Agricola Piccapane, Cutrofiano

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Agricola Piccapane, Cutrofiano

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Opinione su "Agricola Piccapane, Cutrofiano"

pubblicata 07/09/2017 | irina89
Iscritto da : 06/09/2010
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Piccoli Prìncipi, non piccoli nei Princìpi.
Ottimo
Vantaggi .....
Svantaggi .....
Eccellente
Rapporto qualitá prezzo
Qualitá
Assistenza al cliente
Collocazione
Arredamento

"Sinergico cambiamento"

Agricola Piccapane, Cutrofiano

Agricola Piccapane, Cutrofiano

«Santu Paulu meu te le Tarante...»

San Paolo mio delle Tarante...


Sotto la coltre del raziocinante dispiegarsi di anonime esistenze brucia, come un tizzone di faggio che a stento lascia esalare l'anima, l'istintuale bisogno di ricongiungersi al mito, a quel retroterra culturale millenario basato su un immaginario collettivo fantastico, nondimeno tangibile, in cui la 'fascinazione', la 'fattura', le lamentazioni funebri si mescolavano come amalgama insolubile con riti arcaici, dionisiaci, carnali quanto catartici.
È nel Salento, la ''terra del morso e del rimorso'' - la culla del folk, dell'etnomusicoterapia e del relativo arsenale di studi connessi al tarantolismo – che la forza coagulante, e originale, di un gruppo di appassionati ha saputo, in origine, unire in un comune humus salentino realtà paesane simili eppure, a loro modo, diverse. Una generazione ha già segnato il passo, le notti della Taranta sono divenute nel frattempo itineranti, il concertone di Melpignano un appuntamento mediatico con un indotto cospicuo seppur duramente criticato dai puristi del mos maiorum che tacciano – a torto o a ragione - di opportunismo gli organizzatori del maxi-evento estivo, tesi a monetizzare, a loro dire, la cultura popolare, a travisare una dura realtà, presentando una visione edulcorata del tarantolismo, ridotto a spettacolo, a mero intrattenimento allestito ad uso e consumo di villeggianti scalmanati.
Sta di fatto che, annualmente, il repertorio musicale, testuale, mitologico e simbolico grecanico-salentino, fortemente suggestivo, richiama un cospicuo numero di visitatori, i quali, nottetempo, affollano le strutture ricettive site in un ragionevole raggio di chilometri.

Agri-Cultura


L'agro di Cutrofiano, ad esempio è un ottimo approdo, in quanto dista da Melpignano appena una decina di chilometri.
Curiosità e idealità mi spinsero, a ridosso dell'evento, a digitare sul display tre semplici paroline - ''Agriturismo vegano Salento'' - a ruota seguì il frutto di tale ricerca: Agricola Piccapane.
Con attenzione occhiuta e spinta dall'ambizione di collezionare conoscenze in ambiti esperienziali inconsueti leggevo ammirata i propositi che sorreggono le attività aziendali poste in essere da un un giovane imprenditore: Giuseppe Pellegrino, salentino di ritorno dotato di dura tempra, infatti, resosi irrimediabilmente conto che il sogno di una vita accarezzato con mano vellutata di cittadino laureato, professionalmente avviato verso un fulgido futuro nella grande Milano, era destinato a perire sotto la scure incurante delle leggi del libero mercato globalizzato, ebbe il coraggio di cambiare strategia prendendo, così, il proprio destino di petto.
In principio egli si dedicò in prima persona al recupero e alla coltivazione di piccoli fondi, in seguito, in qualità di cofondatore dell'Agricola Piccapane, implementò le attività e i servizi forniti inserendoli a pieno regime nel filone eco-frendly-organic farm holiday. Vari collaboratori - educatori, guide turistiche ufficialmente riconosciute, maestranze locali, personale addetto alla ricezione turistica - oggi suffragano i propositi didattico-divulgativi nonché promozionali del territorio di appartenenza, dell'azienda Piccapane.
Per vie traverse sono pervenuta al centro propulsore dei miei interessi: stile di vita votata all'ecosostenibilità; perché il rispetto della Natura, per me, non va mai in vacanza.

