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Acciaio (Silvia Avallone)

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Un'altra storia adolescenziale.

3  03.05.2010 (12.05.2010)

Vantaggi:
Storia avvincente, testo scorrevole

Svantaggi:
atmosfera spesso opprimente, qualche distrazione dell'autrice

Consiglio il prodotto: Sì 

Dettagli:

Contenuti

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viaschino

Su di me: mi piace viaggiare, ma soprattutto vivere un posto per capire la realtà, gli abitanti. Il mare è il ...

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In media l'opinione è' stata valutata Eccellente da 34 utenti Ciao

Non potevo fare a meno di leggere “Acciaio”, libro scritto da una giovane autrice, che ha ricevuto già molti premi, è stato presentato in molte città, ed è tra i tre finalisti dello Strega come opera prima. “Acciaio” rappresenta un caso editoriale, il libro, edito dalla Rizzoli, è nei primi posti delle classifiche da parecchie settimane.
Avevo notato questo libro in libreria, poi è stato presentato al teatro della cittadina in cui vivo, così, quando ho visto che lo stava leggendo mia cognata, le ho chiesto di passarmelo!

TRAMA
Anna e Francesca, 13 anni, vivono a Piombino, nel quartiere operaio di via Stalingrado, tra casermoni di cemento e cortili spelacchiati. E’ giunta l’estate e cominciano a frequentare i loro coetanei, aspettano con ansia il 15 agosto, notte in cui potranno rimanere finalmente fuori.
Il padre di Anna ha loschi traffici, abbandona di tanto in tanto la famiglia, quello di Anna è un energumeno che la spia e spesso picchia sia lei che la moglie. La madre di Anna è impegnata politicamente, è una femminista attiva, ma nell’intimo di casa sua si fa prendere in giro dal marito ed accetta i suoi raggiri. La madre di Francesca è vittima del marito e pur, avendo 36 anni (che poi è la mia età!), è invecchiata precocemente. Anna ha anche un fratello, Alessio, un bel ragazzo, desiderato da tutte, che lavora alle acciaierie.
Francesca ed Anna hanno un rapporto quasi morboso, sono indivisibili, sono cresciute insieme, hanno i loro segreti, i posti che rappresentano il loro eden in questa brutta realtà, ma le cose cambieranno perché le scuole medie sono finite e le due ragazze si divideranno: Anna si è iscritta al liceo classico, Francesca in un istituto tecnico.
La tanto attesa notte del 15 agosto rappresenterà proprio la data in cui la loro amicizia viene troncata…
Non aggiungo altro se non che i temi trattati sono molti, si parla di adolescenza, di violenze familiari, di amicizia, di amore, anche omosessuale, di prostituzione, di lavoro duro, di politica, di traffici loschi, di morti sul lavoro, di vita di provincia. Forse sono un po’ troppi i temi immessi nel calderone!

CONSIDERAZIONI
Il libro mi è piaciuto, è avvincente, è scritto bene, l’analisi psicologica è minuziosa, le descrizioni sono precise e atte a riprodurre un’atmosfera di oppressione, soprattutto quando si parla delle acciaierie.
Le vicende si svolgono nell’estate del 2001 ( eh sì l’annus terribilis per l’occidente!) ma l’autrice sembra dimenticarsi spesso di questo, per cui vi sono degli errori: si parla della Porche Cayenne, che è nata nel 2003, vengono riportate canzoni che andavano per la maggiore negli anni precedenti, si parla dell’Alfa 147 come auto della Polizia, ma nel 2001 non veniva utilizzata dalla Polizia, anche perché era appena uscita, non so se dopo sia stata effettivamente usata dalle nostre forze dell’ordine. Insomma tante piccole disattenzioni, giustificabili dal fatto che l’autrice è una giovane donna al suo primo romanzo.
Io ho apprezzato molto la descrizione del modo di pensare delle due adolescenti, le loro mosse, i loro balli, la loro ricerca di una identità anche sessuale, la scoperta dell’altro sesso. La Avallone ci mostra le ragazzine con l’ombelico di fuori, delle Veline in miniatura, magari non stupide, perché, per esempio Anna è anche brava a scuola e ama leggere, ma che guardano gli abiti degli altri, ritengono “sfigate” le occhialute, che non hanno cura nel vestirsi e non fanno colpo sui ragazzi. Rivedo in queste ragazzine la mia nipotina, che non ha nemmeno compiuto 11 anni, ma che è perfettamente aderente a questa immagina di adolescente. Ho rivissuto le mie estati al mare dell’adolescenza, con le attese delle notti di festa e dei fuochi d’artificio.
Nel libro Anna e Francesca appaiono molto felici e spensierate, almeno all’inizio, nonostante la loro situazione familiare, che non è delle migliori, e la dura realtà in cui si ritrovano a vivere. Le vicende più gravi, come per esempio, il crollo delle torri gemelle, vengono viste al bar del paese, e sembrano "scivolare" su di loro, come se nulla fosse.
L'autrice, poi, è molto brava a descrivere la realtà delle acciaierie, il lavoro monotono, che rovina la salute, la voglia di evasione dei giovani operai. Spesso utilizza anche un linguaggio tecnico, che all’inizio, per chi non è del settore, risulta un po’ ostico, ma una volta imparati i vari termini, si riesce a procedere bene nella lettura.
Il finale forse mi ha lasciato un po’ perplessa, secondo me è un po’ affrettato, non vengono chiarite parecchie cose, legate ad eventi di una certa rilevanza. Non è facile spiegare questo senza rivelare cosa succede, quindi mi fermerò qui. Se siete curiosi, leggete il libro!
Certamente, come ho ribadito nel titolo di questa opinione è l'ennesimo libro che ha come protagonisti degli adolescenti. A quanto pare, ultimamente, i grandi successi editoriali hanno sempre questo tema. Dopotutto però i romanzi di formazione hanno una grande tradizione, quindi, forse, non è un male che siano stati riportati in auge.

