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Mr. Leopard, you are failed...for now.
Vantaggi Mac OS X è sempre lui....
Svantaggi ...ma Tiger non è poi così diverso...
Dettagli
| Prezzo | circa 149 euri |
|---|---|
| Installazione/Configurazione | molto facile |
| Documentazione | buona |
| Stabilità/Performance | Molto buona |
| Rapporto Prezzo/Prestazioni | scarso |
| Possibilità download | no |
| Motivo della scelta | Abitudine |
Questa non sarà una recensione buona, ve lo dico subito.
Con amara tristezza, cosa inedita parlando di un prodotto Apple, eccovi la mia recensione sull'ultimo Sistema Operativo uscito fuori dai polpastrelli sudati degli ingegneri di Cupertino, quell'OS meraviglioso che vi avevano promesso da un annetto buono e che da ieri è disponibile negli scaffali degli Apple Store di tutto il mondo. Purtroppo.
Troverete molta rabbia nelle parole che qui verranno, ma sappiate comunque che è rabbia da amante deluso (che forse è il sentimento peggiore): sino ad ieri sono stato uno dei pochi (e ultimi, credo) baluardi di mamma Apple, ho difeso l'industria che ha dato un senso a tutto il circo informatico iniziando più di 30 anni or sono, e dominando la scena sino agli orridi anni '90 e all'arrivo dell'altrettanto orrido Microsoft Windows.
Ho difeso la Apple anche quando tutti la davano per spacciata, così come l'ho vista rinascere dalle sue ceneri per merito di ottime idee ed un ottimo capo, quello Steve Jobs che è un po' croce e delizia di tutti noi fanatici della Mela.
Apple mi ha dato tanto, e non solo alla mia giovane memoria: ha dato possibilità incredibili a milioni di designer, grafici, creativi, artisti e chi più ne ha più ne metta. Quando negli anni '80 il mondo era ancora inchiodato ad uno sbiadito lucido Letraset, il Macintosh era la vera rivoluzione.
Una rivoluzione senza grida o spari, quasi un atto di resa verso il nuovo che avanzava. E che dolce atto di resa, a ben vedere.
Ricordo ancora l'odore di plastica nuova del mio primo iMac (era un Tangerine) spaccato di fresco dalla scatola: ricordo il suono del "tap-tap" sulla tastiera e i primi click a quel buffo mouse rinominato presto "yo-yo". Ricordo le grigie e spartane finestre del Mac OS 8 e i colori sgargianti del surreale Mac OS 10.1. Ricordo la gioia di connettermi per la prima volta in dial-up e gli stridolii del modem interno dell'iMac, così come mi ricordo della silenziosa lama di rasoio del modem ADSL che connetteva il mio PowerMac G4 Quicksilver per la prima volta a velocità inaudita (per l'epoca).
Ricordo il grande Photoshop 5.5 e la "gomma per sfondo" così come ricordo il mastodontico (in tutti i byte) Photoshop CS3.
Ricordo la rabbia per un'estensione difettosa come la sorpresa mista a gioia di vedere il mio caro UNIX risorgere a nuova vita sotto il Terminale di Mac OS X.
Ricordo la frustrazione per il 10.1 e il respiro di sollievo che Jaguar mi diede.
Per un appassionato di informatica seria, questi sono ricordi impagabili, e credo che molti di voi abbiano provato le mie stesse emozioni.
Fino ad una settimana fa, e chi mi conosce su Ciao.it e su vari forum può confermare, ritenevo il Mac OS X 10.4 (nome in codice Tiger) semplicemente il miglior Sistema Operativo prodotto da sempre: potente, velocissimo, estremamente affidabile, con un immenso kernel Darwin (finalmente completo) a risolvere i problemi che, quotidianamente, in informatica posso capitare.
Una gioia da usare, una spina nel fianco di casa Redmond e pure di qualche distributore di Linux...
Ineguagliabile la sua interfaccia Aqua, che dopo anni di rodaggio aveva raggiunto un mix tra bellezza grafica, ragione operativa e immediatezza unico.
Anche il Dock sembrava diventato un compagno d'avventure affidabile, seppure sempre con qualche remora (lo ritengo sempre piacevolmente inutile).
Che Tiger fosse stata la relase migliore di sempre non ero il solo a dirlo: se ne devono essere accorti pure a Cupertino, visto che segretamente (e voglio crederci), ne avevano progettato una versione pronta all'uso anche per architetture X86...misteriosi presagi?
