Adventure Island Whitsundays, South Molle Island

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Adventure Island Whitsundays, South Molle Island

Hotel - South Molle Island, South Molle Island, 4741, Australia

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Opinione su "Adventure Island Whitsundays, South Molle Island"

pubblicata 03/04/2017 | CHEZIAOTTO
Iscritto da : 18/07/2007
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"L'OTTAVA meraviglia del mondo!"

Adventure Island Whitsundays, South Molle Island

Adventure Island Whitsundays, South Molle Island

Molti di voi sanno che dal 1982 vivo in Australia, ma comunque sono italiano, sono nato a Lucca. Spesso io e mia moglie ci fermiamo per ammirare le meraviglie australiane, una di queste è la bellissima South Molle Island che si può raggiungere prendendo un volo low cost!
Desiderosi una una salutare vacanza, abbiamo voluto integrarci io, mia moglie e altri amici, in questo ambiente 'diverso' naturale e prezioso al fine di una completa rigenerazione dello spirito se non anche totale del fisico.
L’AUSTRALIA centrale è un paese di rarità e meraviglie. Non ha nulla che sia più sorprendente delle sue incredibili formazioni rocciose e montuose.
Qui, per esempio, c’è una meraviglia senza uguale è il South Molle Island della Nuova Zelanda che si trova sulla riva del Milford Sound.. Si tratta di una delle splendide acque azzurre australiane con le relative foreste e vette più fotografati del paese.
Si trova vicino alla riva di Milford Sound, nel Parco Nazionale di Fiordland nell'isola del sud-ovest del Sud, è uno spettacolo mozzafiato.
La montagna sorge vicino in verticale per 5.560 piedi (1.690 m), vale a dire poco più di un miglio, dall'acqua del suono; è più tecnicamente un fiordo . Il picco è in realtà un insieme strettamente raggruppato di cinque picchi, anche se dal punto di vista maggior facilmente accessibili appare come un singolo punto.
Milford Sound è parte di Te Wahipounamu , un patrimonio dell'umanità , come dichiarato dalla UNESCO .
L'unica strada di accesso al Milford Sound è via State Highway 94 , di per sé una delle strade più panoramiche del luogo.

“L’OTTAVA meraviglia del mondo!”


Con questa frase il poeta Rudyard Kipling descrisse la maestosità di Milford Sound. Benché non sia un sentimento originale, Kipling espresse ciò nondimeno quello che hanno provato molti visitando per la prima volta questo remoto angolo dell’Isola del Sud, nella Nuova Zelanda, la dodicesima isola del mondo in ordine di grandezza.
Il Fiordland National Park è nell’isolato angolo sudoccidentale del paese e costeggia l’imprevedibile mar di Tasman, che separa per un tratto di circa 1.900 chilometri la Nuova Zelanda dall’Australia.

Questo parco si stende da nord a sud lungo la costa per soli 260 chilometri circa, ma è tagliato da oltre una dozzina di fiordi così che ha quasi 1.600 chilometri di coste. Coprendo una superficie di circa 13.000 chilometri quadrati, il parco è tra i più grandi del mondo.
Il solo modo per raggiungere la maggioranza dei fiordi è ancora la barca o l’idroplano. Ma dopo quasi due decenni di lavori con picconi, pale e carriole, nel 1953 fu completata una strada lunga centoventi chilometri che porta fino all’imbocco di uno dei fiordi più spettacolari, Milford Sound.

Accesso ai fiordi


Belli, profondi (448 metri) e tristi, i laghi gemelli, Manapouri e Te Anau, formano un attraente accesso al parco. Sono circondati da monti ammantati da foreste di faggi fino al limite del bosco a circa 900 metri, e si ha l’impressione che un panno di velluto verde scuro sia stato steso sui monti per attenuarne i contorni irregolari.

A nord di questi laghi c’è la valle del fiume Eglinton, una valle subalpina pianeggiante, in dolce salita, larga da due a tre chilometri, da ciascun lato della quale si levano quasi verticalmente vette incappucciate di neve alte da 1.500 a 1.800 metri. La strada per Milford Sound è un percorso tortuoso che attraversa radure e foreste di faggi, prati non recintati, e che costeggia ininterrottamente lo scintillante fiume alimentato dallo sciogliersi delle nevi, uno dei fiumi migliori del paese per la pesca alla mosca.

