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Opinione

per Abissi d'acciaio (Isaac Asimov)
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5 Stelle Primo (secondo?) passo verso il futuro
35 su 35 utenti Ciao hanno valutato come utile la seguente opinione Vedere le valutazioni
Raccomandato: Si

Vantaggi Sembra un giallo, ma...

Svantaggi ci sono ma irrilevanti

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L'autore

pupaolo Dal 26 lug 2003

Chiamano il potere l'amaro calice. Ma l'amaro è un aperitivo, stimola l'appetito. continua

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A partire dall’ottobre 1953 la rivista “Galaxy” pubblica in tre puntate un romanzo di Asimov dal titolo “Abissi d’acciaio”. Nel 1964 lo stesso viene ripubblicato in volume dalle edizioni newyorkesi Doubleday. In Italia appare tradotto, per la prima volta come appendice ai Romanzi di Urania nei numeri dal 55 al 63 e solo nel 1963 ne viene fatta una edizione in volume sui Romanzi del Cosmo (n.116 – con il titolo “La metropoli sotterranea”). Nel numero 578 di Urania viene infine pubblicato con il titolo oggi conosciuto di “Abissi d’acciaio”.
E’ un romanzo importante nella produzione di Asimov per varie ragioni:
- apre il ciclo dei Robot
- introduce alcune figure fondamentali della saga della Fondazione
- è considerato da Asimov come il primo vero romanza dell’intera saga di Foundation
Sul terzo punto non sono d’accordo con il Maestro e le ragioni le ho spiegate nella mia recensione a “Nemesis” (e secondo alcuni si dovrebbe risalire ad almeno uno o due altri romanzi asimoviani quali “La fine dell’eternità” e “Neanche gli Dei” ma la cosa mi appare alquanto dubbia, tranne che per il primo in cui forse è possibile trovare qualche accenno, ma troppo debole a mio avviso per giustificarne a pieno titolo l’inserimento).
Il ciclo dei Robot, di cui “Abissi d’acciaio” costituisce il primo tassello è in un certo qual senso propedeutico all’intera storia della Fondazione, anche se lascia aperti alcuni interrogativi sul “cosa c’era prima” (interrogativi che in parte “Nemesis” chiarisce ma lasciando ampio spazio alla stessa fantasia del lettore).
E’ importante “Abissi d’acciaio” innanzitutto per i protagonisti della vicenda e poi per l’ambientazione: siamo in un futuro non troppo lontano ma già si avverte che la Terra è avviata su una strada non proprio felice. Gli “Spaziali” sono ancora in contatto con il nostro pianeta ma il loro distacco è già netto e finirà per diventare definitivo.
Perr chi avesse letto “Nemesis”, giustamente, prima di iniziare questo romanzo dirò che le incongruenze che si notano vanno ascritte al fatto che Asimov non elaborò i propri romanzi in successione cronologica ma compì dei veri e propri “salti temporali” e solo verso la fine della sua vita scrisse in modo da renderne oncogeni almeno alcuni. Saranno incongruenze che accompagneranno i lettori che decidano di affrontare la lettura dell’intero corpus di Foundation in ordine strettamente cronologico. Poco male, visto che Asimov stesso commise una volta un errore proprio nell’elencare la cronologia dei cicli.
Ma veniamo alla vicenda e ai personaggi:
New York è ormai un’immensa megalopoli abitata da decine di milioni di persone: la particolarità sta però che il suo sviluppo, che noi conosciamo oggi come “verticale” ha subito una trasformazione radicale: la città è ora completamente sotterranea, nessun abitante (salvo quei pochissimi che lo devono fare per esigenze di lavoro(e nel romanzo ne conosciamo praticamente solo uno all’inizio e saranno due alla fine) si azzarda ad affrontare lo spazio esterno, e quando lo fa subisce praticamente un trauma non lieve. In questa ambientazione quasi claustrofobia e rigidamente divisa in classi, dove avere un bagno personale è considerato un lusso assolutamente inconcepibile, sta montando anche una specie di rivolta, un rifiuto quasi viscerale verso i Robot, la loro invadenza in ogni settore. E’ il timore che le macchine stiano soppiantando l’uomo in ogni campo ma soprattutto sul lavoro, la paura ancestrale del diverso troppo simile a noi, il complesso d’inferiorità che in realtà non ha ragione d’essere.
Nel rapporto tra l’uomo e il Robot Asimov traspone una serie di problematiche di tipo razziale che hanno molto di autobiografico (lui ebreo russo immigrato che durante l’infanzia ha conosciuto emarginazione e altro). Ma non sarà questo l’elemento portante che verrà invece ripreso in altri romanzi e di cui ci sarà modo di approfondire.