Tiger resse benissimo pure alla prova dei nuovi Macintel e, sebbene non poteva essere paragonato al suo fratellone che girava su di un buon G5, se la cavò alla grande. Con qualche remora, ma gli aggiornamenti gratuiti della Apple (miracoloso e risolutivo il 10.4.8) misero le cose a posto in pochi mesi.
Ma la febbre di Leopard cresceva, in me come in molti altri: toccate le vette del Paradiso con Tiger, tutti noi ci domandammo dove si potesse mai arrivare con la nuova versione.
Dalle stelle alle stalle, e questa è la mia sincera risposta dopo che ho installato e provato duramente il nuovo felino di casa Apple.
Chiedendo venia per la lunga premessa (uno sfogo mi ci voleva proprio), ora si parte con la recensione vera e propria.
E son dolori.
Ok, avete sborsato 129 euri belli freschi per il leopardo tanto atteso. Ed avete fatto bene.
Ok, siete corsi a casa in preda a crisi d'isteria per installarlo. Ed avete fatto meglio.
"Ok - avete pensato - è Mac OS X, lo aggiorno in un lampo!" Avete promesso a vostra moglie che l'avreste portata puntuale da vostra suocera per cena. Ed avete fatto male.
Primo problema di Leopard: è un ciccione mega-galattico, anche con un calcolatore degnamente potente vi ci vorranno quasi due ore per aggiornare la macchina.
Potete risolvere (di poco) il fattore tempo scegliendo di levare qualche optional in più, come il supporto per il cinese mandarino e cosette varie, ma cadrete sempre in non meno di un'ora e mezza.
Beh, è un problema abbastanza frivolo, in quanto sarete costretti a farlo solo una volta (si spera) nella vita del vostro nuovo OS, ma va comunque segnalato. Quando aggiornai a Tiger anni fa il tempo d'attesa era decisamente inferiore, se la memoria non m'inganna.
Comunque sia, il DVD pesa più di 7 GB, ed è a doppio-strato: si installa "alla vecchia", infilandolo dentro al Mac e cliccando sull'Installer, oppure riavviando e tenendo premuto il tasto C. Poche le opzioni disponibili nell'Installer: solita selezione del volume e preferenze scarne.
Non ci sono dischi aggiuntivi, tutto sta nel super DVD e non sarete costretti a fare lo switch.
Installato il tutto, si riavvia il Sistema: parte a razzo la classica animazione di benvenuto, e i più attenti di voi sicuramente noteranno un pesante restyling della scrivania, della barra dei menu, del Dock e di tutto il Finder in generale.
Via il tema metallizzato, ora si è passato definitivamente ad un ibrido "simil-platino" in stile iTunes. Questo vale per tutte le finestre generate dal Sistema. Omogeneità è la parola chiave. Se la potevano risparmiare, è la mia risposta-serratura.
Tutto pare diventato un gigantesco iTunes: ogni finestra del Finder sembra un'iTunes Music Store, per quanto ben impaginato.
Alle solite tre visuali per scorrere i file troviamo l'innovazione presa pari pari da iTunes: Cover Flow.
Cliccando sul bottoncino che l'attiva, le icone si trasformano in una carrellata di grossi ciccioni color celeste, un click sopra di essi e si mostra il contenuto, in anteprima istantanea (o quasi) e in ottima risoluzione.
La nuova GUI può piacere o non piacere s'intende: a me piace a metà, ma i gusti son gusti.
Dove non si discute, se dotati di intelletto sano, e sul nuovo Dock, veramente raccapricciante.
Unendo l'inutile al dilettevole, gli ingegneri di Cupertino son riusciti a peggiorare una delle poche cose che Tiger aveva levato al Dock: l'inutilità.
Ora è uno spettacolo di fuochi pirotecnici: effetto prospettico da infarto secco, effetto specchio che farebbe la fortuna di Narciso e, dulcis in fundo, freccetta che indicava le applicazioni aperte andata a schifio.
Si, non ci crederete ma è così. Forse l'unica cosa sensata del Dock, e che gli dava un motivo di esistere, era la freccetta nera che indicava le applicazioni aperte: scomoda, di difficile lettura ma almeno presente. Insomma, dopo un po' capivi quanta roba avevi in circolo sul Sistema.
Ora no, si va "alla carlona".
La beneamata (col senno di poi) freccetta è sparita, per far posto ad un'ILLEGGIBILE "puntino di luce-o-quel-che-piffero-è" che, nella mete dei furboni californiani, dovrebbe dare un'idea chiara ed immediata della situazione del multitasking....ma per cortesia!
