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Vantaggi un autore che sperimenta, sempre sorprendente, eccezionale dal vivo.
Svantaggi assolutamente nessuno
Dettagli
| Qualità dei testi | 5 |
|---|---|
| Qualità della musica | 5 |
| Voce artista | 5 |
Le note di Sesso e castità risuonano spesso alla radio, di questi tempi, viziate da una particolarissima trombetta, introducendo il nuovo lavoro di Battiato, "Dieci Stratagemmi", in uscita ai primi di ottobre. Vorrei porre alla vostra attenzione come vive l'attesa di un nuovo disco di un artista chi ne è profondamente attratto, a partire dai tempi ruggenti di "La voce del padrone", quando, ragazzino, ero assediato da questi suoni orecchiabili dai testi arcani. Semplicemente, passo in rassegna tutta l'opera di Franco, riascoltandone i dischi precedenti, soffermandomi più volentieri su alcune canzone quasi sconosciute ai più, ma ben presenti nella mente di altri inviperiti fan (canzoni come "Frammenti", "Campane tibetane", "Giù dalla torre", "Venezia-Istambul"). Durante questo piacevole escursus, rifletto su alcune delle definizioni che vengono date al noto cantante di origine siciliana: Maestro dalla musica colta, principalmente.
Non credo che si possa parlare della musica di Battiato come colta: è una definizione che trovo snob, e non attinente a vere e proprie canzonette, come Centro di gravità permanente, episodi bellissimi e fondamentali, ma che di ricerca culturale non hanno nulla, a meno di considerare l'arrovello delle frasi e parole come inspiegabile a un primo ascolto, e quindi, beceramente, di cultura. Di certo, invece, è lo stesso Battiato a essere uomo di cultura, nel senso che si lascia affascinare, nella sua opera, da diverse esperienze musicali, trasformando i testi delle canzoni in discussioni e tesi su vari argomenti.
Differenti sono le esperienze e le considerazioni che lo hanno influenzato: dall'interesse all'oriente, al passato prossimo, alla storia, alla religione, alle varie lingue.
Ecco allora che la visione dell'amore non può essere semplicemente una descrizione del sentimento, ma passa ad una visione dichiaratamente trascendente, nella quale il confine tra amore e divinità è tutt'altro che tracciato, in una visione decisamente cristiana (La Cura, E ti vengo a cercare, La stagione dell'amore, L'ombra della luce). Indagine sulla religione che non si ferma qui, dal momento che è viva in Battiato l'analisi, sorprendente, del problema della reincarnazione (Caffè de la paix), unita alla considerazione della vacuità dell'uomo (Di passaggio).
Parrebbe che la prima parte dell'opera di Battiato sia stata più esteriore, forse meno intimistica. Nei primi dischi, troviamo esperienze di vita che definiscono episodi rispetto ai quali Battiato è solamente un attento osservatore .
Al contrario, le ultime opere parlano in prima persona, arrivando, molto probabilmente, prima al proprio cuore, e poi a quello di chi ascolta.
La musica di Franco Battiato non è fedele a schemi predefiniti, ma si può considerare in continua evoluzione: dopo i primi episodi new age e di musica elettronica, il grande successo arriva con brani squisitamente commerciali. Ma in seguito, gli episodi di differenziazione e di stacco dalle opere precedenti è evidente. Vi sono innanzi tutto alcuni album dove Battiato rinuncia ad ogni pretesa commerciale per rifugiarsi quasi nella sua Milo, vicino a Catania. Appaiono canzoni con continue citazioni e riferimenti storici e mistici, come "Voglio vederti danzare", "Mesopotamia", scritta inizialmente per Gianni Morandi, e visioni futuristiche in "Mondi lontanissimi". La musica è continuamente sperimentale, adotta un taglio che vale solamente per un album, per poi imboccare altre strade. E' un periodo piuttosto indecifrabile, e fruibile solamente dai fans storici dell'artista. Ritorna poi alle masse, con un lungo e felice tour, rappresentato dal live "Giubbe rosse". Negli anni '90 "Come un cammello in una grondaia" depura la sua musica da basso e batteria, per mantenersi elegiaco con fiati e viole. In questo disco troviamo perle come "Povera patria", desolante e sempre attuale rappresentazione politica e sociologica dei nostri tempi. In seguito, però, nasce la collaborazione col filosofo Manlio Sgalambro, che influenza pesantemente i testi, ma anche la musica, dal momento che si perdono i continui riferimenti orientali, per prediligere una musica più da cantautore italiano. Nasce così una serie di dischi, che trovano il massimo in "L'imboscata", l'album di "La cura", che di certo rappresenta il momento più toccante della produzione del cantante siciliano. Questa perla rara è una canzone che esplora il senso dell'amore non egoistico, la cosiddetta caritas, cioè la passione verso l'altra persona non di tipo erotico, ma di desiderio di farla star bene. Proprio per questa visione l'amore per Dio può essere reso come amore verso una donna, per una sua comprensione più mistica.
Non è finita. Il seguente album, "Gommalacca", esplora un fronte musicale decisamente duro ("Shock in my town"), quasi punkeggiante, per poi tornare all'abbandono di strumenti elettronici e percussioni nella poesia di "Fleurs", dove la rivisitazione di brani di altri artisti, trova forse il massimo ardore nella riproposta di due meravigliosi brani di Fabrizio de Andrè, e in particolare ne "La canzone dell'amore perduto". Battiato è dunque un artista in grado di stupire, e di coinvolgere l'ascoltatore in nuove direzioni artistiche.
Non ci si può accorgere facilmente delle idee, dei pensieri di Battiato, perchè questi sono in continua evoluzione, anche se si riconosce volentieri il continuo ricorso a certi valori.
Stupefacente anche l'approccio dal vivo, dove le canzoni prendono vita propria e si trasformano, si ripropongono in vesti completamente diverse da come erano state concepite, per un desiderio profondo di rivisitazione, di riflessione mai terminata.
Seguire il suo messaggio, capire la sua arte, non è immediato, ha bisogno di un riascolto critico e personale. Proprio per questo non sono riuscito ad apprezzare compiutamente la sua opera prima cinematografica. "Perduto amor" è a mio parere, un film incompleto in quanto a comprensibilità. Creativo, nell'intento di proporre la vita dei personaggi come una sequela di fotogrammi spezzettati, ma spesso inintuibile, difficile. Manca il concetto di sedimentazione di quanto appena ascoltato, perchè la vista è un senso che si presta un pò meno alla riflessione. Visivamente, è forse meglio concentrarsi sui dipinti di Suphan Barzani, pseudonimo pittorico del nostro. Ma nonostante ci siano state diverse mostre, questo aspetto della vitalità artistica di Battiato è ancora sopito.
Inoltrarsi nel mondo musicale di Franco Battiato è un viaggio senza meta, è una serie di proposte, di citazioni, in grado di preparare l'orecchio ad altre esperienze. Una musica che non è colta, ma eseguita da un uomo di straordinaria cultura.
Buon ascolto di "Dieci stratagemmi"!
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elefante 30/09/2007 16:56
eleonorazocc 29/06/2005 18:57
Io lo adoro, le sue canzoni sono poesie...
Alexroger 23/02/2005 09:55
Ottima opinione!
andaluz 18/02/2005 17:27
Battiato è Dio
parachut3s 22/01/2005 00:15
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