Beasts of No Nation (C. Fukunaga - USA 2015)

Immagini della community

Beasts of No Nation (C. Fukunaga - USA 2015)

> Vedi le caratteristiche

100% positiva

1 opinioni degli utenti

Opinione su "Beasts of No Nation (C. Fukunaga - USA 2015)"

pubblicata 09/11/2015 | Rosyma
Iscritto da : 01/03/2006
Opinioni : 108
Fiducie ricevute : 103
Su di me :
Continua il mio periodo estremamente pieno di impegni. Prima o poi riuscirò a recuperare, Intanto vi ringrazio delle letture e dei commenti.
Ottimo
Vantaggi Conoscere un'amara realtà
Svantaggi Ci si chiede perché
Eccellente
Regia
Sceneggiatura
Colonna Sonora
Genere
Età minima

"Un bambino, perso, senza speranze"

Beasts of No Nation (C. Fukunaga - USA 2015)

Beasts of No Nation (C. Fukunaga - USA 2015)

Beasts of No Nation è un film recentissimo prodotto da Netflix, diretto da Cary Fukunaga e basato sull'omonimo romanzo scritto da Uzodinma Iweala.

Lo scorso settembre il film è stato presentato, in anteprima e in concorso, alla 72ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia dove il giovanissimo Abraham Attah si è visto assegnare il Premio Mastroianni al miglior attore emergente e il regista Fukunaga è stato candidato al Leone d'oro.

Da ottobre il film è presente nelle sale cinematografiche statunitensi e sul servizio video on demand Netflix (unico modo, al momento, per vederlo in Italia).

Il regista

Cary Joji Fukunaga, nato a Oakland il 10 luglio 1977, è un regista, sceneggiatore, produttore cinematografico e direttore della fotografia statunitense.

Ha debuttato come regista nel 2009 con il film Sin nombre con il quale ha vinto il Premio per la migliore regia al Sundance Film Festival.
Nel 2011 ha diretto un adattamento di Jane Eyre che è stato candidato all'Oscar per i migliori costumi.

Nel 2014 ha diretto la prima stagione dell'acclamata serie TV True Detective, aggiudicandosi il Premio Emmy come miglior regista, il Writers Guild of America Awards e la candidatura al Directors Guild of America Awards. Serie che magari prima o poi troverò il tempo per recensire ma che intanto vi consiglio.
Trama

Agu è un bambino africano. Ha un fratello maggiore e una sorellina, una madre e un padre attenti e un nonno che non ci sta più tanto con la testa.
La cittadina in cui vive accoglie, ogni giorno, molti profughi provenienti dalle zone limitrofe dove la guerra è ormai una dura realtà.
Per Agu la novità dei profughi non è stata poi così negativa visto che suo padre, maestro del villaggio, ha dovuto lasciare il suo incarico e adesso, a fargli lezione a casa, è la madre con cui ha un legame speciale.
Le giornate del bambino trascorrono abbastanza felici e serene, nonostante tutto, grazie alla sua fantasia, ai suoi amici e a qualche birichinata.

La guerra però si avvicina. Il consiglio del villaggio decide che le donne e i bambini devono essere mandati nella capitale mentre gli uomini devono restare per proteggere il luogo.

Arriva il giorno della partenza: purtroppo il padre di Agu riesce a trovare un posto in un'automobile solo per la moglie e la figlia; il bambino deve restare con lui.

L'atmosfera è sempre più triste, più pesante.

Arriva l'esercito regolare: dopo uno scontro a fuoco con i ribelli raduna lungo la strada tutti gli uomini che trova. Il comandante chiede ad un'anziana donna di riconoscere gli abitanti del villaggio. La donna, affetta da demenza, non riconosce Agu e i suoi familiari. Il padre urla ai figli di scappare nella foresta mentre lo fucilano.
I ragazzi scappano ma il fratello di Agu viene ucciso.
Il bambino, rimasto solo, si rifugia nella foresta. Mangia quel che trova, vomita, si rifugia in un capanno costruito da chissà chi.
Dopo qualche giorno arrivano dei ragazzi armati che lo portano dal loro comandante.
Sono ribelli della NDF (Native Defense Force) che lo prendono prigioniero in attesa di decidere se potrà diventare un soldato.

Dopo giorni di duro addestramento e dopo un durissimo rito di iniziazione (chi non lo supera viene sgozzato all'istante), Agu diventa un bambino soldato.
Qualche giorno dopo, al termine di una rappresaglia, il comandante lo costringe ad uccidere un uomo disarmato con un machete.

Inizia così per Agu una vita durissima, fatta di marce estenuanti, cibo non sufficiente, battaglie e rappresaglie, droga e abusi. L'amicizia con Strika, un bambino muto, allevia un po' la sua sofferenza.

Il bambino però, seppur sospeso in una dimensione senza tempo, non dimentica la sua vita precedente e gli insegnamenti di sua madre. All'inizio parla con Dio, a cui chiede aiuto, poi, quando si convince di non poterlo più fare perché ha commesso troppi peccati, parla con sua madre, certo che lei lo capirebbe comunque.

