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Opinione

per Come Le Foglie - Aliante
5 Stelle Chiedimi cos'è la Milano in rock degli anni 70' Opinioni con immagini
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Raccomandato: Si

Vantaggi il primo album ufficiale di una band di culto in un progressive rock tutto particolare

Svantaggi nessuno

Dettagli

Design del disco
Qualità dei testi buona
Qualità della musica ottima
Voce artista ottima
Originalità molto originale
Paragone con dischi precedenti dell' artista migliore

L'autore

Groudy.Blue Dal 25 mag 2004

Ho pubblicato il mio libro Mosaico Scampia, uno studio sociologico (che trovate anche su Ciao... continua

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Torna sotto i riflettori la Milano anni 60' - 70' e chi era costei? Milano, quella vera. Quella dei milanesi. Una bella storia.

Per riscoprire questa atmosfera incontaminata rinasce la band di culto Come Le Foglie: matrice progressive rock influenzata dall'inconsueta cifratura West Coast americana. Una band che è come un vecchio manoscritto rimesso alla luce,in un restauro tutto nuovo. Loro sono Giancarlo Galli, Attilio Zanchi e Claudio Lugli.

Gruppo storico e debuttante: Aliante (2010) è il loro primo disco ufficiale seguito ad un passato con pochi frammenti registrati e un demo provvisorio nel 1998. Gruppo spalla di Battiato, Banco del Mutuo Soccorso, Alan Sorrenti,Osanna, Curved Air

Un piacevolissimo avant -arrière penser di vecchi e nuovi brani tutti da scoprire sospesi tra un caldo down tempo all'americana e uno storytelling autobiografico: ottimi i soffusi e milliflui accordi acustici di T.J che sa tirare fuori uno spirito da rocker all'italiana come in Cara Milano senza tralasciare l'architettura più sofisticata degli archi che rileggono una rilettura in meticciato bossa grazie anche ad Attilio Zanchi diventato un jazzista provetto e affiancato da un incalzante psichedelia pastellata che richiama Joni Mitchell e James Taylor ma anche Crosby, Still, Nash & Young, Grateful Dead, Steeleye Span, Fairport Convention, Amazing Blondel.

Un sapore molto suggestivo come nell'introduzione a cappella di Isola Di Hydra che qui come in altri sentieri cosparge le sonorità di atmosfere celtiche in cui ben emerge la collaborazione con i fiatisti Riccardo Luppi e Renato Rivolta ed il percussionista Marco De Palma. Una mutevolezza progressive leggiadra che approda anche in una cartolina da Costiera soffusa, Amalfi. E questa è solo una delle atmosfere imaginifiche di un disco sapientemente dipinto.

Un viaggio ammaliante e morbido che si conclude in soffici suites in un equilibrio musicale sottile e magico tutto da scoprire, un disco d'ascolto acquerellato, tutto da scoprire, ameno e cristallino non scevro da riff rock per un risultato molto originale ed efficace. Tante le special guests: Massimo Priviero, Riccardo Luppi, Danilo Rossi, Martin Thurn-Mithoff degli Analogy, Keith Easdale, Marco Castiglioni... e un artwork di copertina notevole.

Un suono, quello dei Come Le Foglie oggi pronto per venire alla luce in un continuum maturato per oltre 30 anni oggi energizzante e attualissimo, con l'augurio che con l'imput di questo disco i CLF tornino sulla cresta dell'onda.

Lo meritano davvero.

2010 - Vololibero Edizioni con AMS Records

TRACKLIST

1. Come il pilota
2. Mago del tempo
3. L'aliante
4. T.J
5. Cara Milano
6. Realtà
7. Gloria e il pilota
8. Birds
9. Isola di Hydra
10. Incoscienza
11. Amalfi
12. Via Ludovico il moro
13. L'emigrato
14. Felicità
15. Gli ombrelli di Volterra
16. Mia Principessa (Finale)

INTERVISTA

1. Opening act di Osanna, PFM, Banco, Franco Battiato, Alan Sorrenti, Curved Air. Una carriera artistica fatta di tante note perse nel passato ed un pugno di demo salvate. Il tanto quanto basta però per rimanere un cult. Potete raccontarci un po' della vostra storia per chi ancora non vi conosce?

