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A Beautiful FILM...
Vantaggi Magistrale Crowe
Svantaggi Peccato l'omissione di qualche particolare rilevante
Dettagli
| Genere | drammatico |
|---|---|
| Età minima | per tutti |
| Regia | ottima |
| Attori | geniali |
| Sceneggiatura | buona |
| Colonna Sonora | da comprare! |
Carissimi amici miei, rieccomi di nuovo qui su ciao, anche se ancora la mia presenza e’ con il contagocce. La flat non mi e’ stata ancora riattivata, ho cominciato a lavorare e il tempo a disposizione comincia veramente a scarseggiare! Onestamente non so neanche di essere in grado di scrivere come una volta, ma comunque ci provero’, ovviamente parlando ancora una volta di cinema, anche se nell’ultimo periodo non ho neanche il tempo di vedere un cortometraggio!! Fortuna che avevo fatto una bella scorpacciata di film prima di cominciare a lavorare, e adesso piano piano ci scrivero’ su qualcosina, magari cercando di essere un po’ meno logorroico del solito, anche se in questo periodo ho visto film che mi hanno parecchio colpito e sono risultati ai miei occhi parecchio interessanti.
Sicuramente uno dei film che ho trovato tra i piu’ interessanti dell’ultima stagione cinematografica e’ “a beautiful mind” di Ron Howard e con il gladiatore Russel Crowe che , film dopo film, si sta rilevando veramente una grande stella del firmamento cinematografico.
Avevo intenzione di scrivere su questo film prima della notte degli oscar, e volevo gridare a tutto il mondo che Crowe avrebbe sicuramente vinto l’oscar come migliore attore protagonista, ma alla fine dei conti non e’ stato cosi’, io ho evitato una figuraccia, ma questo non mi impedisce di aprire, in seguito, un piccolo capitoletto sugli oscar e sulla loro storia… ma andiamo con ordine!
Anno 1947, John Nash vince una borsa di studio e va ad elaborare una qualche sorta di teoria nella prestigiosa universita’ di Princeton. Nash e’ un tipo molto scontroso, quasi pieno di se’, e conscio della sua genialita’; purtroppo per lui, pero’, non riesce a studiare nessuna teoria degna di nota, e si perde studiando il movimento dei piccioni nel cortile, o quello degli studenti durante la ricreazione. Nel frattempo tutti i suoi colleghi hanno gia’ pubblicato qualche teoria, anche se lo stesso Nash le repute assolutamente non originali e decisamente ripetitive. John aspetta l’ispirazione per una qualche teoria veramente unica, che cambiera’ il mondo definitivamente. Come in tutte le cose, il colpo di genio viene proprio nei posti piu’ improbabili, e cosi’ sara’ anche per Nash, che una sera al bar impronta la sua teoria dei giochi, basandosi sulle tattiche per conquistare una bionda mozzafiato.
Ma in cosa consiste la teoria dei giochi? In parole poverissime, diciamo che la teoria dei giochi studia tutte quelle pratiche per avere il massimo risultato in un gruppo. L’applicazione in economia diventa immediata, ragionando in termini di concorrenza controllata. Come c’e’ arrivato Nash? Semplicissimo: la bionda e’ attorniata da ragazze brune, un po’ meno carine. Se tutto il gruppo dei ragazzi si dirigerebbe verso la bionda si avrebbe una sorta di annullamento, e tutte le brune si altererebbero, mentre se ogni ragazzo andasse da una bruna diversa si avrebbe il compimento di un flirt e nessuno dei ragazzi rimarrebbe a bocca asciutta , conquistando almeno una donna, anche se la stessa non e’ la donna mozzafiato! Spero che il mio ragionamento sia leggermente capibile, anche se sono sicuro che guardando il film tutto vi risultera’ piu’ chiaro!
Ma torniamo al nostro “eroe”: Nash, dopo aver presentato la sua rivoluzionaria teoria, viene assunto come collaboratore del governo, e nel frattempo tiene delle strambe lezioni all’universita’.
