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Lavoro e nobiltà una vera idiozia.
Vantaggi il lavoro è una mel necessario
Svantaggi occhio a non strafare
Sarò provocatorio, di proposito.
Accetto critiche, opinioni contrastanti, dibattiti e perdite di fiducia.
Vi chiedo gentilmente di essere civili nei vostri commenti, ma soprattutto di leggere, se avete tempo e buona volontà, tutta l’opinione prima di reagire come se vi avesse morso un’aspide o punto una tarantola. Grazie.
Chiarisco cosa intendo per “lavoro”.
Non la fatica (splendido esempio della lingua napoletana che chiama “fatica” il lavoro e “faticare” lavorare).
Non il lavoro inteso come raggiungimento di un obiettivo personale o condiviso che porta gioia e gratificazione, sia esso nello sport, come nelle attività di business o altro.
Il “lavoro” inteso come “necessità di fornire le proprie capacità fisico-intellettivo a chi ci paga”, ovvero come una “regolare prestazione legalizzata di prostituzione fisica o mentale”.
Sfido a dirmi se uno, anche solo uno di voi, potendo campare senza dover lavorare, si piegherebbe agli orari di lavoro, alle decisioni del capo, alle strategie aziendali, a tutto cio’ che non riguarda la propria, consapevole, libera scelta?
Non sarete mica tutti masochisti.
Ripeto, potendo scegliere, uno magari “lavora” anche il doppio, ma lo fa liberamente, senza costrizioni, nel pieno delle proprie scelte e decisioni, e, soprattutto, fa quello che desidera e lo gratifica.
Diciamo piuttosto che il lavoro è un mero strumento di sopravvivenza; diciamo pane al pane e lavoro al lavoro.
Ogni volta che sento un disoccupato chiedere lavoro, sorrido.
Perchè non chiede un assegno di mantenimento a vita? Il suo scopo è il vil denaro, non il lavoro.
Ogni volta che sento parlare di “carriera”, sorrido; non è piu’ facile dire: “voglio arrivare a guadagnare 5.000 EURO al mese”, se mi tocca fare carriera, diventare dirigente, direttore o altro, pazienza; cosa non si fa per campare………………
E ritorno su un concetto che forse ho già affermato qui dentro: io lavoro per vivere e non vivo per lavorare.
Troppe persone che ho conosciuto che vivono per lavorare, hanno perso via via, gran parte delle amicizie, dei contatti personali, della propria vita e dei propri valori interiori, come fagocitati da quel mostro che li ha portati a giustificare tutto in nome della “santa causa del lavoro”.
Un giorno abbastanza lontano, anch’io sono scivolato sull’orlo del precipizio; anch’io, debole e incapace di resistere alle lusinghe di carriera, soldi, potere, ho messo un piede in fallo. L’ho pagata, ed anche cara. Io non sono nato per lavorare, o almeno per mettere il lavoro in testa alle priorità della mia vita.
Eppure ci sono cascato e………… avete capito il perchè ogni due settimane metto in testa alle mie opinioni quella sulla Depressione, anche senza modificarla di una virgola, perchè chiunque entri nel mio box la trovi, possa leggere e possa capire a cosa si puo’ andare incontro quando si perde l’equilibrio nella propria vita?
Buon week end a tutti.
Se vedemo eh?
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parli di tornare a casa e provare schifo per quello che hai fatto o per come l'hai fatto... conosco quella sensazione purtroppo e se potessi la eviterei!