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per Annus Mirabilis (Geraldine Brooks)
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4 Stelle Librus mirabilis Opinioni con immagini
23 su 23 utenti Ciao hanno valutato come utile la seguente opinione Vedere le valutazioni
Raccomandato: Si

Vantaggi Romanzo agganciato alla realtà

Svantaggi Il rettore Mompesson non si meritava il suo finale...

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Contenuti
Reperibilità edicola
Layout: mediocre
Qualità Materiale mediocre
Prezzo 12

L'autore

geolele Dal 21 ott 2005

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Chi ha avuto la pazienza di leggere le mie opinioni, avrà notato che poco tempo fa ho commentato il romanzo di Geraldine Brooks ispirato alla storia del libro ebraico dell'Haggadah. Ne "I custodi del libro" la Brooks partiva da un fatto noto, le vicissitudini di questo libro contestato, e ne romanzava la storia, rendendola molto più interessante e piacevole.
In "Annus mirabilis", un libro precedente a "I custodi del libro", la Brooks aveva usato lo stesso stratagemma letterario per narrare le vicende della peste che colpì l'Europa nel 1600. Partiamo anche stavolta dalla storia che ha ispirato il romanzo...

LA STORIA VERA
Come tutti voi saprete, la peste fece la sua comparsa in Europa nel 1300, veicolata dai ratti rinchiusi nelle stive delle navi provenienti dal Mar Nero. Il picco più grande di questa epidema si ebbe 3 secoli dopo, quando colpì moltissime città importanti dell'epoca come Londra e Venezia.
Nel 1665, un sarto proveniente, George Viccars, dall'appestata Londra arrivò in un paesino del Derbyshire, Eyam, che a quel tempo contava poche centinaia di abitanti. I vestiti e le stoffe che portava il sarto con sè erano piene di pidocchi portatrici della peste e non appena cominciò a lavorare su questi materiali e a venderli alla gente, la malattia si propagò velocemente. Le cure mediche dell'epoca erano approssimative e ci si affidava più che altro a rimedi nocivi o a pratiche al limite della stregoneria, cosi che il contagio si propagò velocemente e cominciò a spaventare la gente. Il rettore di Eyam, William Mompesson, provò con tutte le forze a incoraggiare i suoi fedeli e giunse all'amara decisione di proporre alla popolazione un comportamento insolito per l'epoca: rimanere in quarantena entro il proprio paese, facendo impegnare chiunque a non oltrepassare i confini del paese e sopravvivendo con quello che gli addetti di un paese limitrofo portavano al confine. L'isolamento e la tragedia di Eyam durò un anno, periodo in cui morirono (ma le cire sono incerte...) 260 persone su 350 abitanti, ma portò al miracolo del mancato contagio della peste verso altri paesi.
Oggi Eyam è un verdissimo paese inlese, tristemente conosciuto come il Paese della Peste, in cui si ricorda ancora l'atto eroico del rettore e dei cittadini in una tragedia immane come la peste.
Entro il museo di Eyam, tra gli altri oggetti storici dell'epoca, vi sono anche le lettere del rettore ed in una vi è scritto:"La mia domestica è rimasta in salute; il che è stato una benedizione, perchè, se fosse mancata, mi sarei trovato a mal partito..." E' da questa idea che nasce il romanzo della Brooks...

IL ROMANZO
La protagonista e domestica del rettore, che nel romanzo è Michael Mompellion, è Anna Frith, vedova di una minatore morto da un anno e madre di due bambini. Visto che aveva bisogno di soldi e la casa era semi vuota, Anna è colei che nel romanzo accoglie il sarto londinese e dalla sua casa parte il contagio della peste che colpisce tra i primi i suoi due figli. "Annus mirabilis" racconta, in modo romanzato, quello che passarono gli abitanti di Eyam nel tragico anno 1666, anno in cui molto presto la fede di un popolo lasciò il posto a violenze e superstizioni. Con un modo di scrivere chiaro e scorrevole, la Brooks ci spedisce direttamente entro la paura e l'oblio che può provocare un'epidemia nella testa di una popolazione che vede costantemente diminuire i concittadini ed aumentare le tombe.