Tuttavia, nella scelta dell'agriturismo hanno pesato anche fattori quali il prezzo del pernotto - € 55.00 colazione inclusa per una doppia – e la presunta silenziosità del luogo necessaria affinché il sonno mitigasse la vitalità vibratoria incorporata durante la serata-nottata tarantata.
Al primo contatto telefonico - numero 0836.549196 - ne seguirono altri due, con operatrici diverse, alla fine la prenotazione è stata presa in carico dalla Sig. Anna Lucia – numero cell. 333.3942424 – previa conferma all'indirizzo di posta elettronica: info@piccapane.it.
L'ubicazione dell'agriturismo – aperta campagna – richiedeva una ricognizione mappale preventiva: troppo intricato il reticolo di stradine, accessi poderali, svincoli per giungere in loco indenni. Google Maps in tali frangenti dipana ogni dubbio: basta identificarsi nella sagoma dell'omino giallo e giungere alla meta prefissata, si è tentati persino di allungare una mano per citofonare alla casa di Tizio o al cancello di Caio. ;)
La direttrice stradale obbligata per giungere alla S.P Cutrofiano-Aradeo (LE) e al fatidico bivio per Sogliano risparmiando tempo, combustibile ed energie psichiche è stata la seguente:
uscita Bari > SS16 >Lecce >Maglie >SP363 >Cutrofiano >SP363 >A. Piccapane.

Ad accoglierci non è stata un'aia contadina tradizionalmente intesa, troppa acqua è passata sotto i ponti, le aziende agricole – tutte, indistintamente - oggigiorno si avvalgono di mezzi meccanici, tutte, in quanto imprese, dispongono della PEC, tutte devono sottostare a dei protocolli miranti a salvaguardare la salute e il benessere di persone, cose, piante e animali.
Pena: la non riscossione dei contributi integrativi europei, fondi destinati ai coltivatori per rendere il bilancio aziendale attivo. Nella realtà ciò che in linea di principio è un atto protezionistico - a tutto beneficio della produzione nostrana e quindi del controllo indefesso sull'intera filiera, dal campo alla tavola - si tramuta in una beffa allorquando si controllano di prima mano le quotazioni ad esempio del frumento duro nazionale e di quello importato, sicché i pagamenti elargiti dall'AGEA (Agenzia Erogazioni Agricoltura) assumono le sembianze di miseri esercizi risarcitori, soprattutto negli ultimi anni quando si sono registrati fenomeni di recrudescenza per effetto della riforma della PAC (Politica Agricola Comune) che ha spostato capitali in zone del continente europeo ritenute più svantaggiate dell'Italia.
Ultimamente si tenta di porre una toppa incentivando la qualità delle produzioni, lo sviluppo rurale, il greening.
Giuseppe Pellegrino, con sintomatica aderenza alla realtà, ha intercettato il vento del cambiamento creando un'impresa plasmata su concetti antichi che hanno il loro fulcro nella multifunzionalità aziendale e nell'agricoltura naturale, sostenibile, che privilegia la conservazione delle cultivar autoctone.
La multifunzionalità, invero, è un retaggio antico: da sempre il 'campagnuolo' ha praticato l'arte di arrangiarsi, egli era ad un tempo contadino e allevatore, commerciante e artigiano d'impronta in quanto nel tempo libero costruiva o riparava cesti, arnesi da lavoro o piccoli manufatti.
Oggi, un'azienda che ha tre ettari di ulivi, due ettari coltivati a frumento e un ettaro a orto, questa l'entità della proprietà dichiarata dall'azienda Piccapane, per sopravvivere e far quadrare i conti deve necessariamente:
a- contenere le spese
b- integrare il reddito con entrate extra accollandosi compiti quali la trasformazione e la vendita diretta della materia prima, l'attività ristorativa e la ricezione turistica con le relative diramazioni che quest'ultima comporta ( cicloturismo, laboratori di cucina, nella fattispecie vegana e/lactosio free, corsi di taranta, tour culturali nella Grecìa Salentina etc).
c- distinguersi sul mercato avvalendosi di un valore aggiunto condiviso da una filiera di sostegno: proporsi quali alfieri di uno stile di vita eco-compatibile, frugale, anti-spreco e, quindi, che minimizzi l'impatto antropico sull'ambiente.

