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Opinione

per Brian di Nazareth (Dvd)
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4 Stelle I Monty Python ad un passo dal capolavoro Opinioni con immagini
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Raccomandato: Si

Vantaggi film divertentissimo; coraggio enorme nel fare la parodia addirittura del nuovo testamento e dei kolossal sulla vita di Cristo; pur con una generale vena di comicità e dissacrazione, è il film probabilmente più storicamente corretto girato sull’argomento

Svantaggi cattolici, ebrei, protestanti… davvero un po’ tutti possono sentirsi “disturbati” dal modo in cui l’argomento religioso è trattato dal film, a tratti (soprattutto nelle due voci fuori campo finali) davvero blasfemo

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L'autore

Albes Dal 2 mar 2004

L'ipocrisia è l'omaggio che la verità rende all'errore [George Bernard Shaw] / Se c’è un rimedio... continua

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Graham Chapman, John Cleese, Terry Gilliam, Eric Idle, Michael Palin e Terry Jones (che ha anche diretto il film): ecco i nomi dei 6 individui che hanno incoscientemente portato la parodia, genere molto in voga negli anni settanta soprattutto con i lavori di Mel Brooks, a trattare l’ultimo argomento tabù rimasto: la religione. Infischiandosene nel vecchio adagio “Scherza coi fanti e lascia stare i Santi”, i “Monty Python” decidono di puntare la propria attenzione nientepopodimeno che sulla “Storia delle Storie”, la vita di Gesù di Nazareth, vista attraverso gli occhi di un Suo conterraneo e coevo che cerca, con qualche difficoltà, di comprendere cosa stia accadendo nel suo Paese schiacciato sotto il giogo dell’Impero Romano.

Più che di una vera e propria trama, si può parlare di una serie di gag e di sketch, con un unico filo conduttore: il parallelo tra la vita di Brian e la vita di Gesù. Lo scambio di persona e l’intrecciarsi tra i destini dei due sarà un po’ il “leit motiv” della pellicola, quando i re magi, sbagliando a cogliere il segno della Cometa, confondono la capanna di Cristo con quella di Brian e portano i doni al neonato sbagliato. Alla fine, capiscono appena in tempo l’errore e si recano ad omaggiare il vero Re dei Re. Come nei Vangeli, non c’è altro della vita di Brian fino al compimento dei 30 anni. Le vite di Brian e di Gesù si intrecciano altre due volte, una in maniera diretta durante il discorso della montagna, l’altra indirettamente quando Brian incontra un lebbroso guarito da Cristo. Ma la strada di Brian è un’altra: entra a far parte di un gruppo rivoluzionario, il Fronte Popolare di Giudea, che, insieme ma non unitamente ad un nugolo di altri gruppi sediziosi, vuole cacciare i romani dalla Giudea. Per questo motivo Brian viene ricercato senza tregua dai romani; riesce a sfuggire una prima volta confondendosi tra i messia che popolano la Giudea del periodo, e facendosi in poco tempo un buon gruppetto di seguaci; alla fine, catturato, viene messo tra i “crocifiggendi”. Non riesce neanche ad usufruire della grazia concessagli da Pilato a causa di una serie di scambi di persona, e così percorre la via crucis insieme ad altre decine di condannati a morte, finché sul Calvario si assiste a quella che chiamare crocifissione è davvero difficile.

I personaggi creati dalla mente di questi sei geni / folli (i “Monty Python” sono considerati il gruppo comico più colto al mondo, essendo tutti laureati tra Cambridge, Oxford e Los Angeles), già distintisi per film molto meno accattivanti di questo e meno appetibili al grande pubblico, come “E ora… qualcosa di completamente diverso” e il “Monty Python Flying Circus”, sono davvero spassosissimi, e tutti sono impersonati da loro sei (non era infrequente la interpretazione da parte di ognuno di loro di più di un personaggio nello stesso film). In particolare, segnalo Ponzio Pilato, affetto da un rotacismo talmente accentuato e da una cadenza così “ambigua” nel parlare da essere canzonato, insieme all’amico Marco Pisellonio (incapace invece di pronunciare le “s”), persino dal popolo; il “lebbroso risanato”, che saltellando come un ossesso si ritrova senza il suo “onesto lavoro” perché, non avendo più alcuna malattia, non commuove più i passanti; l’eremita che viveva in un fosso e aveva fatto voto del silenzio; i membri del “Fronte Popolare di Giudea”, sempre impegnati a pianificare le proprie azioni ma sempre restii ad agire, e tanti tanti altri, tutti divertentissimi. Il solo personaggio, per così dire, “serio” è Brian, che cerca a tutti i costi di far ragionare con la propria testa un popolo alla continua ricerca di punti di riferimento e di messia. Capisce di non poter vincere questa battaglia dopo aver cercato di convincere le persone convenute sotto la sua finestra che devono pensare con la propria testa (e la folla urla in coro “Si, dobbiamo pensare con la nostra testa”), che non devono seguire nessuno ma solo le loro convinzioni (e la folla in coro “Si, non dobbiamo seguire nessuno”), e quando, contento, si riteneva certo di avere convinto la massa, viene stroncato dall’ultimo coro “Maestro, dicci di più”.

