Lucio Battisti, un mito che non finisce mai.
Visto che è uno dei cantanti più ascoltati e apprezzati da me e che penso faccia sempre piacere ascoltare un pò da tutti, ho deciso di fargli un omaggio a poco più di 5 anni dalla scomparsa, parlando un pò della sua storia e delle grandi emozioni indimenticabili che ha regalato a noi tutti.
Nasce alle 13:30 del 5 Marzo 1943 in provincia di Rieti, precisamente in un paese in collina, Poggio Bustone. All’età di 4 anni, la famiglia di Battisti si trasferisce in un'altro paesino in provincia di Rieti, Vasche di Castel Sant’Angelo, mentre 3 anni dopo si trasferiscono a Roma. A Roma Battisti frequenta le scuole elementari e medie e nel 1962 consegue il diploma di perito industriale. Durante gli anni del diploma Battisti si innamora della musica, specialmente del suono della chitarra che ascoltava da persone che la suonavano nel palazzo dove abitava. Sempre nel 1962, fece la sua prima esperienza musicale come chitarrista in un gruppo di Napoletani, “I Mattatori”. Poco dopo sempre come chitarrista si unisce al complesso dei “I Satiri” e durante una serata viene notato da Roby Matano, cantante e bassista del gruppo, che approfittando della partenza del suo chitarrista lo invita ad entrare a far parte del suo complesso. Nel 1964 dopo aver suonato in varie nazioni d’Europa decide che è il momento di tentare la fortuna suonando da solo. Ed ecco che nel 1965 ebbe l’incontro decisivo per la sua carriera con Giulio Rapetti (Mogol).
Incomincia scrivendo un brano per i Dik Dik “Se rimani con me” e una per i Profeti “Le ombre della sera”.
Nel 1967 Battisti incide il suo primo 45 giri “Per una lira”, una curiosità, la copertina del disco ritrae Battisti di spalle abbracciato ad una ragazza con su la lira (moneta), questo perché la casa discografica di allora disse che con il suo viso il disco non poteva sfondare sul mercato. Dopo questo 45 giri, nel 1968, scrisse “29 settembre” interpretata dagli Equipe 84 di Maurizio Vandelli. Nel 1968 partecipa al cantagiro con “Balla Linda”, mentre nel 1969 si presenta al festival di Sanremo in coppia con Wilson Pickett interpretando “Un’avventura” dove ebbe molto successo. Un mese dopo partecipò al festivalbar con “ Acqua azzurra, acqua chiara” e anche qui ebbe un grandissimo successo. Per avere la giusta consacrazione incide a fine anno "Dieci Ragazze" e "Mi Ritorni In Mente” che lo portano in vetta alle classifiche. Nel 1970 vince di nuovo il festivalbar presentando "Fiori Rosa Fiori Di Pesco", dopo poco presenta “Emozioni” un lp molto bello. Dopo tanti successi Battisti decide nel 1971 di ritirarsi dal pubblico, infatti non compare ne sulla stampa ne in televisione. Nonostante tutto continuano ad uscire canzoni dal successo sicuro.
Nel 1971 esce un'altro lp “Amore e non Amore” e nello stesso anno una compilation “Volume IV”. Sempre nel 71 incide un altro singolo “La canzone del sole” mentre nel 1972 escono altri 2 lp molto ascoltati, Il primo “Umanamente uomo: Il sogno” che contiene “I giardini di Marzo” ed “E penso a te”; mentre il secondo lp s'intitola “Il mio canto libero”. Nel 1973 incide un disco in tedesco dal titolo”Unser Freies Lied". Nel 1974 esce "Il Nostro Caro Angelo", nel 1975 “Anima latina”, nel 1976 "La Batteria, Il Contrabbasso, Eccetera", nel 1977 "Io Tu Noi Tutti", che raccoglie grandi successi già noti e canzoni nuove, nel 1978 "Una Donna Per Amico", nel 1980 esce l’ultimo disco della coppia Battisti-Mogol “Una Giornata Uggiosa".
Dopo l’uscita di scena clamorosa di Mogol, Battisti continua con le sue canzoni, nel 1982 infatti esce “E già” e “Velezia” quest'ultima dedicata alla moglie, ma entrambi non hanno il successo dei precedenti, il confronto non può essere fatto ed i critici lo attaccano duramente.
Dopo 4 anni Battisti ritorna sul mercato con l’aiuto del poeta Pasquale Panella ed incide “Don Giovanni”, anche se molto diverso dal genere di Mogol. Con questo lp Battisti raccoglie un grosso successo. A seguire nel 1988 esce “L’Apparenza”, nel 1990 “La sposa occidentale”, nel 1992 “Cosa Succederà Alla Ragazza” che non ha un gran successo come gli altri 3, per finire attaccato duramente dalla critica esce nel 1994 il suo ultimo album “Hegel”.
Durante gli anni di silenzio dal 1994 al 1998 il pubblico spera sempre che dal silenzio esca di nuovo la voce unica di Battisti, la voce che ha fatto tanto sognare, ma invece il 9 settembre 1998 arriva da Milano la dolorosa notizia della sua precoce morte all’età di 55 anni.
Penso che Lucio Battisti abbia regalato a tutti noi, a tutte le varie generazioni delle grandissime emozioni, con lui penso che se ne sia andata un’epoca.
Per concludere sperando di avervi fatto cosa gradita non mi resta che ricordarlo così:
“Lucio ci manchi”