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per Adelchi (Alessandro Manzoni)
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4 Stelle La mia maturità con l’Adelchi del Manzoni Opinioni con immagini
44 su 44 utenti Ciao hanno valutato come utile la seguente opinione Vedere le valutazioni
Raccomandato: Si

Vantaggi Per me è una fonte inesauribile di ricordi; grande coinvolgimento emotivo per qualsiasi lettore che legga con passione;

Svantaggi storicamente Manzoni si prende alcune libertà rispetto al reale andamento dei fatti storici;

Dettagli

Contenuti
Reperibilità
Layout: buono
Qualità Materiale buona
Prezzo € 7 - edizioni Garzanti

L'autore

tumtum Dal 19 ago 2000

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Tra i vari libri che custodisco gelosamente tra gli impolverati scaffali di casa, ci sono dei classici intramontabili, romanzi che hanno segnato la storia della letteratura italiana e a cui sono rimasto sempre affezionato per le emozioni che hanno saputo trasmettermi. Ci sono poi altri libri, che pur non rientrando tra i preferiti, riescono sempre a catturare la mia attenzione per particolari ricordi a cui è legata la loro lettura. In particolare c’è un testo che mi viene sempre in mente pensando a questo periodo. Giugno è il mese dell’esame di maturità, quello che segna la vita scolastica di ogni studente e che lascia sempre, nel bene e nel male, un ricordo indelebile nella mente di ogni candidato, come si usavano chiamare un tempo. In questi giorni ero alla ricerca di una pubblicazione di vecchia data, e rovistando fra i vari libri non ho potuto fare a meno di soffermarmi su un opera che non ho mai amato completamente, ma a cui sono legati ricordi incancellabili.
L’Adelchi di Manzoni, ogni volta che lo prendo in mano mi ricordo del mio esame di maturità. Era la lontana sessione di esami dell’anno 1989, allo scritto fu proposto, tra le varie tracce di italiano, un compito proprio sull’Adelchi, e se non ricordo male, la traccia, dopo una lunga premessa di carattere storico, recitava più o meno così: … descrivere la trama ed i personaggi principali della tragedia ed evidenziarne i caratteri storici. Il candidato esprima le sue personali considerazioni sul sentimento della “pietà cristiana” esaltato da Manzoni nell’Adelchi.

Appena letta la traccia non potevo di certo dubitare, portavo italiano all’orale, per cui era d’obbligo che mi buttassi a capofitto su quella traccia. In realtà la mia scelta, vista però a posteriori, fu azzardata ed impulsiva, dettata più dalla sicurezza dell’argomento che da una reale convinzione. La cosa che mi dava una sicurezza estrema era rappresentata dalla circostanza che in questa materia, in 5 anni di superiori, non avevo mai avuto problemi, e nonostante il professore fosse uno di quelli tosti, i compiti non erano mai stati un problema per me. Ricordo che tra le tracce che uscirono erano due che avevano attirato la mia attenzione: l’Adelchi del Manzoni e la traccia di storia, che aveva come riferimento l’età giolittiana. Alla fine però decisi di optare per la traccia sulla letteratura, visto anche che portavo la stessa materia all’orale, per cui mi buttai anima e corpo sull’Adelchi. Non era difficile, bastava semplicemente fare una premessa di carattere generale, inserire l’opera nel giusto contesto storico, fare una breve descrizione della sua maturazione nell’ambito delle opere del Manzoni e poi passare alla trama ed ai personaggi. Una sola cosa mi preoccupava, quell’ultima frase, messa lì quasi per caso, come se nulla avesse a che fare con il resto del compito. Ad essere sincero mi accorsi che qualcosa non andava, ma non riuscivo ad inquadrarlo perfettamente. Provai anche a consultarmi con dei compagni che avevano scelto la stessa traccia ( la motivazione era identica alla mia, portavano anche loro italiano all’orale ), ma alla mia domanda cosa si intendesse per “pietà cristiana”, ricevevo sempre la stessa risposta: non ti preoccupare, l’argomento principale è l’Adelchi ed i suoi personaggi, vai sicuro !
Io cominciai a scrivere, prolisso come al solito, e feci anche una bella introduzione ed una buona descrizione dell’opera. Arrivai al punto fatidico della “pietà cristiana”, e mi accorsi che non avevo nulla da dire. Ero indeciso: l’espressione si riferiva alla conversione di Manzoni , oppure ai vari personaggi ed al loro modo di porsi nei confronti della vita ? Ma c’era una cosa che più di ogni altra mi sono sempre chiesto: la pietà è un sentimento che prescinde dalla religione, e allora perché parlare di pietà cristiana ?
Non mi nascondo, fu un flop clamoroso. Rimediai un sonoro 5 allo scritto di italiano, e la professoressa ( all’ epoca i membri della commissione erano tutti esterni ) fu anche magnanima, come mi spiegò agli orali. Il voto era dovuto solo al fatto che avevo scritto molto e bene sull’epoca storica e sulla tragedia in sé, anche se non avevo minimamente centrato il vero obiettivo che la traccia si prefiggeva, ossia quello di evidenziare il cammino religioso del Manzoni visto attraverso gli occhi dei personaggi della tragedia, ognuno dei quali non era altro che una tappa di quel cammino. La pietà cristiana andava intesa in senso figurato, come filo conduttore che doveva unire l’intera opera. Grossomodo fu questa la spiegazione della professoressa, e vista a posteriori credo proprio che aveva ragione lei. All’epoca però non la pensavo così, e mi sembrava una vera ingiustizia quel cinque.
In ogni caso, giusto per concludere la cronistoria della mia maturità, l’esame andò bene nonostante quel compito nefasto.

