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Opinione

per Apple Mac Os X 10.5 Leopard
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4 Stelle Mr. Leopard, you are failed...for now.
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Raccomandato: Si

Vantaggi Mac OS X è sempre lui....

Svantaggi ...ma Tiger non è poi così diverso...

Dettagli

Prezzo circa 149 euri
Installazione/Configurazione molto facile
Documentazione buona
Stabilità/Performance Molto buona
Rapporto Prezzo/Prestazioni scarso
Possibilità download no
Motivo della scelta Abitudine

L'autore

simarik79 Dal 10 ago 2004

"Signor Fiorini, cosa pensa del panorama politico-economico mondiale?" "Le Industrie Fiorini... continua

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Questa non sarà una recensione buona, ve lo dico subito.
Con amara tristezza, cosa inedita parlando di un prodotto Apple, eccovi la mia recensione sull'ultimo Sistema Operativo uscito fuori dai polpastrelli sudati degli ingegneri di Cupertino, quell'OS meraviglioso che vi avevano promesso da un annetto buono e che da ieri è disponibile negli scaffali degli Apple Store di tutto il mondo. Purtroppo.
Troverete molta rabbia nelle parole che qui verranno, ma sappiate comunque che è rabbia da amante deluso (che forse è il sentimento peggiore): sino ad ieri sono stato uno dei pochi (e ultimi, credo) baluardi di mamma Apple, ho difeso l'industria che ha dato un senso a tutto il circo informatico iniziando più di 30 anni or sono, e dominando la scena sino agli orridi anni '90 e all'arrivo dell'altrettanto orrido Microsoft Windows.
Ho difeso la Apple anche quando tutti la davano per spacciata, così come l'ho vista rinascere dalle sue ceneri per merito di ottime idee ed un ottimo capo, quello Steve Jobs che è un po' croce e delizia di tutti noi fanatici della Mela.
Apple mi ha dato tanto, e non solo alla mia giovane memoria: ha dato possibilità incredibili a milioni di designer, grafici, creativi, artisti e chi più ne ha più ne metta. Quando negli anni '80 il mondo era ancora inchiodato ad uno sbiadito lucido Letraset, il Macintosh era la vera rivoluzione.
Una rivoluzione senza grida o spari, quasi un atto di resa verso il nuovo che avanzava. E che dolce atto di resa, a ben vedere.
Ricordo ancora l'odore di plastica nuova del mio primo iMac (era un Tangerine) spaccato di fresco dalla scatola: ricordo il suono del "tap-tap" sulla tastiera e i primi click a quel buffo mouse rinominato presto "yo-yo". Ricordo le grigie e spartane finestre del Mac OS 8 e i colori sgargianti del surreale Mac OS 10.1. Ricordo la gioia di connettermi per la prima volta in dial-up e gli stridolii del modem interno dell'iMac, così come mi ricordo della silenziosa lama di rasoio del modem ADSL che connetteva il mio PowerMac G4 Quicksilver per la prima volta a velocità inaudita (per l'epoca).
Ricordo il grande Photoshop 5.5 e la "gomma per sfondo" così come ricordo il mastodontico (in tutti i byte) Photoshop CS3.
Ricordo la rabbia per un'estensione difettosa come la sorpresa mista a gioia di vedere il mio caro UNIX risorgere a nuova vita sotto il Terminale di Mac OS X.
Ricordo la frustrazione per il 10.1 e il respiro di sollievo che Jaguar mi diede.
Per un appassionato di informatica seria, questi sono ricordi impagabili, e credo che molti di voi abbiano provato le mie stesse emozioni.
Fino ad una settimana fa, e chi mi conosce su Ciao.it e su vari forum può confermare, ritenevo il Mac OS X 10.4 (nome in codice Tiger) semplicemente il miglior Sistema Operativo prodotto da sempre: potente, velocissimo, estremamente affidabile, con un immenso kernel Darwin (finalmente completo) a risolvere i problemi che, quotidianamente, in informatica posso capitare.
Una gioia da usare, una spina nel fianco di casa Redmond e pure di qualche distributore di Linux...
Ineguagliabile la sua interfaccia Aqua, che dopo anni di rodaggio aveva raggiunto un mix tra bellezza grafica, ragione operativa e immediatezza unico.
Anche il Dock sembrava diventato un compagno d'avventure affidabile, seppure sempre con qualche remora (lo ritengo sempre piacevolmente inutile).
Che Tiger fosse stata la relase migliore di sempre non ero il solo a dirlo: se ne devono essere accorti pure a Cupertino, visto che segretamente (e voglio crederci), ne avevano progettato una versione pronta all'uso anche per architetture X86...misteriosi presagi?
Tiger resse benissimo pure alla prova dei nuovi Macintel e, sebbene non poteva essere paragonato al suo fratellone che girava su di un buon G5, se la cavò alla grande. Con qualche remora, ma gli aggiornamenti gratuiti della Apple (miracoloso e risolutivo il 10.4.8) misero le cose a posto in pochi mesi.
Ma la febbre di Leopard cresceva, in me come in molti altri: toccate le vette del Paradiso con Tiger, tutti noi ci domandammo dove si potesse mai arrivare con la nuova versione.
Dalle stelle alle stalle, e questa è la mia sincera risposta dopo che ho installato e provato duramente il nuovo felino di casa Apple.
Chiedendo venia per la lunga premessa (uno sfogo mi ci voleva proprio), ora si parte con la recensione vera e propria.
E son dolori.