Giancarlo e Claudio erano compagni fin dalla scuola media (stiamo parlando del Giurassico, no?) e condividevano una gran passione per la musica. Suonavano sempre insieme, ma niente da ricordare come memorabile se non la tenerezza per i 16 anni. Intanto, mentre la radio, a parte poche isole felici, continuava trasmettere robaccia (con buona pace di quelli che mitizzano quei tempi), per chi li voleva cercare arrivavano dischi come Sgt. Pepper dei Beatles, Freak Out di Zappa, i Grateful Dead, Flowers degli Stones, Blonde On Blonde di Dylan, Big Brother and the Holding Company di Janis Joplin, The Piper at the Gates of Dawn dei Pink Floyd, Disraeli Gears dei Cream, Again dei Buffalo Springfield ecc. Guardate che non passavano anni tra uno di questi capolavori e l'altro, ma mesi, siamo tra il '66 e il '67. Noi marinavamo il liceo per andare da Ricordi a Milano ad ascoltare questi dischi e ne uscivamo con gli occhi pieni di sogni. Intanto nelle strade si iniziava a parlare di movimento giovanile, l'utopia hippy e la psichedelia erano argomenti quotidiani. Poi arrivò Attilio con i suoi capelli fluenti, il suo basso elettrico e una gran passione per il jazz e la musica sperimentale. E mentre i nostri eterogenei e bulimici interessi musicali spaziavano in tutto questo ben di Dio, quasi senza volerlo, ci siamo trovati ad inventarci la West Coast sulle rive del Naviglio. A Milano diventammo molto conosciuti ed apprezzati. Facevamo un sacco di concerti, da quelli spontanei a Brera (in acustico all'angolo della strada tra una retata e l'altra della polizia) a quelli "seri" in cui venivamo invitati dagli organizzatori che apprezzavano il nostro suono "diverso". Intanto era arrivato Re Nudo, un vero attrattore per hippies come noi e subito ci sentimmo in sintonia con "l'ala creativa del movimento giovanile". Il nostro repertorio si spostò dalle cover di matrice West Coast a composizioni nostre che, pur dovendo molto a quel genere, volevano recepire anche altri stimoli musicali creando un ponte tra West Coast, Psichedelia, Folk e Progressive rock. Ma adesso basta: ora ne sapete più di noi su Come Le Foglie.

2. Aliante, o meglio Ali - Ante: passato e presente si fondono in questo primo vostro album organico. Una carriera navigata per un sodalizio artistico consolidato. Quale effetto fa il sound della consapevolezza?

A dir la verità, proprio nessuno. Avevamo voglia e bisogno di dimostrare a noi stessi che quello che facevamo allora aveva un sia pur minimo valore. Per questo, pur essendo noi oggi persone e musicisti con esperienze e passioni differentissime tra di loro, abbiamo deciso di fare quello che allora non avevamo fatto. Non ci sembra di percepire tanta distanza tra i pezzi di Ali, incisi e cantati negli anni 2000 e quelli di Ante, dei demo fatti con un Revox in cantina di Giancarlo nel '72. Abbiamo volutamente e naturalmente cancellato il tempo per fare di nuovo Come Le Foglie. Gli arrangiamenti, gli impasti di voci, il mood sono quelli che ci ricordavamo e l'effetto è quello di una macchina del tempo settata per portarci ai primi anni '70.

3. Eppure, prima di questo disco c'è stata una tappa intermedia: un demo pubblicato nel 1998 con vostre vecchie canzoni. Cosa è cambiato da quell'avventura e cosa avete imparato da quell'esperienza per consolidare Aliante?

Il disco del '98 è nato per caso. Giancarlo aveva trovato una cassetta scassata con alcuni demo autoprodotti che sempre e solo su cassetta avevano circolato nei primi anni ,settanta tra i nostri supporters. Insieme all'amico Paolo Siconolfi, un vero genio delle tecniche di incisione, ma senza alcuna velleità di pubblicare nulla si è messo a ripulire alla bell'e meglio quel nastro. L'idea di stampare quel materiale venne a Paolo con i suoi amici della Giallo Records, quasi all'insaputa dei CLF. Claudio non possiede neppure un originale! Non potevamo supporre che quel CD poi venisse sentito per davvero e che qualcuno lo apprezzasse addirittura. Ma è da quell'occasione che abbiamo riiniziato ad allacciare i rapporti tra di noi (che si erano per così dire impigriti). La riunione è però merito di Claudio Fucci, nostro compagno di avventure di allora ed amico da sempre. E' stato lui ad instillare il germe che ci ha portati a realizzare Aliante

4.Ieri come oggi è il sound della West Coast americano a caratterizzarvi. Come si cristallizza la passione per questo genere in oltre trent'anni di vita della band?

