La valutazione di questo autore:
| Vantaggi: |
Tante belle canzoni per un successo clamoroso su scala mondiale |
| Svantaggi: |
La presunzione di fare sempre bene |
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Sì |
[ … when your big in japan, tonight
big in japan, be tight,
big in japan where the eastern sea's so blue
big in japan, alright,
pay, then i'll sleep by your side
things are easy when you're big in japan,
when you're big in japan … ]
(il ritornello di “Big in Japan”)
Gli Alphaville si possono definire una luminosa stella degli anni ottanta, anche se in realtà la loro attività musicale non è finita e continua anche oggi.
Tuttavia il clamoroso successo mondiale di “Big in Japan” e dell’intero album “Forever young” che la conteneva, li riconduce in maniera quasi indissolubile con quel decennio musicale.
La storia degli Alphaville risale alla fine degli anni settanta, nel contesto della Germania di Berlino, intorno alla quale ruotano i tre componenti iniziali del gruppo.
Il leader assoluto della pop band è Marian Gold, la famosa voce degli Alphaville.
Poi ci sono Bernard Lloyd e Frank Mertens alle tastiere, anche se quest’ultimo esce dal gruppo proprio dopo il loro primo e più grande successo, “Forever young”.
“Forever young” esce nel 1984 e si rivela un album esplosivo.
Esso è preceduto dall’uscita di “Big in Japan”, la canzone più famosa del gruppo, che trova ancora oggi il suo degno posto nell’ambiente dance italiano e in tutte le rievocazioni della grande musica degli anni ottanta.
Un pezzo straordinario, dalla grande carica, bello e melodico, scandito dalla voce inconfondibile di Marian Gold.
È un successo grandioso, seguito da altre canzoni notevoli presenti nel disco, come “A victory of love”, “Sounds like a melody” e soprattutto “Forever young”.
Si tratta della canzone che dà il nome all’album ed è una ballata lenta grandiosa, suggestiva, una delle più belle che io abbia mai sentito.
Quando la ascolto non posso fare a meno di sentire i brividi sulla pelle, una volta ancora …
Il successo del gruppo è mondiale e gli Alphaville diventano molto famosi anche in Italia.
Penso in molti se li ricorderanno ancora e la pista in discoteca si riempie alla grande ancora oggi, quando si avverte l’incipit di “Big in Japan”.
Qualche volta si sente anche “Sounds like a melody”, così come “Dance with me”.
Quest’ultima appartiene al successivo lavoro degli Alphaville, che si intitola “Afternoons in utopia” ed esce nel 1986.
Frank Mertens se ne è andato ed al suo posto è subentrato Ricky Echolette fin dall‘anno prima dell‘uscita del nuovo album.
“Dance with me” rappresenta il primo singolo e si pone sulla scia di “Big in Japan”, ottenendo un ulteriore grande successo, anche se in fondo non ne è proprio all’altezza.
Comunque, è una canzone molto bella, melodica e solare, sebbene parli di un argomento così delicato come la prostituzione minorile.
Nel complesso, con “Afternoons in utopia” ci troviamo davanti ad una certa svolta, con una musica diversa, venata di influenze mistiche, arcaiche e medievali, che può apparire di difficile comprensione rispetto alla facilità di ascolto di “Forever young”.
Il prosieguo del successo degli Alphaville passa per la pubblicazione di una raccolta di singoli, la quale avviene nel 1988 e prende il nome di “The singles collection”.
Essa precede l’uscita del nuovo e terzo album, chiamato “The breathtaking blue”, la quale avviene nel 1989.
Stavolta il cambiamento è più sensibile, visto che la tecnologia usata in precedenza svanisce, in favore di un accostamento graduale al jazz, ottenuto con la collaborazione dei Tangerine Dream.
Escono tre singoli dall’album: “Mysteries of love”, “Summer rain” e “Romeos”, ma solo quest’ultimo ottiene un certo seguito, sempre comunque inferiore ai precedenti lavori del gruppo.
Forse con questo album siamo arrivati alla fine del grande successo degli Alphaville.
Nel 1992 torna la pubblicazione di un’altra raccolta di grandi successi, stavolta ben più ampia e contenente le canzoni più belle fin dagli esordi degli Alphaville.
