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Opinione

per Belli e dannati
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4 Stelle MY OWN PRIVATE IDAHO
59 su 59 utenti Ciao hanno valutato come utile la seguente opinione Vedere le valutazioni
Raccomandato: Si

Vantaggi interpretazione di keanu e river

Svantaggi ...

Dettagli

Genere drammatico
Età minima vietato min. 14 anni
Regia ottima
Attori convincenti
Sceneggiatura buona
Colonna Sonora appropriata
Qualità Video (DVD):
continua

L'autore

akira77 Dal 22 apr 2002

Courte tâche ! La tombe attend; elle est avide ! Ah ! laissez-moi, mon front posé sur vos genoux... continua

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Due Boccadoro in viaggio ognuno alla ricerca di una meta diversa ma per il cui raggiungimento sembra essere stato disegnato un unico, identico itinerario. Torpore. Torpore insinuatosi nel corpo veicolato dalla narcolessia. Torpore insinuatosi nella mente attraverso la droga. Torpore da caldo, da sfinimento fisico, da reazione chimica.
Mike e Scott sono amici, compagni di viaggio, compagni di squallore. Mike è un povero diavolo, uno a cui la vita non ha mai sorriso e a cui per tirare avanti non è rimasto altro da fare che vendere il proprio corpo. Mike si prostituisce per racimolare qualche soldo per vivere, per farsi e per intraprendere il suo viaggio che si pone come obiettivo la ricerca delle sue origini, di quella madre che non vede più da anni e della quale ora sente la necessità. Forse un semplice pretesto più che bisogno vero e proprio di ripristinare un rapporto da tempo assopito, un pretesto per fornire un obiettivo ad una vita che sembra non avere scopo e direzione. Un viaggio che coinvolga corpo e spirito e che riempia i vuoti psicologici e non che la vita di strada inevitabilmente comporta. Mike soffre di narcolessia, e nei momenti in cui il forte stress psicologico lo colpisce, ogni forma di difesa cessa di esistere e si ritrova ingabbiato in uno stato di incoscienza profonda incontrollabile. Scott lo accompagna in questo viaggio, curandolo e accudendolo con dedizione quasi materna. Egli, al contrario del compagno di (s)ventura proviene da un ambiente sociale tutt’altro che degradato: è figlio del primo cittadino della città e la scelta di prostituirsi è stata dettata dallo spirito di ribellione nei confronti di quella famiglia troppo perfetta. Le strade dei due giovani inevitabilmente si divideranno, lasciando Mike incastrato nel suo mondo appiccicaticcio e puzzolente lontano da Scott, che infine accetterà la cospicua eredità lasciatagli dal padre e cambierà totalmente vita sposando una giovane italiana e voltando le spalle agli amici e all’esistenza che aveva condiviso con Mike.
Keanu Reeves e River Phoenix rispettivamente nei ruoli dei due amici/amanti Scott e Mike sembrano essere stati creati per queste interpretazioni. Belli, bellissimi, di una sensualità ibrida e equivoca, si foggiano di movenze aggraziate ma decise nelle viscere di questo mondo di opachi lustrini e squallide riviste patinate. Ammiccano semi nudi dallo scaffale hard dell’edicola dei bassifondi con una vena di triste dolcezza in fondo allo sguardo.
Scorre con ritmo incostante, tra accelerazioni ansiogene, claustrofobici silenzi e lente osservazioni in stile documentario, la pellicola di Van Sant che offre una visione realistico poetica del mondo della prostituzione nel suo aspetto probabilmente meno conosciuto, ossia quello che vede come protagonisti giovani uomini belli e delicati che rinunciano ad una sessualità fatta di sereno appagamento per sottostare ad un sistema retto da norme in un cui la posta in gioco è alta.
Nessun tentativo di impietosire, nessuna patetica riflessione moralista, bensì uno spaccato reale ma non brutale di un mondo che talvolta è nascosto agli occhi dei più.
‘My own private Idaho’ il titolo originale della pellicola, riprende l’elemento fondamentale dell’ambientazione della storia, l’Idaho appunto, questa terra selvaggia e senza fronzoli, ideale proiezione nella realtà di una impietosa e apocalittica ‘waste land’ di eliottiana memoria. Surreale scenario di vicende dai contorni talvolta talmente veri e reali da vacillare sul limite dell’assurdo o riflesso fisico di una desolazione interiore contro la quale nulla vale, nemmeno il placebo inebriante del lusso.
Visionario, surreale, a tratti molle come gli orologi di Dalì, questo film di Gus Van Sant conquista per l’amara tenerezza che comunica ad ogni sguardo, ad ogni marchetta, ad ogni collo di pelliccia sintetica, ad ogni crisi di narcolessia.


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Commenti

Avete domande riguardo Belli e dannati? Domanda
Pagina 1 di 13 | 1 - 5 di 61 commenti
  • lunix78 10/01/2006 22:47
    Ha valutato l'opinione
    Eccellente

    L'Eccellente deve essere stato creato per distinguere le tue opinioni, non ci sono altre spiegazioni..

  • sunshineX 16/06/2005 04:03
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    mi ricordo di averne visto degli spezzoni annia fa in tv...

  • banjoroad 20/02/2005 14:08
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • valealot 29/03/2004 13:38

    bellisssimo film! complimenti per l' opinione...sarebbe da rivedere + di una volta...molte immagini sfuggono a delle interpretazioni per così dire..."sottili"...

  • bidibibo 24/07/2003 14:06
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    Visto! bella opi.. il film ti lascia dentro un "qualcosa" di molto sostanzioso. Solo che sono gelosa di Keanu... io lo amo.

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