SILVIA AVALLONE
L’autrice è nata a Biella nel 1984, attualmente frequenta ancora, all’università di Bologna, il corso di Filosofia. Ha pubblicato alcune poesie sulla rivista ClanDestino, inoltre ha creato e diretto il festival di poesia “Parole di sassi e di vento” e ha curato e condotto alla radio varie trasmissioni di poesia e musica italiana. Per tre anni ha vissuto a Piombino, da qui la sua conoscenza profonda di questa particolare realtà toscana.
In una intervista che ho letto sul web l'autrice spiega di aver scoperto il suo amore per la poesia già alle elementari, dopo aver letto una poesia di Pascoli. Racconta inoltre di aspettare la storia, magari fumando qualche sigaretta alla finestra, così alcune immagini arrivano a balenarle in mente. Ha poi aggiunto di aver voluto ambientare il suo romanzo nella provincia italiana industriale, perchè troppo spesso questa realtà viene trascurata, per questo ha anche scelto di raccontare gli umili, i vinti che però cercano in qualche modo un riscatto.

RECENSIONI SUL LIBRO
E’ stato scritto su questo libro:
Unità ( Grazia Palieri): “Silvia Avallone ci regala un pezzo della disgraziata vera Italia di oggi”
L’Internazionale ( Goffredo Fofi) “Silvia Avallone narra in questo efficace esordio il bene e il meno bene di un ambiente operaio chiuso, e l’amicizia di Francesca e Anna, piccole donne che crescono tra maschi normalmente dominatori e avvertono il declino della loro classe di appartenenza”
Corriere della Sera (Ida Bozzi): “Fin dalla prima immagine, c' è un vigore raro nel romanzo d' esordio della venticinquenne Silvia Avallone, Acciaio”.
Il Riformista (Caterina Soffici): “Un capolavoro di scrittura: bellissimo e crudele”
La Stampa ( Giovanni Tesio): “Sotto la torre nera e minacciosa del ''mitico'' Afo 4, il quarto altoforno, in cui a 1538 gradi fonde il metallo, ecco dunque il buon esordio di un romanzo capace di tenere insieme - nella deriva o nel dramma di molte vite - il filo di una speranza che sprigiona da due esistenze forse destinate a combaciare”.
Molto spesso inoltre ho letto articoli su quotidiani importanti riguardo a polemiche che lo stesso ha suscitato fra gli operai di Piombino. Sul Corriere della Sera di venerdì scorso ( 30 aprile) Dario Vico scrive: “ la cosa veramente importante che Acciao ci dice è una: non c’è più trasmissione di valori dai padri ai figli e ciò avviene (anche) in quei contesti culturali in cui esisteva una forte identità collettiva di matrice operaia”.

Scheda
Il libro è riconoscibilissimo: ha una ragazza in primo piano con i capelli lunghi, un top e un gonnellone, sullo sfondo delle ciminiere, la costa del libro è in tessuto verde. La qualità dei materiali è molto buona: è un edizione Rizzoli!
Il libro è uscito nel gennaio 2010.
“Acciaio”- Silvia Avallone
Editore : Rizzoli
Pagine: 358
Prezzo : € 18

Fotografie per Acciaio (Silvia Avallone)
Acciaio (Silvia Avallone) Sul_Romanzo_Silvia_Avallone - Acciaio (Silvia Aval
Acciaio (Silvia Avallone)
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48mietta

48mietta

01.10.2011 15:40

bella descrizione

John30

John30

16.09.2010 18:06

Eccellente opinione. In effetti, sono parecchie le distrazioni (aggiungo, fra le altre, anche i telefonini che fanno filmati, YouTube, Scamarcio idolo delle ragazzine: tutte cose venute dopo il 2001). Ciao, complimenti!

brucoblu-spensierato

brucoblu-spensierato

21.06.2010 19:22

sembra un bel libro...prima o poi magari lo leggerò

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Nei casermoni di via Stalingrado a Piombino avere quattordici anni è difficile. ...

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