Bikit - kit per trasformazione biciclette in elettriche

Bikit - kit per trasformazione biciclette in elettriche

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... Il corredo elettrico Bikit è un buon prodotto, ben realizzato, esteticamente gradevole. Per chi vuol leggere l'esperienza completa mi scriva e lo indirizzerò. Buon divertimento! e ciao da Lino Pizzichetti... Leggi l'opinione





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BIKIT: la tua bicicletta elettrica a basso costo
Una Opinione di ik3ngu su Bikit - kit per trasformazione biciclette in elettriche
13.08.2004


La valutazione di questo autore:   


Vantaggi: prezzo, riutilizzo bici preesistenti, divertimento
Svantaggi: incognita difficoltà montaggio

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Opinione completa

BIKIT


Dunque, ho trasformato la mia vecchia bicicletta in una a pedalata assistita da motore elettrico.

La scelta è caduta sul corredo della israeliana BIKIT, acquistato per Euro 299 IVA compresa: esso è distribuito da una azienda padovana (www.4bike.it).

A distanza di alcune settimane dall'operazione devo dire che sono soddisfatto sia in termini di servizio reso, sia come risultato complessivo.

Come funziona.

Dopo aver montato il corredo secondo istruzioni del costruttore e dopo aver caricato completamente le batterie con il suo caricatore (saranno necessarie diverse ore), il nuovo sistema ha funzionato subito.

Il sistema consiste di una coppia di motori elettrici montati sulla forcella anteriore che attraverso due ruotini in gomma spingono la ruota anteriore lateralmente: uno da destra e uno da sinistra.

L'alimentazione dei motori è data da un pacco batterie, che sono alloggiate in una scatola di plastica sul telaio centrale: praticamente esso rimane in mezzo alle gambe. La scatola bicolore in effetti è il cuore del sistema in quanto ospita anche tutta l'elettronica ed è il punto di arrivo dei tre cavi elettrici presenti nel corredo. Qui ci sono alcune spie che indicano lo stato di carica e l'operatività del sistema.

Elemento fondamentale è il sensore posto sui pedali (sensore di cadenza di pedalata). Esso rileva la pedalata e in base alla cadenza comanda i motori – più si pedala e più spinta si riceve dai motori. Va da se' che in assenza di movimento dei pedali non si riceve alcuna spinta o aiuto. E' anche facile ingannare il sensore. Vedi nelle impressioni di guida.

Utile funzione è quella del Turbo. Attraverso un pulsante posto sul manubrio si può infatti ottenere una spinta decisa per cinque secondi, a patto che si stia pedalando. Ciò è utile per superare incroci o per un avviamento rapido dopo la partenza.

Il gruppo motori è disinseribile meccanicamente mediante una grossa leva posta sul manubrio. Ciò, per motivi di sicurezza, permette lo sgancio e consente il ripristino delle condizioni originali della bicicletta. Serve anche quando non si intende utilizzare il sistema elettrico.

Caratteristica interessante di questo corredo è che una voltato montato, esso è ancorato al telaio della bicicletta per mezzo di ingeniosi lucchetti: uno per il gruppo motori e un altro per il pacco batteria. In effetti è possibile staccarli in pochi secondi e portarli lontano, magari per quando si va in ufficio, così da non lasciarli in strada alla mercé dei curiosi. Il pacco batterie permette la ricarica anche quando è staccato.

Il fatto che ci sia il cambio velocità sulla bicicletta ospite è importante in quanto si può così decidere quanto il motore deve contribuire alla pedalata. La mia bicicletta ha un vecchio cambio con cinque rocchetti sulla ruota posteriore.

Ovviamente più aiuto si chiede al sistema elettrico e più si riduce l'autonomia delle batterie. Tuttavia ritengo che quest'ultima sia abbondantemente sopra la media dei percorsi ordinari.

Documentazione.

Il manuale è in italiano ed è scaricabile dal sito del fornitore in formato elettronico (da stampare in proprio). Il che è molto utile per una valutazione preliminare all'acquisto: dovrebbe metterla a disposizione così tutti i fornitori. Il manuale è ben realizzato ed esauriente, sia per la parte del montaggio, sia per la parte di utilizzo. Unica imprecisione rilevata è quella della prova da fare da fermo quando si monta il sensore di cadenza: in effetti come suggerito non funziona la prova, bisognerà provare la bicicletta in marcia quando è completamente montato il corredo elettrico.

Difficoltà incontrate.

Elemento sensibile è il tipo di copertura anteriore. Se si vuole trasformare una bici tipo Mountain Bike probabilmente si dovrà sostituire il copertone con uno senza tacchetti laterali. Infatti ciò impedirebbe il corretto trascinamento da parte dei motori. Inoltre, la larghezza di questa è critica: non dovrebbe scendere sotto i 35 mm.

