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Un arco basso basso
Vantaggi Solo perchè leggere non è mai tempo perso
Svantaggi Ripetitivo e un po' banale
Dettagli
| Contenuti | |
|---|---|
| Reperibilità | edicola |
| Layout: | scarso |
| Qualità Materiale | scadente |
| Prezzo | 4,60 |
Sopravvissuto ad un divorzio, circondato da belle donne, rassegnato al suo lavoro di fotografo di oggetti inanimati, Leo Cernitori è il quarantenne protagonista di un altro (un po' deludente) romanzo di Andrea de Carlo.
Una vita semplice senza troppi amici, i due figli "a carico" in qualche fine settimana, il Natale che si avvicina mentre a Milano lo scandalo di Tangentopoli sta falcidiando politici e potenti.
Al compleanno di suo cugino Leo partecipa controvoglia alla "festa a sorpresa", anche il cugino sembra contrariato e appena può lascia la festa con la scusa di accompagnare Leo; in realtà c'è in ballo un rapido incontro con Manuela Duini, un'affascinante suonatrice d'arpa di cui il cugino si è innamorato (non corrisposto). Manuela anzi, che sembra così libera e piena di vita seppure con un carattere problematico, resterà invischiata in un sentimento alterno tra amore (soprattutto sesso sfrenato) e odio (soprattutto micidiali litigate) proprio con Leo.
Le loro storie passate sono brucianti soprattutto per il fotografo, geloso e possessivo, ossessionato nel voler assorbire, più che cancellare, le brutte esperienze di Manuela; la trentenne arpista infatti era incompresa in famiglia e poi sfruttata da adulta da un faccendiere che nascondeva i propri traffici dietro il paravento di una comunità per il recupero dei tossicodipendenti.
Pur amandosi Leo e Manuela non si conoscono, si feriscono e si riappacificano senza motivi apparenti; intorno a loro la vita continua con le bordate dei giudici di "Mani Pulite", imperi finanziari crollano, personaggi famosi si uccidono o fuggono .
Tra impossibili situazioni, dettagli erotici fin troppo intimi, ripetitività, luoghi comuni, le decine di parole sprecate per identificare l'amore come un arco ... questo libro a volte fa venir voglia di sospendere le lettura. La dissezione di sentimenti e sensazioni , gli ambienti mentali dove tutto oscilla, è obliquo, angolato, sbilanciante ti inducono a pensare di aver già letto quella pagina … forse hai sbagliato a mettere il segnalibro! Gli amplessi intensi senza un minimo di precauzioni ed igiene, i dialoghi improbabili, le aggettivazioni quantomeno originali ("densità semicircolare") ti risvegliano un po' , ma insomma dopo "Macno" ben poco di De Carlo mi è piaciuto (intanto ogni volta ci ricasco!).
Nell'edizione I Miti (Mondadori) 4,60 Euro, un po' faticosa da leggere a causa della rilegatura troppo vicina al margine interno (l'alternativa è "squartare" il libro).
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viola80 05/05/2005 16:56
A me era piaciuto ... c'è stato un periodo che mi era presa la fissa per DeCarlo e li ho letti tutti ...
edmonda 05/05/2005 11:55
lessi questo libro tanti anni fa, mi ricordo questa storia dell'arpa e tante descrizioni uguali a quelli di altri suoi libri...quelli che piu' mi sono piaciuti sono "due di due" e "macno"...gli altri, piu' o meno tutti uguali, gli ultimi poi, non ne parliamo...
tany72 29/04/2005 09:03
dizzy 28/04/2005 13:17
libro del tutto trascurabile, ben detto.
mmh...non so...ho letto poco di De Carlo, ma credo che lo approfondirò durante l'estate..ciao! :-))