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Acea Mercato Libero... ci son caduto anch'io!

1  12.03.2010

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Valenzio68

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“Buonasera signore… vede? Sono un dipendente ACEA…” dice... mentre mette in bella mostra il suo tesserino con logo aziendale della società energetica che mi fornisce energia elettrica da ormai 14 anni, appeso al bavero di una, a dire il vero neanche troppo, elegante giacca.
Sono circa le 6, 6:30 del pomeriggio ed io sto uscendo di casa per andare a cena da mia madre quando un ragazzetto, vestito così così, capelli di colore rosso e barba trasandata, rossa anche quella, suona al campanello di casa mia.
“L’azienda mi ha incaricato di passare tra i clienti per scongiurarne la perdita a fronte delle varie campagne pubblicitarie svolte dalla concorrenza…”.
In effetti era già da un po’ di tempo che alla TV, sui cartelloni pubblicitari ai margini delle strade e finanche in quei Centri Commerciali solitamente frequentati per gli approvvigionamenti alimentari, e non solo, da più parti, insomma, venivo martellato da incaricati di più o meno note aziende energetiche che si proponevano di regalare giorni, mesi o addirittura anni di fornitura energetica. A quelle campagne non avevo mai dato ascolto. Rispondevo ai sempre più pressanti promotori, divenuti ormai di casa in quei centri commerciali, che io stavo bene così… “io sto con ACEA e mi trovo bene con loro….”. Pensavo tra me e me: “Loro non hanno mai provato a fregarmi e io non ho motivo per cambiare”.
Poi, quella sera di giugno 2008, giunse da me quel ragazzo: “Ha visto le campagne pubblicitarie dei nostri concorrenti? Sono tutte balle… promettono sconti eccezionali e poi…”.
Va bè… lo so, questo lo avevo capito da solo, pensavo… quello che, invece, non avevo capito è che la liberalizzazione del mercato energetico aveva liberato gli sciacalli dal recinto in cui la norma, lo Stato, il “mercato vincolato”, li aveva tenuti chiusi fin lì. E uno di quelli aveva bussato a casa mia in quel momento. No, questo non l’avevo capito.
“L’azienda, al fine di evitare che voi clienti possiate aderire alle offerte, apparentemente vantaggiose, proposte dai nostri concorrenti, ha deciso di proporvi uno sconto del 20% sull’attuale tariffa… come vede pari a quanto promesso dalla concorrenza, né di più, né di meno… così facendo, tutela voi clienti dall’aderire a queste vere e proprie truffe e, nel contempo, prova a mantenere il suo parco clienti…”.
Ma guarda un po’, pensai, è proprio una gran bell’azienda l’ACEA… sono proprio un esempio di serietà. “Quindi, cosa devo fare?”. E qui, ne sono sicuro, il lupo avrà avuto un carico di salivazione del quale avrei dovuto accorgermi: io, la preda, stavo per cadere nella sua trappola.
“Nulla di particolare… solo dobbiamo rifare il contratto, nel quale, essendo lei già cliente non dobbiamo indicare nulla di più di quello che già è in essere… a proposito, mi dia l’ultima bolletta e le faccio vedere che i dati necessari li prendo da li…”
Beh, la domanda sorse spontanea e gliela posi prontamente: “Mi scusi… ma se resta tutto com’è, perché rifare il contratto?”. Ma lo sciacallo non molla mai la sua preda ed è furbo nel prepararsi preventivamente a tutto… “Per applicare lo sconto dobbiamo far figurare che applichiamo una tariffa diversa e quindi ci serve un nuovo numero di contratto… non abbia timore vedrà che non cambia nulla… mi dia la bolletta.”. Mah, mi ha convinto… prendo la bolletta e lui inizia a compilare il modulo. “Vede? Non c’è bisogno di reinserire nemmeno i dati sul RID per il pagamento bancario, a meno che lei non voglia cambiare il metodo di pagamento delle bollette!”. “No, no, per carità… lasci tutto com’è…” Io pago tutto quello che posso con il RID bancario. Non ho mai amato ritardare nei pagamenti o, addirittura dimenticarmene. Credo che il lavoro e i servizi vadano pagati e che le scadenze debbano essere sempre rispettate… costi quel che costi… e il RID bancario mi mette serenità in quanto io devo soltanto pensare a tenere il conto corrente in “positivo” per far fronte ai fabbisogni economici della mia famiglia… bollette comprese anche se, essendo una famiglia mono-reddito, l’impresa non è sempre semplice, ma questa è tutt’altra storia.
