Due vite, diverse, ma ugualmente travagliate e deluse. Casualmente si incontrano e quello che ne viene fuori è imprevedibile, esaltante ma al tempo stesso devastante.
Lui è Leo, un quarantenne deluso da un matrimonio fallito, con due figli che cerca di gestire come meglio può, rapidi incontri nei week end, affetto concentrato, con conseguenti incomprensioni che a volte li fa apparire ai suoi occhi come due estranei.
In amore, non vuole legami fissi, cerca di no legarsi ed affezionarsi troppo alle donne che frequenta, tutte molto belle, giovani ma molto lontane dal suo ideale di donna.
Anche nel suo lavoro, pur essendo un fotografo professionista molto stimato, cerca di non avere troppi coinvolgimenti. Fotografa infatti, oggetti inanimati per campagne pubblicitarie e riviste, come se quasi volesse mettere distanza anche nei soggetti che fotografa, tenere lontano così quel coinvolgimento emotivo che potrebbe nascere attraverso il suo obbiettivo, che come un occhio attento, scruta le persone.
Lei è Manuela, musicista di talento e sempre in giro per il mondo con la sua inseparabile arpa. Dopo un’infanzia cresciuta all’ombra di un fratello importante (musicista anche lui), ha cercato di imporsi per dimostrare a lei stessa e non solo, delle sue possibilità.
Ci riesce; ma questo gli costa sacrificio e solitudine. La consapevolezza di questo stato la fa cadere nella rete di un rapporto con un uomo vecchi, potente e senza scrupoli, del quale fatica a liberarsi.
A questo punto della loro vita si incontrano, casualmente e subito esplode una passione che li coinvolge intensamente, passando da momenti di intesa totale ad incomprensioni violente.
Andrea De Carlo, tramite questa storia, cerca di analizzare il rapporto d’amore e il suo percorso, che come un arco, raggiunge il suo apice massimo, ma inevitabilmente è destinato a calare.
Ma si può fermare il tempo e fissare quell’apice di estrema felicità?
Probabilmente no, ed è proprio questa consapevolezza che i protagonisti del libro, ma anche noi stessi, non vogliamo accettare. A meno che non ci si accontenti di un sentimento, meno violento e passionale, ma che potrebbe risultare più duraturo…….
Leo e Manuela, non accettando la “mediocrità” di un amore, sono protesi naturalmente a raggiungere quel massimo, ma al tempo stesso non vorrebbero mai arrivarci, per non vedere la loro storia sbiadita dall’inevitabile decorso.
Nel classico stile di De Carlo, il libro è diretto e duro. La storia appassiona e scorre veloce, ma al tempo stesso lascia spazio a considerazioni e riflessioni.
ARCODAMORE – ANDREA DE CARLO
COLLANA “I MITI” – MONDADORI
€ 4,90
un saluto,
Fabio
26.04.2005 14:52
Quello che hai detto tu è quello con cui lo scrittore ha riempito 300 pagine di ripetizioni, luoghi comuni, aggettivazioni che ... vabbè le licenze letterarie ma “densità semicircolare” ... Insomma meglio la tua opinione che il libro!
04.10.2004 11:52
A me questo libro non è piaciuto, l'ho letto tanto tempo fa, quindi non ricordo la trama ma ricordo l'impressione che mi ha dato: melenzo e scontato, di De Carlo mi è piaciuto solo due di due! dopo... la decadenza....
03.10.2004 01:21
segnato. De Carlo lo conosco appena.... Ciauz