Unica difficoltà incontrata nel montaggio è quella relativa al gruppo motori quando si è in presenza di biciclette con forcelle ammortizzate. Infatti ho tentato di montare il corredo prima sulla bici di mia moglie, che è più recente e poi ho ripiegato sulla mia più vecchia. La difficoltà sta nel fatto che il grosso freno anteriore a ganascia, come si usano ora, ostacola il corretto posizionamento dei motori sulla ruota.

Credo che avrei potuto risolvere il problema sostituendo il freno anteriore con uno, sempre a ganascia, ma per mountain bike vecchi modelli. Tale sistema lascia abbastanza scoperto il pneumatico per consentire l'operazione normale dei rulli motore.

Impressioni di guida

Il sistema elettrico entra in funzione se la leva del gruppo motori è abbassata, quindi se i rulli dei motori poggiano sul pneumatico anteriore e se si sta pedalando, diciamo dopo aver superato la velocità di 5 km/ora.

Subito dopo si sente una lieve spinta che incoraggia l'andatura. Se si aumenta il ritmo di pedalata aumenta anche l'aiuto dei motori. Il tipo di sensore (di cadenza) non rileva lo sforzo sui pedali, per esempio in relazione ad una salita. Perciò conta solo se si pedala oppure no.

I motori sono molto silenziosi, praticamente non si sente nulla. Inoltre trovo che il sistema sia molto docile nell'erogazione della potenza. Le prime volte non riuscirete a capire subito se l'aiuto ci sia o meno. In effetti basta tenere un'andatura lenta per cogliere la spinta dei motori.

L'uso del pulsante turbo è utile per l'attraversamento di incroci oppure nei momenti in cui serve una decisa spinta, anche in salita.

Se la strada lo permette, dunque su rettilinei senza incroci e con il fondo stradale buono, è possibile viaggiare ad andatura sostenuta. Posso mantenere senza troppa fatica velocità oltre i 25 Km/h. L'importante è continuare a pedalare.

Mi ha colpito il fatto che non rilevo surriscaldamenti ne' del motore ne' delle batterie. Vuol dire che il sistema funziona bene e non ci sono sforzi particolari nonostante il caldo estivo (32°).

Il sistema prevede comunque un limite di sicurezza di 25 K/h oltre il quale esso smette di spingere.

Se per caso uno dei tre cavi elettrici risulta staccato dalla scatola viene segnalato con un lampeggio della spia sulla scatola. Se non utilizzato, il sistema elettrico si disattiva da solo dopo pochi secondi.

Trovo che la posizione baricentrica della scatola con le batterie e l'elettronica sia ottimale per l'equilibrio del ciclo in marcia. Anche il gruppo motori e ben piantato sullo sterzo e durante la guida non ci sono problemi di stabilità.

Per quanto riguarda l'autonomia delle batterie, direi che è notevole. Ho percorso strada ben oltre i 33 circa km dichiarati sul manuale. Ho visto accendere la spia rossa della carica dopo i 40 km che sono stati percorsi in tre giorni. Ho terminato la carica dopo altri 4 chilometri.

A questo proposito ho notato una discrepanza tra quanto affermato dal costruttore sul manuale e quanto rilevato. Nel manuale si parla di un 50% di carica rimanente con led rosso fisso; a spia intermittente rimarrebbe 25 % di carica. Mentre ho rilevato di persona che quando sia accende la spia rossa significa che la carica durerà ancora qualche chilometro.

Se scaricate la batteria, non c'é problema! Basta sollevare i motori con la grossa leva su manubrio e tornare a pedalare. In questo modo la pur piccola resistenza dei motori non ci sarà più. Il discorso vale anche se non volete l'aiuto dei motori. Il bello del sistema è proprio questo: avete sempre una bicicletta per le mani e non si rimane mai a piedi!!

Per quel che riguarda il cambio marcia della bicicletta ecco quanto da me rilevato in strada.

Viaggiando con il rocchetto centrale (il terzo) si ha una rapporto di assistenza da parte del motore di 45% circa; la rimanente forza deve metterla necessariamente il ciclista. Quando si raggiunge la velocità di 24 km/h i motori spingono bene e si può mantenere con poco sforzo l'andatura. Chiamerò equilibrio di spinta (tra forza uomo e sistema motori) quel momento. Usando il secondo rocchetto grande (il quarto rapporto), si ha circa 55% di aiuto; equilibrio di spinta dopo i 20 Km/h. Mentre impostando il quinto rapporto (rocchetto più grande) si ha il massimo della collaborazione del motore (e dei consumi batteria) diciamo circa 65% di aiuto dai motori; equilibrio di spinta dopo i 16 Km/h. Quest'ultimo rapporto va bene se si procede anche in salita. Gli altri rocchetti più piccoli non li considererei per l'utilizzo con motore in quanto poco significativi per una locomozione collaborativa.
Ho scoperto per caso che è possibile ingannare il sensore per lasciar lavorare di più il motore e pedalare di meno. In fatti se si pedala all'indietro il sensore conta per buono il passaggio dei pedali e dunque .... Ma, vi lascerò scoprire da soli il sistema se ci tenete. Ovviamente ciò è a spese della batteria che durerà ben meno di quanto sopra dichiarato (forse 15 Km).

