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Alice nello specchio (Lewis Carroll)

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Che confusione…...

2  08.11.2011

Vantaggi:
Si legge velocemente (avendo il tempo) .

Svantaggi:
noioso, confuso, non mi ha emozionato .

Consiglio il prodotto: No 

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birba76

Su di me: Senza parole...

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“Meglio tardi che mai”…. Un detto che si addice perfettamente a questo momento di stesura della mia personale recensione inerente ad un racconto letto parecchio tempo fa (quasi un anno fa) ma che per il poco tempo avuto a disposizione all’epoca della conclusione della lettura, mi ritrovo stasera a scrivere di questo secondo racconto presente nel libro di cui vi ho parlato qualche settimana fa e che è stato pubblicato dopo il primo racconto di “Alice nel paese delle meraviglie”.

LEWIS CARROLL

Pseudonimo di Charles Lutwidge Dodgson, autore di questo secondo racconto letto, nato a Daresbury il 27 gennaio del 1832 e morto a Guildford, il 14 gennaio del 1898 di bronchite. E’ stato uno scrittore, matematico, fotografo e logico britannico.
Durante la sua carriera scolastica, Carroll è sempre stato primo della classe, soffriva di balbuzie, problema che ebbe effetti negativi sulla sua vita sociale. Una volta terminato gli studi gli fu conferita una cattedra di matematica, che tenne per quasi tutta la vita, anche se considerava l’insegnamento privo di stimoli e noioso.
Adorava fotografare soprattutto bambine e ragazzine nude e per questo vi è sempre stato il dubbio che fosse in realtà un pedofilo, notizia presa in considerazione ma mai confermata da nessuno e sembra invece che si sentisse semplicemente a suo agio con i bambini e che in loro presenza la balbuzie scomparisse, come invece non succedeva alla presenza d’adulti.
Fra il 1854 e il 1856 Dogson/Carroll iniziò a pubblicare poesie e racconti su riviste nazionali e su giornali locali ed in genere si trattava di lavori comici oppure concentrati sulla satira.
Diversi anni prima di Alice, iniziò a pensare come riuscire a realizzare libri per bambini che potessero vendere bene e tra i suoi progetti comparivano libri di Natale e manuali pratici per costruzione di marionette.
Nel 1856 pubblicò con lo pseudonimo “Lewis Carroll” una poesia romantica non particolarmente originale dal titolo Solitudine. Nello stesso anno fece amicizia con il nuovo rettore della Christ Church, Henry Liddell e fu durante una gita con le figlie del suo amico che Dodgson inventò le linee generali di una storia fantastica per divertire le tre bambine.
Fotografie per Alice nello specchio (Lewis Carroll)
Alice nello specchio (Lewis Carroll) Alice nello specchio - Alice nello specchio (Lewis
Alice nello specchio (Lewis Carroll)
Alice Liddell pregò di metterla per iscritto e fu dopo molte revisioni che, nel 1865 vide finalmente la luce, questo suo racconto, intitolato “Alice nel paese delle meraviglie”. Un libro che ebbe un grosso successo e che fece diventare Carroll un amatissimo e famosissimo personaggio pubblico. Nel 1862 pubblicò “Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò”; nel 1876 “Caccia allo Snark, un breve poema epico dedicato ad un’altra bambina; nel 1889 e nel 1893 i due volumi del suo ultimo romanzo, “Sylvie e Bruno”.
ALICE NELLO SPECCHIO

Titolo Originale: Through the Looking-Glass, and What Slice Found There.
Traduzione: Antonio Lugli.
Casa Editrice: Adriano Salani Editore Spa.
Edizione: Salani Editore.
Anno: 1871.
Genere: Romanzo Fantasy.

La storia di questo secondo racconto prende il via sei mesi dopo il ritorno di Alice dal paese delle meraviglie.
Mentre la piccola sonnecchia su una poltrona con il suo gatto, guarda lo specchio e si domanda curiosa cosa ci potrà essere dietro e senza rendersene conto ecco che riesce a passarci attraverso e trovare quindi la risposta a queste sue curiosità e scoprendo quindi che c’è un altro mondo dietro ad esso. Trova innanzi tutto un diario, quello del Re Rosso, con all’interno un poemetto incomprensibile e che solo leggendolo nel riflesso dello specchio si potrà capirne qualcosa. Iniziano così le sue avventure in questo strano e magico mondo dentro allo specchio dove incontra personaggi delle filastrocche che lei conosce, come Humpty Dumpty e i gemelli Tweedledum e Tweedledee esibendosi in scenette assolutamente assurde e inverosimili.

“Alice nello Specchio”, uno dei tanti titoli di questa seconda opera letteraria, il seguito del primo “Alice nel paese delle meraviglie”, scritto dal matematico e scrittore inglese Reverendo Charles Lutwidge Dogson, con lo pseudonimo Lewis Carroll.
Come il precedente libro, il racconto è caratterizzato dalla presenza d’allusioni a personaggi, poemetti, proverbi e avvenimenti proprio dell’epoca in cui le vicende di Alice sono narrati. A differenza del primo libro, che giocava sul tema delle carte, in questo secondo racconto invece si gioca sul tema degli scacchi.
Il secondo racconto sembra sia stato scritto durante un periodo di tensione con la famiglia di Alice Liddell e per questo risulta essere più malinconico rispetto al primo.
Anche la traduzione da parte di traduttori italiani risulta assai complicata perché sono presenti numerosi tranelli linguistici molto più sottili e difficili da individuare oltre che tradurli.
Un romanzo di centotrentacinque pagine e diviso in dodici capitoli così intitolati:
1) La Casa Dello Specchio
2) Il giardino dei fiori animati
3) Gli insetti dello Specchio
4) Tweedledum e Tweedledee
5) Lana e Acqua
6) Humpty Dumpty
7) Il Leone e L’unicorno
8) E’ una mia invenzione
9) Regina Alice
10) Sbatacchiamento
11) Risveglio
12) Di chi era il sogno?

