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Tante mele, poche pistole, grande cuore
Vantaggi Un film facile e godibile che ha il sapore della bella favola
Svantaggi Remake di un altro film dello stesso regista di molti anni prima
Dettagli
| Genere | commedia |
|---|---|
| Età minima | per tutti |
| Regia | ottima |
| Attori | convincenti |
| Sceneggiatura | buona |
| Colonna Sonora | appropriata |
| Qualità Video (DVD): |
continua
Questa pellicola ha più di quarant’anni. Può avere un senso o un’utilità scriverne ora, qui, quando siamo giustamente abituati a leggere opinioni, recensioni, critiche su film nuovissimi, appena usciti nelle sale cinematografiche? Ha senso parlare di un regista che magari molti non avranno mai neanche sentito nominare? Ha senso soffermarsi su questo film dopo che Rai 1 l’ha riproposto in una serata così particolare come quella di ferragosto quando sicuramente ben pochi avranno guardato la TV?
Lo ha, almeno per me. Io sono una grande estimatrice di Frank Capra, come ho già avuto modo di dire qui in una delle mie primissime opinioni. Forse sono rimasta un po’ indietro nel tempo, forse vivo in un mondo ovattato, cinematograficamente parlando, un mondo dominato dai buoni sentimenti (da non confondere mai con il buonismo), onirico, irreale, capace di regalare commozione vera, forse anche qualche stupida lacrima.
La storia è semplice. Un gangster, un simpaticissimo Glenn Ford, è superstiziosamente convinto che le mele acquistate da Annie, una vecchia mendicante alcolizzata (una grande Bette Davies) contribuiscano in qualche modo a procurargli buona fortuna; prima di prendere qualsiasi decisione egli ha bisogno di averne una direttamente dalle sue mani. Ed è nel momento in cui Annie si trova in difficoltà che lo Sciccoso, questo il nome del gangster, si convince che solo aiutandola potrà ancora godere della fortuna che le attribuisce.
Ma come aiutare questa povera donna che ha sempre fatto credere alla figlia, che vive all’estero, di essere una gran dama, facoltosa, elegante, residente in un grande albergo e che improvvisamente si rendo conto che la fragile costruzione che ella ha eretto sta per cadere irrimediabilmente con l’imminente arrivo della figlia stessa, prossima al matrimonio? Come potrà mai la povera mendicante offrirsi agli occhi di sua figlia, al promesso sposo e al di lui padre, ricchissimi nobiluomini spagnoli, senza definitivamente rovinarle il futuro? Ma è a questo punto che entra in gioco lo Sciccoso con un contorno incredibile di personaggi, con il suo denaro ma soprattutto con il suo fino ad allora celato buon cuore.
Bisogna trasformare per un giorno Annie da povera e dimessa mendicante a elegante donna dell’alta società ed affidarsi poi alla buona sorte, lasciando che tutti gli “attori” di questa assurda commedia degli inganni giochino il loro ruolo nel modo più verosimile possibile.
L’incredibile metamorfosi riesce in modo spettacolare, grazie comunque anche all’innata, se pur celata, signorilità di Annie. Quando l’ex mendicante si presenta agli occhi degli increduli astanti nella sua nuova veste il film raggiunge forse il momento più emozionante, più toccante. Certo, si potrà dire che è come la fiaba di Cenerentola dove però la bacchetta magica è sostituita dal danaro e le dolci fattezze di una fanciulla sono sostituite dalle sembianze severe e stanche della vecchiezza. D’accordo, ma uno dei motivi fondamentali per cui si gusta un buon film non è forse nelle emozioni che ci riesce a dare? E le emozioni semplici, per eterni bambini che vogliono ancora sognare, da questo momento in poi si inseguono senza posa fino alla fine quando, al ricevimento in cui avrebbero dovuto partecipare gangsters e ballerine nelle improbabili vesti di personalità e signorotti bene, si presentano invece proprio le vere autorità e gli autentici rappresentati della città. Questa assurdo, assolutamente inverosimile epilogo ci permette di accettare questo film per quello che è: una bella favola a lieto fine forse un pochino sdolcinata ma pur sempre accattivante.
Il film, oltre ai momenti più commoventi, offre anche parentesi ironiche e divertenti grazie soprattutto alle diverse sfaccettature dei vari personaggi che vi si incontrano e che mettono in risalto vizi e virtù di sempre, personaggi comunque presentati con gusto senza mai scadere nel volgare. Propone inoltre un lucido e aperto spaccato sulla società di mezzo secolo fa mettendo il dito sulle varie piaghe di allora ma che sono sempre attuali: la prosopopea del potere, la potenza dei mass media, la sventura della miseria di un nutrito numero di mendicanti, trattata comunque con dignità e fierezza (del resto Capra proveniva pur sempre da una famiglia di umili origini).
Non è certo questa una pellicola in cui cercare significati reconditi o messaggi in codice da svelare con astrusi studi psicologi dei personaggi o con analisi dettagliate delle situazioni o degli ambienti; non ha le presunzione di essere un’opera cinematografica impegnata che debba lasciare segni indelebili per i suoi contenuti. No, è solo un film da gustare per il solo piacere di lasciarsi trasportare dalla trama semplice semplice e trascorrere così un paio d’ore tranquille e senza pensieri troppo profondi. In fondo qualche volta fa proprio bene....
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cobra79 15/05/2006 13:28
Gran bel film; ciao e buona giornata
AndreaeSergio 07/07/2004 15:34
Ok, ok, beccati anche questo.
Spes 06/02/2004 19:25
silvaer 23/12/2003 06:33
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Frank Capra Ann-Margret;Bette Davis;Thomas Mitchell;Jack Elam;Arthur O'Connell;Peter Falk;Edward Everett Horton;Barton MacLane;John Litel;Sheldon... |
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