Considerazioni

Vi assicuro che è un piacere muoversi per la città e fuori. Verrebbe voglia di vagare per ore senza metà (e chi lo impedisce?). Trovo questa soluzione di aiuto elettrico sulla bicicletta un connubio perfetto per ottenere un valido mezzo di trasporto personale ecologico e a basso costo. Il fatto interessante è che non viene meno il piacere di pedalare, anche perché uno può scegliere quanto. Qualcuno mi diceva che con le bici elettriche è come andare in discesa. Posso dire che è vero: vi sembrerà di pedalare in lieve discesa. Va da se' che la soluzione è particolarmente indicata per gli anziani e, per chi ha qualche problema in genere a pedalare, categorie che ne troveranno giovamento.

Quando la gente mi incrocia non si accorge di nulla e, a parte qualche sguardo curioso, si viaggia indisturbati e senza disturbare. A chi mi chiede spiego volentieri che si tratta di una bicicletta elettrica e perciò rilevo reazioni di curiosità positive: molti sembrano stupiti, ma sempre favorevolmente.

Per il parcheggio conviene sempre proteggere la bicicletta con una catena e lucchetto ancorando il telaio ai pali della luce o alle strutture metalliche del parcheggio stesso. Per il pacco batterie e il gruppo motori non c'è problema in quanto hanno una loro protezione con lucchetto piuttosto efficace direi.

Un po' di dati.

Corredo:
-due motori elettrici da 120 W ciascuno
-due batterie al piombo gel da 12 V - 9 Ah (il manuale porta 7,2Ah)
- sensore di cadenza al pedale
-ricarica batteria in 3-6 ore
- funzione Turbo
- peso complessivo corredo 11 Kg

L'aumento di peso che il corredo elettrico ha provocato è stato di 11 chili. Ora la bicicletta intera pesa: 28,2 Kg.

Inoltre ho dovuto attuare delle piccole modifiche e delle migliorie per ottenere una maggiore stabilità, sicurezza e comodità di marcia. In particolare esso sono state:

- sostituzione del pneumatico anteriore con uno più largo (ora è di 35 mm circa); *
- potenziato i freni con delle nuove leve al manubrio - con l'occasione ho fatto un po' di manutenzione sostituendo le guaine e le corde di acciaio, i pattini posteriori e reso meno liscio il cerchio posteriore sulla battuta dei pattini;
- aggiunto un cavalletto più robusto montato sulla forcella posteriore.
- sostituito la sella con una più morbida e ammortizzata - a velocità sostenuta era diventata rigida sullo sconnesso;
- spostato la dinamo dell'impianto luci dalla vecchia posizione e portata sull'altro lato della forcella anteriore.
- acquistato una pompa a pedale con manometro per mantenere gonfi al punto giusto le ruote (devono essere ora attorno ai 40-45 P.S.I.).
- acquistato un buon lucchetto con corda d'acciaio per proteggere l'aumentato valore del mezzo.
- suggerisco il montaggio di un tachimetro elettronico (detti ciclo-computer) per osservare le velocità e le distanza percorse.

* Operazione necessaria in quanto il vecchio copertone è troppo stretto per essere trascinato dai motori. In realtà è possibile montare dei rulli di gomma maggiorati di 5 mm di diametro sui motori, ma questi vanno acquistati a parte al prezzo di Euro 25.

Manutenzione

La durata dei rulli che trascinano il copertone è di 3000 km. Tenuto conto che la percorrenza media delle uscite in bicicletta al 90% sono inferiori ai 10 km (da una statistica mondiale), potremo ipotizzare una lunga durata di tali componenti.

Batterie. Si tratta di comuni batterie al piombo-gel senza manutenzione, molto diffuse sul mercato dell'elettronica (sono come quelle degli allarmi). Se si caricano sempre dopo l'uso con

l'apposito caricatore, secondo il manuale potrebbero durare molto a lungo. In caso di lungo inutilizzo del sistema elettrico, conviene staccare il terminale della batteria internamente alla scatola. Insomma: è ciò dovremmo fare anche con la nostra automobile.

Ogni tanto conviene verificare il serraggio delle viti.

Concludendo. Il corredo elettrico Bikit è un buon prodotto, ben realizzato, esteticamente gradevole.

Per chi vuol leggere l'esperienza completa mi scriva e lo indirizzerò.

Buon divertimento! e ciao da Lino Pizzichetti   
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le bici elettriche per fortuna non sono tutte come quelle del video. Pesano 40 kg alla faccia della bicicletta! Guardate questo video che non necessita di commenti! www.youtube.com/watch?v=dTuv3L27bU biciclette bici bicicletta elettrica ele ... Leggi l'Opinione

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