CAPITOLO I: AGGIORNATI, BESTIA!

Ok, avete sborsato 129 euri belli freschi per il leopardo tanto atteso. Ed avete fatto bene.
Ok, siete corsi a casa in preda a crisi d'isteria per installarlo. Ed avete fatto meglio.
"Ok - avete pensato - è Mac OS X, lo aggiorno in un lampo!" Avete promesso a vostra moglie che l'avreste portata puntuale da vostra suocera per cena. Ed avete fatto male.
Primo problema di Leopard: è un ciccione mega-galattico, anche con un calcolatore degnamente potente vi ci vorranno quasi due ore per aggiornare la macchina.
Potete risolvere (di poco) il fattore tempo scegliendo di levare qualche optional in più, come il supporto per il cinese mandarino e cosette varie, ma cadrete sempre in non meno di un'ora e mezza.
Beh, è un problema abbastanza frivolo, in quanto sarete costretti a farlo solo una volta (si spera) nella vita del vostro nuovo OS, ma va comunque segnalato. Quando aggiornai a Tiger anni fa il tempo d'attesa era decisamente inferiore, se la memoria non m'inganna.
Comunque sia, il DVD pesa più di 7 GB, ed è a doppio-strato: si installa "alla vecchia", infilandolo dentro al Mac e cliccando sull'Installer, oppure riavviando e tenendo premuto il tasto C. Poche le opzioni disponibili nell'Installer: solita selezione del volume e preferenze scarne.
Non ci sono dischi aggiuntivi, tutto sta nel super DVD e non sarete costretti a fare lo switch.
Installato il tutto, si riavvia il Sistema: parte a razzo la classica animazione di benvenuto, e i più attenti di voi sicuramente noteranno un pesante restyling della scrivania, della barra dei menu, del Dock e di tutto il Finder in generale.
Via il tema metallizzato, ora si è passato definitivamente ad un ibrido "simil-platino" in stile iTunes. Questo vale per tutte le finestre generate dal Sistema. Omogeneità è la parola chiave. Se la potevano risparmiare, è la mia risposta-serratura.
Tutto pare diventato un gigantesco iTunes: ogni finestra del Finder sembra un'iTunes Music Store, per quanto ben impaginato.
Alle solite tre visuali per scorrere i file troviamo l'innovazione presa pari pari da iTunes: Cover Flow.
Cliccando sul bottoncino che l'attiva, le icone si trasformano in una carrellata di grossi ciccioni color celeste, un click sopra di essi e si mostra il contenuto, in anteprima istantanea (o quasi) e in ottima risoluzione.

Il tutto fa un certo effetto, e si vede il nuovo motore grafico di Quartz (Core Animation, se non sbaglio). Un altro click su di un tasto con l'occhione e parte a razzo l'anteprima del file in altissima definizione, ma senza aprire l'applicazione che l'ha creato.
Funzione utile questa, sicuramente la migliore innovazione del nuovo Finder. Non vi sguercerete più nel cercare di beccare l'anteprima esatta.
Per il resto, a parte "l'impaginazione ottica" delle nuove finestre (ottima), tutto ha il sapore troppo commerciale di iTunes: l'immediatezza è stata ridotta, e di molto.
L'aspetto "giocattoloso" che da sempre caratterizza Mac OS X - da molti amato, da altro odiato - qui raggiunge l'apice: le icone delle cartelle sono state cambiate graficamente, son diventate celesti e vagamente cartoonesche. Il tutto ricorda in maniera sin troppo evidente la GUI GNOME, e ciò a sorridere, anche pensando al fatto che da anni gli sviluppatori indipendenti del mondo Linux si fanno il mazzo per cercare di raggiungere la GUI Aqua del Mac...io questa cosa l'ho trovata di un sadismo bestiale.

La nuova GUI può piacere o non piacere s'intende: a me piace a metà, ma i gusti son gusti.
Dove non si discute, se dotati di intelletto sano, e sul nuovo Dock, veramente raccapricciante.
Unendo l'inutile al dilettevole, gli ingegneri di Cupertino son riusciti a peggiorare una delle poche cose che Tiger aveva levato al Dock: l'inutilità.
Ora è uno spettacolo di fuochi pirotecnici: effetto prospettico da infarto secco, effetto specchio che farebbe la fortuna di Narciso e, dulcis in fundo, freccetta che indicava le applicazioni aperte andata a schifio.
Si, non ci crederete ma è così. Forse l'unica cosa sensata del Dock, e che gli dava un motivo di esistere, era la freccetta nera che indicava le applicazioni aperte: scomoda, di difficile lettura ma almeno presente. Insomma, dopo un po' capivi quanta roba avevi in circolo sul Sistema.
Ora no, si va "alla carlona".
La beneamata (col senno di poi) freccetta è sparita, per far posto ad un'ILLEGGIBILE "puntino di luce-o-quel-che-piffero-è" che, nella mete dei furboni californiani, dovrebbe dare un'idea chiara ed immediata della situazione del multitasking....ma per cortesia!
Ho una vista perfetta, grazie a Dio, e ciò comunque non mi ha risparmiato crisi di isteria per capire cosa cappero avevo di aperto sulla macchina: Gesù onnipotente, quel "pallino di luce azzurrognolo" NON SI VEDE! E questo perché, sempre i furboni americani, hanno pensato bene di infilarlo come RIFLESSO del Dock!
Ditelo, allora: ci volete tutti orbi.