Ai margini della città sotterranea, all’esterno vi è Spacetown la città degli Spaziali, ariosa e lussuosa.
I rapporti tra “terrestri” e “spaziali” non sono dei più idilliaci. Troppe le differenze, sia di stile di vita che di mentalità, e anche nella stessa concezione dei Robot, fanno sì che si erga un muro impenetrabile di incomprensione, un senso sempre crescente di ostilità.
Un giorno uno degli Spaziali viene ucciso nella sua bella e ricca magione. E a quanto pare ci sarebbe lo zampino di un terrestre. Può sembrare inconcepibile vista la situazione eppure non vi sono quasi dubbi.
Qui entrano in scena i due protagonisti: il miglior poliziotto di New York e il migliore di Spacetown.
Il primo è un terrestre, Eliah (Lije) Baley un poliziotto molto simile per caratteristiche ai personaggi polizieschi europei (penso a Maigret o, in chiave più “moderna” a Derrick) portato più all’osservazione, al ragionamento, all’indagine psicologica che non all’azione tipica dei poliziotti americani. Il secondo R.Daneel Olivaw è…un Robot (la R. sta appunto per robot). Ma talmente simile ad un essere umano da risultare irriconoscibile come robot. E per ciò stesso figura ancora più inquietante, che solletica le paure profonde dell’uomo (in questo richiama il mito del “Golem” cuiè anche dedicata l’epigrafe che apre l’introduzione al romanzo nell’edizione Oscar –fantascienza-n.1876).
“Abissi d’acciaio” è dunque, sia pure fantascientifico, un giallo? In un certo senso sì. Ma la struttura narrativa del poliziesco è solo un pretesto che serve ad Asimov per delineare i caratteri dei suoi personaggi, sottolinearne la progressiva evoluzione (soprattutto quella del terrestre, almeno nelle prime fasi), “usarli” per dare la spinta iniziale al grande affresco di Storia futura di cui ancora non ha chiari i contorni ma di cui già intuisce la portata. Al lettore poco importa come si concluderà la vicenda dell’indagine poliziesca perché in primo piano sono altri gli interrogativi portanti del romanzo. Ed è più misterioso Daneel che non il movente o l’autore dell’assassinio. E’ il ruolo che assumerà Baley, le decisioni che prenderanno gli spaziali ad avere maggiore importanza.
Ciò non toglie che anche la vicenda puramente “gialla” abbia un suo svolgimento coerente e appassionante fino all’epilogo tutt’altro che scontato. Asimov è scrittore che sa coinvolgere il lettore, la sua esperienza narrativa, che andrà evolvendosi in meglio negli anni seguenti, è già sufficiente a fare dei suoi romanzi delle letture che non lasciano spazio alla noia. Lo stile narrativo sposato all’indubbia capacità divulgativa di Asimov consentono la trattazione di temi diversi nello stesso romanzo senza creare né confusione né fastidio.
Lije Baley sarà uno dei personaggi chiave del ciclo dei Robot ma Daneel ci accompagnerà fino a… Questo lo vedremo, piano piano, in seguito.
In “Abissi d’acciaio” il ruolo preminente è a Lije, che diventerà la chiave di volta per chiarire un interrogativo di non poco conto: quale dovrà essere il futuro dei terrestri? Richiudersi sempre più nei loro “abissi”, non solo materiali ma anche intellettuali, o uscire e guardare non solo oltre i confini della città sotterranea ma anche oltre i confini del pianeta? E poi? E gli “spaziali” con il loro uso massiccio e sempre più tecnologicamente avanzato dei robot, il loro crescente isolamente anche individuale, verso quale destino si stanno avviando?
Sono interrogativi cui il romanzo dà appena una larvata risposta. Ma interrogativi che trascendono, come appare logico, la semplice vicenda “poliziesca”. Il lettore è portato abilmente da Asimov a privilegiare i primi rispetto alla seconda, ma senza prevaricare nulla.
Gli interrogativi andranno poi risolti o no? Nei romanzi successivi può esserci la risposta?
Vedremo. Per ora mi fermo con il consueto: Buona lettura!


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Avete domande riguardo Abissi d'acciaio (Isaac Asimov)? Domanda
Pagina 1 di 7 | 1 - 5 di 35 commenti
  • Meilantha 07/04/2007 18:23
    Ha valutato l'opinione
    Eccellente
  • arraffaele 15/03/2007 16:14
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • Groudy.Blue 12/05/2005 22:33
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • dancingShiva 01/05/2005 16:10
    Ha valutato l'opinione
    Eccellente

    ottima davvero, va subito fra le opinioni preferite ;)

  • ladyb2 16/11/2004 19:41
    Ha valutato l'opinione
    Utile
Pagina 1 di 7 | 1 - 5 di 35 commenti

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