Su di me:C' é un tempo e un luogo per tutto........basta crederci.........
Iscritto da:28.08.2009
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In media l'opinione è' stata valutata molto utile da 75 utenti Ciao
Un' opinione a caldo, come a caldo è stato l' acquisto, la lettura del libro, sono 100 pagine esatte, e come la stagione dove è più corretto collocarlo.
Mi spiego meglio, malgrado sia stato scritto, a quattro mani, dai due più celebri autori di romanzi noir italiani, Camilleri e Lucarelli, ne e' uscito un racconto che si può tranquillamente collocare, tra i libri adatti per una lettura da viaggio o da ombrellone, libri adatti a chi cerca relax senza doversi impegnare a capire ciò che legge.
Dico questo perché a fatti non c'è' nulla da capire, nulla da leggere con estrema attenzione, nulla da ricordare, si tratta di una lettura, che impegna un tempo medio pari ad un' ora, tanto non vi siano passaggi, che portino ad una rilettura degli stessi o un attento approfondimento.
Il racconto / scontro tra queste due penne, vola via come un bicchiere d' acqua fresca, una storia ordinaria, classica, più intonata sullo stile di Camilleri, nessun eccesso nell' estremizzare le situazioni, niente violenza gratuita, che su quello di Lucarelli.
Il tutto si riduce esclusivamente all' “incontro” tra due personaggi carismatici come Montalbano e Negro, che fanno passare in secondo piano la trama del racconto, già di per sé molto scarna e vuota di contenuto, in pratica lo scritto non propone nulla di nuovo, risulta solo la somma di una serie di situazioni tipicamente italiane già viste e lette migliaia di volte.
Come dice giustamente l' editore, il lavoro non è nato da un progetto ma da un' idea casuale, nata nel vedere il duo Camilleri-Lucarelli parlottare animatamente.
Credo, che ciò che abbia spinto i due autori a provare questa esperienza, sia dovuto alla curiosità di misurarsi l' un con l' altro, Lucarelli per tastare con mano quanto il suo modo di raccontare sia efficace, Camilleri per ricordare all' “allievo” che a volte, scrivere non è solo un esercizio di cronaca.
Se si vuole trovare un lato positivo di questo edito, credo lo si debba cercare in questa angolazione, la sfida tra i due autori, non è un libro dove i due cercano un punto di intesa, anzi leggendolo si capisce perfettamente quanto siano distanti l' uno dall' altro, più cronista, puntuale, ruvido Lucarelli, più romanziere, maestro di vita, di usi e di costumi Camilleri.
Qui, troviamo lo spunto per parlare in positivo, infatti proprio lo sforzo della tenzone. ha portato secondo me, Camilleri ad impegnarsi a fondo traendo dal suo mitico personaggio, il commissario Montalbano, qualcosa in più del solito, sino a portarlo al di fuori dell' amata Vigata.
Uno sforzo, che l' autore ha dovuto compiere, per poter arrivare alla conclusione di una storia che non avrebbe avuto altrimenti nè sbocchi nè senso.
Il protagonista e assoluto vincitore tra i due romanzieri, ancora una volta si è rilevato il maestro siciliano, non solo per essersi coraggiosamente esposto, sradicando il suo personaggio, ma anche e soprattutto per i colpi di genio, inventando metodi di scrittura in codice, inviando esponenti della cricca Montalbano e lo stesso commissario in giro per l' Italia, riuscendo comunque a rimanere fedele al suo mondo con i suoi profumi e la sua genuinità.
L' allievo, ci ha tentato, rimanendo fedele al suo stile giornalistico, un ottimo cronista e analizzatore di fatti, manca purtroppo, per quelli come me che amano il compromesso cronaca / romanzo, la seconda parte, l' unico colpo di coda tentato, è stato l' inserimento improvviso di un' altro personaggio famoso del Noir italiano, L' ispettore Coliandro.
Un tentativo fallito e quasi irritante, in quanto assolutamente estraneo al filo conduttore già sin troppo esile che tiene insieme lo scritto, oltretutto ancor più distante per linguaggio e carisma dai due protagonisti principali, insomma una presenza totalmente gratuita e assolutamente fuori luogo.
Aver voluto provare a scrivere un romanzo a quattro mani, al di là del risultato, è stata una pova di coraggio, specialmente se a farla sono due scrittori come questi, c'e' sempre qualcosa di buono nel loro lavoro, vale sempre e comunque la pena leggerli, anche se da loro ci si aspetta qualcosa di più, l' effetto speciale che ti aiuti a serbarne un piacevole ricordo.
In sintesi ci troviamo davanti ad una pressoché inutile conferma della grandezza di Camilleri, un da rivedere per Lucarelli, nel caso in cui, voglia tornare a cimentarsi con un vero romanziere.
Ho sentito molte critiche su questo libro. Io non l'ho letto, ma credo che per due "grandi" autori sia difficile scrivere a quattro mani. So che il ricavato delle vendite andava in beneficenza, e forse lo scopo del libro era proprio questa.
A te i due autori non piacciono vero? :)
esperimento, una collaborazione letteraria senza precedenti: i due ""re"" del giallo italiano contemporaneo, entrati in contatto durante le riprese del documentario ""A...
16.11.2012 17:01
non male
16.11.2012 16:47
bene
23.09.2010 18:27
Ho sentito molte critiche su questo libro. Io non l'ho letto, ma credo che per due "grandi" autori sia difficile scrivere a quattro mani. So che il ricavato delle vendite andava in beneficenza, e forse lo scopo del libro era proprio questa. A te i due autori non piacciono vero? :)