Australia (B. Luhrmann - USA, Australia 2008)

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Australia (B. Luhrmann - USA, Australia 2008)

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Un'epopea western

3  16.01.2009

Vantaggi:
L'Australia e Hugh Jackman

Svantaggi:
La sceneggiatura

Consiglio il prodotto: Sì 

Giallo_gugu

Su di me:

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L'Australia è per noi un mondo un po' sconosciuto. Certo, sappiamo che esistono i koala ed i canguri, sappiamo di Sydney e di Melbourne ma, alla fine, siamo del tutto all'oscuro della storia e della cultura di questo paese sterminato. In particolare, poco sappiamo del suo cinema. E troppo spesso, confondiamo i suoi eroi prendendoli per inglesi, americani o quant'altro, solo perché tutti angolofoni.

Nella realtà, l'Australia ha contribuito in maniera non secondaria alla storia del cinema hollywoodiano, in particolare per quello che concerne gli ultimi trent'anni. Pensiamo, ad esempio, a registi del calibro di Peter Weir (quello di Truman Show, Master and Commander e L'attimo perduto) o di Baz Luhrmann (autore di Moulin Rouge e Romeo + Juliet). O ad attori ed attrici come Nicole Kidman, Cate Blanchett e Russell Crowe o Mel Gibson che, spesso nati altrove, hanno vissuto sin da bambini nella terra dei canguri. E pensiamo al grande Erroll Flynn, il più grande attore di cappa e spada che si ricordi.

C'è quindi molta più Australia dinanzi ai nostri occhi di quanto non si sappia.

Il già citato Baz Luhrmann si è però messo in testa di realizzare una vera e propria epopea dedicata al suo paese, così misterioso e ricco di fascino. Ha così chiamato accanto a sé due tra i più famosi attori australiani, Nicole Kidman e Hugh Jackman, ed è dunque nato Australia.

La Kidman è Lady Sarah Ashley, una nobildonna inglese venuta in terra d'Australia nel 1939 per ricongiungersi col marito, un sognatore più interessato a realizzare i suoi sogni di imprenditore che alle necessità della sposa. Non appena giunta sul suolo australiano, la donna scopre che il suo sposo è stato misteriosamente assassinato con un colpo di lancia. Vedova, in un paese che non conosce e che non capisce: tutto sembrerebbe dover spingere Lady Ashley a vendere le sue proprietà e tornarsene immediatamente a casa. Le cose non vanno però così, visto che lei è una donna testarda, che non si lascia piegare dalle avversità. Con l'aiuto di Drover, un mandriano a contratto, riesce a portare la mandria di buoi che deve servire ad approvvigionare l'esercito di Sua Maestà, che sta per essere impegnato nel conflitto con le potenze nazi-fasciste, attraverso un deserto, sfidando l'ostilità dell'unico suo concorrente che fa di tutto per impedirle di portare a compimento la sua missione.

Da quel momento, Sarah deciderà di rimanere in Australia e continuare a realizzare il sogno del defunto marito. Nonostante gli odi e le antipatie che suscita e nonostante la guerra che comincia a far sentire anche lì la sua eco, con l'arrivo dei primi attacchi da parte delle forze giapponesi.

Per raccontare la sua terra, Luhrmann decide di realizzare un film epico, una pellicola che ha referenti importanti nella storia del cinema. Infatti, questo Australia vorrebbe essere tante altre cose. Vorrebbe essere un Via col vento, questi due amanti testardi che si prendono e si lasciano, sullo sfondo di una guerra che fa di tutto per mantenerli ancora più a distanza. Vorrebbe essere un C'era una volta il West: la storia di lei che arriva in questa terra sconosciuta per scoprire di essere rimasta vedova di un marito che aveva un sogno e che si trova a dover gestire una proprietà che fa gola a molti è ripresa di sana pianta dall'epos di Sergio Leone. Non solo, vorrebbe essere anche un film à la John Ford: i personaggi testardi, che non si lasciano abbattere dalle disgrazie, il trasporto di una mandria attraverso territori selvaggi, il rapporto di amicizia virile tra Jackman e suo cognato, i rapporti uomo-donna, le scazzottate, le scene di ballo, una certa ironia sempre presente sono tutti elementi tipici del cinema, soprattutto western del grande autore di Ombre rosse.

Vorrebbe essere questo e vorrebbe essere quello, però poi risulta essere qualcosa di completamente diverso. Si comincia vedendo un film, infatti. e poi si finisce per vederne un altro, sostanzialmente differente, tante sono le cose che Luhrmann ha tentato di inserire in questa sua epopea. Nella prima parte (dopo un principio da thriller), si ha l'avventura cosparsa di grandi dosi di ironia e divertimento (pensiamo alla presentazione del personaggio di Jackman), poi subentrano toni più cupi fino a quando, con la guerra, ci troviamo altrove.

Vi è poi il forte tentativo di parlare della questione aborigena e di come gli abitanti originari dell'Australia siano stati trattati dalla stirpe inglese che ha poi preso possesso dell'isola continente. In particolare, si parla dei mezzosangue, i bambini nati dall'incontro tra uomini inglesi e donne aborigene, che venivano presi alle madri e fatti sparire in qualche modo per nascondere la presunta "vergogna".

Il problema sostanziale di Australia è di aver voluto troppo raccontare, senza riuscire a capire bene come. L'eccessivo cambiare di registro e l'incapacità di scegliere un tono alla lunga pesano. Oltretutto, troppe cose vengono lasciate in sospeso o risolte improvvisamente, quasi fuori campo, tagliando fuori lo spettatore, senza motivo (gli omicidi, ad esempio).

Si ha l'impressione di trovarsi dinanzi ad un prodotto di difficile digestione, un polpettone che per voler piacere a tutti (strizzando gli occhi a questo e a quel tipo di spettatore) finirà per piacere a pochi.

Cosa rimane? La grandezza delle immagini che rimandano ai paesaggi dei film di Ford ambientati nella Monument Valley o a quel La mia Africa di Sidney Pollack cui pure questo film (con la sua figura di donna forte e intraprendente) rimanda. Per il resto, alcuni momenti di divertimento ma davvero poco altro di sostanziale.

Alla fine, ci rimane solo una grande grandissima voglia di Australia, e questo è forse già un pregio per il film.

(ex Cinemante)

Fotografie per Australia (B. Luhrmann - USA, Australia 2008)
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Una scena del film
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Syssy61

Syssy61

18.01.2009 15:43

Mi piacrebbe vederlo, nonostante qualche difetto.

pierluigif

pierluigif

18.01.2009 01:19

Non so la tua ottima opinione mi porta a scartare pie pari il film che penso che non vedrò.

Danielac76

Danielac76

16.01.2009 22:44

Luhrmann per me vale bene il biglietto... adoro anche i suo film da cassetta... perchè è un pò bizzarro, e questo film invece esce dai suoi soliti coloratissimi racconti d'amore

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