Ho ricominciato ad odiare il Dock con tutte le mie forze, con buona pace di Tiger che mi aveva in parte riappacificato con esso.
Incredibile davvero, una simile boiata non me la sarei mai aspettata dalla Apple...ma starò invecchiando, non dico di no...
Cappellata per cappellata, andiamo a vedere la barra dei menu...si, è proprio quella cosa "mezza-trasparente" su cui non si legge una mazza che abbiamo il alto sul display!
Anche qui qualcuno s'è fatto prendere dalla "crisi della trasparenza" (avranno visto troppe puntate di "Windows Vista: buono per gli orbi"), e ci ha appioppato un elemento INDISPENSABILE come la barra dei menù quasi illeggibile.
Specialmente se avete uno sfondo che converge verso i colori carichi vi farete del serio male alla retina, ve lo assicuro.

Inguardabile, in tutti i sensi.
Graziosa poi (ed inutile...) l'idea di arrotondare tutti i bordi dei menù a tendina, sicuramente un atto di classe che sarà costato mesi e mesi di sviluppo...
Insomma, per chiudere questa prima parte diciamo: ottimo l'aggiornamento del Finder, a parte il nuovo design delle cartelle (che però è parametro personale). Tutto risulta più veloce, e si possono aprire anche molti documenti abbastanza pesanti senza il minimo sforzo. Ci voleva.

Benino anche con il nuovo sistema alla iTunes, anche se un po' incasinato, specialmente ai primi momenti; non ho dubbi che, alla distanza, ci si farà la mano e ci sarà utile.
Su alcuni blog di gente più saggia di me ho letto che il nuovo sistema per il Finder funziona meglio da file manager che su iTunes: non hanno tutti i torti.
Caruccio Cover Flow, ma è una "schiccheria" non richiesta, avremmo potuto vivere benissimo senza.
Ottima invece la funzione dell'anteprima veloce, anche a tutto schermo: ci voleva.
Il Finder, almeno dal lato finestre quindi, se ne esce discretamente, con molti punti anzi che raggiungono l'ottimo.
Il Dock è inguardabile ed inutilizzabile invece. Pensavo di stare assistendo ad uno scherzo "galattico" (installando Leopard ed il suo sfondo di default capirete...), ed invece era tutto vero.
Barra dei menù oscena, urge un prontissimo update che rimetta le cose a posto (e leggibili).
Per il resto, Aqua diventa da gigante a...GNOME!
Ma Leopard non è finito qui, e c'è ancora tanta robetta da vedere...o da intuire.

CAPITOLO II: ALL YOU NEED IS SPACES, JERK! AND WELL, EVEN SOME TIME...MACHINE!

Strombazzata novità in campagna promozionale del nuovo Leopard è stata di sicuro Spaces.
Che è 'sta roba? Si tratta del fratellone maggiore di Exposé (ora divenuto programma richiamabile anche come icona nella cartella Applicazioni), che permette di organizzare la scrivania di lavoro come meglio si crede, suddividendola in più finestre del cui contenuto possiamo disporre come vogliamo.
Supponiamo di avere quattro applicazioni aperte, con molte finestre a schermo: Exposé, sino al Mac OS 10.4, si "limitava" a metterle in fila sullo schermo, facendoci scegliere quella che preferivamo, a mo' di lista.
Spaces fa di più: pigiando la sua icona del Dock o facendolo partire dal tasto funzione (di default F8), oppure anche dall'icona nella barra dei menù, lo schermo si divide in un numero di mini finestre. Numero che saremo noi a scegliere (si può fare sia per le righe che per le colonne) dalle Preferenze di Sistema. Dentro ognuna finestra possiamo caricarci come meglio crediamo tutto ciò che abbiamo a schermo, creandoci così le nostre scrivanie personalizzate, richiamabili al volo con l'icona di Spaces o dalla combinazione dei tasti funzione.
Vogliamo su una scrivania solo le finestre di iChat e Photoshop? Si può fare. Le altre finestre delle altre applicazioni se ne staranno buone e pronte in un altro spazio a cui daremo il giusto posto.
Le combinazioni di scrivanie e finestre sono a nostro insindacabile giudizio, così come lo è il loro numero.
L'idea sulla carta è carina, e ricorda in maniera allucinante l'Amiga OS e il suo Workbench.

