L'anno della peste
07.06.2006 (19.09.2007)
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molto bello
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nessuno
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Sì
 haramis
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Geraldine Brooks, Annus Mirabilis, Ed. Neri Pozza, trad. Francesca Diano, pagg. 334, Euro 16,00 Il 1666 è ricordato come l'anno della grande peste di Londra. In realtà questa terribile malattia, endemica in tutta Europa, cominciò a provocare un numero maggiore di morti nell'odierna Inghilterra già dall'anno precedente. E' in questa situazione che si inserisce il romanzo d'esordio della scrittrice e giornalista Geraldine Brooks di cui ho già scritto nell'opinione relativa al suo secondo (e per ora ultimo) romanzo L'idealista.Contesto storico: Siamo nell'Inghilterra del 17° secolo, dopo la morte della regina Elisabetta I il trono di Inghilterra e Irlanda viene unificato con quello di Scozia.Per la prima volta i 3 paesi in cui si professano 3 differenti fedi (anglicana, cattolica e calvinista) si trovano riuniti sotto un solo monarca. Le difficoltà di armonizzare credi diversi si acuiscono con l'avvento della dinastia Stuart: Carlo I tenta di restaurare una monarchia assoluta in cui il re regna per diritto divino e non per volere del popolo e scioglie il Parlamento, reo di aver promulgato il Bill of Rights in cui si limitano fortemente le sue prerogative. La guerra civile che ne segue tra gli anglicani, seguaci del re, e puritani, seguaci del parlamento, ha conseguenze non solo politiche ma anche religiose. I puritani infatti contestano agli anglicani la struttura della loro chiesa, composta da un primate e da vescovi scelti dal re e poi da una sequenza di prelati (preti e diaconi) che ricordava molto l'organizzazione della chiesa di Roma cui si avvicina anche nei comportamenti. Anche la liturgia istituita con il Book of Common Prayer non si discosta molto dai riti dei papisti (così vengono chiamati dispeggiativamente i cattolici). Proprio negli anni precedenti la storia narrata nel romanzo vengono promulgate delle leggi tese all'isolamento dei puritani a cui spesso viene fatto riferimento: nel 1662 infatti con l'Uniformity Act si rende obbligatorio l'uso del Book of Common Prayer, nel 1664 si proibiscono le funzioni religiose non conformiste e nel 1665 si proibisce ai pastori che si sono rifiutati di aderire all' Uniformity Act di avvicinarsi alle loro vecchie congregazioni. La storia: Nel 1666 a Eyam nel Derbyshire in Inghilterra la giovane Anna, madre di due bambini e vedova del minatore Sam, accoglie in casa come pensionante il signor Viccars, giovane e piacente sarto giorvago raccomandatole dal rettore signor Mompellion. Affascinata dalle storie dei suoi viaggi e degli abitanti di luoghi lontani e commossa dalle attenzioni che George ha per lei e per i suoi bambini Anna comincia a provare, ricambiata, qualcosa di più per il suo pensionante quando questo improvvisamente si ammala. Anna lo trova febbricitante nella sua stanza con un rigonfiamento infetto sul collo: è la peste. Nonostante le cure assidue di Anna e le preghiere del signor Mompellion il sarto muore non dopo aver raccomando di bruciare tutti i suoi averi ... ma la gente del paese non ne vuole sapere di dare alle fiamme i suoi vestiti nuovi quasi conclusi e così il morbo pian piano si sparge. Incitati dal rettore Mompellion i paesani decidono di non fuggire davanti alla malattia per non contaminare i paesi confinanti e non essere additati come untori. Tradiscono questo giuramento soltanto i membri della famiglia più in vista del paese, proprietari terrieri fuggono lasciando i poveri e ignoranti compaesani al loro destino. Come sempre oltre alle morti e al dolore, la peste porta con se rigurgiti di paganesimo: le uniche persone in grado di arginare con qualche rimedio a base di erba l'epidemia nascente vengono accusate di stregoneria e uccise. Toccherà quindi ad Anna e alla sua mentore Elinor, moglie del rettore, studiare sui libri delle erboriste per cercare non solo un rimedio per la peste ma anche per i malanni e le necessità di tutti i giorni come gli incidenti e i parti. Il lavoro fianco a fianco porta così Elinor, donna dell'alta borghesia, istruita e sensibile e Anna la sua domestica a creare un legame particolare, un'amicizia che la necessità porta oltre lo status sociale. L'anno della peste, pieno di lutti e di dolore, si trasforma per Anna, intelligente e curiosa di suo, in un vero annus mirabilis, in una straordinaria occasione di rinascita che le permetterà di allontanarsi dal suo mondo limitato e arretrato. Il romanzo è la libera ricostruzione della vicenda vera vissuta dagli abitanti di Eyam e della loro drammatica ma coraggiosissima decisione. L'autrice, innamoratesi della storia, ha immaginato " cosa si sarebbe provato a fare una scelta del genere e scoprire poi che i due terzi dei tuoi vicini sarebbero morti entro un anno. Come ne sarebbero usciti la fede, le relazioni e l'odine sociale?"Ne esce un romanzo rigorosissimo dal punto di vista storico (ecco perchè vi ho fatto la premessa) ma affascinante in cui la peste diventa l'occasione di un riscatto sociale non solo per la protagonista e voce narrante Anna, ma anche per tutto il suo straordinario villaggio. Le caratterizzazioni accurate dei personaggi, le descrizioni degli sconvolgimenti emotivi e sociali, la scrittura davvero coinvolgente ne fanno un romanzo davvero da leggere. L'autrice Geraldine Brooks di origini autraliane vive in Virginia ed è autrice di saggi e corrisponente di guerra per Wall Street Journal, il New York Times e il Washington Post. Ha vinto il premio Pulitzer per la narrativa nel 2006 per il suo secondo romanzo, sempre a tema storico, L'Idealista.Vi segnalo inoltre, come per altri libri della stessa casa editrice, la bellissima immagine di copertina che in questo caso rappresenta un quadro del 1879 di un tale Leighton, che, perdonatemi, non rientra nelle mie scarse conoscenze artistiche, ma che mi ha incuriosito per l'espressione dolce e assorta della protagonista.
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11.07.2008 13:15
L'ho appena finito di leggere e mi è piaciuto molto, come tutti gli altro libri della Brooks
17.10.2007 15:17
Bellissima recensione, sembra una lettura davvero interessante!
27.09.2007 03:09
Mi attira molto, ottima opinione, grazie e piacere di averti conosciuta