"And here's to you, Mrs. Robinson
Jesus loves you more than you will know
God Bless you, please, Mrs. Robinson
Heaven holds a place for those vho pray
......"
Brindiamo a te, Signora Robinson
Gesù ti ama più di quel che sai
Che Dio ti benedica, Signora Robinson
Il Cielo riserva un posticino per chi prega
Suonano stranamente molto adatte alla circostanza, questi versi della celebre canzone di Simon & Garfunkel che fece da leit motiv del film "Il laureato", ora che dell'interprete di quella famosa Signora Robinson siamo a piangere la scomparsa: Anne Bancroft è morta all'ospedale di Mount Sinai, a New York. E il cinema sdi trova a piangere una delle sue più famose antidive, un'attrice che per cinquant'anni ha calcato il set con invidiabile maestria e professionalità.
Anne Bancroft era il nome d'arte di Anna Maria Luisa Italiano, nata il 17 settembre 1931 in una modesta casa del quartiere newyorkese del Bronx. Figlia di immigrati italiani, provenienti da Muro Lucano, paese che avrebbe dovuto accogliere festosamente la sua concittadina più famosa e che oggi ne piange la dipartita.
Più che della vita privata, resterà di Anne Bancroft la biografia professionale, a monumento e ricordo imperituro. E non solo per l'Oscar vinto nel 1962 e le altre quattro nominations ottenute, per i tre Tony Awards e per l'Emmy Award vinto nel 199 e che la portò nel ristrettissimo club dei vincitori del grande slam dello spettacolo (i tre massimi riconoscimenti furono vinti solo da altri 3 o 4 attori tra cui Sir John Gielgud).
E' l'insieme di una carriera e di una vita spesi tra teatro e cinema, dagli anni '50 sulle scene di Broadway e al debutto cinematografico del 1954 fino a pochi mesi fa, con le sue ultime apparizioni sugli schermi e alla televisione.
La consacrazione per il talento teatrale e cinematografico di Anne Bancroft arriva relativamente presto: dopo il primo Tony Award vinto per l'interpretazione del ruolo di Annie Sullivan in "Anna dei miracoli" di William Gibson a Broadway, nel 1962 ottiene l'Oscar per lo stesso ruolo nel film omonimo di Arthur Penn.
La sua filmografia è nutrita e l'elenco dei registi con cui ha lavorato è lungo da John Ford (Missione in Manciuria, 1966) fino a Michael Cimino (Verso il sole, 1996).
Ma renderla popolarissima, complice la canzone del duo Simon & Garfunkel, al punto quasi da restarne infastidita per l'eccessiva identificazione personaggio/interprete che ne derivò, è la parte di Mrs. Robinson, la seduttrice del Benjamin (Dustin Hoffman) del film "Il Laureato" che Mike Nichols relalizzò nel 1967: nella memoria collettiva Mrs. Robinson e Anne Bancroft erano la stessa cosa e il film, che era abbastanza forte per l'America puritana di allora (ma quando mai non lo è stata?) è ormai un cult assoluto.
A scrollarle di dosso l'immagine ossessiva della signora la cui gamba maliziosa per metà coperta da una calza nera appariva nelle locandine di mezzo mondo, ci sono voluti molti anni e molti film, senza però riuscirci del tutto.
Fu Maria Maddalena nel Gesù di Narazeth di Franco Zeffirelli, madre di un giovane gay, ruolo difficile, in Amici, complici, amanti di Paul Bogart, brillante interprete di molti film tra cui "Cercando la Garbo" di Sidney Lumet. E si cimentò anche come regista, nel 1980, realizzando "Pastasciutta...amore mio!", con Dom De Luise, di cui scrisse anche la sceneggiatura. Non fu quella commedia brillante, dai risvolti comico grotteschi, che era nelle sue intenzioni. E l'insuccesso la convinse a non ritentare l'esperienza. Lasciando il ruolo di regista e la comicità di quel tipo a suo marito, ben più esperto di lei: Mel Brooks.
Con Mel Brooks formò una delle rare coppie indivisibili del cinema americano: si sposarono a New York, nel 1964, con una cerimonia semiclandestina e improvvisata (scesero perfino in strada a cercare tra i passanti chi fosse disponibile a fare da testimone). Ma l'amore c'era ed è durato fino al fatidico "finchè morti non vi separi" e credo durerà oltre. La coppia ebbe un figlio, Max, nel 1972. Della vita privata di Anne Bancroft non ho trovato altro. E questo è un ulteriore merito alla sua memoria.
Di lei ricordo un altro film, che per me rimane il capolavoro delle sue interpretazione e per il quale avrebbe meritato ampiamente l'Oscar e ogni altro premio disponibile. Parlo di "84 Charing Cross Road" tratto da romanzo autobiografico di Helene Hanff, che la Bancroft interpreta splendidamente, una scrittrice americana che negli anni quaranta prima, durante e dopo la guerra, tenne un intenso rapporto epistolare con un librario di Londra (interpretato da un grande Anthony Hopkins). E' questa interpretazione intensa e allo stesso tempo misurata, così partecipata e discreta, in un film che è come una nuvola, bello e struggente, che io voglio ricordare per ricordarmi di Anne Bancroft.
E per salutarla al momento dell'addio.
Fotografie per Anne Bancroft
12.06.2007 23:25
Mi sono dispiaciuta fino alle lacrime alla notizia della sua scomparsa. Una grande, meravigliosa donna.
29.04.2007 10:31
Sei troppo bravo
22.06.2005 23:48
quante cose ho scoperto...penso di non aver mai visto in nessun film...mi rifarò prima o poi...ciao!