Difatti l'acqua calda che scorre dai rubinetti dell'agriturismo Piccapane viene prodotta dall' impianto solare termico mentre l'energia elettrica di cui fruiscono gli avventori, tra l'altro per caricare i vari device, è opera di un impianto fotovoltaico , sicché la terrazza-solarium è in parte ricoperta con l'ausilio di detti pannelli, come da me appurato affacciandomi sulla distesa argentea di un bosco di ulivi mentre il disco solare aranciato si ritirava in buon ordine.
Chiara, a questo punto, si staglia la figura del cliente-tipo della fattoria biologica cutrofianese, un cliente votato alla causa dell'ambientalismo, del veganesimo, ciononostante al militante critico si può ben accompagnare anche il non-integralista voglioso di saggiare scuole di pensiero o ambiti gastronomici diversi, un cliente che ama aggiornarsi leggendo le pubblicazioni in tema presenti nella hall, che non va in fibrillazione appurando che il WiFi in camera è assente in quanto la connessione internet è garantita solo via cavo e la TV non figura tra le dotazioni della camera.
I punti orientativi, fissati con precisione, includono anche un parametro non trascurabile dal mio punto di vista: la sostenibilità sociale , palpabile, premiante la relazione diretta, il diritto a esistere del piccolo imprenditore e/o dell'azienda a conduzione familiare, il diritto di riconquistarsi ciò che ci è stato sottratto senza tanti preamboli, ossia il controllo e finanche la sovranità sul regime alimentare cominciando dalla cernita dei semi da impiantare, dalla propagazione di specie antiche destinate all'estinzione, dalla rinuncia all'impiego di preparati agro-chimici.
Per ammortizzare le spese connesse alla manodopera, ma anche e soprattutto per condividere la carica ideale di una scelta che sostiene l'aspra battaglia condotta contro la fatica fisica e la burocrazia, l'azienda Piccapane si è proposta come host, o per meglio dire come fattoria biologica ospitante, per wwoofer provenienti da tutto il mondo.
Il meccanismo è collaudato da tempo, assicurando vitto e alloggio a volontari agricoltori, il fattore riceve in cambio, oltre a uno mutuo scambio di esperienze, dal momento che i volontari, spesso, sono anche dei viaggiatori incalliti, un tot di ore lavorative gratis.
La visione di un giramondo, un catalizzatore e un dispensatore di saperi è da considerarsi una ricchezza per tutta la collettività, la struttura di Giuseppe, grazie alla posizione strategica di cui beneficia, è gettonatissima da wwoofer stranieri i quali nel tempo libero possono sbizzarrirsi visitando città d'arte (Lecce) e inforcando una bici (gratuita per gli ospiti) conoscere piccole realtà rurali e urbane (Soleto, Sternatia, Corigliano, Castrignano, Martano, Galatina etc. ) munifiche detentrici di un patrimonio storico-artistico da scoprire in ogni stagione con la lentezza delle due ore.
Destagionalizzare l'offerta turistica è un tentativo ancora larvale, in quanto il binomio Salento/mare pare inscindibile; anche su questo versante l'agriturismo Piccapane spicca per centralità topografica essendo esso piuttosto equidistante sia dalla costa otrantina che gallipolina.

