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Fotografare la realtà è impossibile
Vantaggi Antonioni non è un regista, è un guru della celluloide !
Svantaggi Nessuno. C'è solo da imparare (e divertirsi).
Dettagli
| Genere | drammatico |
|---|---|
| Età minima | per tutti |
| Regia | ottima |
| Attori | geniali |
| Sceneggiatura | ottima |
| Colonna Sonora | perfetta |
| Qualità Video (DVD): | NON SO |
continua
Cenni storici:
1965- Grazie ad un accordo produttivo tra Ponti e la Metro Goldwin Mayer, iniziano le riprese del film ispirato ad un libro dell'argentino Julio Cortàzar (Las babas del diablo) e girato a Londra.1966- Blow Up esce nelle sale, grazie al grande successo, anche il grande pubblico internazionale comincia a lodare e ammirare il regista ferrarese.
La critica è spiazzata; la pellicola tratta problemi cari agli addetti ai lavori e pone questioni rilevanti senza però dare risposte.
Ci troviamo a Londra, è il periodo d'incubazione delle rivolte studentesche (e dei lavoratori) che sfoceranno nel 1968.
Il protagonista della storia, è un giovane eclettico fotografo di modelle di nome Thomas (interpretato da David Hemmings).
Thomas sta preparando un libro fotografico che tratta la "realtà" londinese, è un libro nudo e crudo, i soggetti fotografati sono molto espressivi, significativi. Molti sono scatti "rubati", presi di nascosto da un dormitorio o lungo una strada.
Durante un escursione in città, Thomas viene attratto da un parco, qui nota e segue furtivamente una coppia che lo incuriosisce particolarmente. Il parco sembra deserto, Thomas si nasconde e comincia a fotografare i due (una giovane ragazza con un discreto e anziano signore).
Dopo aver abbracciato l'uomo, la ragazza nota il fotografo in azione (che si nasconde goffamente) e lo raggiunge per farsi consegnare il rullino; il fotografo non desiste ("ci sono altre cose che mi servono qui dentro") e, nonostante lei arrivi quasi a morderlo e gli proponga dei soldi in cambio, i due non raggiungono un accordo e si separano.
Thomas continua il suo giro in città poi ritorna allo studio. Davanti l'ingresso trova inspiegabilmente la ragazza del parco (preoccupata per via delle foto), i due entrano in ufficio. Lui la rassicura e fa finta di dargli il rullino tanto agognato, poi fanno l'amore.
Quando Thomas rimane solo, sviluppa il rullino del parco. Inaspettatamente trova cose inquietanti (la ragazza che guarda qualcosa preoccupata, un uomo con una pistola puntata verso la coppia), poi studia le immagini nei particolari e ingrandisce alcuni dettagli. In questo modo, arriva a isolare una specie di ombra che sembra un cadavere.
Thomas torna quindi nel parco alla ricerca di quell'ombra e con un certo sgomento, s'accorge che le sue tesi erano fondate; l'anziano visto poche ore prima è ancora li, ed è morto.
Il fotografo raggiunge quindi un amico (Ron) per raccontagli tutto, quest'ultimo però non sembra molto interessato alla vicenda, è "confuso" e distratto da un droga party. Thomas ha voglia di ritornare nel parco per fotografare la salma ma si lascia andare e si sveglia il mattino seguente nella villa di Ron.
Quando rincasa per prendere la macchina fotografica, trova tutto sottosopra, le foto sono sparite, e con queste anche i negativi.
Decide allora di ritornare nel parco per fare nuove fotografie ma il cadavere è scomparso.
Il Film del regista Ferrarese somiglia poco al libro a di Cortàzar e fonda quasi un nuovo paradigma tecnico.
Il cinema di Antonioni rispecchia una forte personalità e una grandissima conoscenza stilistica. Questo, alterna sequenze in cui non succede praticamente nulla a momenti molto forti (che non vengono dilatati né messi in risalto, come nei film hollywoodiani).
I momenti più significativi non fanno crescere molto la tensione emotiva e, grazie al particolare intreccio narrativo, si prefigura un sistema in cui non ci sono risposte, alle domande non succedono soluzioni ma altre domande.