Per tutti questi motivi l’Adelchi mi è sempre rimasto dentro, un libro che fa risvegliare pensieri ed emozioni mai dimenticate. Oggi questo classico della letteratura italiana è possibile reperirlo in qualsiasi libreria, senza particolari problemi, ad un prezzo davvero contenuto. Giusto per fare un esempio, c’è l’edizione Garzanti che costa appena 7 Euro ed è disponibile in ogni libreria.

L’Adelchi è un dramma storico in cinque atti dove vengono rappresentati gli avvenimenti che si svolsero in Italia subito prima della caduta del regno longobardo. La vicenda ha una durata storica di tre anni, ed ha inizio nel castello reale di Pavia nel momento in cui giunge la notizia che Ermengarda, figlia di Desiderio re dei Longobardi, è stata ripudiata da marito Carlo.
Desiderio, preso dalla collera, pensa di vendicarsi tentando di convincere il papa a consacrare come re dei Franchi i nipoti di Carlo, togliendo così il titolo al re che ha disonorato la figlia. Adelchi, figlio di Desiderio e fratello di Ermengarda, cerca di dissuadere il padre da un simile proposito.
Nel frattempo Ermengarda per trovare sollievo alle sue pene d’amore entra in convento e si affida alla preghiera come unico mezzo per sconfiggere il proprio dolore. Intanto Carlo intima, inutilmente, a Desiderio di restituire al papa alcune terre prese dai longobardi con la forza. Di seguito l’ambientazione storica passa dalla reggia di Pavia al campo di battaglia, soffermandosi in particolare sui dubbi di Carlo che si trova sulle alpi e non sa se valicare o meno il confine verso l’Italia. Sarà il diacono Martino a portargli notizie confortanti sulla situazione dei longobardi e a indicargli un passaggio segreto dal quale potrà raggiungere l’Italia più facilmente. Da questo punto emerge nell’opera la figura di Adelchi, che contro la sua volontà è costretto a scendere sul campo di battaglia per fermare l’avanzata di Carlo. Adelchi resiste all’impari combattimento con il rivale, ma le sorti della guerra sono decise dai duchi longobardi che tradiscono Desiderio e passano nello schieramento di Carlo. Proprio quando si capisce che la guerra è persa giunge anche la notizia che Ermengarda è morta nel convento nel quale si era ritirata, distrutta dalle pene d’amore.
La tragedia è oramai consumata, così come la storia dei longobardi in Italia.
Un sentimento prevale nella parte finale dell’opera, e in realtà è ben presente anche negli altri atti, vale a dire il sentimento cristiano dei protagonisti. Basti pensare al protagonista, Adelchi, che in punto di morte chiede clemenza per il padre fatto prigioniero da Carlo e per se stesso chiede soltanto che Dio accolga la sua anima stanca.
Da questa breve descrizione emerge con forza che non è affatto vero che Adelchi non partecipa all'azione, anzi partecipa ad ogni momento di essa, fin alla morte in combattimento.
E’ vero solo che Adelchi obbedisce non essendo d’accordo, e come è detto nella tragedia: “obbedisce col braccio e non con l'anima. Nel suo animo è tristezza e desolazione e dolore per quel che fa e che pur sente il dovere di fare, ma che di continuo l'offende”.


In conclusione posso soltanto dire che l’Adelchi di Manzoni rappresenta un classico che andrebbe letto da ogni studente delle superiori. La tragedia ha come merito principale quello di riuscire a coinvolgere emotivamente il lettore, grazie alle passioni, alle vicende umane ed ai risvolti interpersonali tra in vari protagonisti. La tensione narrativa non viene mai meno, e questo contribuisce, in maniera considerevole, a tener sempre desta l’attenzione. Unica nota negativa è costituita dalle varie libertà poetiche che Manzoni si prende nei confronti della verità storica. I fatti narrati, che vedono protagonisti personaggi reali e non, non rispondono in maniera oggettiva a quelli che sono i documenti storici, per cui potrebbe indurre in facili errori. In ogni caso non è da dimenticare che una delle caratteristiche principali di qualsiasi opera del Manzoni è proprio quella di fondere la verità storica con giudizi di ordine morale relativo a fatti e personaggi. In ogni caso si tratta di un’opera che a pieno titolo fa parte dei classici italiani e che merita sicuramente una lettura.
Dal punto di vista personale non posso che dare un giudizio positivo, oltre che per l’opera in sé, anche per i ricordi che ad essa sono legati.


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Avete domande riguardo Adelchi (Alessandro Manzoni)? Domanda
Pagina 1 di 10 | 1 - 5 di 46 commenti
  • Valy74 03/02/2007 21:11
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • epy 19/09/2004 11:06
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • prometeus 25/07/2004 23:22
    Ha valutato l'opinione
    Eccellente

    Anch'io ho molti ricordi sui classici sia per la maturità che per gli esami universitari, come il Principe di Machiavelli... ciao

  • Gianna83 05/07/2004 12:44
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • bellonet 03/07/2004 23:44
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
Pagina 1 di 10 | 1 - 5 di 46 commenti

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