Poiché non basta credere in un'idea, ma bisogna realizzarla ascoltando, sperimentando, seminando i principii costitutivi di un nuovo modo di intendere l'agricoltura e l'alimentazione, l'azienda di Cutrofiano attua un'agricoltura biologica e sinergica orientata, tramite le buone pratiche agricole, a rigenerare innanzitutto il suolo adottando tecniche naturali quali l'inerbimento del terreno a cui poi seguono pacciamature e utilizzi, qualora se ne palesasse la necessità, di fitofarmaci per la cura e l'accrescimento delle piante.
Il giardino e gli ulivi , potati moderatamente, che contornano l'agriturismo mi hanno restituito un'immagine di rigogliosa salubrità; cibandomi di alcuni prodotti firmati Piccapane ne ho constatata l'assoluta bontà.
A tal proposito mi preme ricordare che chiunque fosse interessato può acquistare olio extravergine, legumi, marmellate, olive in salamoia, pasta, friselle, taralli etc., direttamente in azienda, nel punto vendita Etiko Bottega (LE – via Salvatore Grande, N° 4) oppure online, il sito aziendale vi rimanderà a un portale emiliano.
Come già accennato, Giuseppe concede ampio spazio alla divulgazione; sin dall'età prescolare i bambini sono invitati dalla fattoria didattica Piccapane a scoprire la «Bellezza (del cosmo) e (mantenere una fedeltà concreta alla) verità delle cose» (A. Anile).
Fitto il programma del campo estivo che si è tenuto presso l'azienda che si prodiga nel fornire elementi di:
• educazione ambientale
• educazione alimentare
• inglese
• tecniche colturali (primi approcci), con la scienza applicata
Inoltre per scongiurare la pedanteria i bambini sono stati intrattenuti con
• giochi di acqua, di orientamento
• il teatro dei burattini
• racconti provenienti dal mondo intero.

''Piccapane e picca paternosci''


Dalla narrazione dell'antefatto storico-motivazionale e dall'esposizione delle peculiarità di cui l'azienda si fregia affiora l'impronta manageriale creativa e fruttuosa dell'imprenditore, il quale, per guadare le sabbie mobili della comunicazione e rimarcare le distanze ha, consapevolmente, ribattezzato la struttura ricettiva agri-ostello e il ristorante bio-osteria.
Le parole sorreggono concetti, non sono tintinnati centesimi sparsi, e spersi, nel fondo di una borsa: la semantica di matrice evocativa adoperata con criterio, è uno strumento infinitamente portentoso poiché lavora 'sottotraccia'.

L'agriostello, dunque, mi ha accolta con umiltà tra le sue solide pareti. La struttura a due piani, annovera in tutto cinque stanze ha, visibilmente, subito una recente ristrutturazione, per ovvi motivi i muri portanti e la scala di servizio - particolarmente irta con l'alzata dei gradini non convenzionale - sono quelli originari, sicché in ossequio alla normativa vigente la stanza per le persone disabili non è collocata al primo piano ove sono rinvenibili le restanti quattro.
Il ragazzo addetto in quel frangente al check-in, dopo averci invitato a lasciare l'auto in sosta nel piazzale antistante, ci ha assegnato l'unica camera rimasta libera per l'ultimo fine settimana agostano. Sempre sorridente e ben disposto a interloquire, il giovanotto senza nessun cerimoniale ma con una stretta di mano decisa, ci ha salutato, consegnato la chiave, i documenti, e, presentandoci l'alloggio, ha ribadito una nota basilare: l'azienda auto-produce e distribuisce ai suoi ospiti detergenti bio viso-corpo – per inciso emollienti e delicati - per rispettare gli usi e i consumi di chi, si suppone, sia già un abituale frequentatore dell'universo green in tutte le sue accezioni, per salvaguardare il pianeta, e... aggiungo maliziosamente, l' impianto di fitodepurazione di cui l'azienda si serve per il trattamento delle acque reflue.