Sul piano pratico le cose si fanno più difficili: già in molti si son lagnati di Exposé e dei giri iperbolici di indice per fare lo switch delle finestre, con Spaces le cose non migliorano, anzi si fanno ancora più incasinate.
Almeno all'inizio, vedrete scomparire le finestre che invece desiderate usare, e perderete vari minuti a tentare di venire a capo del casino che il drag-and-drop di Spaces vi ha fatto combinare. Nulla che non si possa risolvere con un po' di pratica per carità, solo che per me Exposé era comunque più che sufficiente per lavorare bene. E quando intendo lavorare bene intendo dire aprire solo le applicazione che servono al momento, e solo i file buoni per lavorare....
Una novità dai pareri discordanti dunque: da un lato è un'ottima idea che tende a salvare spazio, dall'altra è troppo incasinata per essere utilizzata a pieno, e soprattutto dai professionisti.
Magari per gli utenti consumer sarà una benedizione, non dico di no.
Se ne può fare a meno comunque.
Altra applicazione portata in pompa magna sin dalle prime anteprime di Leopard è Time Machine: si tratta di un sistema di backup automatico (o quasi) di tutto il Sistema, dall'interfaccia stile Guerre Stellari. In pratica si sceglie un disco esterno di backup (Firewire o USB 2) abbastanza capiente da contenere i vostri file di Sistema e Time Machine lo aggiornerà ogni ora ad ogni giorno della settimana.
In caso doveste recuperare un file andato accidentalmente cancellato o qualsivoglia documento irreperibile, cliccate sull'icona dell'applicazione per scorrere virtualmente indietro nel tempo e ripristinare ciò che volete.

L'idea è ottima, la progettazione altrettanto, ma è proponibile solo se avete un disco esterno molto capiente (almeno due terzi del vostro HD) e, soprattutto, avete il media sempre attaccato al vostro calcolatore.
Ciò ne rende quindi improbabile l'utilizzo per i computer portatili, a meno che non girate sempre con un LaCie appiccicato al vostro MacBook Pro... io non lo faccio, ma forse faccio male.
A molti (me compreso) Time Machine non ha funzionato subito alla perfezione: ho perso due ore per tentare di fargli andare a genio un disco USB che avevo deciso di utilizzare per il backup, nulla. Alle fine mi ha riconosciuto un disco Firewire e ho gettato la spugna.
Ad altri è andata peggio: l'applicazione tutt'ora non ne vuol sapere di funzionare. Credo che sia un qualche problema di modalità di connessione, e che tutto dipenda molto da USB 2 o Firewire. Ma è solo un'ipotesi, vedremo in futuro la Apple come sistemerà la cosa.
Con Time Machine si fa il backup in automatico di certo, e questo per i più sprovveduti che non seguono mai la prima regola dell'informatica ("Eseguire sempre il backup dei media fondamentali") è una manna dal cielo. Io del "tutto automatico" ancora non mi fido del tutto, e insieme a Time Machine preferisco continuare a fare il backup alla vecchia (a mano e selezionato), ma sarò paranoico io, non dico di no.
Certo è che quest'applicazione, per la Apple, rimborsa i soldi spesi per il Leopard. Beh, almeno nelle sue idee...
Nelle mie (e in quelle di molti) le cose non stanno così semplici, e una seppur ottima applicazione di backup non giustifica la cifra pagata per questo update.
Anche per chi già si trovava bene con i moltissimi software di terze parti che da anni salvano documenti in maniera molto efficiente (Deja-Vù, per esempio); certo, non hanno la spettacolarità di Time Machine né il suo facile utilizzo (secondo l'informaticamente moderno "non fare nulla/sei ricompensato"), ma sono comunque validi.
Resta comunque il fatto che il software, sebbene in fase d'embrione, sia valido. Potrebbe diventare un vero must per il futuro, staremo a vedere.

Una piccola ovazione va comunque alla nuova tecnologia brevettata dalla Mela chiamata Core Animation: credo si rivelerà vincente per moltissime cose, grazie alla sua potenza di calcolo per le animazioni e la sua semplicità progettuale (punto d'inizio/punto d'arrivo: animazione automatica). Unico problema, d'altronde inevitabile, è che tutto l'Ambaradan poggia solo sulla potenza bruta di processore e scheda video, risparmiando il kernel da una pericolosissima astrazione dall'hardware. In soldoni: scheda grafica super-pompata e processore degno di rilievo (un Macintel a doppio nucleo di calcolo), anche se Core Animation funziona pure su processori PowerPC (fonte Apple).
Ottimo sviluppo quindi, ma di certo da solo non basta a salvare Leopard da un giudizio non proprio esaltante.

CAPITOLO III: ABOUT SAFARI, QUICKTIME AND ALL THE OTHER GOOD STUFFS

Principalmente, il Finder rinnovato e Time Machine sono le caratteristiche principali su cui fa forza questo update di Mac OS X, almeno per gli utenti consumer.
Ma ovviamente non sono le sole: non so se è vero che alla Apple hanno brevettato circa 300 nuove funzioni (cosa possibile, ora si brevetta anche il modo in cui si defeca), ma di certo le novità non finiscono qui, anche se le restanti sono tutto dessert.
Cominciamo da Safari 3, uscito dalla beta pubblica e pronto a sfrecciare sul nostro nuovo OS.
Fin qui nulla di nuovo, ed è un bene.
Il browser si conferma il migliore tra i migliori (Camino e Opera tra i tanti che mi vengono di getto), appare molto più reattivo nei comandi e globalmente è sempre il solito buon vecchio Safy, nulla di più e nulla di meno.
Qualche funzione di rilievo aggiunta che fa piacere, come la possibilità di pigiare un bel tastone con le forbici e ritagliarsi da qualsiasi pagina web i propri widgets personalizzati. Mi ha colpito 'sta cosa, forse è il momento che passo ad usare seriamente (per quanto serio possa essere usarlo) Dashboard.

