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Un amore di Mecca. Non originale, ma profondo.
Vantaggi profondo, commovente, intenso e, a tratti, profetico
Svantaggi forse un po' lungo..
Finalmente sono riuscita a vedere questo film di cui ho letto, anche qui su ciao.com, opinioni contrastanti tra chi l’ha apprezzato e chi, al contrario, lo ha detestato.
A questo punto provo a scrivervi la mia opinione sull’argomento, da fan del genio-filosofo Kubrick e di una parte della produzione firmata Spielberg.
Questo film non è del tutto originale. O perlomeno tantissimi sono i richiami ad altre opere di entrambi i registi. Capolavori inimitabili che inevitabilmente hanno dato il loro peso negativo su questo film. I paragoni nascono nella mente ad ogni frammento del film. Ed è per questo che occorre proiettarsi al di là di qualsiasi effetto speciale, visivo e sonoro per afferrarne il significato profondo e terribilmente emozionante.
A questo punto, pare doveroso descrivere la storia che rimarca, nei tratti salienti, la favola di Pinocchio.
Siamo in un’epoca futuristica non ben precisata in cui gli uomini hanno finalmente creato dei cyborg capaci di sostituirli in quasi tutte le cose quotidiane. Robot, o Mecca come vengono definiti, perfettamente identici agli esseri umani e programmati per le più variegate esigenze. Uno scienziato proprietario di un impero elettronico (William Hurt) ha progettato però un nuovo Mecca- bambino molto più evoluto, unico nel suo genere e capace di provare emozioni autonome. Una sorta di Geppetto con un progetto sperimentale affidato ad una coppia, il cui unico figlio è in coma.
Agghiacciante è il momento del confronto con gli altri bambini umani che tentano di testarlo come una cavia innescando il meccanismo di autoprotezione del robot che si attacca al fratellino vero e lo trascina con sé nel fondo di una piscina. Non a caso la regia si sofferma a lungo sull’inquadratura di David immobile nell’acqua e lasciato lì dopo il salvataggio dell’umano. Dopo questo e altri episodi la famiglia che lo ha adottato decide di abbandonarlo.
Terribile ed estremamente doloroso l’abbandono di David da parte di Monica, di colei che lui stesso considera madre naturale e che ama di un amore infinito e profondo. L’immagine di David attaccato alle gambe della donna che lo respinge, seppur tra le lacrime, ha creato in me uno scatto di dolore e di rabbia per la sua somiglianza a tante vicende reali. Come non pensare alla facilità con cui le persone decidono di adottare un bambino, o un animale che quando sembra “dar fastidio” viene inesorabilmente abbandonato a se stesso.
Questo segmento di film mi ha fatto nascere un altro paragone in testa, ossia con Schindler’s List dello stesso Spielberg. Le immagini dei cyborg che cercano pezzi di ricambio tra i rottami, perseguitati, catturati, mutilati perché esseri inferiori hanno rievocato le scene della ricerca tra le montagne degli indumenti dentro i campi di concentramento, le fughe notturne, i tedeschi che sparavano a caso tra la folla, gli sguardi spenti e rassegnati della gente destinata al massacro e intrappolata nelle baracche.
David riesce a scappare da quell’orgia infernale allo stesso modo in cui Pinocchio riesce a fuggire a Mangiafuoco, portando con sé il cyborg Joe e il suo tenero Teddy. La triste brigata riesce, dopo mille domande, mille peripezie a trovare finalmente colui che risponderà alla sua domanda. Riesce a ritornare al suo costruttore (in una Manhattan sommersa dalle acque e inquietante) che gli mostra una miriade di modelli di David mecca già pronti per la distribuzione.David non sopporta la perdita della sua originalità, non tollera la sua realtà meccanica e tenta di concludere la sua esistenza buttandosi nelle acque di Manhattan. Proprio qui sotto però ha un’illuminazione improvvisa. Trova quello che stava cercando. Trova la sua speranza e, dopo essere stato salvato dal suo amico cyborg, torna con Teddy in fondo al mare per pregare la fata Turchina di trasformarlo in “un vero e autentico bambino”. Continua a ripetere questa frase per minuti, giorni, anni, secoli fino a che lentamente si spegne.
Ecco per me il film poteva finire qui ed essere già completo. Un momento straziante superato solo, per intensità, a quello dell’abbandono nel bosco. Il film però va avanti e ci si ritrova duemila anni dopo con una razza aliena sensibile e buona che cerca tracce di memoria degli esseri viventi sulla Terra. Altri richiami finali vanno questa volta a Jurassic Park, con il tentativo di ricostruire il genere umano ormai estinto e a Incontri ravvicinati del 3° tipo.Una vera razza aliena o una sorta di mecca assolutamente progrediti? Questo non lo so. Sappiamo solo, alla fine di questo film, che la commozione è sempre stata presente dalla prima all’ultima scena per una sensibilità di fondo, per un concetto di uguaglianza, di speranza e di innocenza che è sempre palpabile e mai espresso con chiarezza.
Il finale? Il finale è il sogno..il sogno che avvicina gli esseri umani alle macchine senza alcuna distinzione e che porterà David a conquistare l’amore di una madre umana. Il modo lo troverete voi guardando questo film.
P.S. Ho scelto nella pagella, alla voce Attori, il voto Geniali perché riferito, in particolare al bambino e al cyborg-gigolò che ho trovato assolutamente incredibili.
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dolby5.1 11/02/2008 21:09
formiketta 30/01/2005 01:00
praticamnete il film più brutto..inutile senza senso che abbia mai visto!
John30 13/12/2004 19:49
Grazie dell'interessante opinione, ho visto il film ieri sera in tv e mi ha emozionato, pur lasciandomi un po' stranito.
boy83mi 03/11/2004 14:35
questo film mi ha strappato 1 a 1 le migliaia di lacrime che avevo in corpo quella sera.....lo reputo davvero bello
Cekkina86 31/10/2004 01:46
Bellissima la tua opinione! Molto bello anche il film
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