L'agriostello Piccapane ha rinunciato al superfluo in favore dell'essenzialità, francescamente accetta di ospitare tutte le creature (animali di affezione accettati previo accordo e pagamento di un supplemento).
La risultante è un ambiente curato, funzionale, giovane: tendaggi, tappeti, broccati, ninnoli, volute o puttini non alloggiano tra queste pareti verde opaco. Il mobilio: letto matrimoniale, due comodini, un tavolino, un armadio/scaffale è palesemente opera di falegnami, artigiani che nell'utilizzare un materiale nobile come il legno, hanno dato rilievo alla durevolezza dei manufatti.
Seppur parco negli arredi, la stanza garantisce all'ospite il necessario in termini di spazio abitabile, superfici di appoggio, prese elettriche, luminosità.
Un'ampia finestra, provvista di zanzariera, permette l'areazione della stanza e l'ingresso di tanta luce e calore, schivabili tramite l'ausilio dello scuretto e del condizionatore perfettamente funzionante posto sotto l'infisso. In verità lo spessore dei muri perimetrali e la volumetria della camera avente soffitto alto, evitano ai clienti di infiacchirsi con il caldo come fanno i moscerini inebriati dal mosto. Noi abbiamo usufruito del condizionatore soltanto per il tempo strettamente necessario ad acclimatarci, dal crepuscolo in poi la finestra è rimasta aperta, scelta che ci ha consentito di assistere all'involo serale dei pipistrelli e di ascoltare i suoni live della natura circostante, ma anche qualche strombazzata di troppo proveniente dalla strada statale sottostante. Con lucidità c'è da considerare che il villeggiante è un ospite privilegiato, ma pur sempre un ospite che deve, con senso civico, rispettare le usanze del luogo in cui soggiorna, senza inoltrare inutili rimostranze; poiché alloggiavamo nelle assolate campagne pugliesi eravamo consapevoli del via vai mattutino di automezzi: i ritmi lavorativi degli agricoltori sono tali che essi pervengono nei campi anticipando persino il primo sbadiglio del sole.
Del resto la freschezza delle lenzuola di cotone – anche le fibre sintetiche sono bandite dall'azienda agricola leccese che preferisce ad esempio schermare il mobile di servizio del corridoio con un telo di fibra tessile ottenuta dalla lavorazione delle ortiche - e la comodità del duo, materasso-guanciali, hanno dissolto i postumi di una notte ballerina.

Ciò che è balzato subito al mio occhio è stata la combinazione di vecchio e nuovo, antica saggezza costruttiva contadina e pochi indispensabili comfort di ultima generazione, elemento quest'ultimo verificabile nella sala da bagno, sala perché non è il solito sgabuzzino cieco ove non ci si raccapezza: wc, bidet, lavabo, doccia extra-large, posizionati alla giusta distanza, e gli appendini per asciugamani sufficienti per due (se non bastasse anche il lungo termoarredo posizionato dietro la porta potrebbe fare le veci degli stessi), rendono la fruizione del locale oltremodo agevole. La mensola poggia-oggetti, tuttavia, mi è parsa in prima istanza un tantino risicata ma preciso che sulla sinistra vi erano tre contenitori sospesi a bilancino su cui era possibile posizionare oggetti minuti.
Unico, piccolo neo da appuntare è senz'altro l'assenza di uno specchio a figura intera, mancanza veniale dal momento che il parametro largamente più saliente da ricercare in un alloggio è il grado di pulizia e igiene degli ambienti e della biancheria. Ebbene, ogni angolo dell'agriturismo da me esplorato, anche il più recondito, sia del bagno sia della stanza, sia dei locali di passaggio e delle varie pertinenze era lindo, inoltre i piani e i complementi di arredo non presentavano ditate selvagge o polvere.

A proposito di complementi d'arredo, anch'essi di fattura minimale, l'azienda Piccapane si è avvalsa dell'arte del riuso nata dalla geniale mente di un salentino doc, Massimo Maci, ''glass designer'' stregato sulla via di Damasco dalla duttile trasparenza del vetro. Sue produzioni sono tutti i punti luce presenti nell'agriturismo: lampadari, abat-jour, plafoniere, tutte opere realizzate con vecchie bottiglie riciclate, a cui l'artista ha conferito nuova linfa compositiva ed espressiva.


La colazione vegana servita nel patio esterno ricoperto da cannucce parasole - i raggi del sole alle ore 11:00 erano già fendenti infissi nel vivo della pelle - si è svolta in totale relax.
Ogni camera disponeva di un tavolo sapientemente apparecchiato con il coordinato tovaglietta/tovagliolo, posate, bicchieri, piattino e tazze.
Slow il servizio, dopo una notte brava ritrovare un ambiente sereno e un personale gentile che non sbraita, anzi sussurra, è un balsamo per l'udito e l'apparato neurologico tutto.
La bio-colazione servita, fondamentalmente, era un mix di dolce e salato. Facendo mente locale di tutto ciò che sin qui ho esternato si deduce che in perfetta coerenza l'agri-ostello propone una lista di vivande - cotte e crude - integralmente vegana, la materia prima è prodotta in proprio o acquistata da aziende limitrofe, con cui Giuseppe coopera, e lavorata da mulini e panifici della zona per garantire la rintracciabilità della filiera.
In realtà il primo incontro con le proposte culinarie dell'agriturismo è avvenuto in quel di Melpignano, ove, a sorpresa, ci siamo imbattuti nello stand Piccapane. Riconosciuti dal personale quale ospiti dell'agri-ostello, abbiamo goduto di un trattamento privilegiato: doppia farcitura per il panino – ripieno di peperoni e formaggio vegan - con aggiunta di peperoncino (costo € 5.00).

