Si tratta di un libro inserito in una serie (abbastanza lunga), sulla quale non posso esprimere un giudizio, in quanto è il primo che mi capita tra le mani.
Nel complesso penso che leggerò qualche altro testo della serie, anche se non mi ha portato ad una "fame" di lettura come mi è successo con i libri d'avventura di O' Brian (su quest'ultimo trovate un'altra mia opinione, se volete ...).
Ciò piò anche essere dovuto al fatto che si tratta di gialii che hanno un inizio ed una fine compiuta ...
TRAMA (solo l'inizio ... dopo tutto è un giallo!!)Il libro è ambientato nel primo secolo dopo Cristo.
L'Imperatore di Roma Claudio invia a Pompei (pre eruzione) il Senatore Publio Aurelio Stazio, suo amico personale, per indagare sulla morte violenta di una sua ex amante.
Giunto in città in compagnia del fido segretario greco - alessandrino Castore, il Senatore si accorge di trovarsi di fronte ad un problema ben più complesso, con parecchie donne morte nell'eguale terribile maniera dell'ex amante dell'Imperatore.
Inizia così un'immersione nella vita locale, di cui emergono le ipocrisie e le (piccole o grandi) nefandezze ...
CONSIDERAZIONIL'ambiente è dipinto in modo affascinante e con dovizia di dettagli e particolari.
E' possibile che chi non ha molta dimestichezza con il mondo si trovi in una qualche difficoltà, alle prese con tablinum, clavis adultera, etc ma in fondo al libro troverà un piccolo glossario che potrà trarre d'impaccio.
La vita quotidiana è proposta, talvolta, come molto simile ai nostri giorni (qualche volta anche nelle espressioni usate) ... Questo ha lasciato me (forse voi no, chissà ...) un po' spaesato ... potrebbe trattarsi di un derivato degli studi classici che ho fatto. Abituato a vedere la letteratura e poco la vita quotidiana, mi suona strano .. però probabilmente è una scelta giusta e corretta per dipingere un mondo ed un periodo storico che ha molti punti in comune con quello attuale.I personaggi del romanzo sono caratterizzati da tratti un po' troppo netti, a mio avviso: ciascuno di loro ha propri tratti tipici, che li fanno diventare in qualche modo simili (per certi versi ed alla lontana, beninteso) ai personaggi della Commedia dell'Arte.
Per capirci:
Castore, il segretario alessandrino, può essere considerato la versione dell'Antica Roma di Arlecchino: servitore furbo, avido di denaro, attivo, etc..
La matrona Pomponia è impicciona, chiacchierona ma astuta e leale con l'amico Stazio.
Nel complesso la vicenda coinvolge abbastanza e, cosa pregevole, non si comprende immediatamente chi sia il responsabile: resta così la curiosità e i colpi di scena sono effettivi.L'affresco di vita nella provincia dell'impero è interessante e rimarchevole anche per i risvolti sociologici: le ambizioni, le meschinità della provincialità sono evidenziate come si potrebbe fare nella nostra società.
EDIZIONEL'edizione che ho letto è Hobby & Work, per una lunghezza di 328 pagine con caratteri grandi: quindi lunghezza moderata e facilità di lettura.
La carta, invece, non è granchè.
Per la copertina, potete guardare le foto allegate
01.10.2005 18:45
Io ho il giallo Olympia indagine ai giochi olimpici, e poi anche Ars moriendi. Olympia è bello, ma rispetto a Eco, Simenon e camilleri lo stile sembra mediocre. Ars moriendi invece si basa su un' idea secondo me molto poco originale e molto anacronistica. Jack lo squartatore in salsa pompeiana è una cosa troppo improbabile, soprattutto per quella che era la mentalità nell' età classica
19.06.2005 00:28
che fortuna!ho addocchiato questa serie oggi e adesso,per caso,ho trovato la tua opi!
04.03.2005 17:12
la tua ammirazione per questo genere è incredibile!