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Libro o ipertesto... da biblioteche a musei
Vantaggi boh!
Svantaggi boh!
Getto qui una riflessione che ho fatto ieri sera, una riflessione che in primo luogo coinvolge filosofi e letterati, in secondo luogo matematici e dintorni, in terzo luogo tutti gli altri, poichè tutti, penso, hanno avuto a che fare in vita loro con un libro, molti con un ipertesto.
Definizione di ipertesto dall'enciclopedia Treccani:
Era necessario chiarire la definizione, se a qualcuno da fastidio la citazione la elimino, poichè in molti non sanno cosa è l'ipertesto.
Ed ora il filo conduttore della mia opinione: le biblioteche andranno in pensione e saranno i futuri musei del XXI secolo?
Ero nella Biblioteca Nazionale di Roma qualche giorno fa, uno dei luoghi dove raggiungo la pace interiore, immerso fra libri nuovi e vecchi, sfogliandoc di tutto, venendo a contatto con testi bellissimi, leggendo cose che magari non leggerò mai altrove... o mai più nella vita, forse. Conosco benissimo tante altre biblioteche, importanti e non. Eppure riflettevo su questa cosa. Lentamente con internet si sviluppa l'ipertesto. Che ha di positivo? Che se vogliamo un rimando ad un approfondimento o ad una immagine o grafico non immediatamente contenuto in quel testo, subito con un clic si va ad un altro testo che subito integra ciò che stavamo leggendo. Con i libri invece si occupa spazio e si perde tempo. Tempo poichè bisogna trovare da altre parti i libri a cui si rimanda e il tavolino su cui si studia si riempie di volumi e alla fine non si capisce più niente.
Potrei scrivere altre cose e nel frattempo mi pongo la domanda: le biblioteche diverranno musei? Gli editori andranno in pensione? Il libro con la sua -azzardo il termine! - personalità terminerà, finirà, per dar luogo all'individualismo del foglio A4? L'individualismo umano sta invadendo lentamente anche il campo della cultura?
Interrogativi.... a cui non so se si può rispondere per il momento!
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lankelot 03/06/2003 14:50
Il vangelo dell'ipertesto è il libro omonimo di Landow. Una volta letto "L'ipertesto" di Landow, parecchie cose saranno più chiare. I libri non spariranno, ma rimarranno vivi e utili con altre funzioni. La rete servirà a salvare e immagazzinare dati e testi altrimenti destinati a essere perduti. Bisognerà studiarsi, piuttosto, nuovi criteri di selezione. Ave, a domani!
myba 01/06/2003 00:48
Settedicoppe 30/05/2003 21:52
La carta non andrà mai in pensione, per fortuna! :-)
alessio_71 30/05/2003 19:33
Boh? spero di no. Anche se sono intensa fruitrice di libri "elettronici", anche io non saprei rinunciare alla bella sensazione di girare le pagine e ficcare il naso in un po' di libri a caso. 'ao, Scy