I critici, come già detto, rimasero sorpresi dai problemi che Antonioni poneva agli addetti ai lavori.
In ballo c'erano innanzitutto tutto i problemi del vedere e della raffigurazione della realtà.
"Vedere per noi è una necessità. Anche per un pittore il problema è vedere. Ma mentre per un pittore si tratta di scoprire una realtà statica, o anche un ritmo se vogliamo ma un ritmo che si è fermato nel segno, per un regista il problema è cogliere una realtà che si muove e si consuma, e proporre questo movimento, questo arrivare e proseguire, come nuova percezione. Non è suono: parola, rumore, musica. Non è immagine: paesaggio, atteggiamento, gesto. Ma un tutto indecomponibile steso in una sua durata che lo penetra e ne determina l'essenza stessa". (Antonioni)
Come a dire, la realtà che il fotografo cercava nelle sue immagini non esiste. La foto non garantisce la verità, questa non si fa catturare dall'immagine.
I critici si sentivano "spiazzati" anche per via dello stile registico che tendeva a nascondere eventi e avvenimenti messi in genere in risalto. Antonioni spiega il modo in cui concepisce un racconto filmico con queste parole:
"Io pensavo... alla differenza che passa fra percepire e comprendere"
e
"...noi sappiamo che sotto l'immagine rivelata ce n'è un'altra più fedele alla realtà, e sotto quest'altra un altra ancora, e di nuovo un'altra sotto quest'ultima. Fino alla vera immagine dei quella realtà, assoluta, misteriosa, che nessuno vedrà mai"
e ancora
"Il cielo è bianco. Il lungomare deserto. Il mare vuoto e senza calore. Gli alberghi semichiusi e bianchi. Su una delle sedie della Promenade des Anglais a Nizza è seduto il bagnino, un nero con la maglietta bianca. E' presto. Il sole fatica a uscire attraverso il leggero strato di nebbia, la solita di tutti i giorni. Non c'è nessuno sulla spiaggia, tranne un bagnante che fa il morto a pochi metri dalla riva. Non si sente che il rumore del mare, non si nota che il dondolio di quel corpo. Il bagnino scende sulla spiaggia ed entra nello stabilimento. Una ragazza ne esce e si dirige verso il mare. Ha un costume color pelle. L'urlo è secco, breve, pungente. Basta guardarlo, il bagnante, per capire che è morto... Supponiamo di dover sceneggiare un pezzo di film, sulla base di questo avvenimento, di questo stato d'animo. Per prima cosa io proverei a togliere dalla scena il , a lasciare soltanto l'immagine descritta nelle prime quattro righe... Il vuoto vero, il malessere, l'angoscia, la nausée..." (Antonioni)
Ecco perchè la critica si sbalordisce, Antonioni da un nuovo senso al -non sta succedendo nulla-, per lui, gli attimi in cui non succede nulla, sono invece attimi carichi di angoscia (in questo modo si accosta in modo non marginale a verismo e neorealismo).
E i fatti principali non vengono mostrati (in Blow up come in altri film dello stesso regista) o vengono "diluiti" perchè Antonioni nasconde il fatto principale, decide invece di mostrare il contorno (la percezione e non la comprensione) e, attraverso questo racconta tutto.
Thomas è rimasto senza foto e il cadavere è scomparso. E' perso tra i suoi pensieri e si trova improvvisamente circondato da un gruppo di pseudo mimi-clows che, dopo aver scavalcato una recinzione, entrano dentro un campo di tennis per giocare una partita immaginaria (non hanno ne racchette ne palline).
Uno dei due giocatori fa finta di sbagliare e lancia la pallina in alto, questa esce dal campo e arriva ai piedi di Thomas.
Tutti i mimi-clows lo guardano, vogliono la pallina indietro.
Il fotografo si china, fa finta di raccogliere la palla immaginaria e la lancia ai mimi.
La partita ricomincia.
Cosa significa quest' ultima sequenza?
I mimi-clows fanno capire al fotografo che le loro realtà sono identiche, entrambi hanno giocato una partita immaginaria, ed entrambi sono rimasti senza niente in mano !
