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Ritratto di un parvenu
Vantaggi Molti,avvincente,elegante e ben scritto
Svantaggi Pochi,se siete eccessivamente ambiziosi..
Dettagli
| Contenuti | |
|---|---|
| Reperibilità | 0 |
| Layout: | scarso |
| Qualità Materiale | mediocre |
| Prezzo | 12€ |
Un ex soldato capitato a Parigi quasi per caso, un fortuito incontro che gli spalanca le porte di un ambiente al quale, inconsciamente o no, ha sempre aspirato ad arrivare, una carriera rapida e folgorante accompagnata e soprattutto determinata da avventure galanti cercate e volute con un cinismo che fa parte della natura del protagonista, un vero autentico “parvenu”..
Parigi, una giornata d’estate di fine Ottocento. Tra la folla di passanti che si aggira per le vie della capitale francese c’è anche un turista senza meta e senza scopi, almeno per il momento, tale Georges Duroy, ex ufficiale del reggimento degli ussari sbarcato nella metropoli dopo il suo congedo dall’esercito in cerca di fortuna. In realtà tale fortuna non ha ancora arriso all’ex soldato visto che, in città, ha trovato solo un misero impiego alle ferrovie con relativo modesto stipendio che gli consente a malapena di arrivare alla fine del mese, tra rimpianti per le fruttuose razzie concessegli ai tempi della sua ferma di leva e vaghe speranze di un futuro migliore, possibilmente non troppo lontano. La svolta che Duroy attende ha un volto familiare: durante il suo vagabondare intravede e riconosce un suo ex commilitone ora divenuto apparentemente un uomo benestante, Charles Forestier. I due conversano amabilmente e Forestier dice all’amico il motivo della sua nuova fortunata condizione: fa il giornalista a “La Vie Francaise”, un giornale diretto dall’abile ebreo Walter, un banchiere che ha fatto della pubblicazione un mezzo per tutelare i suoi interessi economici. Duroy, confessata all’amico la sua precaria condizione si vede subito offrire da lui un nuovo lavoro come cronista presso il suo giornale e, dopo un’allegra serata passata alle “Folies Bergeres” i due si accordano per un pranzo l’indomani a casa di Forestier, un pranzo a cui sarà presente anche il direttore e costituirà quindi per Duroy l’opportunità di farsi presentare a lui e conquistarne le grazie con l’appoggio di Forestier. L’ex soldato non perde tempo e, munitosi di decoroso abito nero adatto allo scopo, si presenta il giorno dopo a pranzo a casa dell’amico dove trova il direttore Walter, sua moglie Virginie, Madeleine, la moglie di Forestier e un’altra signora bella ed elegante, Clotilde de Marelle che conquista subito la sua attenzione. Raggiunto il suo scopo ed ottenuto il lavoro di cronista Duroy inizia subito il suo apprendistato presso il giornale e non fa fatica ad adattarsi al nuovo ambiente aiutato anche dai preziosi suggerimenti di Madeleine Forestier che, come scopre ben presto, è la vera artefice della luminosa carriera giornalistica del marito e dal sostegno economico di Clotilde de Marelle, una signora ricca ed annoiata che, divenuta la sua amante, lo introduce al bel mondo parigino e alle delizie della passione coniando per lui un soprannome che racchiude l’essenza della sua natura, “bel ami” l’uomo che ama piacere. Intanto la salute di Forestier si è aggravata e durante una vacanza a Cannes il giornalista muore lasciando la moglie come erede. Duroy, presente sul posto, realizza che quello che gli ci vuole per completare la sua scalata è proprio Madeleine, la vedova del suo amico, con la sua arguzia e le sue conoscenze e le propone senza indugio di divenire sua moglie, proposta che la donna accetta dopo qualche tempo quando, tornati a Parigi il suo neomarito eredita le funzioni dell’amico scomparso al giornale e anche il suo posto a casa sua. Ormai l’ascesa di Duroy è inarrestabile, così come la sua posizione economica favorita da alcune fortunate speculazioni in Borsa fatte sfruttando le notizie riservate sulla politica coloniale francese a lui fatte pervenire da Virginie Walter, la matura moglie del direttore del giornale con la quale nel frattempo ha avviato una tormentata relazione. Sembra ormai tutto a posto per Duroy sennonché la conoscenza fatta della giovane figlia del direttore Walter, Suzanne, la simpatia che quest’ultima sembra avere per lui e le nuove incredibili opportunità che un matrimonio con lei fanno balzare davanti agli occhi del giornalista lo spingono ad inventare uno stratagemma per liberarsi dell’ormai ingombrante moglie e poi a trovarne un altro per sposare la giovane nonostante l’opposizione della madre…Arrivista, arrampicatore sociale..tanti termini sono stati coniati per definire questa situazione ma nessuno calzante come “parvenu” termine francese che sembra esser stato definitivamente immortalato nella storia della letteratura da questo romanzo, scritto da Guy de Maupassant(grande scrittore ma anche gran viveur) basandosi sui ricordi dei suoi esordi letterari, quando, con l’appoggio dell’amico scrittore Flaubert, si affacciava nel bel mondo parigino, provvisto del suo nascente talento letterario e del suo bell’aspetto, esca irresistibile per tutte le belle donne con cui era solito accompagnarsi. Duroy non è altro che l’alter ego del suo creatore, con la sua voglia di arrivare che a poco a poco diventa la chiave di volta oltre che della sua carriera anche della sua vita in generale determinando tutte le sue mosse, tutte le sue relazioni sociali e persino le sue avventure galanti ognuna di loro perfettamente indirizzata e tarata allo scopo da raggiungere. L’uomo non sa cosa sia la morale o la riconoscenza, usa le armi che ha per giungere allo scopo e non gli importa cosa debba fare per giungerci, chi debba circuire e quali fandonie dire aiutato nel sua rapido ambientamento anche da un ambiente che non è certo migliore delle persine che lo frequentano e a cui il giovane provinciale non fa fatica ad adattarsi, forse per affinità innate.
Il linguaggio usato dallo scrittore nel descrivere la sua epopea ambientata nel bel mondo parigino è tipicamente giornalistico con una sintetica descrizione di ambienti e personaggi che tuttavia riesce a far venir fuori persone che in mano ad un altro scrittore sembrerebbero stereotipati a cui fa da contrappunto una efficace descrizione dell’ambiente della Parigi dell’epoca. Uno stile, e una storia che ha fatto scuola.Scritto da Guy de Maupassant nel 1840 e considerato il capolavoro assoluto della sua produzione letteraria “Bel ami” ha avuto un enorme successo di pubblico. La storia dell’arrivista Georges Duroy e le sue avventure nel cinico ambiente giornalistico hanno creato un tipo letterario e di costume che ancora oggi è un archetipo del genere. Un classico ,sempre attuale. Da leggere.
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fraxinus 06/03/2005 16:26
claudia2000 03/01/2004 18:26
Bel-Ami è del 1885 (Maupassant è nato nel 1850).
Abbas 24/11/2002 21:16
Altro utilissimo ripasso...
klandestino 01/11/2002 17:16
mamma mia...!! ti confesso che non l'ho letto... non trovo particolarmente attraente le letteratura di quel periodo... però, chi lo sa che tu non abbia lanciato un'idea con questa op.
closer 22/10/2002 23:07
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