Ben Gurion Airport

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Opinione su "Ben Gurion Airport"

pubblicata 25/06/2017 | Groudy.Blue
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Soddisfacente
Vantaggi tutto sommato più facile di quanto sembri, anche per me che avevo un rischio 5
Svantaggi molti miti metropolitani, duty free scarno
Eccellente

"L'aeroporto più sicuro del mondo: ecco i controlli di sicurezza"

passaporto

passaporto

Per il mio viaggio in Israele - a lungo programmato, sognato e procrastinato - se avevo un'incognita quella era proprio l'aeroporto di Ben Gurion e i suoi controlli di sicurezza.

Cosa mi sarebbe aspettato? E' stato il posto su cui mi sono documentata di più in termini di recensioni di viaggiatori ed articoli di giornali, soprattutto la stampa ne dice di tutti i colori riguardo ai controlli di sicurezza preventivi, interrogatori, mancate ammissioni di cittadini arabi/musulmani... Vabbe', Israele è un paese particolare, comunque per avere un' idea del viaggiatore medio italiano vi faccio un po' il quadro della situazione, essendo europei le cose sono un po' più facili. (Per capire quello che avevo in testa fatevi un giro sui risultati di Google a proposito dell'aeroporto in questione)


La mia esperienza è di un viaggio in solitaria con volo Easy Jet diretto da Milano. Sono stata in Israele non per turismo religioso (quindi non al seguito di gruppi cristiani) e con solo bagaglio a mano. Ufficialmente non sono stata in Cisgiordania, sono stata a Betlemme, che dovrebbe essere già territorio palestinese, ma i soldati al check point non mi hanno controllato.

ENTRARE IN ISRAELE DA BEN GURION

Se raggiungete Israele in aereo, la porta d'ingresso non può che essere l'aeroporto di Ben Gurion.

Come raggiungerlo? Potete volare con la compagnia di bandiera El-Al (che solitamente interroga i suoi passeggeri prima della partenza con domade del tipo "come si chiamano i tuoi genitori?" fino a domande sul viaggio), ma anche no, come me potete volare ad esempio con Easy Jet, io sono partita da Milano Malpensa con un volo diretto di circa 3.30 ore a 180 euro A/r.

Non è comunque l'unico modo per entrare, molti viaggiatori arrivano dopo aver visitato la Giordania e attraversato la frontiera attraverso Petra o al check point Allenby Bridge, si può entrare anche dall'Egitto, a sud, ma il confine è un po' meno sicuro e a volte viene chiuso.


Israele per gli europei non necessita di visto. Una volta atterrati, dopo aver passato tra ponti di collegamento che collegano il vostro aereo al Ben Gurion, leggerete un sacco di annunci e manifesti per fare volontariato in Israele. Già ci sono proprio tante occasioni, dal Woofing ai kibbutz, fino ai territori palestinesi: tutto questo però richiede un visto non turistico ma da volontario, quindi informatevi prima, molte organizzazioni, come i kibbutz ebraici, altresì richiedono anche lettere di accompagnamento.

Ma torniamo all'aeroporto. Sul passaporto non vi viene apposto un timbro israeliano, bensì vi viene consegnato un talloncino chiamato blue paper, è grande quanto il biglietto di un autobus...attenti a non perderlo, sarà il vostro documento di riconoscimento che vi verrà chiesto sia ai check in in albergo, sia ai check point militari (cosa molto comune, tenete presente che nelle stazioni ferroviarie ci sono metal detector con controlli degli zaini e del passaporto con militari, quindi fateci l'abitudine , io ho spesso viaggiato in treno e quindi, questi controlli mi sono diventati familiari fino a sembrare una routine).

le domande all'entrata

Quando raggiungete la frontiera di ingresso per la consegna del blue paper, un impiegato vi farà questo tipo di domande mentre scorre i timbri del vostro passaporto:

- è la prima volta che si reca in Israele?
- dove è diretto?
- quanti giorni resterà?
- ha amici o parenti qui?

E detto questo ti lasciano andare.

POI ARRIVA IL TUO VIAGGIO IN ISRAELE E TI CHIEDI...

E come sarà poi la modalità di check out? Come mi sarei dovuta comportare? Ebbene, durante il viaggio ho incontrato tante persone: ebrei sefarditi, palestinesi di Gerusalemme, drusi del Golan.