Per quanto riguarda Dashboard, nessuna novità degna di rilievo, se non la già citata funzione che permette di dialogare con Safari e scambiarsi widgets.
Apple ne ha aggiunti di nuovi, ma sono miseri e prettamente orientati verso il mercato USA (risultati delle partite da ESPN per esempio).
Come al solito, per trovarne di buoni giratevi la rete, ce ne sono a migliaia.
Se volete costruirvene di propri e fatti decisamente meglio che con Safari, potete ricorrere all'appllicativo nomato Dashcode, disponibile nel pacchetto software aggiuntivo per sviluppatori Xcode, giunto alla versione 3.

Quicktime non è cambiato, e meno male.
Il suo motore regge ancora gran parte della GUI Aqua, oltre che è il coltellino svizzero per centinaia di altre applicazioni. Un esempio tra tutti, la suite di iLife ed iWork (vendute a parte).
iTunes è quello che era pure su Tiger, siamo arrivati alla versione 7.6 e siamo tutti contenti.

Passiamo a Mail, rinnovato con qualche novità degna di rilievo.
In linea di massima è lo stesso di sempre, solo col look "alla iTunes": le novità da segnalare sono la possibilità di salvarsi promemoria con foto, testi e qualsiasi media digitale in post-it da tenere appiccicati alle vostre e-mail. Utile per prendere appunti in fase di bozza.
Altra novità caruccia è la possibilità di comporre e-mail in HTML in maniera facile e veloce grazie ai modelli già pronti che gli ingegneri Apple hanno pensato per voi: molto carino, specie se dovete invitare i vostri amici alla festa di compleanno del vostro pupo.
Altra novità, che a me non è piaciuta, è la possibilità di ricevere feed RSS pure qui in Mail. Safari farà da ponte, gli RSS che avete lì ve li ritroverete pure qui.
Odio i fedd RSS e li ho sempre ritenuti ridicoli e mostruosamente inutili, fatta salva solo qualche sporadica utilità per chi frequenta molti blog e vuol stare aggiornato sulle cappellate che dicono i suoi amici.

Per il resto, Mail è sempre quello che tutti noi conosciamo ed abbiamo imparato ad apprezzare, e questo è di certo un bene.
Assurdo paradosso, forse è proprio a Mail che la nuova veste "iTunosa" sta meglio di tutti. Mah, misteri delle GUI...
Resta comunque il miglior client di posta che io conosca, a pari merito con Evolution.

Veniamo ad iChat, forse l'applicazione che ha subito il restyling più pesante, ed in fondo c'è da dire che era ora.
Prima novità: ora si può accedere con un account GoogleTalk per via diretta, senza più passare per Jabber.
A molti, me compreso, questa cosa lascia indifferenti, ma per altri è un toccasana.
Ancora assente la compatibilità con i "pezzi medio-grossi" delle chat, ovvero Yahoo e MSN.

Novità di rilievo riguardano l'uso massiccio che ora potete fare con gli effetti speciali in stile Photo Booth: ce ne sono di tutti i tipi, e sono presi pari pari da un'altra grande applicazione che noi utenti iChat conoscevamo da tempo, ovvero iGlasses (che rimane comunque una mezza spanna superiore rispetto al pacchetto effetti della Apple.

Migliorata moltissimo anche la compatibilità per la video-chat anche con gli utenti Winzozz che usano AIM 6.5: funziona tutto alla perfezione, e sembra che l'annoso bug che affliggeva la passata versione di iChat sia andato finalmente a farsi benedire.
Credo che sia stato migliorato il protocollo di connessione, visto che ora non c'è più il problema, che mandava di matto molti, dell'impossibilità di avvio chat con l'odioso messaggio "Impossibile far partire la chat perché George Fiorini non ha accettato l'invito"...quando George Fiorini eri tu!
Ora funziona tutto bene, anche con connessioni dietro router come la mia...pensavo di smanettare non poco per riconfigurare le porte d'accesso ed invece tutto ha magicamente funzionato senza sudore. Ottima notizia, davvero.
Migliorata anche la finestra di controllo degli amici, che ora si può suddividere per gruppo o per stato di connessioni (disponibili, offline etc etc..).
Importante (e doverosa, stiamo nel 2007!!!) aggiunta delle chat a tab, vera spina nel fianco del sistema di messaggistica delle edizioni precedenti.
Ringraziando tutto quello che si può ringraziare, ora non dovremo più tenere 250 finestre di chat aperte a schermo, con buona pace di Spaces...

Ma la vera novità che rende questa versione di iChat unica è la modalità chiamata "Screen Sharing". In pratica cliccando sul quarto bottone in basso alla Buddy List (novità fresca fresca), farete partire una richiesta al vostro buddy per controllargli lo schermo (e pure il calcolatore). Bypasserete i suoi comandi e prenderete il controllo di quello che volete voi, da remoto.
La novità somiglia moltissimo a quanto già molti di voi fanno con Remote Desktop, ed infatti Screen Sharing è il suo fratellino minore.
Ovviamente, per motivi di sicurezza si può avviare il controllo remoto solo se vengono soddisfatti due requisiti: che l'ospite abbia attivato dalle PReferenze di Sistema la condivisione della scrivania e che accetti la nostra richiesta. Mi pare il minimo.
Dalle Preferenze di Sistema, profondamente rimaneggiate, si può anche settare solo una lista di persone a cui permettere il Screen Sharing, oppure si può permettere a tutti quando invece non si neghi a chiunque. Sta tutto a voi.
La funzione risulta un ottimo metodo per aiutare a distanza amici meno preparati in fatto di informatica, e risolvergli qualche problemino, per esempio.
Unico difetto di Desktop Sharing è un fastidioso bug che chiude la videochat al chiudersi del controllo remoto. Bug veniale, sicuramente sarà messo a prossimo negli aggiornamenti futuri.