E' uno dei film più importanti della storia del cinema Italiano. Apprezzato dal pubblico e discusso ampiamente dalla critica internazionale (che ne ha parlato e tratto spunto per decenni).
Antonioni non ci mostra semplicemente una storia, ma un nuovo e possibile modo di fare cinema.
Credits :
Titolo originale:Regia:
Michelangelo Antonioni
Anno:
1966
Soggetto:
Michelangelo Antonioni
Tonino Guerra
Sceneggiatura
Michelangelo Antonioni
Tonino Guerra
Musica
Herbert Hancock
Durata (in minuti)
122
Distribuzione
MGM
Filmografia del Regista (dal sito http://www.italica.rai.it/)
Gente del Po (1943/47)N.U. - Nettezza urbana (1948)
regia: Michelangelo Antonioni (cortometraggio)
Superstizione (1949)
regia: Michelangelo Antonioni (cortometraggio)
La villa dei mostri (1950)
regia: Michelangelo Antonioni (cortometraggio)
Cronaca di un amore (1950)
regia: Michelangelo Antonioni, sceneggiatura: M. Antonioni, Daniele Danza, Silvio Giovaninetti, Francesco Maselli, Piero Tellini, interpreti principali: Lucia Bosè, Massimo Girotti, Ferdinando Sarmi, Gino Rossi
La signora senza camelie (1952/53)
regia: Michelangelo Antonioni, sceneggiatura: M. Antonioni, Suso Cecchi D'Amico, Francesco Maselli, P.M. Pasinetti, interpreti principali: Lucia Bosè, Andrei Checchi, Gino Cervi, Ivan Desny
Le amiche (1955)
regia: Michelangelo Antonioni, sceneggiatura: M. Antonioni, Suso Cecchi D'Amico, Alba De Cespedes, interpreti principali: Valentina Cortese, Eleonora Rossi Drago, Madeleine Fischer, Franco Fabrizi
L'Avventura (1959)
regia: Michelangelo Antonioni, sceneggiatura: M. Antonioni, Elio Bartolini, Tonino Guerra, interpreti principali: Monica Vitti, Gabriele Ferzetti, Lea Massari, Dominique Blanchard
L'eclisse (1962)
regia: Michelangelo Antonioni, sceneggiatura: M. Antonioni e Tonino Guerra con la collaborazione di Elio Bartolini e Ottiero Ottieri, interpreti principali: Alain Delon, Monica Vitti, Francisco Rabal, Lilla Brignone
I tre volti (1965)
regia: Michelangelo Antonioni (prefazione: "Il provino"), sceneggiatura: M. Antonioni, interpreti principali: Soraya, Ivano Davoli, Giorgio Sartarelli, Piero Tosi, Dino De Laurentiis
Zabriskie Point (1970)
regia: Michelangelo Antonioni, sceneggiatura: M. Antonioni, Fred Gardner, Sam Shepard, Tonino Guerra, Clare Peploe, interpreti principali: Mark Frechette, Daria Halprin, Rod Taylor, Paul Fix
Professione: reporter (1974)
regia: Michelangelo Antonioni, sceneggiatura: M. Antonioni, Mark Peploe, Peter Wollen, interpreti principali: Jack Nicholson, Maria Schneider, Jenny Runacre, Ian Hendry
Ritorno a Lisca Bianca (1983)
regia e sceneggiatura: Michelangelo Antonioni (cortometraggio)
Kumbha Mela (1989)
regia: Michelangelo Antonioni (cortometraggio)
Noto, mandorli, vulcano, Stromboli, carnevale (1992)
regia: Michelangelo Antonioni (cortometraggio)
Il filo pericoloso delle cose (2002)
Regia: Michelangelo Antonioni (episodio di "Eros")
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lilloccio 04/07/2011 11:43
Paolothebest1980 01/11/2007 09:32
i miei complimenti, vedo che sei un intenditore, bravo continua cosi
gibellus 31/10/2007 21:23
buona opinione un po' lunga :-)...ciao
Yellowstone 13/10/2007 00:08
blaze396 08/06/2007 17:06
ottima opinione, molto interessante
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