Essa prende il nome di “First harvest 1984-1992” e rilancia il gruppo in tutto il mondo.
Tuttavia sono lontani gli anni ottanta e la loro grandezza.
Nel 1994 esce “Prostitute”, un album di nuovo diverso dai precedenti, che si fa più denso di tematiche impegnate, fra le quali spicca la contestazione politica e la lotta alla prostituzione minorile.
Uno sforzo pregevole, un impegno notevole, ma un risultato comunque inferiore alle attese, nonostante le buone critiche ricevute.
Passano altri tre anni e si arriva all’uscita di un nuovo album, che si intitola “Salvation” e segna un nuovo cambiamento nel modo di fare musica degli Alphaville.
Atmosfere techno, suono sintetizzato, astratto, con l’uscita di tre singoli “Soul Messiah”, “Wishful thinking” e “Flame”, anche se la canzone più bella rimane “Inside out”.
Da lì in poi le tracce del gruppo si perdono …
… quanto meno fino alla pubblicazione di un cofanetto di quattro CD, che avviene nel gennaio del 2003 e prende il nome di “Crazy show”.
Nel contempo, Marian Gold, il leader e la voce del gruppo, ha pubblicato in tutto questo tempo due lavori solisti.
Il primo ha visto la luce nel 1992, con il titolo di “So long celeste” e la pubblicazione di due singoli: “And I wonder” e “One step behind you”.
Il secondo è avvenuto nel 1996, con il titolo “United”, senza la messa in commercio di alcun estratto fra le canzoni presenti al suo interno.
Due lavori sicuramente inferiori alla produzione degli Alphaville, specie di quella avvenuta negli anni ottanta.
Riassumendo, la cronologia dei dischi di questo famoso gruppo tedesco è la seguente:
- “Forever young” (1984)
- “Afternoons in utopia” (1986)
- “The singles collection” (1988)
- “The breathtaking blue” (1989)
- “First harvest 1984-1992” (1992)
- “Prostitute” (1994)
- “Salvation” (1997)
- “Crazy show” (2003).
Non una semplice meteora, insomma.
Troppo piccolo per essere stato loro fan ai tempi del loro grande successo, ho riscoperto gli Alphaville solo diversi anni dopo, un po’ come buona parte della musica dei primi anni ottanta.
Ed è stata una bella scoperta.
L’album “Forever young” è favoloso, ma mi piacciono più in generale la melodia delle loro canzoni, la carica che esse mi danno e la voce del cantante del gruppo.
“Big in Japan” e “Forever young” sono due canzoni mitiche, ma vi sono molti altri pezzi belli che meritano di essere ascoltati.
Il più grande pregio di questo gruppo sta nell’aver scritto delle pagine di grande musica, anche se con il tempo si sono persi un po’.
E qui sta forse il loro difetto: la presunzione di scrivere sempre dei capolavori, cambiando sempre il genere musicale.
Non è stato infatti così, e le canzoni pop e dance degli anni ottanta continuano a risultare le loro migliori opere.
Questi sono gli Alphaville che in molti si ricordano ancora oggi.
Come me, d’altronde …
| Altre Opinioni |
La storia degli Alphaville
Valutazione del Prodotto Alphaville scritta da
ladyb2
Vantaggi: ricordare i vecchi tempi e non solo
Svantaggi: nessuno
...tour che lo promuove, gli Alphaville decidono di dedicarsi alla loro musica, decidendo di demandare in tempi più opportuni un tour.
Gli Alphaville esplodono, come un tappo di una bottiglia di spumante al momento della sua apertura, nell'anno 1984, con il famoso pezzo "big in Japan", "sound like a melody" e "forever young".
Non volendo speculare ancora prematuramente sul loro successo, gli Alphaville si concentrano a comporre il loro secondo album ... ...una tournée nel 1990 gli Alphaville producono un video "Songlines", una raccolta di cortometraggi, diretti ciascuno da un diverso regista e accompagnati dalla musica di "the breathtaking blue", vincendo l'oscar nella sua categoria.
Dopo ciò, si ha un vuoto perché ciascun membro voleva seguire un proprio progetto: Bernhard Lloyd si concentra sulla produzione di "First harvest", Marian Gold pubblica il suo primo album da solista "So long celeste".
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10.02.2006
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