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Vantaggi esempio eccezionale di musica e cultura contaminata e multietnica
Svantaggi si suda molto a ballare a rotta di collo
Dettagli
| Qualità dei testi | 5 |
|---|---|
| Qualità della musica | 5 |
| Voce artista | ottima |
Fanfare, uso sfrenato di percussioni e strumenti a fiato! Poi nenie biascicate da donne che cantano in farsetto, e nuovamente un’accelerazione tuonante in nome della straordinaria musicalità slava.
Giusto un accenno di violini tzigani. Da dove viene Goran Bregovic? Serbia, Croazia, Montenegro, Bosnia, ma forse anche Bulgaria, dominando tutti i balcani, con un chiaro e fiero atteggiamento un po’ zingaro e un po’ gentleman.
La sua musica è un carnevale di suoni, di diverse contaminazioni: è spaziare tra diverse culture, è passare con disinvoltura da accenni classici alla goliardia della musica tradizionale slava.
Goran nasce a Sarajevo, la madre è serba, il padre è croato. Già sulla carta di identità è scritto il suo destino artistico.
Il suo rock gitano diventa il più famoso della Bosnia (dice lui stesso che fare rock nel periodo comunista era esprimere il proprio malcontento senza finire in galera), e la carriera è un crescendo fino alla svolta della fine degli anni ottanta. Sulla Yugoslavia si estendono nubi cupissime, fermenti di agitazioni popolari e politiche, il temperamento slavo farà ben presto esplodere questa polveriera, nella tragica ultima guerra. Bregovic si trasferisce, allora, in Francia, dove inizia il sodalizio vincente e duraturo con il regista Emil Kusturica. Di questo periodo sono le colonne sonore di film come Arizona Dream, Il tempo dei gitani e soprattutto Underground, film visionario e meraviglioso, nel quale protagoniste sono gli straordinari fiati balcanici che imperversano, con la banda più volte fisicamente sulla scena.
Oltre ai film di Kusturica, va certamente sottolineata la musica di Train de Vie di Radu Milhaileanu. E’ la fama a livello internazionale, così cospiqua che piano piano le musiche si distaccano dal film a cui sono associate, e prendono una loro strada e una loro anima.
I suoi progetti hanno spesso ispirazione dalle vicende dei gitani, da lui stesso definiti i cowboy d’europa, e la sua inclinazione multietnica e zingaresca trova il massimo sfogo nell’orchestra da lui diretta, la straordinaria “Orchestra per matrimoni e funerali” nella quale a stretto contatto insistono fanfare, archi, fiati, con due spettacolari trombe soliste e percussioni, voci maschili bassissime e coriste bulgare. La sonorità etnica slava la fa immensamente da padrona, allietata da svaghi punkeggianti e ritmiche decisamente rock. La cultura balcanica, a cui riferire tutto questo trambusto, questa congregazione di stili e suoni diversi, è tracciata da madre che contemporaneamente è cristiana, un pò cattolica e un pò ortodossa, e in parte musulmana, nel confine tra stati e popoli diversi. Tutto ciò si affaccia e si sovrappone nella sua musica, a volte calpestandosi, a volta più soavemente affiancandosi, dando risvolti e sensazioni incredibili.
Tra l’ormai vasta produzione, io continuo a prediligere il folk balcanico più impetuoso, tracciato profondamente dalle trombe e dai tromboni, e brani come “Mesecina” o “Kalasnikov” sono per me irrinunciabili spunti per riacquistare energia e vitalità, perchè è proprio questo il moto scatenante di questi brani.
L’ultima sua creazione è la “Karmen a lieto fine”, una rivisitazione della Carmen in chiave zingaresca. E’ la storia di una zingara bellissima, avviata sulla strada della prostituzione, per il cui corpo due uomini si batteranno a morte, e dalla cui inevitabile triste fine viene salvata, quando tutto è ormai perduto, dall’indomito Fuad. La scena è nera, e su di essa appaiono, l’uno dopo l’altro, la protagonista, ed i componenti dell’Orchestra per matrimoni e funerali, che si presentano con nome e cognome, e dicono la loro, in un italiano impreciso dal forte accento slavo che lascia un po’ esterefatti. L’ultimo ad arrivare, in completo bianco, alto, magro e sottile, è proprio Goran Bregovic, che chiude questa lunghissima introduzione, per dare il passo alla musica. E finalmente è l’esplosione. I testi, opportunamente sottotitolati sul fondo della scena, in italiano, dal serbo, sono molto crudi e risoluti, senza pietà. Le musiche si accavallano meravigliose, con toni così accesi che pian piano molti spettatori, lasciando il proprio posto a sedere (siamo all’Europa Auditorium di Bologna), e si mettono a danzare sulle note così ritmiche. Sono le trombe ad essere protagoniste, una la suona il personaggio di Fuad, che interpreta suoni balcanici, l’altra la suona il suo rivale in amore italiano, che interpreta brani classici, rivisti con il solo ausilio di fiati, e viziati dalle percussioni. Ma non ci sono ne vincitori ne sconfitti, e alla fine la sorte arriderà a tutti quanti, in un chiaro messaggio, benigno e auspicabile, di parità e unione tra culture e razze.
La discografia di Goran Bregovic è molto vasta, ma spesso i cd che lo riguardano sono collezioni delle sue canzoni. Per avere un’idea di tutta la sua musicalità consiglio allora la raccolta dal titolo “Ederlezi”, e “Music for films”, la seconda delle quali certamente più completa, mentre la prima si basa quasi del tutto sulle colonne sonore di Arizona Dream (nella quale compare, come guest star in “Tv Scene”, la stella di Iggy Pop) e di Underground.
Per chi volesse immergersi fino all’osso nell’opera di questo straordinario artista, occorre sicuramente ascoltare con gioia “Il tempo dei gitani”, passare poi a Underground, e così via fino alla fine.
L’ultimo cd uscito, del 2002, “Tales and songs from weddings and funerals” è sinceramente imperdibile, tzigano fino all’eccesso, acuto e sprezzante, da cui partì un fruttuosissimo tour nel 2003.
Goran Bregovic incarna una cultura multietnica assolutamente moderna e a cui ispirarsi, felice connubio tra ovest ed est europei, tra tradizione ed innovazione, tra musica e cinematografia.
Non privatevene!
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pollon72 29/01/2008 14:14
nalemi 24/07/2007 12:27
Io semplicemente lo adoro, eccellente meritatissimo
mauro_meo 19/03/2007 18:27
eleonorazocc 29/06/2005 18:19
Bella opinione davvero, peccato che io non lo conosco..dovrò cominciaread apprezzarlo!
Alexroger 23/02/2005 10:16
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