Ho una vista perfetta, grazie a Dio, e ciò comunque non mi ha risparmiato crisi di isteria per capire cosa cappero avevo di aperto sulla macchina: Gesù onnipotente, quel "pallino di luce azzurrognolo" NON SI VEDE! E questo perché, sempre i furboni americani, hanno pensato bene di infilarlo come RIFLESSO del Dock!
Ditelo, allora: ci volete tutti orbi.
Inguardabile, in tutti i sensi.
Graziosa poi (ed inutile...) l'idea di arrotondare tutti i bordi dei menù a tendina, sicuramente un atto di classe che sarà costato mesi e mesi di sviluppo...
Insomma, per chiudere questa prima parte diciamo: ottimo l'aggiornamento del Finder, a parte il nuovo design delle cartelle (che però è parametro personale). Tutto risulta più veloce, e si possono aprire anche molti documenti abbastanza pesanti senza il minimo sforzo. Ci voleva.
CAPITOLO II: ALL YOU NEED IS SPACES, JERK! AND WELL, EVEN SOME TIME...MACHINE!
Strombazzata novità in campagna promozionale del nuovo Leopard è stata di sicuro Spaces.Sul piano pratico le cose si fanno più difficili: già in molti si son lagnati di Exposé e dei giri iperbolici di indice per fare lo switch delle finestre, con Spaces le cose non migliorano, anzi si fanno ancora più incasinate.
Almeno all'inizio, vedrete scomparire le finestre che invece desiderate usare, e perderete vari minuti a tentare di venire a capo del casino che il drag-and-drop di Spaces vi ha fatto combinare. Nulla che non si possa risolvere con un po' di pratica per carità, solo che per me Exposé era comunque più che sufficiente per lavorare bene. E quando intendo lavorare bene intendo dire aprire solo le applicazione che servono al momento, e solo i file buoni per lavorare....
Una novità dai pareri discordanti dunque: da un lato è un'ottima idea che tende a salvare spazio, dall'altra è troppo incasinata per essere utilizzata a pieno, e soprattutto dai professionisti.
Magari per gli utenti consumer sarà una benedizione, non dico di no.
Se ne può fare a meno comunque.
Altra applicazione portata in pompa magna sin dalle prime anteprime di Leopard è Time Machine: si tratta di un sistema di backup automatico (o quasi) di tutto il Sistema, dall'interfaccia stile Guerre Stellari. In pratica si sceglie un disco esterno di backup (Firewire o USB 2) abbastanza capiente da contenere i vostri file di Sistema e Time Machine lo aggiornerà ogni ora ad ogni giorno della settimana.
In caso doveste recuperare un file andato accidentalmente cancellato o qualsivoglia documento irreperibile, cliccate sull'icona dell'applicazione per scorrere virtualmente indietro nel tempo e ripristinare ciò che volete.
Una piccola ovazione va comunque alla nuova tecnologia brevettata dalla Mela chiamata Core Animation: credo si rivelerà vincente per moltissime cose, grazie alla sua potenza di calcolo per le animazioni e la sua semplicità progettuale (punto d'inizio/punto d'arrivo: animazione automatica). Unico problema, d'altronde inevitabile, è che tutto l'Ambaradan poggia solo sulla potenza bruta di processore e scheda video, risparmiando il kernel da una pericolosissima astrazione dall'hardware. In soldoni: scheda grafica super-pompata e processore degno di rilievo (un Macintel a doppio nucleo di calcolo), anche se Core Animation funziona pure su processori PowerPC (fonte Apple).
Ottimo sviluppo quindi, ma di certo da solo non basta a salvare Leopard da un giudizio non proprio esaltante.
Principalmente, il Finder rinnovato e Time Machine sono le caratteristiche principali su cui fa forza questo update di Mac OS X, almeno per gli utenti consumer.
Ma ovviamente non sono le sole: non so se è vero che alla Apple hanno brevettato circa 300 nuove funzioni (cosa possibile, ora si brevetta anche il modo in cui si defeca), ma di certo le novità non finiscono qui, anche se le restanti sono tutto dessert.
Cominciamo da Safari 3, uscito dalla beta pubblica e pronto a sfrecciare sul nostro nuovo OS.
Fin qui nulla di nuovo, ed è un bene.
Il browser si conferma il migliore tra i migliori (Camino e Opera tra i tanti che mi vengono di getto), appare molto più reattivo nei comandi e globalmente è sempre il solito buon vecchio Safy, nulla di più e nulla di meno.
