La valutazione di questo autore:
| Vantaggi: |
Eleganza, Swing, Ottimi artisti nel gruppo |
| Svantaggi: |
Difficile reperibiltà |
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Sì |
Ecco un cd che ho cercato molto a lungo e che ho trovato quest’anno alla fnac e acquistato senza ripensamenti (di solito tra la scelta del cd e l’effettivo acquisto mi concedo una quarantina di minuti dicendo “no, prendo quello, anzi tutti..”)..
Veniamo a noi, questo è un cd che non può mancare ad un sassofonista baritono, né a chiunque ami sentire questo strumento volteggiare tra le armonie, con il “groove” giusto. Inoltre per chi conosce i Four Brothers di Woody Herman, non può che apprezzare il quarto fratello: Serge Chaloff.
Questo artista non ha avuto la stessa fama di Gerry Mulligan(il più famoso e prolifico sassofonista baritono), ma non posso nascondere che in questo album compete seriamente con il proprio sublime rivale. In effetti lo stesso Mulligan per avere la fama di migliore strumentista dovette combattere con la notorietà di Chaloff, che praticamente fu il primo ad esaltare il baritono come strumento solista di grandi capacità.
NOTIZIUOLE SUGLI ARTISTI
SERGE CHALOFF(1923-57) – Sax Baritono
Come ho già accennato è diventato famoso diventando uno dei “Four Brothers” di Woody Herman, dopo aver sostituito Jimmy Giuffre (sax tenore). Siamo alla fine degli anni ’50 e dopo un’adolescenza travagliata Chaloff entra nel Secondo “Gregge” di Woody Herman caratterizzato dal suono dei quattro sassofoni (tra cui brilla Stan Getz, affiancato anche da Zoot Sims e Herbie Steward). In questo modo diventa il primo ad aver esaltato il sassofono baritono nei soli, e Mulligan dovrà lavorare a lungo per superarlo con un suono ed un fraseggio decisamente migliore..
Come molti grandi del jazz, Chaloff era funestato dalla dipendenza alla droga e nonostante riuscì a disintossicarsi, sfortuna volle che contrasse una paralisi che lo portò alla tomba. Tutto questo sicuramente ci ha privato dell’evoluzione di un grande artista.
SONNY CLARK(1931-63) – Piano
E’ un'altra scintilla scoccata e troppo presto bruciata nella storia del jazz. Infatti è durata solo 31 anni la vita di un grande pianista ed accompagnatore di “fiati” sacri come Sonny Rollins e John Coltrane. Il suo nome risulta quindi legato all’era hard-bop e per colpa della droga non potè andare oltre nella propria ricerca musicale e regalarci altri superbi soli o ottimi accompagnamenti quali quelli di questo cd.
LEROY VINNEGAR(1928-99) – Bass
Prima di dedicarsi appieno al cool jazz (di cui questo cd è un esempio) aveva accompagnato grandi del bebop come Parker. Nel corso della sua carriera ha accompagnato molti “giganti” come Dexter Gordon, Stan Getz o Art Pepper. Faceva parte anche del trio che nel 1956 pubblicò l’album “My fair Lady”. La sua attività subì lunghe pause per malattia, ma anche negli anni ’90 salì sul palco regalandoci la sua tecnica. Ottimo nel walking, che regala un vivissimo swing ad ogni pezzo.
PHILLY JOE JONES(1923-85) – Drums
Beh, che dire di questo genio.. molto più famoso per l’appartenenza al quintetto di Miles Davis e per l’ottimo accoppiamento con il bassista Paul Chambers che in quegli anni si stava approfondendo. Sicuramente nel top dei batteristi mai esistiti, non posso dilungarmi oltre per non andare fuori tema.
IL DISCO
La registrazione a Los Angeles datata 1956 e a detta dello stesso Chaloff fu fatta così, tanto per registrare qualcosa. E questo “qualcosa” è rimasto il segno più bello dell’eleganza e dell’espressione che avrebbe segnato la storia del sax baritono fino all’arrivo di Mulligan e di Adams.
I soli si susseguono in modo organico, con sfoggio di tecnica e di sensualità nel suono, senza drasticità, ma pur sempre con uno swing sferzante e coinvolgente.. L’interplay della ritmica rende onore ai grandi nomi che la compongono, creando brani organici che scivolano via con naturalezza, ma anche con un groove coinvolgente.
Alcuni brani come “Thanks for the memory” o “Stairways to the stars”, in cui il sax canta note struggenti, farebbero squagliare anche un uomo di ghiaccio per la grande melodicità e passionalità di ogni nota.
Anche in uno standard famoso e suonato da molti come “All the things you are” (uno dei miei preferiti) si rivela l’originalità dello stile di tutti i componenti, come nel fantastico solo di basso di Vinnegar.
Senza andare oltre vi consiglio sicuramente di acquistare questo cd, sfortunatamente di cattiva reperibilità, ma che testimonia le doti di un grande che purtroppo la droga e la malattia non ha permesso di spiegarsi ulteriormente..
Ecco la lista dei brani presenti nel cd:
1 - A Handful of Stars
2 - The Goof and I
3 – Thanks for the Memory
4 – All the things you are
5 – I’ve Got The World On A String
6 – Susie’s Blues
7 – Stairway To The Stars
8 – How About You (bonus track)