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Opinione

per Belli e dannati
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5 Stelle Wherever. Whatever. Have a Nice Day Opinioni con immagini
61 su 61 utenti Ciao hanno valutato come utile la seguente opinione Vedere le valutazioni
Raccomandato: Si

Vantaggi film provocatorio e inquietante, ottimamente diretto e recitato

Svantaggi forse, la crudezza di certe situazioni

Dettagli

Genere drammatico
Età minima vietato min. 18 anni
Regia ottima
Attori geniali
Sceneggiatura buona
Colonna Sonora appropriata
Qualità Video (DVD): OTTIMA
continua

L'autore

emilyb Dal 8 mag 2004

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Film di Gus Van Sant del ' 91, "Belli e dannati" (titolo originale "My own private Idaho" ) è una storia di solitudine e di emarginazione, ambientata nei bassifondi di Portland , che ha per protagonisti ragazzi di strada, piccoli ladri, tossicodipendenti, omosessuali, che rubano e si prostuiscono, per droga, o anche solo per sopravvivere. Oppure, come Scott, per ribellione.

Narcolessia: patologia che si manifesta con improvvisi e incontrollabili attacchi di sonno.
Personaggio centrale del film è Mike Waters (River Phoenix), giovane tossicodipendente e narcolettico, il quale si prostituisce per denaro, "lavoro" questo, che gli procura un notevole stress: non a caso, gli attacchi di sonno, da interpretarsi come rifiuto della realtà, scattano il più delle volte proprio in occasione degli incontri omosessuali a pagamento. Ma Mike è anche un ragazzo di un candore e di una fragilità disarmanti, e proprio per questo senza speranza, e senza difese, nel mondo cinico e rapace in cui è costretto a vivere.
Mike è ossessionato dal pensiero della madre, e della propria infanzia trascorsa nell’Idaho, che rivive spesso nei sui ricordi, attraverso squarci onirici e improvvisi , nel tentativo, disperato, di ricostruire il proprio passato, e di riallacciare un legame affettivo che si è improvvisamente troncato. I frammenti dell'infanzia di Mike, ci vengono presentati sotto forma di spezzoni di filmini in super8, dove la madre appare come una donna giovane, attraente, e molto affettuosa coi figli; in realtà, lo scopriremo più avanti, era una prostituta, e Mike, il frutto di una relazione incestuosa col figlio maggiore (James Russo).
La separazione da lei, dovuta al ricovero della donna in una casa di cura, ossessiona Mike, il quale, in sogno, rivive spesso l'esperienza dell'abbandono, ritrovandosi, solo, nel mezzo di una strada deserta; quella che idealmente congiunge il passato (l'Idaho), al presente (Portland).

Nel suo vagabondare per le strade dell’Oregon, Mike ha un amico, Scott Favor (Keanu Reeves), che sembra provare per lui sincero affetto: lo protegge, lo soccorre durante gli attacchi di narcolessia, e infine si offrirà di accompagnarlo nel suo viaggio alla ricerca della madre. Ma Scott non gli somiglia, è cinico, non crede nell’amore fra uomini, e interpreta l’omosessualità come strumento di protesta e ribellione nei confronti del padre, sindaco di Portand, uomo ricco e potente, di cui attende la morte e l’eredità.

In questa sua fuga temporanea dai quartieri alti ai bassifondi, Scott fa la conoscenza di
Bob (William Richert), barbone di mezza età, fanfarone e carismatico, capo di una banda di giovani ladri, drogati e battoni, che diventa suo maestro di vita, una sorta di “padre putativo”, nutrendo per lui un affetto sincero, misto ad attrazione omosessuale.
Se la figura di Mike, coi sui disturbi del sonno, rimanda ad Alice di Lewis Carroll, il rapporto tra Bob e Scott ricalca in pieno quello tra John Falstaff e il principe ereditario Hal, il futuro Enrico V, come Shakespeare ce l'ha narrato nell' Enrico IV. Molteplici le analogie, sia nelle situazioni, che nei dialoghi, spesso direttamente estrapolati dal testo shakesperiano. Due esistenze, quelle di Scott/Hal e di Bob/Falstaff, ineluttabilmente destinate a divergere, quando il primo compirà 21 anni, e diventerà erede di una fortuna che lo costringerà a rientrare nel suo mondo, e a riappropriasi in pieno delle sue prerogative. Una breve parentesi, dunque, la sua permanenza accanto a Bob e ai ragazzi di strada, giustificata, oltre che dalla ribellione, dall’esigenza di completare la propria educazione conoscendo il mondo in tutti i suoi aspetti, anche i più sgradevoli.

Mike e Scott partono insieme alla ricerca della madre di Mike, in un viaggio che li conduce fino in Italia, a Roma. E che dapprima li avvicina, quando Mike, complice l'intimità che si è creata fra i due durante un bivacco notturno, confessa a Scott di amarlo e questi, intenerito, lo invita a giacere con lui; ma poi li allontana, in quanto Scott conoscerà Carmela (Chiara Caselli), ragazza avvenente, di cui si innamorerà, portandola poi con sé in America per sposarla.


