Su di me:Remembering games... and daisy chains and laughs... got to keep the loonies on the path...
Iscritto da:10.09.2003
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Signore e signori giù il cappello… qui si parla di “Murder On The Orient Express”... “Murder”… assassinio… “Murder”… parola che associata alla cronaca evoca qualcosa di orribile ma che associata alla letteratura non può che evocare lei, la regina del giallo, la signora del mistero… Ladies and gentleman… … Agata Christie. E già perché insieme a “Dieci Piccoli Indiani” (“Ten Little Niggers”, 1943) questo è il suo lavoro più importante, sicuramente il più rappresentativo perché comprende anche la presenza del geniale investigatore di nome Hercule Poirot.
Uscito nel 1934, “Assassinio sull’Orient Express” è il classico giallo ad incastro perfetto. C’è un delitto, quasi perfetto, c’è una scena del delitto ovvero la carrozza di un treno e ci sono diversi sospettati che sembrano, of course, tutti estranei al macabro avvenimento.
E’ una trama ad orologeria quella che la Christie tesse con grande ingegno: fin dalle prime pagine ci vengono presentate delle sfumature dei personaggi che conosceremo più avanti e più in dettaglio e fin dalla prima pagina faremo la conoscenza dell’astuto e brillante detective Poirot salito sul treno quasi casualmente, in quel vagone dove, una notte, un americano di mezza età viene ucciso: è il signor Ratchett (o forse è qualcun altro) ad averci lasciato le penne con una dozzina di coltellate in pieno petto. Un omicidio feroce e cruento che sembra non avere un movente… ma attenzione… ho detto “sembra”…
Quando ci si avvicina ad un romanzo di questo tipo, se non si è patiti del genere, la paura è quella di essere avvinti dalla noia dell’indagine. Solitamente le prime pagine, dove è descritto il delitto e le ultime dove l’assassino viene scoperto rappresentano i clou di un romanzo giallo mentre l’indagine, se intricata e contorta può essere pesante se non viene narrata alla perfezione. Naturalmente parlando della Christie questo rischio non sussiste. L’indagine è parallela alle deposizioni che i viaggiatori raccontano a Poirot, al suo amico Bouc e al dottor Constantine: deposizioni imbarazzate, contrastanti, confuse… che portano il lettore a sospettare di tutti. Non c’è dunque rischio di noia, impossibile, il romanzo non è lunghissimo (circa 200 pagine) e sia i fatti che gli interrogatori si susseguono con un ritmo piuttosto veloce, aiutati da una narrazione coinvolgente e mai prolissa e logorroica che conduce scorrevolmente fino all’incredibile, sorprendente finale.
“Caro Bouc, io sospetto di tutti fino all’ultimo” E’ la frase con cui Poirot gela il suo vecchio amico a metà libro….
Ma vediamoli, nel dettaglio questi viaggiatori… facciamo anche noi la loro conoscenza… sono loro i sospettati; è tra di loro che si nasconde l’autore del delitto.
- Il segretario e il cameriere dell’ucciso, Hector MacQueen e Edward Henry Masterman. - I giovani conti ungheresi Andreny, marito e moglie. - L’anziana principessa russa Natalia Dragomiroff e la sua cameriera Hildegarde Schmidt. - Una vivace signora americana, Caroline Martha Hubbard. - Una missionaria svedese, Greta Ohlsson. - Un colonnello inglese, Mr. Arbuthnot. - Un investigatore americano Cyrus Beltman Hardman. - Mary Hermione Debenham, una giovane istitutrice inglese. - Un rappresentante di automobili italo americano, Antonio Foscarelli. - Il controllore della carrozza, Pierre Michel.
Pochi indizi a disposizione per Poirot. Pochi fili per intrecciare un tessuto incredibilmente sorprendente: un messaggio di minaccia parzialmente bruciato che rievoca un vecchio rapimento, un attrezzo per pulire la pipa, fumata esclusivamente da uno dei viaggiatori, il colonnello inglese, l’orologio della vittima fermo all’una e trentacinque, un fazzoletto di stoffa pregiata con la lettera H ricamata, una vestaglia rossa da donna intravista nel buio dal nostro investigatore la notte del delitto e un bottone da uniforme da controllore… E poi le deposizioni, contrastanti, a volte confuse che sembrerebbero dirigere i sospetti verso un uomo di bassa statura e con la voce effeminata che potrebbe essersi vestito da donna… rubando una vestaglia. Ma allora… il bottone del controllore? E il cura pipe? E il fazzoletto?
Sembra che io vi abbia rivelato molto… ma in realtà, se avrete la fortuna di leggere questo libro, capirete che non vi ho detto niente. E ditemi, ora, voi lettori… “Non sospettate anche voi di tutti fino all’ultimo?”
23.01.2007 21:17
Assassinio sull'Orient Express ...io sospettavo del macchinista... , ...mandi mandi ....Loris,....
22.05.2006 12:44
Non ho mai letto nulla della Christie, ma non è mai tardi per cominciare..bella opinione!
03.11.2005 21:52
Descrittiva, intrigante e accattivante opinione per un libro che ha fatto epoca ! Complimenti vivissimi !