FATTORI POSITIVI
1) Innanzitutto, citerei la stessa caratteristica che mi ha colpito ne "I custodi del libro": tessere un romanzo partendo da fatti realmente accaduti è un espediente che trovo stupendo. Nell'epilogo, la Brooks tiene a precisare quello che c'è di vero entro la sua storia, che poi è gelosamente custodito nella biblioteca storica di Eyam. Innanzitutto la figura eroica del rettore, seguito dal fatto che la peste fu realmente portata da stoffe di un sarto, proprio Viccars. Nel romanzo vi sono molti aneddoti cruenti tratti dalla realtà, come il becchino che ad un certo punto era stato preso così tanto dalla smania di guadagnare che seppellì persino una persona viva che lui aveva ritenuto erroneamente vicino alla morte ma che invece aveva solo la febbre!!! In più di realmente storico vi sono nel libro tutti gli espedienti medici dell'epoca, sia quelli naturali come le erbe sia quelli ispirati dalla stregoneria come gli amuleti.
2) Di positivo vi è senza dubbio anche il modo di scrivere della Brooks. La scrittrice riesce a presentare un argomento pesantissimo e grave come la peste in un modo scorrevole e accettabile, facendo terminare la storia proprio un attimo prima che il lettore si stufi dell'argomento.
3) Direi anche l'argomento è un fattore positivo. Con questo non intendo dire che è bello leggere continuamente libri sulla peste, ma questo libro ci presenta una grande epidemia che oggi, non ce lo dimentichiamo, è stata uguagliata e superata dall'aids... Per coloro che hanno letto e si sono appassionati ai "Promessi sposi", nell'opera del Manzoni la peste non viene trattata così bene come in questo libro... Parlando dell'argomento, inserirei anche il fatto che una storia come quella di Eyam si meritava un libro, perchè è di per se una storia epica che include un finale speranzoso e pieno di vita.

FATTORI NEGATIVI
1) Mi voglio ripetere e inserisco l'argomento peste tra i fattori negativi. Il libro non è adatto per tutti i lettori indistintamente, oserei dire che la Brooks è stata coraggiosa perchè penso che questo libro sia stato da molti lasciato a metà o anche a 1/4 a causa degli argomenti cruenti. Quello che colpisce, in più, è soprattutto la consapevolezza di sapere che molte delle brutalità raccontate nel romanzo accadevano realmente in quei secoli un pò oscurati dal punto di vista della ragione...
2) Non voglio rovinarvi la sorpresa ma secondo me una figura eroica e ancora oggi venerata dai discendenti di Eyam come il rettore Mompesson non doveva essere trattata come ha fatto la Brooks... Il finale del libro è molto bello ma secondo me la scrittrice ci poteva risparmiare una macchia storicamente falsa in una figura in realtà uscita da eroe da tutta la vicenda.

IL MIO COMMENTO
E' senza dubbio un bel libro, un romanzo cupo su un pesante argomento tratto dalla realtà. La Brooks ci ha abituati a letture magnifiche, non dimentichiamo che ha vinto il Pulitzer Prize for Fiction 2006 col romanzo "L'idealista". Come già detto, l'idea di trarre un romanzo dalla storia è geniale e caratteristico di questa scrittrice.
Non dò comunque all'opera il massimo dei voti sia per l'argomento, non adatto a tutti, sia per il finale inadatto alla figura del rettore.
Vi consiglio comunque la lettura, soprattutto per chi si è appassionato alle vicende dei promessi sposi e vuole approfondire l'argomento della peste.

Immagini

per Annus Mirabilis (Geraldine Brooks)
Eyam
La veduta del paese della peste dall'alto
di geolele geolele
Eyam

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Pagina 1 di 6 | 1 - 5 di 26 commenti
  • marcunz 10/04/2009 18:49
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    ottima segnalazione-------->

  • rivera 27/07/2008 09:23
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    Grazie delle interessantissime info a riguardo...............Ciaooo

  • doomer 22/07/2008 08:02
    Ha valutato l'opinione
    Eccellente

    Bella recensione, non conoscevo nulla sulla scrittrice

  • Asiuletta 21/07/2008 08:02
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    Non conoscevo questo libro, ma devo dire che hai saputo raccontarlo in modo molto interessante e piacevole, e lo leggerei volentieri

  • walker_boh81 16/07/2008 06:13
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    sempre preciso e con ottime segnalazioni!

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