Semplicemente perché la band in questi trent'anni non è più esistita. Attilio è diventato uno dei migliori contrabbassisti jazz collaborando con personaggi del calibro di Fresu, Rava, Ghiglioni e chi più ne ha più ne metta (a proposito, grazie al batterista Marco Castiglioni), Claudio ha coltivato la sua passione per la canzone d’autore con amici musicisti di estrazione classica (a proposito, grazie al violista Danilo Rossi), Giancarlo ha collaborato come musicista e prodotto dischi con Massimo Priviero e suona musica etno/folk (a proposito, grazie al bag-piper Keith Easdale). Il nostro terreno comune era quello delle Foglie e le Foglie hanno la West Coast nel sangue.

5.La Milano di ieri e quella di oggi. Che ambiente era la Milano degli anni 70' e quale quella di oggi quando si tratta di musica underground per gruppi come voi?

Milano era molto attiva e reattiva. Quasi ogni sera c'era musica da sentire, per tre o quattro anni abbiamo tenuto più di un concerto a settimana! E non stiamo parlando di un gruppo da ballo o di una cover band. ma di un gruppo che si presentava con il proprio repertorio originale. Le occasioni per fare musica andavano dai festival pop giganteschi e dagli spettacoli in luoghi molto capienti come ad esempio il Palalido, ai teatri più convenzionali come il Massimo o lo Smeraldo fino giù giù ai circoli Arci o alle aule occupate dei licei e delle università. E c'era voglia di stare assieme: ai concerti trovavi Demetrio Stratos o Finardi o Mauro Pagani o Bamby Fossati venuti per ascoltare gruppi oscuri o non, non importa dove, in un mega raduno come in una cantina. C'era la sensazione di essere parte di un movimento, di essere diversi dai nostri genitori, di poter cambiare il mondo. Tanta musica dal vivo per tanta bella gente, come la si chiamava allora. Il concetto stesso di underground era relativo: sullo stesso palco (ci torna alla mente il primo festival pop a Lacchiarella, era il '69 o il '70), potevi trovare il Pacco di Camerini, Belloni, Finardi e Massimo Villa, poi Donatella Bardi, poi Giovanna Marini e poi i Renegades (i futuri Kim & The Cadillacs) con le divise da sudisti e il loro rock vecchiotto anni '50. Oggi, mentre produrre musica è diventato facile grazie alle tecniche di registrazione alla portata di tutti, la scena si è impoverita. Se si esclude qualche centro sociale e qualche benemerito locale come il Bloom a Mezzago, le occasioni per i nuovi gruppi sono scarse e la richiesta di ovvietà come le cover band non fa che peggiorare ulteriormente la situazione.

6. E cosa mi dite delle vostre avventure concertistiche in Inghilterra nei vecchi tempi?

Come molte cose che accadevano allora, nacque tutto per caso. Giancarlo e Claudio erano andati a Londra con l'idea di comprare delle chitarre acustiche nuove, lì era arrivato per suo conto anche Attilio e ci eravamo messi a suonare in un parco su una panchina, in attesa di andare ad un concerto. Si ferma un tizio che ci chiede se abbiamo voglia di suonare come apertura ad una band. Gli diciamo di si e ci troviamo a fare da spalla ai Magna Carta, per cui avevamo già in tasca da giorni i biglietti. Subito dopo il concerto fummo intervistati dalla radio e da una televisione locale via cavo e in quel mentre un altro tizio ci chiese di fare delle serate in alcuni pub... ci andammo. Una sera un tale ci chiese di suonare all'aperto come supporter di Al Stewart, quello di Year of the Cat, ma il maltempo inglese fece scatenare un acquazzone sul palco! Siamo poi rimasti in contatto per anni con organizzatori inglesi, ma non se n'è fatto più niente.

