Smile, you are on CRIF now.

3  22.09.2004 (01.01.2005)

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ricorda tutto

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Il Garante per la protezione dei dati personali, dopo un lungo lavoro preparatorio, ha detto la sua anche sulle Centrali Rischi, varando " Il codice deontologico per finanziamenti e credito al consumo" . D'ora in avanti non si parlerà più di Centrali rischi ma di "Sistemi di informazioni creditizie", che dovranno rispettare quanto previsto nel codice a partire dal 2005. Vengono ridotti i tempi di conservazione dei dati mentre si allungano i tempi per le segnalazioni di morosità (quattro mesi o quattro rate per le centrali che registrano solo morosità, due mesi o due rate per tutte le altre). Le misure, concordate anche con le associazioni dei consumatori, dovrebbero andare nell'ottica della tutela dei consumatori da errori e disguidi. (cfr http://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=1070792)
(Gennaio 2005)

Sorridi, sei in CRIF. Nessuno verrà a dircelo, ma non è escluso che accada.

Prendo spunto da alcune opinioni lette per parlare di questa società, una volta nota solo agli addetti ai lavori e oggi giustamente più conosciuta. Giustamente, perchè nell’ottica della tutela dei dati personali è giusto che sappiamo chi detiene informazioni che ci riguardano. Sottoscrivendo il consenso al trattamento dei dati personali (per finanziamenti e richieste di carte di credito) potremmo trovare tra i soggetti elencati anche CRIF. Potremmo, perchè l’adesione a CRIF da parte di banche e finanziarie è volontaria e non obbligatoria, come invece avviene per la Centrale Rischi che gestisce Bankitalia, ma si tratta di altri importi.

Dimenticavo: siamo nel mondo delle banche e delle finanziarie. Se non siete interessati cambiate pure canale ... ma quando qualcuno vi dirà che “l’esito Crif è negativo” potrebbe essere tardi ...

Suppongo che CRIF sia l'acronimo di Centrale RIschi Finanziari.
Sul sito leggiamo che: “Fondato a Bologna nel 1988, il Gruppo CRIF è leader in Italia nei sistemi di supporto decisionale e nei servizi di referenza creditizia”. Abbastanza criptico.

Facciamo un po’ di storia, per chi c’era e non si ricorda. Verso la fine degli anni 80 si sviluppò uno strano fenomeno, favorito da una congiuntura economica favorevole, per cui dilagò la mania delle vendite rateali. Sembrava diventato uno sport alla stregua del tennis, allora molto popolare, comprare a credito o accendere finanziamenti “al consumo” (che non finanziano attività produttive, ma acquisti di beni e servizi per privati e famiglie). Era un momento strano, che per fortuna non durò molto, in cui le “finanziarie” o presunte tali nascevano come funghi e tutti erano pronti a prestarvi dei soldi, soprattutto se non vi servivano. All’epoca, un commerciante che fosse riuscito a convincere il cliente ad acquistare “a comode e piccole rate” e non pagando tutto e subito, riceveva pure delle provvigioni da chi erogava il prestito. Era un momento così: ricordo che io, abituato a spendere solamente i soldi che avevo in tasca, non mi capacitavo che ci si potesse indebitare allegramente per il superfluo. Però accadeva, quantomeno nella realtà emiliana (forse non a caso CRIF nasce a Bologna). E poteva capitare che un soggetto, lavoratore dipendente da qualche anno, facendo il giro delle banche sulla piazza con la sua brava busta paga, si portasse a casa cifre significative, per poi licenziarsi, intascare il TFR e sparire (narrano le leggende che sia accaduto). Oppure c’era chi si lasciava prendere la mano e accumulava una collezione di “comode rate” superiori alla capacità di spesa della famiglia. In questo contesto nasce CRIF, sulla scorta della convinzione che prima di concedere un prestito può essere interessante sapere di quanto è già indebitato il richiedente e se è puntuale o distratto rispetto alle scadenze.

L’adesione di banche e finanziarie a CRIF, come dicevamo, è volontaria e ciascun associato decide autonomamente che tipo di dati conferire (tutti i finanziamenti, solo i prestiti personali, ecc...). I dati conferiti riguardano soprattutto privati, persone fisiche o ditte individuali. Ultimamente vengono inserite anche le emissioni di carte di credito. Di norma, si riceve da CRIF nella misura in cui si da, cioè solo nel momento in cui l’aderente inserisce i dati relativi ad una nuova operazione in fase di richiesta ha, di ritorno, la posizione CRIF del richiedente.

Detto questo, è necessario aggiungere che CRIF non è una “black list”, ma gestisce un profilo completo dal punto di vista finanziario, registrando lo “storico” delle operazioni e come si sono svolte. Ritardi nei pagamenti, contenziosi, disguidi, CRIF tiene nota di tutto e tutto va a formare la “referenza creditizia”, come dicono loro. E qui cominciano le dolenti note: ogni tipo di errore, dall’errore dell’impiegato che ha inserito i dati a terminale, alla dimenticanza di una scadenza, dal bollettino che il postino non ci ha consegnato e noi siamo stati felici di saltare un mese, fino al Rid che non si è agganciato al conto e ci ha costretto a pagare due o tre mensilità tutte in una volta, tutto viene registrato dal “grande fratello” CRIF e “pesa” sulle nostre spalle. Per almeno cinque anni, anche se il Garante sarebbe di diverso avviso...

Quindi, signori, se avete richiesto recentemente una carta di credito, acquistato un’auto usufruendo del finanziamento del concessionario, cambiato il divano con la formula “compro oggi, pago domani”, sorridete: ci sono buone probabilità che CRIF si ricordi di voi.

Sul sito, nella sezione “Relazioni con il pubblico” sono presenti i moduli e le istruzioni per conoscere, coerentemente con le disposizioni di legge sulla privacy (diritto di accesso ai dati ai sensi dell'art. 7 del D. Lgs 196/2003), quello che CRIF sa. Nel solo caso in cui non ci siano dati presenti, CRIF richiede il pagamento di un contributo spese (4 Euro)

Se capiterà di vedere declinata una richiesta, è sempre meglio conoscere il dettaglio dei dati: i casi di errori nell’inserimento non sono così infrequenti.

“CRIF è una società che, come terza parte neutrale, dal 1989 eroga in Italia il servizio di referenza creditizia noto anche come EURISC. Banche e società finanziarie contribuiscono volontariamente a questo sistema, nel rispetto della legge sulla privacy, fornendo informazioni sui crediti richiesti ed eventualmente erogati a loro clienti, indipendentemente dall'andamento regolare o meno dei rimborsi. “ (dal sito www.crif.it).


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Commenti su questa Opinione
dizzy

dizzy

03.12.2005 14:05

siamo nelle mani della Crif, la privacy è un lusso che possono permettersi quelli che hanno i conti alle Cayman. paga e ti sarà dato. mi dissero che in una certa misura c'entrava pure il prof.Prodi, può essere?

emmegi1

emmegi1

02.12.2005 21:22

... bel titolo e bella opi... ma soprattutto il titolo...

marcoder

marcoder

25.11.2005 19:01

Grazie x le info! Ciao

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