Bene, per iChat abbiamo concluso, e posso solo dirvi che adesso è diventato un programma veramente completo, anche se ancora tra il serio ed il faceto, per godervi la vita con i vostri amici online. Di sicuro qui in Italia rimarrà confinato alla "nicchia irriducibile", con la maggior parte degli utenti indirizzati verso altri lidi, magari quelli dell'orripilante Microsoft Messenger...
Mi chiedo quando una versione portatile per l'iPhone sarà pronta....mah, per adesso consoliamoci con Mobile Chat, va'....

CAPITOLO IV: ABOUT THE SYSTEM

Concludiamo questa lunga recensione con l'analisi del Sistema generale, dei rattoppi al kernel Darwin e di tutte quelle cose serie che gli utenti consumer (giustamente) non guardano.
Se prima abbiamo scherzato, ora ridiventiamo seri, ci vuole.
Leopard è una mezza delusione, per non dire tutta.
Ha solo un unico - ma grande - vantaggio, merito però di un'accurata strategia di marketing piuttosto che tributi (giusti) di progettazione: fa girare i processori Intel molto meglio che Tiger, e si vede anche a occhio poco esperto.
Tutto è stato progettato per la nuova architettura, ed in molti casi oserei dire stravolto.
Le Preferenze di Sistema sono indubbiamente una delle parti ritoccate più pesantemente, ed a prima vista lasciano spaesati anche utenti di X navigati.
Alcuni pannelli sono stati misteriosamente rimossi ed integrati in altri, mentre le preferenze di condivisione sono state riscritte in maniera pressoché totale.
Perderete qualche giorno a cercare quella maledetta preferenza che non trovate, salvo poi accorgervi che è stata rimossa a favore di un altro controllo dal nome poco chiaro.
Ma questo è comunque il prezzo da pagare ad ogni update di un certo livello.
Altra cosa positiva di Leopard che lo salva da una bocciatura totale è il collegamento ai vari server: ora funzionano molto bene, sebbene la connessione basilare in FTP ancora faccia le bizze con mio server, costringendomi ad adoperare ancora l'ottimo Cyberduck. Tra parentesi e in confidenza, non credo che un Sistema Operativo possa lavorare meglio di Cyberduck per connessioni remote in FTP, ma non ditelo troppo in giro.
Moltissime le nuove opzioni di condivisione file: a parte Screen Sharing, ora si può selezionare la nostra modalità preferita per connettersi a computer remoti, anche in FTP (sempre che funzioni...).
Pesantemente modificata anche l'utility di amministrazione Airport, che ora si chiama solamente (e con molta fantasia) Airport Utility, che per me non regge il paragone con la sua precedente versione.
Troppo orientata verso i principianti e strumenti di settaggio avanzati nascosti fin troppo bene.
Sparita pure NetInfo Manager, ora sostituita da un'assurda applicazione chiamata Directory Utility, in grado di connettersi e dialogare con i Server Mac OS X, nel caso ne foste in possesso....mah, che cavolo di accidenti di modifica...utile per pochi, sarà ignorata da molti, almeno in ambito desktop...
Beffa delle beffe, ora per cambiare tramite interfaccia grafica la password dell'utente root (od abilitarlo, nel caso), si deve passare per quest'assurda applicazione...per tutto il resto si torna indietro, alla vecchia interfaccia a linea di comando. Se questa è innovazione Mr. Prodi è un bell'uomo.
NetInfo Manager permetteva di fare cose egregie e molto rischiose con dovizia, senza passare per il torchio del Terminale come: cambiare permessi degli utenti e creare gruppi personalizzati, abilitare il root e la sua password e tante altre cosette che ne facevano un bel gioiellino amato pure dai sistemisti UNIX...ora questo suo, come dire, "surrogato" non solo non fa nulla di questo, ma non da nemmeno altre alternative...

Forse la scelta di depennare NetInfo è stata ponderata alla "marketing" dalla Apple: lo usavano in pochi, soprattutto i sistemisti, mentre se ne sbattevano in molto. Mettiamoci poi che con l'applicazione potevi fare seriamente male al Sistema, se operavi alla "pisello di segugio" ed il gioco è fatto.
Ancora non capisco e deploro la scelta di Apple di nascondere a tutti che sotto Mac OS c'è UNIX, e che va usato come tale, con i pro ed i contro.
Anche sbagliando e facendosi male. Solo così si comprende l'informatica, a mio modo di vedere.
Ma forse questo è un discorso particolare, e tutto ruota intorno all'acchiappare più ignoranti digitali possibili.
Forse, ma la strategia della Apple con questo Leopard è ben chiara.