Crudo e disperato dal principio alla fine, il film non manca di elementi che gli conferiscono grazia e bellezza: i due protagonisti, Phoenix e Reeves, anzitutto; i paesaggi del nordovest, con immense distese di grano dorato, che contrastano con strade dall’asfalto così nero che sembra tracciato con l’inchiostro; le nuvole, che si rincorrono a grande velocità in orizzonti vastissimi; la piccola casa solitaria in mezzo alla campagna dell’Idaho, che Mike vede in sogno e che simboleggia, per lui, il paradiso perduto; la campagna laziale, avvolta nelle nebbie autunnali. Infine, la scena suggestiva dei salmoni che, a decine, risalgono la corrente del fiume, metafora forse di un destino che è negato a Mike e compagni i quali, quando tentano di risalire la corrente, vengono impietosamente respinti indietro.
Ma quello che rende questo film davvero speciale, è che in esso recita un angelo.
Consentitemi di sproloquiare un po’.
Chi avesse letto le "Lezioni di storia della letteratura inglese" di Tomasi di Lampedusa,
saprà che lo scrittore ha elaborato una personalissima, quanto accattivante teoria, quella degli angeli.
Per essere annoverati in questa categoria, occorre, secondo lo scrittore, "morire molto giovani o, giovanissimi, cessare qualsiasi attività artistica; bisogna che questa attività sia di valore supremo; bisogna che l ' "apparizione" sia fulgida e brevissima, così da dare a noi, grigi mortali, la sensazione di un visitatore superumano, che durante un istante ci abbia guardato, e dopo sia ritornato ai suoi cieli, lasciandoci doni di qualità divina, nonché un amaro rimpianto per la fugacità della sua apparizione". E fra gli angeli cita, prescindendo dalle loro qualità etiche, Raffaello e Masaccio, Mozart e Hölderin, Rimbaud, Maurice de Guerin, Shelley, Marlowe e Keats.
Qualcuno potrebbe indignarsi per questo accostamento, a dir poco azzardato.
Eppure River Phoenix, in questo ruolo, che gli valse la coppa Volpi, a Venezia, è semplicemente straordinario.
A tratti commuove, a tratti strappa un sorriso, non lascia mai indifferenti, questo ragazzo che annaspa in un mondo di degrado morale e di emarginazione, dove i suoi clienti sono personaggi bizzarri e patetici, con strane e perverse fantasie sessuali, e dove gli attacchi di sonno rappresentano l'unica via di fuga da una realtà spesso troppo pesante da sopportare.
Bello e dannato anche nella vita, River, morto per overdose a soli 23 anni, sotto certi aspetti, interpretava se stesso.
Keanu Reeves dà vita, in modo impeccabile, a un personaggio difficile e ambiguo: capace di gesti teneri e protettivi nei confronti di Mike, si rivela, soprattutto alla fine, cinico e opportunista. Il giudizio morale su Scott è negativo, e tuttavia c'è un senso di ineluttabilità che aleggia su di lui, come se le sue scelte fossero dettate, non tanto dalla sua volontà, quanto da un preciso disegno del destino.

Trasgressivo ma non volgare, My Own Private Idaho è un film dove panorami seducenti si alternano a primi piani intensi e carichi di emozione; dove il sogno si alterna a momenti di crudo realismo , quasi documentaristico, per esempio nelle sequenze (agghiaccianti), in cui i ragazzi si raccontano, vicedevolmente, le loro esperienze sulla strada.
La regia di Gus Van Sant è originale, intensa e carica di emozione; la trama, a tratti forse un po’confusa, è piena zeppa di citazioni , come se il regista avesse voluto racchiudere, in questo film, le sue preferenze in tema di letteratura e di cinematografia: si va dunque da Shakespeare a Lewis Carrol, da Linch a Fassbinder, a Jarman.
Originario di Portland, e dichiaratamente omosessuale, Van Sant dimostra di conoscere molto bene la realtà che descrive; e il suo incondizionato affetto, come pure quello dello spettatore, va tutto a questi personaggi senza speranza e senza prospettive.

Wherever. Whatever. Have a Nice Day.BELLI E DANNATI (Usa, 1991)
Regia: Gus Van Sant
Con: River Phoenix, Keanu Reeves, James Russo, William Richert, Chiara Caselli, Udo Kier
Durata: 105 minuti

Immagini

per Belli e dannati
Scott e Mike
di emilyb emilyb

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Commenti

Avete domande riguardo Belli e dannati? Domanda
Pagina 1 di 14 | 1 - 5 di 67 commenti
  • sugarplum 12/03/2008 15:30
    Ha valutato l'opinione
    Eccellente

    Eccezionali, sia il film che la tua opinione, intelligente, colta, ben scritta. River Phoenix è un mito, nel senso più puro e assoluto del termine: un ragazzo di bellezza angelica, un attore superlativo, da rimpiangere in eterno.

  • So_Cruel 14/01/2007 21:13
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • kumquat 31/10/2006 15:07
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • mauro_meo 15/01/2006 10:59
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • martirrl 08/07/2005 17:07
    Ha valutato l'opinione
    Eccellente

    lo devo vedere!

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