Spesso ho tenuto il cellulare spento lasciandolo in ostello, non ho aggiunto persone su Facebook né ricevuto e fatto telefonate da e per Israele, salvo che per contattare la Eg'ged (la compagnia di bus per informazioni sulle mie escursioni). Ho conservato documenti dei miei biglietti del treno, delle escursioni organizzate e dei miei alloggi.

E ora vi dico: che esagerazione! Non si arriva a tanto. L'unico consiglio che posso darvi è quello di fare a meno di comprare souvenir come kefia palestinesi, bandirere palestinesi e materiale informativo sulla Palestina o con scritte in arabo.
Io ho evitato anche i simboli religiosi.

Soprattutto se sarà il primo vostro viaggio attraverso Ben Gurion quello che mi viene da pensare che tutto questo apparato di sicurezza sia un deterrente per il vostro contatto con la comunità palestinese. Eppure, prima di arrivare a loro, Israele ha ben altri controlli da dover osservare: mafia e corruzione, riciclaggio (molte banconote false fanno si che il taglio di shekel più alto sia di 200, quasi 50 euro e molto denaro circolante sia in monete metalliche). Tanta roba insomma, per certi versi Israele è un paese avanzato, per altri mi ricorda Napoli trent'anni fa.

IL MOMENTO DEL CHECK OUT

Mah. Da ogni dove, ho sentito questa storia di dover arrivare in aeroporto con 3 ore di anticipo per affrontare tutti i controlli. In realtà ho risolto tutto in mezz'ora.
Vediamo come è andata: per arrivare sono partita in treno dalla stazione di Tel Aviv Hagana, solito controllo al check point militare della ferrovie e poi eccomi in aeroporto, dopo un assembramento un po' confuso di passeggeri in transito dal treno all'entrata in aeroporto, eccomi lì. E' un aeroporto di media grandezza, quanto Milano (non come Londra, New York o Amsterdam per intenderci).

Non avevo valigia da stiva, quindi un passaggio in meno, ma mi diceva il mio vicino di posto in aereo che li non fanno domande e non aprono le valige.

Ed eccoci al momento fatidico. Per uscire da Israele il primo step è il questionario. Nulla di complicato. Un impiegato controlla la vostra nazionalità e vi invita a rispondere a delle domande a risposta multipla su un monitor nella vostra lingua, credevo ci fossero più domande, sono più o meno queste: chi ha preparato la vostra valigia? E' sempre rimasta con voi (o nella vostra camera, oppure semplicemente nel vostro albergo), portate con voi regali che vi ha dato qualcuno incartati da consegnare a persone terze?

Molti tour operator israeliani - mi diceva il mio vicino di posto in aereo che era in un gruppo di cattolici in pellegrinaggio - forma i turisti a rispondere che il vostro bagaglio è sempre stato con voi.

Io, ignara di tutto ho risposto così com'era andata. Che il mio zaino da trekking (di quelli che trovate da Decathlon) era rimasto "presso la mia struttura", cosa che mi ha fatto guadagnare il livello 5, contro il livello 3 del mio vicino.
Di cosa sto parlando?

In un articolo del Corriere della Sera online si parla di questa cosa (http://bit.ly/1ThNQzs) . Al check out, Israele assegna dei codici di rischio ai passeggeri, in realtà se non lo sapete non ve ne accorgerete, viene applicato un codice a barre dopo il questionario sul dorso del vostro passaporto.

I codici assegnati sono:

1 per gli ebrei israeliani
2-3 per gli ebrei stranieri
3-5 per i turisti non ebrei
6 per gli arabi


Un codice 5 è dunque molto alto, ma ero tranquilla e dalla mia parte avevo il fatto di non avere timbri della frontiera israelo palestinese sul passaporto.
Bene perché i codici 5 e 6 hanno controlli in comune e quindi vi racconto cosa si vede.

Come controlli supplementari agli altri codici, il personale addetto (che è in borghese, non saprei dirvi se militare o no) in cui ci sono soprattutto molte giovani donne che vengono rotate continuamente per tenere alta l'attenzione... danno una sensazione easy, qualcuna parlotta tra loro senza dare clima di austerità.

