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La festa degli schemi ('h' più, 'h' meno)...

3  16.02.2004

Vantaggi:
Se ne capisci il significato vero

Svantaggi:
Se ti limiti ad aspettare il regalo

Consiglio il prodotto: Sì 

salmon

Su di me: A PRESTOOO!!!

Iscritto da:02.07.2003

Opinioni:87

Fiducie ricevute:55

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Il giorno dell’amore. Ecco come è stato possibile schematizzare il dono più grande che possediamo, ecco come rendere banale e umano l’unico nostro retaggio divino, l’unico nostro possedimento con servitù di passaggio: la capacità di amare.
E non è colpa del Santo, per carità, lui manco lo sapeva che cosa sarebbe diventato. In fondo, se ci pensiamo, è colpa nostra.
Sembrava Natale, la scorsa settimana, e non soltanto per il freddo. Soprattutto sembrava Natale per il colore che inondava le vetrine dei negozi: rosso assoluto.
Cuori e stelline hanno riempito la nostra vista e la nostra vita, e tanta gente è tornata ai negozi a cercare “pensierini” per festeggiare “degnamente” il giorno degli innamorati.
Ora, per non essere tacciato di “bigottismo amoroso”, una cosa la devo necessariamente aggiungere: non sono contrario a “celebrare” un giorno dedicato a chi si ama, quello che proprio non mi va giù è che – proprio per la natura del sentimento chiamato in causa – mi si debba imporre di correre come un forsennato in giro per negozi alla ricerca di qualcosa da regalare, di un pensierino da donare a chi amo per… perché? Per farle capire che l’amo? Per dirglielo con un oggetto piuttosto che con le parole e con i fatti? Perché nella vita non dimostri di amare qualcuno se non compri un regalo nel giorno del Santo col nome dello stilista? Perché se non le faccio un regalo lei non saprà di essere amata?
Insomma: BASTA!!!
La TV che martella, le pagine dei giornali piene di cuori, i negozi addobbati, stillicidio, lavaggio del cervello…
Ed ecco ragazzini che si giocano la paghetta per comprare qualunque sciocchezza abbia un logo a forma di cuore (qualcuno sembra abbia pensato pure al famoso olio di semi di mais che fa saltare le staccionate), orde di innamorati “veri” prenota fiori e piante, il quattordici mattina alle 9 e 30 c’è gente nervosissima che fa la fila nelle fiorerie sperando che rimanga una sterlizia, col fegato marcio nel vedere chi sta davanti andar via col mazzo che volevano loro, spinte, insulti, furibonde liti, gente che accusa con crisi di pianto il colpo conseguente all’aver sentito il prezzo di una rosa a gambo lungo... Tutto l’occorrente per celebrare degnamente il giorno dell’amore!!!!
Ma appena giunti a casa….. appena giunti a casa… ecco schiudersi le porte del paradiso! Quel giorno i bimbi non piangono e non si ammalano, dormono silenziosi per lasciare ai genitori il tempo di “festeggiare” come si deve il “piacere” di aver donato e ricevuto un “pensierino”. Ed ecco improbabili accoppiamenti col marito che nel momento “catartico” non pensa alla moglie, ma a quella commessa della fioreria che gli ha chiesto diciotto euro per una rosa, due iris e un po’ di verde, la moglie che intanto pensa che a lei l’accoppiata rose-iris non è mai piaciuta, mentre il meccanico movimento conduce a un «Ahhhhhh!!!» che tradotto nel linguaggio maschile vuol dire «Commessa bastarda!» e nel linguaggio femminile invece dovrebbe suonare come un «La prossima volta ti regalo quel profumo che non ti piace così mi vendico!»…
Ma non va a tutti così: la titolare della fioreria non porta fiori a casa, né ne riceve dal marito, ma loro sono strafelici ugualmente davanti a un foglietto di carta recante l’utile netto della giornata, il proprietario del negozio di articoli da regalo cammina a dieci centimetri da terra nonostante zavorrato da una marea di euro, la signora del negozio di dischi si canta l’hit parade dalla felicità. Queste persone, ed altre come loro, hanno davvero festeggiato San Valentino.
Tanti altri, che si sono indaffarati e indebitati per “onorare” la ricorrenza, invece, si ritrovano vittime dell’apatia e della stanchezza.
Io ecco come la penso: quando vedo qualcosa che credo possa piacere indistintamente ad una delle mie tre donne (mia moglie e le mie figlie, preciso per i maligni), la compro e gliela regalo. Tante volte passo dalla fioreria e mi fermo a prendere dei fiori. Così, senza motivo, solo perché mi va. Così io amo: senza imposizioni e senza compromessi. Perché mi piace. Così amo e così mi piace essere amato. Anche perché io sono all’antica, e ancora amo le sorprese. E un regalo che so già che mi deve arrivare in un giorno che non è una ricorrenza particolare di certo sorpresa non è. Ben venga San Valentino, allora, ma solo perché l’amore è sempre degno d’essere celebrato. Ma tra celebrare e commemorare ce n’è, di differenza…


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Bacillo

Bacillo

15.02.2005 01:47

invidio le tue 3 donne....sono fortunate, spero che se rendano conto!

Mabuse

Mabuse

05.03.2004 16:26

Nulla è meno spontaneo delle feste comandate !

loveme_58

loveme_58

26.02.2004 00:33

Sono sempre più convinta della fiducia data...

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