Per colazione abbiamo consumato un bricchetto di latte di riso, dei fiocchi di mais arricchiti con del cioccolato fondente (equosolidale), mentre dal centrotavola contenente pancakes, gallette di frumento, friselline di farro abbiamo spiluccato un po' di tutto. Ho maggiormente gradito ''le frittelle di nonna Papera'' da farcire con le marmellate casalinghe, vere leccornie d'altri tempi; temendo di non aver ben compreso i nomi di queste ultime ho chiesto delucidazioni alla carissima ragazza mora addetta a servire e dispensare info e curiosità.
La marmellata di gelso aveva un gusto inusuale e spiccatamente aromatico, mentre la conserva di cotoja (costituita in parti eguali da mela cotogna e feijoa, un frutto tropicale raccolto in azienda, fonte di fibre, sali minerali e vitamine), presentava caratteristiche proprie quali la dolcezza e la spalmabilità.
L'offerta gastronomica comprendeva anche razioni abbondanti di vegan-uova strapazzate - ceci lessati e ripassati con erba cipollina e spezie, gustosi e oltremodo rimpinzanti - frutta e ortaggi bio e di stagione - prugne e pomodorini - maturi al punto giusto, ricchi di principi nutritivi e con il giusto apporto calorico.
In tavola una bottiglia-totem di extravergine di oliva etichettato Piccapane ha ispirato la replicazione del rito della frisella condita con olio (di cui, da profana, ho apprezzato il colore giallo oro, la rotondità e una certa nota piccante), pomodorini, origano e sale q.b.
Dopo aver consumato una tipica colazione vacanziera lunga, smagliata, soft corroborata da un caffè (equosolidale) addolcito con una punta di zucchero di canna integrale, satolli di tanta bontà abbiamo levato le tende a malincuore, mentre lo stereo rimandava la voce rude di uno Springsteen d'annata ''… no I’m a man and/I believe in a promised land /I believe in a promised land…”.
Non credo che Giuseppe all'atto di confermare una governance imprenditoriale basata su un contesto valoriale eticamente condivisibile abbia creduto all'avvento della terra promessa,
più concretamente, al pari dei suoi avi avrà creduto alla fattività, giacché estrapolare il naming da un proverbio locale - Poco pane e poche orazioni- sottende l'importanza di attingere alle risorgive della sapienza popolare per puntellare una filosofia di vita che antepone la dignità del lavoro, dell'uomo-lavoratore libero, all'opulenza derivante dall'asservimento, la sobrietà e l'operosità al semplice salmodiare.


In Salento, a cavallo tra due mari e due mondi, spira un nuovo vento.


Agricola Piccapane.


Sinergico cambiamento.

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Commenti su questa Opinione

  • nucleox pubblicata 10/11/2017
    Molto piacevole da leggere
  • LadyMichaelis pubblicata 05/11/2017
    Recensione dettagliata, altamente informativa eppure carica di carisma e di anima. La chiosa, poi, è qualcosa di fantastico e le foto sono molto molto carine. L'Eccellente ci sta tutto! Grazie per il tuo lavoro e grazie per aver condiviso con noi un piacevole angolo di Puglia! :)
  • nicola1985 pubblicata 02/11/2017
    che racconto splendido
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Informazioni sul prodotto : Agricola Piccapane, Cutrofiano

Descrizione del fabbricante del prodotto

Caratteristiche Tecniche

Tipo: Agriturismo

Stato: Italia

Continente: Europa

Città: Cutrofiano

Numero delle Camere: 05

Ciao

Su Ciao da: 28/08/2017