“Metta una firma qui… un’altra qui…”, in totale 4 firme… senza leggere nulla di ciò che, ovviamente, non mi viene sottoposto: nessuna condizione contrattuale, nessun depliant pubblicitario o brochure informativa, nessun listino prezzi, niente di niente poiché, tanto, non è necessario anzi, non esistono proprio!!!… Non è una campagna pubblicitaria questa qui… è soltanto un’azione difensiva posta in essere dall’azienda che sta perdendo clienti male informati dalla concorrenza!!!
Il tizio se ne va con i miei 4 autografi sul contratto e per quasi 17 mesi io non ricevo più bollette a casa mia. “Mi avevano proposto una riduzione… ma così mi sembra davvero troppo!!!”, scherzai con mia moglie in più di un’occasione. “Speriamo non si sveglino all’improvviso e ci chiedano di versare l’importo di quest’anno tutt’insieme” mi dissi ogni volta un attimo dopo aver scherzato.
Un giorno decisi di chiamare per avere notizie sulle mie bollette che non arrivavano e l’operatore del call-center mi rassicurò: “…stia tranquillo, signore, le bollette non le arrivano per colpa di problemi tecnici che l’azienda sta affrontando… nessuno le chiederà di versare tutto l’importo in un'unica soluzione perché l’azienda sa bene che questa spiacevole situazione non si è verificata a causa vostra… tutti i clienti del “Mercato Libero” sono nella sua stessa situazione…”.
“Mercato Libero? E cosa sarà mai stò Mercato Libero?”. Per la prima volta sentivo parlare di ACEA - Mercato Libero. Riguardo il contratto sottoscritto un anno prima e vedo che si, la voce Mercato Libero, lassù in alto, magari scritta in piccolo, c’era… “Vabbè stiamo a vedere come va a finire… speriamo bene!”, mi dico.
Dopo qualche mese da quella telefonata al call-center mi arriva la prima fattura… a dire il vero, nel giro di un mese me ne arrivano tre… una, addirittura, un paio di giorni dopo la data di scadenza riportata sulla stessa. Già dalla prima fattura notavo che, in allegato, c’era il bollettino di c/c postale e che la dicitura tipica dei pagamenti con RID bancario, ossia SBF (Salvo Buon Fine), era sparita… Mi dico: “Vabbè… sarà che la prima fattura, considerato che hanno avuto gravi problemi tecnici, l’avranno accelerata e avranno così tralasciato l’aspetto delle domiciliazioni bancarie…”.
All’arrivo della seconda, però, trovando ancora il bollettino postale, decido di chiamare nuovamente il call-center del servizio clienti che, dopo lunga attesa, mi spiega: “Signore… (ormai inizio a tremare quando mi appellano così) lei ha aderito al Mercato Libero, quindi il vecchio RID non è più valido… il vecchio contratto è stato sostituito da quello nuovo e, quindi, se vuole pagare con RID anche adesso, deve rifare tutta la trafila che, a suo tempo, fece per il vecchio contratto…”. Eeeeeeh?... io ho aderito cosa? Io non ho cercato nessuno!!! Siete voi che siete venuti da me, a casa mia…
Quella voce risuonava sempre più incessantemente nella mia testa “Lei ha aderito…”, come a voler dire… “L’hai voluto tu… ora cosa cacchio vuoi?”.
Pago le fatture con bonifico bancario… le Poste sono impraticabili in questo periodo. Una delle fatture in questione copre il periodo di fornitura che va dall’1/10/2008 al 31/08/2009 per un importo di poco superiore ai 314 euro. “Beh… mi avevano detto che non avrebbero preteso tutto l’anno insieme… si sono limitati a 11 mesi”, mi dissi.
E la fattura che mi era giunta scaduta? L’operatore del call-center, a suo tempo interpellato, mi rassicurò su quest’aspetto: “Signore (aridaje!!!)… stia tranquillo, siamo a conoscenza del problema che è tutto nostro. È l’azienda che l’ha mandata in ritardo. Non ci saranno conseguenze… La paghi tranquillamente quando può.”
Bene, pago tutto e subito… è un dovere al quale non mi sottraggo… ho ricevuto un’educazione fondata sull’onestà e sul rispetto dei doveri… ci mancherebbe altro che non pago… non ne vedo il motivo… la corrente la uso regolarmente e quindi pago senza neanche pensarci su. Nel giro di un mese pago all’ACEA (Mercato Libero?) una somma di poco più di 472 euro! E siamo solo, per quanto riguarda i consumi fatturati, al quinto bimestre 2009. Però! Mi dico… confrontiamo un po’ con quello che pagavo prima. Riprendo tutte le fatture pagate quando avevo ancora il vecchio contratto, quelle che mi arrivavano con regolarità, e mi dico: “Beh… l’importo annuale non mi sembra diminuito del 20%... ma, considerando che ci sono stati degli aumenti di tariffa, non mi sembra nemmeno aumentato… vediamo cosa succederà con il sesto bimestre.” Riesco ancora ad essere fiducioso.