Il mio bagaglio supera prima un controllo agli ioni, una specie di tergicristallo che passato sul mio zaino, controlla se ci sono tracce di sostanze proibite, poi un ragazzo, dopo avermi chiesto "How are you?" a cui rispondi come se nulla fosse visto che non hai nulla da nascondere (ma credo che serva ad analizzare il tuo tono di voce).
E qui comincia il teatrino: deve controllarmi lo zaino. Ok i liquidi e gli apparecchi elettronici sono già in un cesto a parte ma deve aprirmi il bagaglio (sapete? Quegli zaini da trekking da bagaglio a mano easy jet?) e così dopo aver passato in rassegna tutte le mie maglie sudate, le mutande sporche, i calzini e le tovaglie ammucchiate in 7 kg nei miei viaggi intelligenti senza souvenir mi dice "scusami per questo casino, puoi rifare la valigia e proseguire." Il tutto è avvenuto in mia presenza, mi hanno fatto sedere li vicino al metal detector mentre guardavo il tipo all'opera.

Non hai paura e non sei divertita, diventi solo curiosa di vedere di cosa è capace di fare tutta questa macchina della sicurezza israeliana.
A questo punto dei controlli, intorno a me c'erano solo donne velate. E' un dato curioso: da Israele, i palestinesi che escono da qui sono solo quelli di Gerusalemme, tutti gli altri devono andare ad Amman per l'aeroporto, è ciò che è stato stabilito dagli accordi di Oslo del 1994 con Rabin e Arafat.

Ultimo giro di giostra: l'esame biometrico. Uno scanner rileva la foto del tuo passaporto e un aggeggio ti scatta una foto per rilevare se i tuoi occhi sono effettivamente quelli del passaporto. L'addetto mi dice: Sorridi! e mi scatta questa foto... ma la potente tecnologia non mi riconosce, sarò che la foto è di qualche anno fa. Ma il tipo capisce che sono un po' un pesce fuor d'acqua tra i livelli 5-6 e tutto sommato, vabbé, mi lascia andare. E finiscono così i controlli.

Ti viene consegnata la pink card e puoi finalmente varcare i gate del tuo imbarco.

Il tutto, sarà materiale di conversazione con i vostri vicini di posto in aereo. Molti a dire la verità nemmeno la sanno la storia che c'è dietro al codice a barre attaccato al vostro passaporto.

Importante: quanto a posta elettronica, amici di facebook, guide di Israele che portate con voi nulla vi viene controllato. Anche perché in Israele non sempre si riesce a tradurre tutto, molti non sanno l'inglese, dopo l'ebraico la lingua più parlata è il russo.

Temevo per la mia condizione di turista donna in solitaria per le domande ai controlli, nulla di tutto questo.
Anzi! Non ci sono domande sul con chi siete, sono focalizzati solo sul bagaglio. In Spagna e Olanda mi avevano fatto controlli sui vestiti che indossavo per le sostanze illegali per non parlare delle perquisizioni post 11 settembre all'Aeroporto di Napoli. Qui non c'è contatto fisico, almeno per me così è stato.

Questa è la mia esperienza, fatevi due conti, e filtrate quello che trovate in giro sulla stampa: ci sarà del vero, ma per casi particolari, quasi sempre musulmani. Certo, il che è un eccesso di zelo della sicurezza.

Abbiate spirito critico. Su Israele c'è sempre da credere un tanto al kilo, sia perché in Italia se ne parla sempre male, sia perché, parlandone bene, qualche toppa qua e là c'è.

Ma insomma, se avete paura di partire perché avete punti interrogativi su questo aeroporto, rompete il ghiaccio ed uscite dalla zona di confort.

Se sono un'italiana con codice 5 e questa è la mia storia, non potrà esserci tanto di diverso nella vostra.

Poi magari le norme di sicurezza cambiano nel tempo, ma a maggio 2017 questo era il quadro.

DUTY FREE E EXTRA VARI

Una cosa simpatica che mi è capitata al gate in sala d'aspetto è stato che si è avvicinata a me un'addetta a questionari del Ministero del turismo israeliano con un questionario su tablet di customer satisfation, capacità di spesa e tipologia del mio viaggio.

Poco interessante invece il duty free, se cercate qualcosa da comprare alla spicciolata non trovate né souvenir né cose nazional popolari, tipo le birre Alexander, ma solo anonimi malls dall'area europea standardizzata.

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Commenti su questa Opinione

  • Dan91 pubblicata 06/07/2017
    recensione, completa e ben esposta.
  • Rossella1978 pubblicata 06/07/2017
    Eccellente recensione, in effetti io nemmeno sapevo del codice a barre e di tutto il resto... ma è anche vero che io non ho mai volato.... e quindi non conosco nemmeno la trafila normale! ;D
  • matildelide pubblicata 04/07/2017
    Eccellente!
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Su Ciao da: 16/11/2008