Billy Budd di Melville
19.05.2001 (21.05.2001)
Vantaggi:
grande densità simbolica
Svantaggi:
prosa non molto scorrevole
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Sì
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Hermann Melville, Billy Budd il marinaio, trad. e cura di Flaminio Di Biagi, Newton Compton 1993, pp. 96, £ 1.000. Questo racconto è ambientato nel 1797, a bordo di una nave da guerra inglese. Il giovane marinaio Billy Budd, angelicamente buono, è odiato senza motivo apparente dall'ufficiale Claggart, che forse invidia la bellezza e la purezza di Billy, o forse è sadicamente e distruttivamente innamorato di lui. Claggart, di fronte al capitano della nave, incolpa ingiustamente Billy di preparare un ammutinamento; Billy, stupito e indignato per l'enormità della calunnia, reagisce istintivamente colpendo Claggart con un pugno e così uccidendolo. Benché il capitano, che è un uomo giusto, sappia che il torto era di Claggart, la legge marziale lo obbliga a condannare Billy all'impiccagione. Hermann Melville (1819-1891) terminò questo racconto poco prima di morire; esso venne pubblicato solo nel 1924 e subito riconosciuto come l'ultimo capolavoro dell'autore di "Moby Dick". Come spesso accade per le opere di Melville, anche a proposito di "Billy Budd" si usano comunemente i termini di parabola, simbolo, allegoria, apologo, e si sottolineano gli innumerevoli richiami biblici ed evangelici presenti nel testo. Di Billy, Melville dice che "da nudo avrebbe potuto posare per una statua del giovane Adamo prima della caduta"; l'ufficiale Claggart ha in sé qualcosa di misteriosamente satanico, che allude - direbbe forse Kant - al "male radicale" nella natura umana. L'impiccagione di Billy (cap. xxv) ha luogo in un clima mistico, quasi di trasfigurazione. Ma una introduzione dell'autore (da lui stesso soppressa nell'ultima redazione del testo) suggerisce anche una interpretazione in termini politici, filosofico-storici o teologico-storici: non per nulla Melville ha avuto cura di determinare storicamente con grande precisione la sua narrazione, collocata durante la guerra dell'Inghilterra contro la Francia rivoluzionaria e all'indomani di una grande sommossa, poi rientrata, fra gli equipaggi della flotta inglese; un ammutinamento che, se rese particolarmente severa la disciplina marinaresca ed è quindi (nel racconto) fra le concause della condanna di Billy Budd, ha anche la funzione di alludere alla Rivoluzione francese e di caricare la condanna di Billy di ulteriori significati e allusioni: la morte di Billy sembra assumere in qualche modo la portata di un sacrificio espiatorio. Non va infine trascurato l'elemento omoerotico del racconto, la cui atmosfera forse influenzò il "Querelle de Brest" di Jean Genet (cfr. anche l'omonimo film di Fassbinder). Di questo racconto esiste una traduzione di Eugenio Montale, pubblicata nel 1942; ma il testo, con varie traduzioni, è reperibile praticamente in tutte le maggiori collane di tascabili e anche nelle "Opere scelte" dei Meridiani Mondadori.
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21.01.2009 17:35
Mi stuzzica. Ma prima dovrò leggere "Moby Dick". Recensione accorta e professionale. Commento lineare. Stile accattivante.
09.06.2002 18:55
WoW! Una recensione con i fiocchi! Bye. Lamaria
20.05.2001 21:56
non letto... ma lo metto nella mia lista di recupero dell'ottocento, ce ne ho messo per arrivare a leggere gli autori del secolo scorso...(dobbiamo già dire due secoli fa?) ma mi sto dando da fare... piuttosto... ok costano solo mille lire, ma è possibile fidarsi delle traduzioni newton compton, io istintivamente dubito... ma non è detto che abbia ragione, non ho molti esempi da citare perchè appunto evito i newton che non siano italiani, tu mi dici che è una buona traduzione??? sani max