Una cosa che ho molto apprezzato di questo update è la possibilità di configurazione del File Manager, il Finder rinnovato che abbiamo già descritto prima.
Va veloce come il vento, odora di GNOME con pezzi di KDE e, paradossalmente, mi ha ricordato pesantemente in Workbench dell'Amiga OS 4. Il che è un bene. Ora si può personalizzare un po' di tutto e le toolbar delle finestre ne sono un chiaro esempio.
La tanto attesa "modularità" che tutti noi vecchi amighisti auspicavano è venuta, e questo è un bene.
Ma mi chiedo: basta questo, con un Time Machine e un iChat potenziato a giustificare un costoso upgrade?
A voi la risposta. Io l'ho dovuto fare per lavoro, ma sui PowerPC mi tengo strettissimo Tiger.
Non fraintendetemi, Leopard è un ottimo Sistema Operativo, solo che aggiunge un nonnulla al suo predecessore. Ma costa di più, in soldoni.
È sicuramente obbligatorio per gli utenti Macintel, e sarà sicuramente gradito ai nuovi possessori di nuove macchine Apple, ma le novità introdotte rimangono abbastanza deludenti, almeno dalla bocca che ci avevano fatto fare tra anteprime e beta nel periodo di gestazione.
Non è un passo indietro rispetto a Tiger, ma non è nemmeno un passo avanti, e questo dopo due e passa di attesa è un male. Specie in informatica dove due anni sono calcolati come due secoli.
Nel precedente post alcuni miei amici si sono scandalizzati leggendo che Leopard ha copiato Vista, e non viceversa (come d'abitudine): è vero, maledizione è tutto vero.
Ha copiato la sua pomposità inutile, la sua esosa richiesta hardware ed ha adattato la GUI Aqua all'orrida Aero. Trasparenze dappertutto, anche dove non ce ne è, onestamente, bisogno. Il Dock ne è un chiarissimo esempio.
Per fortuna non ne ha copiato l'orrendo kernel, che resta ben saldo a Darwin e di ciò ne siamo tutti felici.
Per la prima volta con un aggiornamento Apple, non lo consiglio a tutti.
Almeno per ora, per il futuro sarà obbligatorio come lo sono stati i suoi predecessori.

Ultima applicazione da segnalare, non con ironia ma con sadismo: ridatemi il vecchio Dizionario di Tiger, ve ne prego.
Quello nuovo è imbarazzante, ci hanno schiaffato pure la ricerca in Wikipedia, tanto per renderlo più attendibile. Per renderlo più corposo ed appetibile lo hanno trasformato in un papocchio. Consiglissimo: andate nelle preferenze dell'applicazione e frullate via Wikipedia. Poi frullate via pure il dizionario e comperatevi quella meraviglia che è Ultralingua... che è meglio!

EPILOGO: IN MY BLOODY OPINION...

Secondo me alla Apple è avvenuto l'orrido incesto tra la Tigre e il Leopardo: abemus Tipard!
Il cucciolo costicchia, si ricorda tutto grazie a Time Machine e la un bell'aspetto grazie a iFinder (dovrò registrare questo nome, mi sa!).
Sviluppato per addestratori in erba, ruggisce quanto basta ma è miope per una (s)Vista dell'ottico, e questo fa arrabbiare in molti.
È venuto su con uno zampotto nella scodella di GNOME e un'altro nel pappone di Amiga OS, mentre il suo veterinario Mr. Darwin lo controlla sempre scrupolosamente risparmiandogli orrende figuracce e probabili brutte e repentine estinzioni.
Usa l'iPhone con dovizia mentre con molti altri giocherelli di piccoli domatori fa le bizze (RapidWeaver e FileMaker su tutti). Migliorerà con qualche poppata di aggiornamento, poco ma sicuro.
Il ragazzo si impegna, è volenteroso ed intelligente, ma è bocciato.
Per ora.
Per una (s)Vista purtroppo, il che fa arrabbiare di più.
Ora come ora, ed è incredibile ammetterlo, perderebbe anche contro un Ubuntu qualsiasi, per via di:

1) Perdente ritocco alla GUI Aqua, che era un gioiello da 6 anni: grazie per il nuovo Finder (a parte Cover Flow...), ma il Dock è osceno e le barre dei menu fanno diventare guerci. Per chi ci lavora ore al calcolatore non credo sia la soluzione ideale.

2) Orientato solo verso i Macintel. Se è vero che il nuovo avanza e va bene così, allora però siate chiari e non illudete i possessori della passata architettura: Mac OS X 10.5 su PowerPC è OSCENO, LENTO, IMBARAZZANTE. Le cose si salvano un po' se avete almeno un G5 con 1GB di RAM, ma avrete sempre limiti, soprattutto con la Core Animation (si vede ad occhio nudo la differenza). Questa scelta non è sostanzialmente un difetto (ripeto: il nuovo avanza e guai se non fosse così), ma un poco più di onestà da parte Apple sarebbe stata più gradita.
Sebbene a Cupertino dicano il contrario, non sono riuscito ad installare Leopard su un PowerPC G4 a 1,25 GHz e con 1GB di RAM. Anzi, l'Installer è partito, salvo poi fermarsi perché non aveva trovato un componente di base buono per il sistema....eppure il check lo aveva fatto. Mah.