Nascoste fra l’agrostide e altre erbe dei prati vi sono numerose piante subalpine, dalle sfumature così delicate che sarebbe facile non vederle. Decisi a non passare inosservati, comunque, sono i variopinti lupini dei mesi estivi, che crescono a profusione sulle isole ciottolose del fiume e che fanno un brillante contrasto con le varietà rossa, argento e nera dei faggi.
All’improvviso, davanti a noi, alla fine di una strada lunga, diritta, stretta e fiancheggiata da alberi, c’è una torreggiante vetta incappucciata di neve incorniciata tra la foresta e il cielo. Mentre proseguiamo lungo il viale i muscoli dei nostri occhi si tendono letteralmente per tenere a fuoco questa vetta mentre si rimpicciolisce lentamente e sparisce dalla vista! Ma non è tutto, poiché quando lasciamo quel “Viale della montagna che svanisce” ed entriamo in una radura, ci appaiono non una ma cinque vette, ognuna delle quali poteva essere responsabile dell’illusione.
Il segreto sta apparentemente nel fatto che la strada sale impercettibilmente ma considerevolmente, ciò che cancella a poco a poco la vista del monte. Tuttavia, siamo sicuri che quelli che costruirono la strada non lo fecero apposta!
A un centinaio di chilometri da Te Anau la strada termina infine in una valle a forma di catino, del diametro forse di due o tre chilometri. Paragonabile al punto dove in un catino per lavarsi le mani ci sarebbe un’apertura per lo scolo dell’acqua è il luogo in cui si trova l’accesso orientale della galleria di Homer che porta a Milford, e che appare miseramente piccolo ai piedi di vette che, simili a gigantesche pietre tombali, si ergono raggiungendo l’altitudine di 2.000 metri. Le silenziose montagne impongono quasi la quiete a un piccolo corso d’acqua che scende saltellando dalla parete di una d’esse con il caratteristico mormorio dell’acqua che cade.
La galleria è sopra il limite del bosco, per cui ci sono pochi alberi nella valle e quelli che crescono sono stentati ed esili. Tuttavia, in mezzo ai ciuffi d’erba e all’agrostide ci sono vere e proprie piante alpine dai delicati colori. In dicembre enormi ranuncoli trasformano il fondo della valle in una distesa dorata, e circa un mese più tardi le margherite bianche gli danno una nuova veste.
Molti visitatori si fermano qui perché la galleria di 1.200 metri ha una sola corsia ed è aperta per venticinque minuti in ciascun senso ogni ora. Tale sosta è gradita ai sensi e ci dà il tempo di riflettere sulle bellezze di questo straordinario paese.

Discesa a Milford


Finita la sosta, il buio della galleria di Homer accentua il breve tratto che ci separa da Milford. Quando usciamo dalla galleria, ci appare un’altra valle a forma di catino, che sembra più immensa perché la strada scende di un livello di 700 metri negli undici chilometri di curve strette e ad U, e si tuffa nella lussureggiante vegetazione nativa di arbusti, felci e foresta, tutte prove di una precipitazione annua di oltre 635 centimetri. In tutto questo verde predominano maestose felci arboree.

Nessuna meraviglia che la Nuova Zelanda abbia come emblema nazionale la felce!
Infine, la strada termina ai bordi dell’acqua. Dietro di noi c’è la foresta pluviale dominata da vette la cui altezza, man mano che si perdono in lontananza, aumenta a millecinquecento, duemila, duemilacinquecento, tremila metri.
Là a sinistra, a sud-ovest, c’è il famoso Mitre Peak, il più alto strapiombo o falesia del suo genere (1.695 metri) mentre dall’altra parte del fiordo, a tre chilometri di distanza, c’è un precipizio di 1.570 metri proprio di fronte a un altro profondo 1.310 metri, somiglianti in modo sorprendente a un leone che chiacchiera con un elefante sdraiato! Ed è così che sono chiamati: il Leone e l’Elefante.
Che luogo immenso!
Ci si rende conto davvero della piccolezza dell’uomo stando al livello del mare rimpiccioliti dalle cime coperte di neve. Scendendo lungo il Sound verso il mar di Tasman su una lancia turistica, possiamo capire i sentimenti che provò Kipling vedendo questo canyon marino lungo quattordici chilometri, profondo quasi 500 metri all’imboccatura, ma la cui profondità diminuisce fino a una frazione d’essa quando sfocia nel mare.
Da ogni parte siamo costretti a guardare verso il cielo e ci vien fatto di pensare che quegli strapiombi alti più di trecento metri scendono alla stessa profondità sotto l’acqua. In questa zona la forte precipitazione annua, che in un anno recente è stata in media di due centimetri e mezzo al giorno, contribuisce in notevole misura al verdeggiante splendore di Milford. In una limpida giornata dopo la pioggia, letteralmente centinaia di cascate scendono lungo le pareti rocciose del fiordo, simili a fili luccicanti.
Qua e là passiamo davanti a una colonia di foche o di pinguini che prendono il sole sugli scogli, i soli abitanti, pare, di questo vasto paradiso acqueo.