Considerato un capolavoro in tutto il mondo, mentre in Italia Alice non ha trovato la stessa accoglienza straordinaria, i bambini (e anch’io all’epoca e adesso che ho voluto provare a rileggere la storia) hanno sempre trovato Alice, disorientante….
Alice è in ogni caso una bambina concreta anche di fronte a qualsiasi bizzarria, curiosa ma distaccata anche di fronte alle continue trasformazioni del proprio corpo. La sua grazia ed il suo garbo non la condizionano, quando subisce un’ingiustizia; allora critica gli adulti, reagisce, protesta, esige spiegazioni. La sua passività è solo formale, perché la coscienza di se stessa è vigile.
Non vi è una morale, non vi è un senso in questa storia, rimane solo la fantasia e l’assurdo….
Niente, non ci sono riuscita, il mio ricordo di bambina è aver letto questi due romanzi di Lewis Carroll, ma ricordo che all’epoca non mi erano piaciuti per niente, m’intrigava solo la prima parte della storia, cioè, quando Alice cade per la prima volta nella tana del coniglio e trova le porte e deve mangiare e bere per rimpicciolire e crescere, questa cosa mi ha sempre affascinato e anche ora, a distanza di anni, è sempre la parte che mi piace di più ma solo quella.
Se la prima parte salvava il primo romanzo, il secondo racconto non mi ha lasciato proprio nulla, l’ho letto solo perché non mi piace lasciare i libri a metà, anche se non mi entusiasmano e questo non mi è piaciuto per niente, mi sono annoiata nel leggerlo e non vedevo l’ora di arrivare alla fine.
Non mi è piaciuto per niente questo secondo racconto e sinceramente ho riletto questi due libri di Carroll solo per “vedere” se riuscivo ad apprezzarli e semplicemente per curiosità, solo dopo aver visto il film “Alice in Wonderland” di Tim Burton, solo ed esclusivamente per quello ho riletto libro, pensavo di trovare una parte della storia in cui Alice è cresciuta, nel secondo racconto, ma mi sono sbagliata, non c’entra assolutamente nulla, tranne che per i personaggi.
Non ho trovato moltissime opinioni riguardo a questo secondo libro, ma la maggior parte di quelle lette sono tutte positive lo valutano e definiscono un ottimo libro, giudizio su cui non può essere d’accordo perché a me personalmente non è piaciuto e mi sono ritrovata alla fine confusa e poco soddisfatta, letto soprattutto per pura e semplice curiosità.
Con tutto il rispetto per l’autore, sinceramente non mi ha colpito il suo stile, non mi ha entusiasmato e non mi ha coinvolto in questi suoi due racconti e sinceramente non m’ispira leggere qualche altra sua opera. Non mi è piaciuto, soprattutto in questo secondo racconto. Porto rispetto assolutamente per lui e per il suo lavoro e lo trovo in ogni modo uno scrittore che ha avuto successo con un romanzo di fantasia intricato, confuso ma che è piaciuto a tantissimi bambini e non solo a loro. Io mi differenzio da questa massa perché una volta terminato il libro mi sono detta “ma alla fine cosa ho letto?”…

C’ è una frase che mi è piaciuta molto in questo racconto e che ho annotato tra le mie frasi preferite e da ricordare:
“Quando dici una cosa una volta, è quella, e devi sopportarne le conseguenze” (Pag. 235) Frase pronunciata dalla Regina Rossa ad Alice e parole verissime. Una volta detta una cosa è detta, non puoi più rimangiartela e quindi prenderti le conseguenze che ciò che le tue parole possono provocare.

Mio Voto
6

Data Inizio lettura: 26/01/11.
Data Fine Lettura: 30/01/11.

Concludendo
Personalmente non mi sento di consigliare la lettura perché non mi è piaciuto, non mi ha coinvolto e mi ha solo confuso e non vedevo l’ora di arrivare alla fine, quindi non posso consigliarlo, anche se un libro è un mondo a sé, nel senso che a me può non piacere ma ad altri sì quindi non posso dire “non leggetelo” solo perché a me non è piaciuto. Personalmente non è un libro che mi è entrato nel cuore e che classifico tra i miei romanzi preferiti, ma lo conserverò perché in ogni caso un classico e chissà magari tra un po’ di anni proverò a dargli un’altra possibilità.

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Commenti su questa Opinione
shanumi

shanumi

02.11.2012 02:29

interessanti informazioni, grazie ^^

miagolio77

miagolio77

26.11.2011 19:01

Crdo di averlo letto da bambina...

doc101

doc101

22.11.2011 15:02

ottima presentazione

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