Vorrebbe smettere di uccidere, ribellarsi, scappare ma teme l'ra del Comandante, un uomo che dichiara di essere come un padre per loro ma che non fa nulla per celare la sua natura brutale e spietata.

A causa di un ordine non gradito, il comandante si stacca dall'NDF e si rifugia nel folto della foresta costringendo i suoi soldati a cercare oro e pietre preziose. I ragazzi, stremati, senza più ne cibo ne pallottole, decidono di lasciarlo e...
Considerazioni

Credo che tutti sappiamo che in alcune zone del mondo la guerra è sempre presente. Credo che tutti abbiamo sentito parlare dei bambini-soldato.
Vedere un film del genere...colpisce. E non perché ci siano scene dure, esplicite.
Le scene più crude sono lasciate immaginare, non riprese, e forse per questo risultano ancora più indigeste.

Già dalle prime scene del film conosciamo Agu, il suo sorriso, la sua voglia di vivere, di godersi la sua infanzia e la sua famiglia.
All'inizio lui e i suoi amici giocano alla "TV": ballano e cantano attraverso lo scheletro esterno di un televisore. Probabilmente hanno fame, tanta, visto che "vendono" lo scheletro del televisore a un soldato dell'ONU in cambio di cibo, ma sono allegri e felici.
Lo conosciamo anche attraverso le sue birichinate, attraverso il rapporto con il fratello maggiore (a cui interessano solo le ragazze, ovviamente), con la madre, il padre e il nonno. E' un bambino normalissimo che cerca di vivere una vita il più normale possibile.

La guerra lo trasforma: ha capito subito che, se non si adegua, sarà ucciso. Ma nasconde nel profondo il suo vero essere, non lo rinnega. Come dirà alla fine, non ha mai dimenticato di avere avuto una famiglia che lo amava.

Il comandante ritiene che un ragazzo è una cosa pericolosa e quindi sfrutta i bambini, i ragazzi, per farne il proprio esercito personale. Sa che sono facilmente addestrabili. E sostituibili.

Agu è convinto di essere un bravo ragazzo proveniente da una buona famiglia, che non farebbe mai del male a nessuno.

Lo sviluppo della storia dimostrerà che il confine tra l'innocenza e il male è più sottile della lama di un machete.

Abraham Attah è un giovanissimo attore ma è riuscito ad interpretare perfettamente il bambino-soldato, le sue emozioni, i suoi pensieri, e a trasmetterli allo spettatore.

Il comandante è interpretato da Idris Elba, un attore britannico, che è riuscito a rendere il suo personaggio odioso e odiato come meritava.
Tra l'altro Idris Elba non è la prima volta che interpreta personaggi spaventosi e carismatici allo stesso tempo; lo ha già fatto, egragiamente, in "The Wire".
Il comandante è, per Agu e per gli altri, un padre/mostro: padre perché permette loro di sopravvivere, mostro perché li costringe ad essere ciò che non sono.
Lentamente però, lo vediamo ridimensionarsi: pedina in un gioco più grande di lui, non sa adattare la sua ambizione a ciò che gli viene offerto.

Il racconto della guerra colpisce, ma può anche sembrare familiare, con agguati, scontri a fuoco fino a tarda notte e scaramucce urbane che sembrano viste e riviste.

La scelta di non dare un nome alla patria di Agu (che potrebbe essere la Sierra Leone o Liberia) sottintende che potrebbe succedere ovunque.

La presenza di più milizie contraddistinte da sigle, con nomi che richiamano concetti come liberazione o riconciliazione, ma che si contendono il potere e non fanno che distruggere e uccidere i civili, sottolinea ancora una volta l'assurdità di una guerra, di ogni guerra.

Abbiamo visto il film coi ragazzi. Nonostante sia trascorsa una settimana, ancora non ne abbiamo parlato, non ne hanno voluto parlare. E' un incubo e sapere che rappresenta la realtà rende difficile digerirlo.


Note finali:
Ringrazio lo staff che ha inserito il prodotto appena ricevuta la richiesta. Preciso che, al momento, che io sappia, il film non è ancora uscito in DVD.


Valutazione della community

Questa opinione è stata letta 451 volte e valutata
92% :
> Capire la valutazione di quest’Opinione
Eccellente

La tua valutazione su questa opinione

Commenti su questa Opinione

  • icaro56 pubblicata 12/09/2016
    eccellente
  • lospecialone pubblicata 06/05/2016
    Eccellente!!
  • navy_1 pubblicata 04/01/2016
    Grazie per l'indicazione ... ;-)) ciao.
  • Sei d’accordo con quest’Opinione? Hai qualche domanda? Effettua il log-in con il tuo account Ciao per poter lasciare un commento all’autore Connettersi

Prodotti simili più popolari

Informazioni sul prodotto : Beasts of No Nation (C. Fukunaga - USA 2015)

Descrizione del fabbricante del prodotto

Ciao

Su Ciao da: 07/11/2015