Qualche funzione di rilievo aggiunta che fa piacere, come la possibilità di pigiare un bel tastone con le forbici e ritagliarsi da qualsiasi pagina web i propri widgets personalizzati. Mi ha colpito 'sta cosa, forse è il momento che passo ad usare seriamente (per quanto serio possa essere usarlo) Dashboard.
Quicktime non è cambiato, e meno male.
Il suo motore regge ancora gran parte della GUI Aqua, oltre che è il coltellino svizzero per centinaia di altre applicazioni. Un esempio tra tutti, la suite di iLife ed iWork (vendute a parte).
iTunes è quello che era pure su Tiger, siamo arrivati alla versione 7.6 e siamo tutti contenti.
Per il resto, Mail è sempre quello che tutti noi conosciamo ed abbiamo imparato ad apprezzare, e questo è di certo un bene.
Assurdo paradosso, forse è proprio a Mail che la nuova veste "iTunosa" sta meglio di tutti. Mah, misteri delle GUI...
Resta comunque il miglior client di posta che io conosca, a pari merito con Evolution.
Novità di rilievo riguardano l'uso massiccio che ora potete fare con gli effetti speciali in stile Photo Booth: ce ne sono di tutti i tipi, e sono presi pari pari da un'altra grande applicazione che noi utenti iChat conoscevamo da tempo, ovvero iGlasses (che rimane comunque una mezza spanna superiore rispetto al pacchetto effetti della Apple.
Migliorata moltissimo anche la compatibilità per la video-chat anche con gli utenti Winzozz che usano AIM 6.5: funziona tutto alla perfezione, e sembra che l'annoso bug che affliggeva la passata versione di iChat sia andato finalmente a farsi benedire.Ma la vera novità che rende questa versione di iChat unica è la modalità chiamata "Screen Sharing". In pratica cliccando sul quarto bottone in basso alla Buddy List (novità fresca fresca), farete partire una richiesta al vostro buddy per controllargli lo schermo (e pure il calcolatore). Bypasserete i suoi comandi e prenderete il controllo di quello che volete voi, da remoto.
La novità somiglia moltissimo a quanto già molti di voi fanno con Remote Desktop, ed infatti Screen Sharing è il suo fratellino minore.
Ovviamente, per motivi di sicurezza si può avviare il controllo remoto solo se vengono soddisfatti due requisiti: che l'ospite abbia attivato dalle PReferenze di Sistema la condivisione della scrivania e che accetti la nostra richiesta. Mi pare il minimo.
Dalle Preferenze di Sistema, profondamente rimaneggiate, si può anche settare solo una lista di persone a cui permettere il Screen Sharing, oppure si può permettere a tutti quando invece non si neghi a chiunque. Sta tutto a voi.
La funzione risulta un ottimo metodo per aiutare a distanza amici meno preparati in fatto di informatica, e risolvergli qualche problemino, per esempio.
Unico difetto di Desktop Sharing è un fastidioso bug che chiude la videochat al chiudersi del controllo remoto. Bug veniale, sicuramente sarà messo a prossimo negli aggiornamenti futuri.
CAPITOLO IV: ABOUT THE SYSTEM
Concludiamo questa lunga recensione con l'analisi del Sistema generale, dei rattoppi al kernel Darwin e di tutte quelle cose serie che gli utenti consumer (giustamente) non guardano.Forse la scelta di depennare NetInfo è stata ponderata alla "marketing" dalla Apple: lo usavano in pochi, soprattutto i sistemisti, mentre se ne sbattevano in molto. Mettiamoci poi che con l'applicazione potevi fare seriamente male al Sistema, se operavi alla "pisello di segugio" ed il gioco è fatto.
Ancora non capisco e deploro la scelta di Apple di nascondere a tutti che sotto Mac OS c'è UNIX, e che va usato come tale, con i pro ed i contro.
Anche sbagliando e facendosi male. Solo così si comprende l'informatica, a mio modo di vedere.
Ma forse questo è un discorso particolare, e tutto ruota intorno all'acchiappare più ignoranti digitali possibili.
Forse, ma la strategia della Apple con questo Leopard è ben chiara.
Ultima applicazione da segnalare, non con ironia ma con sadismo: ridatemi il vecchio Dizionario di Tiger, ve ne prego.
Quello nuovo è imbarazzante, ci hanno schiaffato pure la ricerca in Wikipedia, tanto per renderlo più attendibile. Per renderlo più corposo ed appetibile lo hanno trasformato in un papocchio. Consiglissimo: andate nelle preferenze dell'applicazione e frullate via Wikipedia. Poi frullate via pure il dizionario e comperatevi quella meraviglia che è Ultralingua... che è meglio!
