessa falsariga (e sulle quali Leslie Nielsen, che compare anche in questa, si è costruito una carriera fino ad allora anonima). L’originale è inimitabile.

- L’armata Brancaleone (Mario Monicelli – 1966)
Ancora Monicelli e ancora un colpo di genio. Anche il solo pensare alla lingua “inventata” dagli sceneggiatori (il regista, Age e Scarpelli), un misto di postlatino e viterbese, come dice il Mereghetti, fa ridere, ma non è il solo motivo. Comicità, dramma e una sana cattiveria.

- Le vacanze di monsieur Hulot (Jacques Tati – 1953)
Un grande comico francese che si cimenta con un tipo di comicità da film muto (il personaggio principale non parla mai) e situazioni spesso irresistibili.

- L’ultima follia di Mel Brooks (Mel Brooks – 1976)
Un’occasione perduta o un buco nell’acqua, a seconda dei critici, l’ultima follia di Mel Brooks (al 1976) è un film muto con didascalie, tanta pazzia e una serie di camei eccellenti (Liza Minnelli, Paul Newman, Burt Reynolds, Anne Bancroft, James Caan) che interpretano sé stessi. Qualcuno potrà sbadigliare, io l’ho trovato esilarante. L’unica parola di tutto il film è pronunciata dal mimo Marcel Marceau.

- 1941 – Allarme a Hollywood (Steven Spielberg – 1979)
Steven Spielberg post-“Incontri ravvicinati del terzo tipo”, un film ignorato da Hollywood, che distrugge la città cinematografica facendola invadere dai giapponesi. Con un John Belushi da manuale.

- Papà diventa mamma (Aldo Fabrizi – 1952)
Il grande talento comico di un attore completo e buon regista come Aldo Fabrizi, alle prese con un personaggio che si trasforma in donna a causa dell’esperimento di un mago. Divertentissimo.

- Prendi i soldi e scappa (Woody Allen – 1969)
L’esordio alla regia di Woody Allen, è un finto documentario sulla vita di un ladruncolo. Se posso esprimermi, un Woody Allen così “libero” dalle proprie ossessioni future e così divertente, si è visto poche volte. Le interviste ai genitori, con nasi e occhiali finti, sono da leggenda.

- Tempi moderni (Charlie Chaplin – 1936)
Un capolavoro del genio di Chaplin. Diviso come sempre tra comicità pura, dramma e incisive incursioni satirico-politiche, il Chaplin di “Tempi moderni” sembra una macchina filmica perfetta e anche se il film fa più pensare che ridere, i momenti irresistibilmente divertenti sono innumerevoli.

- The Blues Brothers (John Landis – 1980)
“Siamo in missione per conto di Dio”; “Quando il gioco si fà duro, i duri cominciano a giocare”; “Io li odio i nazisti”. È sufficiente? Musical, comico, parodia (presente gli inseguimenti della polizia?), “The Blues Brothers” è un monumento al divertimento cinematografico.

- Totò, Peppino e la… malafemmina (Camillo Mastrocinque – 1956)
Totò e Peppino De Filippo divertivano al solo vederli assieme, ma in questo film superano loro stessi e giungono a vertici di comicità quasi inarrivabili. Non solo la famosa dettatura della lettera, non solo l’arrivo a Milano, in estate, bardati come cosacchi, non solo il celeberrimo dialogo con il vigile meneghino: un capolavoro della difficilissima arte del far ridere, un arte che i due attori conoscevano benissimo.

- Tuttobenigni (Giuseppe Bertolucci – 1986)
D’accordo, non è propriamente un film, ma la testimonianza visiva di una tournée di Roberto Benigni, inframezzata da spezzoni di dialoghi e interviste. È il Benigni pre-esplosione internazionale, molto più surreale, lunare e “libero” di quello che tutti conoscono oggi. Sul palco è inarrestabile, da lacrime agli occhi.

- Un americano a Roma (Steno – 1954)
L’Alberto Sordi più famoso, inventore del personaggio innamorato del “Kansas City”, delle pistole e dei luoghi comuni che allora stavano conquistando molti italiani. Un film divertentissimo, a partire dalla famosa cena notturna a base di yogurt e marmellata e terminata con un più italico piatto di spaghetti “provocante”.

- Un pesce di nome Wanda (Michael Crichton – 1988)
Una delle mie commedie preferite, permeata dallo spirito dissacrante dei Monty Phyton (John Cleese e Michael Palin fanno parte del cast eccellente) e con un incredibile Kevin Kline al primo ruolo non drammatico (premiato e giustamente, con l’oscar).

- Victor Victoria (Blake Edwards – 1982)
Quando Blake Edwards ci si mette, il divertimento è assicurato; persino Julie Andrews sembra simpatica, mentre James Garner lo è già di suo. Impagabile il detective sfigatissimo.

Ne avrò sicuramente dimenticati molti altri (e sono sicuro che alcuni di voi me li ricorderanno): sarà per un’altra volta.


Caio

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Pagina 1 di 4 | 1 - 5 di 17 commenti
  • mauro_meo 13/08/2008 15:33
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • tiz-taz 04/03/2004 16:54
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    Belli... :))) ma se inizio a pensare ai film con Totò è la fine... riempio una classifica solo con lui!!! tipo Totò a colori, Miseria e Nobiltà, Totò Peppino e i fuorilegge, Arrangiatevi..... ciaooo Tizi

  • Worms 20/02/2004 06:33
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • Mrcico 17/02/2004 13:36
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    Volevo dire TOP Secret.....

  • Mrcico 17/02/2004 13:35
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    Concordo su tutti e se mi permetti aggiugerei: Tpo Secret, Frankenstein Jr., Animal House (non è in questo film la celebre Quando il gioco si fa duro....?)Il senso della vita, Marrakesch Express....poi come hai detto ci sarebbero parecchi titoli che meritano.... Comunque complimenti per la completezza delle nozioni. Ciao e alla prox. Mrcico

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