7. Torniamo ai giorni nostri e ad Aliante. Il passato ha fatto a botte con le case discografiche. Oggi pubblicate il vostro disco in edizione limitata con Vololibero Edizioni/AMS Records. Com'è nata questa partnership?

Non si dice partnership, si dice amicizia, tutto qua: Matthias Scheller e Claudio Fucci sono amici, punto. Nessuna costrizione, nessuna deadline, nessuna richiesta. Claudio ha collaborato sia come musicista che come produttore e quindi ha seguito Aliante passo passo, ma Matthias ha sentito il disco finito e con la copertina realizzata. A questo proposito ringraziamo Matteo Guarnaccia che ha creato il packaging dell'album. E' una gioia avere come interprete del nostro sogno psichedelico colui che fin da allora ammiravamo come maestro di grafica lisergica.

8. Canzoni di ieri canzoni di oggi, ampiamente dettate dal contenuto autobiografico, le vostre tracce condensano uno stile che riesce a trovare omogeneità a distanza d'anni. Come siete riusciti a creare il senso inossidabile del vostro sound?

Crediamo che il motivo sia nel fatto che, senza essere retorici, il primo amore non si scorda mai. Scherzi a parte, il nostro sound è indissolubilmente legato ai nostri anni di formazione. Nessuno di noi ha mai rinnegato quella musica, anzi, ne ha fatto lo spunto per le sue nuove esperienze. Era naturale che la vecchia magia scattasse. O no?

9. Giovani come una volta: di nuovo Milano, di nuovo concerti e tanta musica. Che ambiente ha attorno a sé Aliante e in cosa questa nuova dimensione spazio - temporale ha dato alla vostra esperienza musicale qualcosa di diverso?

Questa storia la raccontiamo in Come Le Foglie, la canzone che apre Aliante. Eravamo molto emozionati. A parte qualche occasione e sempre rigorosamente senza strumenti, erano anni che non ci frequentavamo, anche se, sotto sotto, sia per stima personale, sia per il senso di appartenenza che ci legava e ci lega, ci siamo sempre per così dire "spiati" a distanza in tutti questi anni.

Quando Matthias Scheller e Claudio Fucci ci hanno chiesto di iniziare a pensare a quello che sarebbe diventato Aliante, abbiamo volutamente in gran parte ripescato e riproposto materiale che avevamo composto all'epoca. Solo i testi di Come le Foglie e di Cara Milano sono stati riscritti per raccontare un po' di noi e della nostra vita. Le uniche nuove composizioni sono Gloria e il Pilota, di Lugli e J.T. di Zanchi, ma sono perfettamente in spirito. Anche gli arrangiamenti sono più o meno quelli di allora. Non vorremmo pensaste ad una operazione nostalgia, tutt'altro! Abbiamo usato strumenti modernissimi: quasi tutte le chitarre sono delle Line 6 elettroacustiche, i sinth sono generati via midi su PC e abbiamo registrato con Pro Tools, quindi niente chitarrone microfonate, vecchi moog o registratori a un otto piste. Però volevamo ricreare quello che provavamo a Brera tra gli amici capelloni o ai Festival Pop, giusto per annullare quella sciocchezza del tempo passato. E questo non c'entra con le tecniche o le attrezzature, ma con il cuore.

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Sito Ufficiale http://www.comelefoglie.it/

MySpace http://www.myspace.com/comelefoglieclf

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Avete domande riguardo Come Le Foglie - Aliante? Domanda
Pagina 1 di 5 | 1 - 5 di 22 commenti
  • baol70 14/06/2010 14:48
    Ha valutato l'opinione
    Eccellente

    Interessantissima opinione. Condotta con il solito piglio professionale

  • piuma72 09/06/2010 07:19
    Ha valutato l'opinione
    Eccellente

    Non conoscevo.... un gruppo dalle interessanti contaminazioni , ripasso :))

  • hidrangea 06/06/2010 13:55
    Ha valutato l'opinione
    Eccellente

    Recensione perfetta!

  • silvano.silvano 03/06/2010 19:50
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    Grazie per le info.

  • lambrusca 03/06/2010 10:19
    Ha valutato l'opinione
    Eccellente

    eccellente

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