Do you hate musicals? I did...
07.03.2008
Vantaggi:
Regia ottima . Attori belli e bravi . Ovviamente : la musica .
Svantaggi:
Il nostro periodo storico, paragonato a quello del film, è grigio .
Consiglio il prodotto:
Sì
 Imout
Su di me:
"Sperare che il mondo ti tratti bene perchè sei una brava persona è come pensare che un toro no...
Iscritto da:25.02.2005
Opinioni:21
Fiducie ricevute:8
In media l'opinione è' stata valutata molto utile da 10 utenti Ciao
Across the universe… Come costruire un film intorno a 33 brani, lasciandoti con l'infantile e splendida fede che la storia sarebbe stata comunque quella, a prescindere dal legame con le canzoni. E' capitato a tutti, una volta nella vita, che una canzone rispecchiasse uno stato d'animo o una situazione così fedelmente da far pensare al gonzo (carino) di turno: «è impossibile, questa canzone è stata scritta per me!». Questo film esaudisce tutti i vostri più assurdi desideri di musicarvi la vita, oh miei sognatori! Solitamente, per un "musical" i brani sono scritti ad hoc, per l'occasione. Sono splendidi, certo, e rispecchiano assolutamente quello che accade, nei testi e nella musica. Tuttavia, la vera "magia" scatta quando un brano è lo specchio inconsapevole di un nostro banale-unico pezzo di esistenza. Non voglio affermare, con questo, che il film in questione sia un capolavoro assoluto del cinema, e che possa davvero sostenere l'esistenza di una "magia", che lega gli eventi e la musica. Sono consapevole del fatto che non ci voglia poi neanche tanto sforzo per dare ai personaggi il nome che devono avere (per coerenza con i brani) e dare al destino degli eventi una mano, affinché sia un po' più beatlesiano. Dico solo che il film è bello, sazia la nostra fame estetica e sognatrice, fa di noi, per un'ora, dei dolci e arrabbiati adolescenti. Ma passiamo al film in senso stretto…
Across the universe (2007) è un film diretto da Julie Taymor, regista già nota per Frida (2002), con le musiche curate da Elliot Goldenthal, bravissimo nel riadattare i pezzi dei Beatles, e le coreografie di Daniel Ezralow. Solitamente non amo inserire la "trama", almeno quella intesa in senso stretto come sinossi. Vorrei che a godere di un'opinione su un film, o su un libro, sia chi deve ancora prendere visione, e non chi può solo condividere, con l'opinione, punti d'accordo o di disaccordo. Così, cercherò di conciliare le esigenze narrative alla preservazione del mistero. Jude (Jim Sturgess) è un giovane lavoratore di Liverpool che sbarca negli States alla ricerca del padre. Esauritosi, assieme all'incontro, il fascino del desiderio di vederlo, egli si ritrova presto coinvolto in avventure ben più eccitanti. Fa amicizia, cambia città, conosce stimoli nuovi, ha a che fare con la guerra in Vietnam, con i prati, con la musica e, soprattutto, trova l'amore. All'interno di questo intreccio, già visto, per carità (dovessero linciarmi i cultori occhialuti di un cinema più profondo), si viene immersi in un'atmosfera anni '60, tutta colori e rivoluzione. Questa striminzita sinossi non deve ingannare. Il film è succoso, stimolante e tenero. Gli attori sono belli, bravi nel recitare e bravi nel cantare. Il protagonista ha un quid di carino e di avventuroso allo stesso tempo ed il suo essere realmente britannico si evince per tutto il film. Lucy (Evan Rachel Wood) è un vero e proprio angelo, non bigotta, non mig**ta, sensuale al punto giusto e dolce un cucchiaino e mezzo (l'ideale nel caffé! Per i miei gusti, s'intende). Bellissima voce, credibilissima recitazione e, ammetto i miei istinti, davvero stupenda. Sono rimasto stupito dall'interpretazione di colui che, nel film, è il fratello di Lucy (e amico di Jude). Costui, Max (Joe Anderson), recita alla perfezione il personaggio strampalato che gli è stato assegnato. Ottime anche le prove degli altri attori, dalla cantante hippy (simbolicamente Janis Joplin) al simpatico chitarrista (simbolicamente Jimmy Hendrix), dalla dolce asiatica all'odioso radicale impegnato, et cetera. La vera protagonista del film, tuttavia, come c'era da aspettarsi, è la musica dei Beatles. Riadattata, macinata, allucinata e ricantata, rimane, e non poteva essere altrimenti, fantastica e funzionale ad ogni occasione. Psichedelica quando ci vuole, ma anche rock, d'amore, lenta, veloce, impegnata, scanzonata e, insomma, (su)reale. Tantissime le citazioni dei quattro di Liverpool. Oltre ai brani utilizzati, infatti, si possono ricondurre alcune situazioni ad altre loro canzoni. Buoni anche i Cammeo di Joe Cocker e Bono. Personalmente ho apprezzato più il primo del secondo. Nella speranza di avere invogliato chi ancora non ha preso visione e di aver riacceso una qualche passione a chi già aveva avuto la fortuna, chiudo qui questa recensione augurandovi Peace&Love.
Azione per questa opinione
Leggi di più su questo prodotto
Le valutazioni dell'Opinione
Questa Opinione su Across the Universe (J. Taymor - USA 2007) è stata letta 230 volte ed è stata così valutata dagli iscritti:
"Eccellente" per (20%):
 amaltea13
 Ijeko
"molto utile" per (80%):
 epy
 Federica_143
 annaclaudia
e ancora altri 5 iscritti
La valutazione generale di questa Opinione non si basa solo sulla media delle singole valutazioni.
Risultati simili a Across the Universe (J. Taymor - USA 2007)
|
|
07.03.2008 20:12
sei riuscito ad invogliarmi, sarà il prossimo dvd che noleggio, ciao e grazie per l'informazione
07.03.2008 20:03
Questo me lo sono perso, grazie per le informazioni.
07.03.2008 19:59
sono curioso di vederlo!