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Vantaggi un intreccio e una trama più avvincenti del primo; auto e tuning
Svantaggi meno adrenalina rispetto al primo
Dettagli
| Genere | thriller |
|---|---|
| Età minima | per tutti |
| Regia | buona |
| Attori | convincenti |
| Sceneggiatura | mediocre |
| Colonna Sonora | da comprare! |
| Qualità Video (DVD): | OTTIMA |
continua
Brian O’Connor (Paul Walzer) è sempre il protagonista principale di questo sequel di “Fast & Furios”, dove si era infiltrato nella gang di street racers capitanati da Mr: Toretto, egli rimane folgorato in modo totale dal mondo dei motori che è la base del primo film. Essendo stato espulso dalla polizia per un’inadempienza nel proprio lavoro di infiltrato, egli è ricercato dalla polizia ed è costretto a scappare e si guadagna da vivere proprio con quello che aveva cercato di fermare, quelle corse clandestine dove in palio ci sono sempre un bel po’ di bigliettoni verdi e delle quali è diventato un vero e proprio esperto e quasi imbattibile. Questa volta l’artista hip hopper che fa da guest star come personaggio che ha un buon peso nella storia è Ludacris, autore anche di buona parte della colonna sonora e del mitico “Act a fool”. Egli appare fin dalla prima scena che per enfatizzare il mondo nel quale il film vuole far entrare lo spettatore, quello del tuning e delle corse per strada di mostri a quattro ruote, propone una bella gara a quattro, con scene esaltanti delle auto che esplodono sulle strade di Miami, e con le stesse auto che vengono portate ai limiti della potenza sopportabile dalla meccanica. Corse che mozza veramente il fiato, per la sensazione di velocità e di adrenalina che trasmette allo spettatore con tanto di chicca con il salto di un ponte di quelli che hanno il meccanismo per alzarsi in caso di transito di barche, molto presenti negli States.
Inaspettatamente per Paul giunge l’occasione per riscattare il suo passato e guadagnarsi nuovamente una fedina penale candida e intonsa: il vecchio capo offe lui l’opportunità, a cui è quasi obbligato accettare, di infiltrarsi quale corriere nell’organizzazione di uno spacciatore di larga scala, Carter Verone (Cole Hausser) nei confronti del quale sono già stati spiccati diversi ordini di cattura, ma tutti senza esito positivo.
Per questo lavoro deve affiancare un altro agente infiltrato del dipartimento della dogana, la stupenda Monica (Eva Mendes), la cui copertura è veramente ben congegnata, essa è persino la donna di Verone anche se comincia ad esserci qualche rischio per la sua incolumità. Brian non può certamente agire solo, a lui serve come spalla una seconda guida che non può essere scelta a caso, decide così di affidarsi al vecchio amico Roman Pierce (il grande Tyrese) che ha anch’egli problemi con la giustizia e che è costretto a vivere presso un Demolition Derby in una roulotte con una cavigliera che ne controlla e ne limita gli spostamenti. All’inizio c’è qualche problema tra i due, dovuto soprattutto per l’insofferenza insita in Roman verso qualunque tipo di autorità che viene esercitata nei suoi confronti, da chiunque esso sia, in modo maggiore se è proprio la polizia ad esercitarla.
Star della pellicola sono ancora una volta, e anche in misura maggiore rispetto al precedente, le super car tutte giapponesi di grande successo e grande bellezza estetica: si parte dalla Nissan Skyline R-34 che guida Brian all’apertura e nella prima gara, alle varie Honda S200 per passare alle due Mitsubishi date in utilizzo dalla polizia ai due piloti: una lancer Evo 7 di Brian giallo canarina e una Spider color viola con dei cerchi cromatissimi da 19’ almeno guidata da Tyrese. Inoltre ci sono anche i “classici cavalli americani” con i 400 cavalli a testa per una Hemi Dodge Challenger ed una Yenko Camaro, con l’aggiunta inoltre di un’altra miriade di comparse…(sempre riferito alle auto truccate).
Gli effetti qualche volta sono in misura maggiore rispetto al passato, con qualche curva e un po’ di traffico in più, ma anche con l’aggiunta di americanate pure quali il salto sullo yacht. Grande l’effetto dell’uso del cambio manuale tanto in disuso tra gli americani.
John Singleton è il regista di quest’opera nominato anche per l’Oscar che assicura l’effetto desiderato: gare spericolate, un po’ di azione condita dalle love story varie e la bellezza della protagonista che si contrappone alla non propria eccelsa beltà dell’altra protagonista femminile, pilota anch’essa, tale modella Devon Aoki.
Il risultato è buono anche in questo caso, sempre valido il discorso che vale soprattutto per gli appassionati in primis al settore, l’assenza di Vin Diesel e di Dom Toretto si fanno sentire proprio un bel po’, ne fanno forse un film che procede in modo meno concitato ed attivo del primo. Sicuramente da vedere come seguito al primo in attesa forse di un terzo episodio.
Sito italiano: cinema.libero.it/2fast2furious
Uscita: 20 giugno 2003 (cinema)
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dolby5.1 26/06/2008 21:11
winnys 16/04/2006 15:20
non all'altezza del primo, ma rimane lo stesso un film carino
commissarioMerli 14/01/2006 02:24
jiabel 12/04/2005 17:23
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Sicuramente una buona opinione! Eccellente.