3) € 129 sono tanti, specie per un software che vi da poco di più come Leopard. Non bastano 3 milioni di trasparenze quando non vedi i menu basilari; non basta Time Machine, non basta Spaces. Alla Apple si dovrebbero dare una calmata con i prezzi, come hanno fatto con l'iPhone. Piuttosto che aggiornare il vostro vecchio G4 che va ancora alla grande con Tiger, risparmiate i soldi per qualche altro software utile (e ce ne è, ce ne è...).

4) Credo che Leopard possa risultare, alla lunga, molto più vulnerabile di Tiger, mai ufficialmente violato, se non consideriamo qualche "Crack Contest" in cui si metteva alla mercé di chiunque un Mac Mini con la Condivisione File attiva...
Con Leopard che cose potrebbero (POTREBBERO) cambiare: devo ancora studiarmi bene le Preferenze di Sistema, ma mi sembra subito palese che Screen Sharing sia una lama a triplo taglio. Bisogna vedere su cosa esattamente lavora, ma non credo sia così difficile progettare un demone che lanci un processo del genere...poi posso pure sbagliarmi, e non lo metto in dubbio.

5) Sistema orientato troppo agli utenti consumer.
Alcune cose che si potevano fare con potenti strumenti grafici (NetInfo Manager per esempio), ora sono relegati solo al Terminale.
Gli XCode con la nuova versione salvano un po' la baracca (Dashcode è un ottimo programma, con picchi di eccellenza), ma è indubbio che il filone dedicato agli analfabeti informatici stia diventando un must da seguire un po' per tutti. Anche per le distro di Linux, e la Apple non urla fuori dal coro...

...E PER FINIRE, COME DIREBBE UNA DELLE MIE EX: "E QUINDI?"

Quindi non mi ha convinto, e confermo la mia bocciatura, almeno temporanea.
Apple ha sempre dimostrato di saper correggere per tempo gli errori (iPhone conferma), arriverà a breve qualche modifica tramite Aggiornamento Software.
Tiger fu la relase di Mac OS X che ricevette più aggiornamenti di tutti i suoi predecessori (sino ad ora ben 10 e si mormora che l'11 sia pronto....), e ogni aggiornamento sistemò buchetti e buconi, oltre che aggiunse sempre qualcosina di utile (zoom con control + touchpad, per esempio).
Rimane il fatto che questo update è caro, sia per quel che costa (129 euri sono tantissimi, se siete gente onesta), sia per quel che pretende (macchina Intel gonfiata di memoria RAM).
Non comperatelo se avete i vecchi PowerPC (specie i G4).
Scelta purtroppo obbligata per i possessori di Macintel.

È tutto, gente.

P.S. Doveroso commiato a due funzioni diciamo "storiche" del Mac OS totalmente depennate, causa età od utilità dal leopardo: Classic e Sherlock.
Classic è morto appena compiuto il passaggio a Macintel, ma ha salvato il lavoro a molta gente durante il periodo di transizione al nuovo sistema UNIX-BSD.
Sherlock è cominciato a diventare inutile da Panther in poi, per morire definitivamente con Tiger.
Per molti anni è stato il miglior sistema di ricerca di file e quant'altro, sino a che Spotlight non gli ha spezzato le ali.
Avevano provato a re-inventarselo come coltellino tuttofare, non ha funzionato.
Sia io che molti appassionati però, si ricorderanno sempre il buffo cappello alla Holmes che tanta compagnia ci ha fatto in passato.
Riposa in pace grande detective, te lo meriti davvero.

P.P.S. Ho scritto questa recensione circa due giorni dopo aver installato il nuovo Sistema sul mio Mac. Alcune considerazioni sono messe a caldo (molto caldo), alcune critiche forse risultano un po' eccessive.
L'aggiornamento a 10.5.1, venuto postumo alla recensione, non ha portato particolari degni di rilievo, e confidiamo ancora in un 10.5.2 che risollevi un pochino i difetti da me citati.
C'è da dire, però, che come operatività di rete Leopard è due spanne superiore a Tiger: questo non solo semplifica la vita per i network consumer, ma fa guadagnare anche molto tempo nelle macchine per lavori pesanti (specie sotto Server).
Rimane comunque l'amara sensazione che, stavolta, lì a Cupertino qualcosa sia andato decisamente storto: tutta colpa dei soldi di iPod e i Phone?
Spero proprio di no.

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Commenti

Avete domande riguardo Apple Mac Os X 10.5 Leopard? Domanda
Pagina 1 di 3 | 1 - 5 di 15 commenti
  • EFG_Society 17/10/2008 10:19
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    Molto utile

    ....for now.....adesso già è migliorato con vari aggiornamenti.

  • kittina 29/02/2008 18:54
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    Molto utile

    ...mmm... parlo in incognito... qui lo dico e qui lo nego, mi sento male a dover ammettere di essere un po' pentita di essere passata da tiger a leopard... mi sta dando qualche problemino, se vogliamo definirlo così... sigh sigh sigh... Ah, ottima opi!

  • Sendic_ 10/02/2008 18:57
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    Molto utile
  • gaspanet 09/02/2008 12:02
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  • oigresoigres 06/02/2008 06:09
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    Molto utile
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