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Opinione

per 30-05-03
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5 Stelle Libro o ipertesto... da biblioteche a musei
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L'autore

Galatina77

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Getto qui una riflessione che ho fatto ieri sera, una riflessione che in primo luogo coinvolge filosofi e letterati, in secondo luogo matematici e dintorni, in terzo luogo tutti gli altri, poichè tutti, penso, hanno avuto a che fare in vita loro con un libro, molti con un ipertesto.
Definizione di ipertesto dall'enciclopedia Treccani:

Testo prodotto dal computer, che va al di là del testo tradizionale, perché accosta al testo tutte le possibili informazioni ad esso collegabili, riunite in un grafico che consente la fruizione di ciascuna di esse in qualsiasi momento, in modo del tutto aperto, cioè offrendo la fruizione piú libera di qualunque possibile elemento collegabile, senza la costrizione di alcuna sequenza logica prefissata, e perciò con una libertà di associazione che il libro non può consentire, con una libera "navigazione" nel mondo delle conoscenze. L'– permette non solo associazioni di natura grafica (disegni, riproduzioni di opere d'arte), ma di natura musicale e filmica, ottenuta con apparecchiature collegate al computer, tra le quali lo studioso può operare secondo i suoi interessi piú vari. L'– può in tal modo consentire l'uso di una biblioteca in teoria al di là di ogni limite, e tuttavia strettamente legata al testo iniziale.

Era necessario chiarire la definizione, se a qualcuno da fastidio la citazione la elimino, poichè in molti non sanno cosa è l'ipertesto.
Ed ora il filo conduttore della mia opinione: le biblioteche andranno in pensione e saranno i futuri musei del XXI secolo?
Ero nella Biblioteca Nazionale di Roma qualche giorno fa, uno dei luoghi dove raggiungo la pace interiore, immerso fra libri nuovi e vecchi, sfogliandoc di tutto, venendo a contatto con testi bellissimi, leggendo cose che magari non leggerò mai altrove... o mai più nella vita, forse. Conosco benissimo tante altre biblioteche, importanti e non. Eppure riflettevo su questa cosa. Lentamente con internet si sviluppa l'ipertesto. Che ha di positivo? Che se vogliamo un rimando ad un approfondimento o ad una immagine o grafico non immediatamente contenuto in quel testo, subito con un clic si va ad un altro testo che subito integra ciò che stavamo leggendo. Con i libri invece si occupa spazio e si perde tempo. Tempo poichè bisogna trovare da altre parti i libri a cui si rimanda e il tavolino su cui si studia si riempie di volumi e alla fine non si capisce più niente.

Indubbiamente l'ipertesto è più utile, ma poi guardo i libri e penso: andranno in pensione? Un libro ha un suo fascino, ogni edizione è diversa dall'altra, il toccare anche con mano il sapere da una certa emozione, un qualcosa che non saprei dirvi. L'ipertesto mi sa di freddo, e sinceramente - almeno parlo per me - spesso non riesco a seguire su un monitor tutto ciò che è scritto: ossia il testo me lo devo stampare.
Mi è già capitato di stampare alcuni testi, addirittura testi che non si trovavano più in giro per esami universitari, oppure per ultimo l'ultima enciclica del papa - sulla quale ho già scritto - dal sito del Vaticano. Ma... c'è un ma: quei fogli A4 magari rilegati mi sanno di freddo! Alla fin fine non mi danno di niente e spesso, anche rilegati, si perdono, stonano in una biblioteca generale, fatta di libri, libretti e libricini. Un sapere stander insomma.
Spesso anche la forma di un libro, l'immagine che vi è sopra, aiuta a ricordare ciò che c'è in quel libro, o in quel romanzo, o in quel saggio. Addirittura la forma di un libro di matematica aiuta a ricordare formule e formulette che vi sono in esso. La stessa cosa non riesco a farla con i libri che tengo stampati dal computer... o addirittura fotocopiati! Ebbene si, quando è stato possibile, i libri li ho sempre comprati originali, come i CD! Quasi mai, tranne quando sono stato costretto perchè ormai fuori pubblicazione, ho fotocopiato dei libri.
Altra cosa: su internet lentamente si sta trovando di tutto. Ed ecco che spesso non si comprano più i libri poichè - anche per la mia tesi è accaduto - i testi si trovano su internet e quindi non c'è bisogno d'andare in libreria per comprare - che ne so - tutti i classici latini con relativa traduzione.

Potrei scrivere altre cose e nel frattempo mi pongo la domanda: le biblioteche diverranno musei? Gli editori andranno in pensione? Il libro con la sua -azzardo il termine! - personalità terminerà, finirà, per dar luogo all'individualismo del foglio A4? L'individualismo umano sta invadendo lentamente anche il campo della cultura?

Interrogativi.... a cui non so se si può rispondere per il momento!

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Pagina 1 di 3 | 1 - 5 di 13 commenti
  • Scytale 09/06/2003 13:46
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    Boh? spero di no. Anche se sono intensa fruitrice di libri "elettronici", anche io non saprei rinunciare alla bella sensazione di girare le pagine e ficcare il naso in un po' di libri a caso. 'ao, Scy

  • lankelot 03/06/2003 14:50
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    Il vangelo dell'ipertesto è il libro omonimo di Landow. Una volta letto "L'ipertesto" di Landow, parecchie cose saranno più chiare. I libri non spariranno, ma rimarranno vivi e utili con altre funzioni. La rete servirà a salvare e immagazzinare dati e testi altrimenti destinati a essere perduti. Bisognerà studiarsi, piuttosto, nuovi criteri di selezione. Ave, a domani!

  • myba 01/06/2003 00:48
    Ha valutato l'opinione
    Utile
  • Settedicoppe 30/05/2003 21:52
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    La carta non andrà mai in pensione, per fortuna! :-)

  • alessio_71 30/05/2003 19:33
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
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