Appunto! Vediamo cosa succede… cosa volete che succeda… ieri, 11 marzo del 2010, arriva la fattura dell’ACEA relativa al sesto bimestre 2009 e, alla faccia della trasparenza, non ci si capisce molto. La guardo e la riguardo per un giorno e mezzo prima di poter provare ad “interpretare” quello che c’è scritto.
Quando guardo queste fatture mi viene sempre in mente la povera vecchina di paese portata come potenziale soggetto passivo in tante simili situazioni prese ad esempio… la vecchina, dicevo, che paga senza poter capire ciò che sta pagando… colei alla quale si può chiedere qualsiasi cosa: tanto quando e come se ne accorgerà? Lei, la vecchina di paese, non ha mai affrontato studi di economia o management aziendale… lei non sa cosa sia un Master… lei non ha mai visto l’America o girato il mondo tra uno yacht e l’altro… non immagina neanche cosa sia una festa mondana… o il “Millionaire”… lei che tanti numeri messi insieme su un foglio di carta non ha la capacità di interpretarli perché non li ha mai visti e se li ha visti non li ha mai capiti… lei, di certo, a differenza di certi “marpioni” dirigenziali, non li ha mai visti tanti numeri sul suo conto corrente… la vecchina, molto spesso, nemmeno ce l’ha il conto corrente. Ma agli sciacalli cosa importa?
La bolletta, dicevo… riporta sul fronte il periodo di fatturazione: Sesto bimestre 2009. All’interno, però ricalcola quanto già fatturato da marzo 2009. La cosa buffa (mica tanto buffa, a dire il vero) è che, i consumi attribuiti al periodo 1/3/2009-31/07/2009, già pagati col “bollettone” di dicembre, e fatturati come “lettura effettiva” (e non “presunta” o “calcolata dal sistema”), mi vengono ricalcolati totalmente e, ovviamente, al rialzo. Ma allora, mi chiedo, quelle letture non erano così “effettive”.
Da un’altra parte della bolletta mi si chiedono anche gli interessi di mora, comprensivi di quelli legali, per ritardato pagamento della fattura giunta già scaduta.
Evidentemente, caro “signore” del call-center, non dovevo stare così tranquillo!!!
Rifaccio il calcolo anch’io di tutto l’anno per confrontarlo con gli anni precedenti comprendendo il nuovo importo richiesto, e… che amara sorpresa: sto pagando circa il 40% in più ripetto a prima.
Ebbene sì… nonostante il mio impegno volto al risparmio energetico, espletato anche attraverso l’acquisto di elettrodomestici economici sotto l’aspetto dei consumi energetici (economici non di certo al momento dell’acquisto), nonostante i figli siano cresciuti e, quindi, non si faccia più l’uso spropositato della lavatrice come quando erano in fasce, nonostante si siano sostituite tutte le lampade dell’appartamento con quelle a basso consumo, nonostante altre decine di azioni tutte indirizzate al risparmio energetico-economico (altro che Geenpeace): ebbene sì… nonostante tutto ciò, ora consumo di più!!!
Ho chiamato il call-center per chiedere spiegazioni… ora so’ di essere stato, quella dannata sera di giugno 2008, preda e di essere caduto nella trappola dello sciacal-roscio…
L’operatore, del quale non so il codice (ebbene sì, ho dimenticato di chiederglielo), mi ha attaccato in faccia, dopo ben 6/7 minuti di attesa in linea col sottofondo dei Beatles.
Riprovo… altri 5 minuti di Beatles (sempre la stessa canzone: che barba!!!), però stavolta chiedo la cortesia di sapere con chi sto parlando. La signorina mi accontenta ma poi mi dice che, lei non può aiutarmi; può solo prendere il mio recapito telefonico per farmi contattare dall’ufficio fatture.
Chiameranno? Questo non posso al momento saperlo… in cuor mio credo di no... so soltanto che la fattura scadrà martedì prossimo e, al momento (è Venerdì pomeriggio), non mi ha ancora chiamato nessuno. Poi ci sarà il week-end.
Se lunedì non mi chiameranno, come credo, dovrò pagare subito o mi saranno richiesti ulteriori interessi di mora per ritardato pagamento… perché, tanto, “ho aderito” e, quindi, me lo sono cercato io!!!

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Commenti su questa Opinione
minidux

minidux

31.07.2012 12:09

ok io senza firmare mi sta succedendo qualcosa di simile

lordbyronroma

lordbyronroma

19.01.2011 12:20

Il tipico caso di "pratica commerciale aggressiva"! Bhè, non sei l'unico purtroppo.

oreste81

oreste81

14.03.2010 14:18

eccomi di ritorno... eccellente!!

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