Proprio durante una lezione di fisica conosce la bella Alicia, presto diventera’ sua moglie. Nel frattempo siamo in piena guerra fredda e lo stesso Nash sara’ di infinita importanza nel decifrare dei messaggi criptati intercettati ai Russi.
Diciamo che a cavallo tra gli anni 70/80 Nash patisce parecchio la sua schizzofrenia, cosa che pero’ non gli impedira’ di vincere il premio Nobel per l’economia nel 1994.
A questo punto mi sembra doveroso parlare anche del cast e della regia, aprendo magari quel capitoletto sugli oscar di cui avevo parlato precedentemente.
La regia e’ stata affidata a Ron Howard (lo ricordate nei panni di Ricky in Happy Days???) , e lo stesso come al solito offre una prova veramente ottima, riuscendo a essere assolutamente discreto, con una regia che all’apparenza non si vede, ma che in profondita’ c’e’ e risulta essere quasi magistrale. Il ritmo del film e’ decisamente buono, non ci sono mai dei cali di tensione e anche se dura la bellezza di due ore, tiene incollato lo spettatore alla poltroncina per tutto il tempo!
Parlare del cast significa fondamentalmente parlare della prova magistrale di Russel Crowe. L’attore australiano si e’ fatto conoscere al grande pubblico nei panni dello scenziato di “Insider” (film per il quale ricevette la nomination all’oscar come migliore attore protagonista) , poi e’ letteralmente scoppiato nei panni del generale Maximus nel “gladiatoe” (vincendo fra l’altro l’oscar come migliore attore protagonista), e adesso ci offre ancora una volta una prova perfetta in “a beautiful mind”, dimostrandosi uno degli attori piu’ camaleontici degli ultimi tempi. Crowe riesce a immergersi nella parte con immensa naturalezza e riesce a rappresentare la schizzofrenia in maniera perfetta, risultando lui stesso un vero e proprio schizzofrenico. Una prova del genere dovrebbe avergli fruttato l’oscar, ma sfortuna ha voluto che si scontrasse con l’attore nero icona degli afro-americani : Denzel Washington. Onestamente non ho visto il film che vedeva come protagonista l’attore di colore, ma onestamente credo che l’oscar sia stato assegnato a lui piu’ per quello che si e’ detto che per quello che effettivamente ha rappresentato sullo schermo (superare l’interpretazione di Crowe mi sembra che sia difficilissimo anche per un attore bravo come Washington).
Adesso mi sembra doveroso specificare il “che cosa si e’ detto” : a Hollywood si cominciava a vociferare che ci fosse una sorta di razzismo verso gli attori di colore, visto anche che solo un’attrice aveva vinto il premio come migliore protagonista (Wooopy Goldberg) e solo un attore di colore aveva vinto una statuetta come migliore attore non protagonista. E quindi, ecco che magicamente quest’anno i due oscar come miglior attore e come miglior attrice protagonista sono andati a due personaggi di colore… ok, forse saro’ in malafede ma le coincidenze mi sembrano un po’ troppe, anche se continuo a precisare che non ho visto il film di Washington… ma prometto di farlo al piu’ presto, e se ce ne sara’ di bisogno, prometto di autosmentirmi!
Mi sembra doveroso parlare anche della splendida interpretazione di Jennifer Connely nei panni della signora Nash. La Connely ha vinto l’oscar come migliore attrice non protagonista, fornendo una prova decisamente al di sopra delle righe , e riuscendo a non sfigurare neanche di fronte all’interpretazione perfetta di Crowe.
Nota di merito anche per la colonna sonora di James Horner e per i costumi affidati a Rita Ryack.
Bye!
Francesco.
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AnnaFlavia 07/06/2005 21:21
lelfo 24/05/2004 12:24
Taslehoff 29/08/2003 19:26
GufoDemone 08/05/2003 17:41
m3lly 25/04/2003 00:38
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