Quando il gonfiarsi del mare annuncia che siamo alla foce di Milford Sound e la lancia torna indietro, non ci sorprende sentire che capitan Cook, che circumnavigò il globo, oltrepassò l’imboccatura, pensando che fosse solo un’altra baia.

Non di formazione glaciale


Il capitano della lancia informò i turisti che ghiacciai di enormi proporzioni, durante le “ère glaciali”, tagliarono questo fiordo e altri da un altipiano. Addusse come prova le pareti levigate del fiordo, sulle quali ci sono segni notevoli ad angolo quasi orizzontale. Questa era un’indicazione che qualcosa aveva sfregato contro e lungo queste pareti, e si afferma che i ghiacciai sono l’unica cosa in grado di far questo. Ma forse ora sa che le cose stanno diversamente, perché gli lasciammo una copia di un libro comprovante che l’uomo e la terra vennero all’esistenza non per mezzo dell’evoluzione, ma per mezzo della creazione.
Gli spiegammo che i ghiacciai si muovono per forza di gravità e affinché un ghiacciaio delle proporzioni immaginate tagliasse Milford Sound e le valli circostanti ci sarebbe voluta una montagna “madre” attualmente inesistente di enorme altezza per provvedere la pendenza.
Da dove sarebbe venuta l’acqua per formare i supposti 180 metri di ghiaccio? L’evaporazione degli oceani è stata citata come fonte, ma per produrre sufficiente vapore acqueo che si condensi e cada sotto forma di neve sufficiente per comprimersi e formare i colossali ghiacciai necessari gli oceani avrebbero dovuto bollire! E questo in un tempo in cui, per centinaia d’anni di seguito, sarebbero dovute prevalere condizioni di gelo per produrre ghiaccio in tali quantità!
Quanto è più facile, e in armonia con i fatti e le prove disponibili, riconoscere che la superficie terrestre subì un enorme rimodellamento per opera del diluvio torrenziale del tempo di Noè. Mentre il ghiaccio può scalfire le superfici delle rocce come la ruvida carta vetrata può scalfire il piano lucidato di un tavolo, solo l’acqua sotto grande pressione, trasportando massi e detriti, poteva scavare profonde valli, staccare e trasportare i fianchi dei monti, così come una scure taglia il piano di un tavolo.
È stato senz’altro un piacere visitare questo bel posto isolato, ed è stato un piacere dirvi quello che abbiamo visto: delicate bellezze della creazione accanto a manifestazioni della vigorosa, dinamica energia del grande Creatore, Geova Dio, e tutte in grandi proporzioni in questo maestoso parco alpino, la regione neozelandese dei fiordi.
La vacanza stava per finire, seguivo con il binocolo alcune altre meraviglie del posto, avevo lo sguardo triste e un soffocato nodo in gola per la gioventù perduta.
Forse un domani vi tornerò ancora. Forse!
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Commenti su questa Opinione

  • matildelide pubblicata 09/05/2017
    Meravigliosamente eccezionale!
  • irina89 pubblicata 03/05/2017
    Paesaggi lacustri e fluviali contornati da lussureggianti foreste di faggi. Incantevole!
  • Sekh pubblicata 02/05/2017
    Mi hai fatto sognare ad occhi aperti, e per questo ti ho lasciato un eccellente !
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Informazioni sul prodotto : Adventure Island Whitsundays, South Molle Island

Descrizione del fabbricante del prodotto

Hotel - South Molle Island, South Molle Island, 4741, Australia

Caratteristiche Tecniche

Tipo: Hotel

Indirizzo: South Molle Island, South Molle Island, 4741, Australia

Via: South Molle Island

Cap.: 4741

Città: South Molle Island

Stato: Australia

Continente: Australia e Pacifico

Ciao

Su Ciao da: 28/03/2011