Secondo me alla Apple è avvenuto l'orrido incesto tra la Tigre e il Leopardo: abemus Tipard!
Il cucciolo costicchia, si ricorda tutto grazie a Time Machine e la un bell'aspetto grazie a iFinder (dovrò registrare questo nome, mi sa!).
Sviluppato per addestratori in erba, ruggisce quanto basta ma è miope per una (s)Vista dell'ottico, e questo fa arrabbiare in molti.
È venuto su con uno zampotto nella scodella di GNOME e un'altro nel pappone di Amiga OS, mentre il suo veterinario Mr. Darwin lo controlla sempre scrupolosamente risparmiandogli orrende figuracce e probabili brutte e repentine estinzioni.
Usa l'iPhone con dovizia mentre con molti altri giocherelli di piccoli domatori fa le bizze (RapidWeaver e FileMaker su tutti). Migliorerà con qualche poppata di aggiornamento, poco ma sicuro.
Il ragazzo si impegna, è volenteroso ed intelligente, ma è bocciato.
Per ora.
Per una (s)Vista purtroppo, il che fa arrabbiare di più.
Ora come ora, ed è incredibile ammetterlo, perderebbe anche contro un Ubuntu qualsiasi, per via di:
2) Orientato solo verso i Macintel. Se è vero che il nuovo avanza e va bene così, allora però siate chiari e non illudete i possessori della passata architettura: Mac OS X 10.5 su PowerPC è OSCENO, LENTO, IMBARAZZANTE. Le cose si salvano un po' se avete almeno un G5 con 1GB di RAM, ma avrete sempre limiti, soprattutto con la Core Animation (si vede ad occhio nudo la differenza). Questa scelta non è sostanzialmente un difetto (ripeto: il nuovo avanza e guai se non fosse così), ma un poco più di onestà da parte Apple sarebbe stata più gradita.
Sebbene a Cupertino dicano il contrario, non sono riuscito ad installare Leopard su un PowerPC G4 a 1,25 GHz e con 1GB di RAM. Anzi, l'Installer è partito, salvo poi fermarsi perché non aveva trovato un componente di base buono per il sistema....eppure il check lo aveva fatto. Mah.
4) Credo che Leopard possa risultare, alla lunga, molto più vulnerabile di Tiger, mai ufficialmente violato, se non consideriamo qualche "Crack Contest" in cui si metteva alla mercé di chiunque un Mac Mini con la Condivisione File attiva...
Con Leopard che cose potrebbero (POTREBBERO) cambiare: devo ancora studiarmi bene le Preferenze di Sistema, ma mi sembra subito palese che Screen Sharing sia una lama a triplo taglio. Bisogna vedere su cosa esattamente lavora, ma non credo sia così difficile progettare un demone che lanci un processo del genere...poi posso pure sbagliarmi, e non lo metto in dubbio.
...E PER FINIRE, COME DIREBBE UNA DELLE MIE EX: "E QUINDI?"
Quindi non mi ha convinto, e confermo la mia bocciatura, almeno temporanea.È tutto, gente.
P.S. Doveroso commiato a due funzioni diciamo "storiche" del Mac OS totalmente depennate, causa età od utilità dal leopardo: Classic e Sherlock.P.P.S. Ho scritto questa recensione circa due giorni dopo aver installato il nuovo Sistema sul mio Mac. Alcune considerazioni sono messe a caldo (molto caldo), alcune critiche forse risultano un po' eccessive.
L'aggiornamento a 10.5.1, venuto postumo alla recensione, non ha portato particolari degni di rilievo, e confidiamo ancora in un 10.5.2 che risollevi un pochino i difetti da me citati.
C'è da dire, però, che come operatività di rete Leopard è due spanne superiore a Tiger: questo non solo semplifica la vita per i network consumer, ma fa guadagnare anche molto tempo nelle macchine per lavori pesanti (specie sotto Server).
Rimane comunque l'amara sensazione che, stavolta, lì a Cupertino qualcosa sia andato decisamente storto: tutta colpa dei soldi di iPod e i Phone?
Spero proprio di no.
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kittina 29/02/2008 18:54
...mmm... parlo in incognito... qui lo dico e qui lo nego, mi sento male a dover ammettere di essere un po' pentita di essere passata da tiger a leopard... mi sta dando qualche problemino, se vogliamo definirlo così... sigh sigh sigh... Ah, ottima opi!
Sendic_ 10/02/2008 18:57
gaspanet 09/02/2008 12:02
oigresoigres 06/02/2008 06:09
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....for now.....adesso già è migliorato con vari aggiornamenti.