Acciaio, freddo, tagliente.......cinicamente reale......
21.09.2010
Vantaggi:
Sapere cosa ci succede attorno
Svantaggi:
Capire come stiamo vivendo
Consiglio il prodotto:
Sì
 andato63
Su di me:
C' é un tempo e un luogo per tutto........basta crederci.........
Iscritto da:28.08.2009
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Ne parlava una mia conoscente, ad un certo punto mi disse “ non capisco come sia potuto arrivare secondo al premio Strega”, non so perché ma questo mi ha incuriosito, forse volevo andare a vedere come ragionava, o forse la mia solita curiosità, sta di fatto che lo presi qualche giorno dopo e me lo misi in valigia. Anche io dopo averlo letto, continuo a non capire come possa essere arrivato secondo allo “ Strega”, non so chi sia arrivato primo, non mi interesso di premi o di classifiche ma solo di ciò che leggo, comunque secondo me quel premio doveva vincerlo a mani basse.Acciaio non è un libro è una bomba ad orologeria, lo devi leggere tutto in un fiato, altrimenti rischia di scoppiarti in mano, richiede attenzione perché ciò che racconta non e’ come si potrebbe pensare scorrendolo velocemente “leggero”, lì dentro c’è la vita, non di una generazione ma di una società intera, perché a prescindere dalla locazione a cui si rifà, le storie raccontate sono quelle che si possono riscontrare in qualsiasi parte del nostro paese, soprattutto in quei siti dove è ancora presente l’ industria pesante, quella metallurgica, quella che una volta si identificava con le tute blu. E qui non capisco l’ alzata di scudi dei livornesi, essendo la storia ambientata in uno dei quartieri limitrofi di questa città, la gente , ha contestato aspramente questo libro, non riesco a capirne il perché, perché sentirsi offesi se qualcuno racconta come stanno le cose, dicono che si sono sentiti degradati, ma di cosa ? Questo libro poteva essere ambientato ovunque, visto che racconta le storie di persone normali, perché voler negare che esistono delle zone franche con le loro leggi, le loro mentalità, i loro modi di vivere, pensare ? Ogni giorno ce li ritroviamo sui giornali se non ci viviamo dentro.Non è possibile che non si possa scrivere liberamente, che mentre lo si fa bisogna prestare attenzione a non offendere Tizio o Caio, stanno già cercando di farci stare zitti con leggi a personam non diamogli anche la motivazione per farlo. Meglio tornare al libro, la storia principale coinvolge due ragazzine che in un’ estate rovente stanno per compiere 14 anni, amiche per la pelle e come si sono giurate per l’ eternità, si trovano nel loro periodo d’ oro, il momento in cui la fase di sviluppo modella i loro corpi facendole passare da bambine mal sopportate a ragazzine desiderate.Solo una giovane donna, poteva raccontare come sono cambiati i modi di vedere, di pensare, di fare, di proporsi di due ragazzine ai nostri giorni, solo lei poteva farci capire che a quell’ età oggi si è bambini solo per i genitori e forse neppure per quelli…. Questo è solo il filo conduttore, la narrazione dopo un inizio in cui si dà risalto a queste due fanciulle, cambia, pur non abbandonando mai il filone principale, si sposta sull’ ambiente in cui vivono, sulle persone con cui hanno a che fare. È la narrazione delle aberrazioni che possono apparire all’ interno di nuclei familiari dove gli equilibri si basano sull’ ignoranza e i pregiudizi.Piano piano esce allo scoperto il disagio, per tutto e per tutti, la storia di queste due ragazze, si interseca con la storia di altri, familiari e non, scava nelle loro menti, estraendone il disagio insopportabile per la mancanza di un futuro, di sogni realizzabili, di prospettive. Per i più giovani, il destino è già segnato, sarà quello dei loro padri, rinchiusi in una fabbrica, l’ unica della zona, quella a cui tutti si aggrappano per sopravviver,e ben sapendo che è la negazione di avere un futuro, quella che molti descrivono più volte come un mostro tentacolare, che avvolge tutti e tutto, con i suoi miasmi, nell’ interno alla quale vivono creature nate deformate causa le esalazioni e la mancanza di sole, quella che ti prende tutto a volte anche la vita.Tutto questo disagio deve essere rimosso per non impazzire per non diventare dei vegetali, per non darla vinta al mostro, per cui ci si nasconde, si cerca di fuggire, a forza di droga, di sesso, di bravate, di atteggiamenti da “uomini veri”, per non tornare a pensare a cosa li aspetta il giorno dopo a casa, al lavoro. Una storia che ci riporta alla vita spericolata, ma questa volta con una crescente malinconia, per come evolveranno i destini di questi ragazzi, con il cervello già bruciato dalla droga a 20 anni.La bellezza di questo romanzo, è contenuta nella sua scrittura, cinica nel raccontare le deviazioni mentali, realistica nel proporre gli ambienti i modelli a cui ci si ispira, che si cerca di imitare, brutale nella descrizione delle deviazioni mentali, delle perversioni, del dolore, umanamente coinvolgente nei destini di questa gente, se non altro perché non è fantasia, ma solo la nostra vita o per lo meno la vita di molti di noi. Una narrazione che non dà mai la sensazione di correre, si adatta al paesaggio, al caldo estivo insopportabile in qualsiasi luogo ci si trovi, casa o lavoro che sia, ripercorre tutte le tappe della stagione estiva tipiche dei ragazzi, i giochi, gli scherzi, le guasconate, gli amori, le delusioni, i sorrisi ed i dolori, eppure e’ il lettore che comincia a correre, più ci si addentra in questa storia, e più cresce la voglia di sapere come finisce, cosa avverrà, è un po’ come se ci si faccia prendere dalla curiosità di vedere se anche lì finisce come è successo nelle nostre realtà.E poi c’è l’ Elba, il sogno di tutti, è una presenza costante, il riferimento, un po’ come in un girone dantesco viene riproposta ciclicamente, è l’ immagine dell’ irraggiungibile, eppure è lì immobile, separata da loro solo da una lingua di mare, basterebbe attraversarla per essere in paradiso, magari attraversarla insieme, come mille volte hanno progettato di fare……. Un libro che poteva essere scritto così solo da questa autrice, al suo esordio, con alle spalle i suoi 26 anni, nata a Biella un altro caposaldo dell’ industria italiana, solo una giovane mente come la sua poteva riuscire a raccontare come sia cambiato il modo di vedere, vivere, morire delle nuove generazioni, riportandoci un po’ alle nostre origini senza per questo offendere nessuno, ma cercando di riportare all’ evidenza dei molti i problemi inerenti il sociale lasciati irrisolti, abbandonati come i suoi protagonisti, schiacciati sotto quel mondo di nulla che rappresenta la nostra società.Una lettura molto più che raccomandata, per chi ha voglia di capire cosa può succedere ai nostri figli, a noi stessi.
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01.10.2011 14:42
Complimenti per la bella recensione
01.09.2011 18:53
E' un po' che penso di leggerlo. Ottima recensione
30.10.2010 11:18
una buona segnalazione.... grazie