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Stupendo, addio alle armi
Vantaggi Stupendo, magnifico
Svantaggi ma che
Dettagli
| Contenuti | |
|---|---|
| Reperibilità | 0 |
| Layout: | buono |
| Qualità Materiale | buona |
| Prezzo | dipende... tutte le tasche |
ATTENZIONE CI SONO ANTICIPAZIONI SULLA TRAMA!!
Il protagonista di questo libro, Frederic Henry, come lo stesso Hemingway, è un soldato americano che presta servizio alla croce Rossa italiana sul fronte austriaco durante la Prima Guerra Mondiale.
In un periodo di stasi della guerra, nel quale all’ospedale non giungono molti feriti, Frederic conosce Miss Barkley. La ragazza, che gli viene presentata da Rinaldi, un collega, lavora in un ospedale vicino. Anche lei non è italiana, ma inglese. Nasce una relazione scherzosa, quasi un diversivo dai pensieri della guerra. Mr. Henry sogna una vita con questa infermiera, senza guerra. Durante un’operazione sull’Isonzo Frederic viene ferito alla gambe. Dopo aver passato alcuni nell’ospedale da campo, viene trasferito in un ospedale americana che era stato da poco aperto a Milano. Quarantotto ore di viaggio conducono Frederci all’ospedale del quale è l’unico paziente. Tre infermiere si occupano di lui: Miss Walzer, Miss Gage, americane gentili e garbate con l’unico paziente, e la responsabile Miss Van Camper che invece risulta insopportabile per la sua presunzione. Ma Mr. Henry è sicuro che in quell’ospedale dovesse arrivare anche Catherine Berkley. Quando l’infermiera arriva a Milano Frederic capisce di essersi innamorato di lei, che la loro relazione non era un gioco o una distrazione. Nella camera dell’ospedale vuoto, per più volte, i due ragazzi fanno l’amore rischiando di essere scoperti. Dopo alcune settimane Frederic viene operato. Il periodo estivo è occupato dalla convalescenza: Catherin e Frederic passano splendide giornate a Milano, cenano nei ristoranti più eleganti e vanno alle corse dei cavalli. In questi momenti felici Miss Barkley rivela di aspettare un bambino. Solo pochi giorni dopo, Mr. Henry, ormai guarito, deve tornare al fronte.
A Gorizia ritrova l’amico Rinaldi che lo informa delle disperate condizioni dell’esercito italiano, massacrato a Caporetto e sul San Michele. Anche l’ospedale in cui Frederic è di servizio deve essere sfollato per la ritirata. Con tre ambulanze, capeggiate da Mr. Henry, tutto il personale si allontana seguendo la via della ritirata che è occupata da soldati, contadini, cavalli e camion bloccati dal fango causato da una violenta piovuta. Frederic, dopo aver passato una notte imprigionato nella caotica ritirata, decide di cercare un’altra via passando per le campagne. Anche sulla nuova via, sconosciuta a tutte le persone presenti sulle autoambulanze si incontrano diverse difficoltà, tanto da costringere i passeggeri a continuare a piedi. Rimasti solo in tre trascorrono la notte in una fattoria abbandonata nella quale trovano del cibo. Il pericolo è tanto, Bonello, uno dei tre, decide di consegnarsi prigioniero al nemico piuttosto che rischiare la vita. Al mattino Frederic e il collega Pasini si rendono conto di essere stati tagliati fuori dalla ritirata: sono esposti al fuoco tedesco alla spalle, ma anche q quello degli italiani inseguiti e spaventati. Su un ponte riescono ad inserirsi tra le truppe italiane dove però Frederic viene fermato dai carabinieri per aver lasciato il suo reggimento: la pena è la condanna a morte. Ma Frederic riesce a svincolarsi e gettarsi nel fiume dove la corrente lo trasporta lontano dal posto di blocco. Uscito dal fiume riesce a salire su un treno che viaggia su una ferrovia poco distante. Realizza così il suo sogno: ritornare a Milano da Catherine.
A Milano scopre che Miss Barkley si trova a Stresa, sul Lago Maggiore. Con dei vestiti borghesi Frederic riesce a raggiungerla. Trascorrono altri giorni insieme e, grazie all’aiuto del portiere dell’albergo, vengono informati che la polizia conosce il rifugio di Frederic ed è pronta per arrestarlo. Per scappare, con immane fatica, Mr. Henry riesce ad attraversare il lago con la moglie su una barca a remi, fino al confine con la Svizzera.
Dopo le prime difficoltà di frontiere Mr. Henry e Catherine si stabiliscono in una casa alle pendici di una montagna presso la famiglia Guttingen. Passeggiate, chiacchierate con i vicini, colazioni nella veranda, aspettando il bambino: la guerra ormai è lontana “come le partite di football di una squadra indifferente”.
Terminato l’inverno i due innamorati decidono di lasciare le montagne per trasferirsi in città dove è anche più agevole raggiungere l’ospedale. Ben presto arriva il momento tanto temuto del parto. Tutti si consuma in poche ore: il bambino ha difficoltà ad uscire, Catherine passa un’intera mattina tra i dolori più atroci, quando nasce è già morto, strangolato dal cordone ombelicale. Poche ore dopo lo segue anche la madre. Frederic rimane solo, bagnato dalla pioggia.
“Ho fatto una pace separata”, questa dichiarazione di Frederic durante la sua fuga è la chiave di tutto il romanzo. La guerra non riesce a impedire alla forza della passione di lasciare che due persone amate vivano insieme, la guerra che, dice molte volte Frederic “fa schifo”. Un libro antimilitaristico che ritrae la tragedia della guerra ma soprattutto ritrae chi è obbligato a combattervi: “le guerre sono combattute dalla più bella gente che c’è”- Figure di amici, di cappellani simpatici e ubriaconi ma anche di vigliacchi e di soldati impazziti nella ritirata. Su tutto incombe la minaccia della pioggia “Ho paura della pioggia perché a volte mi ci vedo dentro morta” dice Catherine, la pioggia presagisce sempre i momenti più drammatici: la sua stessa morte, quella del bambino, la sera in cui devono lasciare Stresa. Nojn piove quando Mr. Henry viene ferito sull’Isonzo: non è un accadimento negativo, anzi è un modo per ritornare da Catherine.
Addio alle armi, ma la pace e la felicità tanto sperate non saranno raggiunte comunque, saranno solo una breve illusione, anche lontano dagli spari del fronte. La vita è crudele e il male non è rintanato solo nelle trincee.
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lelina863 01/09/2007 18:24
robertad 17/07/2007 13:55
deliziosa 08/11/2006 17:36
davvero un buon commento...
darthvader74 26/10/2006 00:54
Manicla 29/09/2006 15:53
non l'ho ancora letto, ma credo che lo farò presto...
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