Oltre a quella appena citata, le scene che fanno piegare in due dalle risate si susseguono a ritmo continuo: Brian portato davanti a Pilato, che lo colpisce quando viene corretto perché non riesce a pronunciare correttamente il suo nome; la lapidazione, cui partecipano solo donne con barbe finte (la battuta della madre di Brian, interpretata dallo stesso regista, che compra dall’apposito rivenditore “due sassi per me e un sacchetto di ghiaia per il bambino” è da sbellicarsi, e introduce una serie di gag irresistibili); le beatitudini, diventate incomprensibili un po’ per la lontananza da Gesù, un po’ per il battibeccare dei convenuti… Fa venire le lacrime agli occhi la scena nella quale Pilato legge i nomi dei condannati a morte perché il popolo scelga quale graziare, e per sua sfortuna tutti i nomi contengono la per lui impronunciabile “r”; quando va in suo soccorso l’amico Marco Pisellonio, ecco che i nomi iniziano a riempirsi di “s” (Sansone lo strangolatore sadduceo, sessantasei sediziosi… e così via), rendendo la lettura un sibilo continuo! Ma soprattutto, la geniale scena di Brian, mandato a scrivere “Romani andate a casa” sul muro di un edificio pubblico e sorpreso da un soldato romano a commettere tantissimi errori nello scrivere la frase: dopo essere stato corretto in maniera decisa dalla guardia, è costretto alla inevitabile punizione, classica per uno studente, ma paradossale quando comminata al sedizioso dal centurione. L’eccellente doppiaggio rende il film decisamente brillante, a differenza di molti altri casi (prime fra tutte le parodie targate Mel Brooks) nei quali l’impossibilità di tradurre dall’inglese i giochi di parole profusi nella pellicola fanno perdere al film gran parte del proprio potenziale comico.

Storicamente, Brian di Nazareth (titolo originale: “Life of Brian”) è più fedele a quello che realmente accadeva in Giudea nei due secoli a cavallo dell’anno zero rispetto a tutti gli altri film girati sull’argomento “vita di Cristo”. La presenza di decine e decine di “presunti” messia è una realtà storica, per cui non è blasfemia, ma al limite sarcasmo, mostrare una strada piena di aspiranti messia che raccontano le storie più fantasiose e mostrare che il passante poteva scegliere chi ascoltare. Probabilmente non andava proprio così, ma erano davvero in tanti ad essere additati come messia e ad avere un gruppo di seguaci. Uno in particolare, assurse ad una importanza quasi paragonabile a quella di Gesù, negli anni immediatamente successivi alla Sua morte, ma la sua dottrina fu successivamente bollata come eretica. Anche le beatitudini sono trattate in maniera, diciamo così, “razionale”: come potevano migliaia e migliaia di persone, in una zona aperta, riuscire ad ascoltare quello che Gesù diceva? Certamente, c’era qualcuno che “riportava” ai più lontani le parole di Cristo. Magari non arrivava “Beati i panificatori”, come vogliono far credere i Monty Python, ma il problema era reale. E nessuno ci ha mai fatto caso, se non 6 pazzi comici anglosassoni.

I “folli” Monty Python si permettono persino di inserire un nudo integrale frontale maschile, roba dell’altro mondo, in grado di scandalizzare la censura e di suscitarne gli strali se non altro per quello, anche se la censura, soprattutto quella ecclesiastica, avrebbe avuto tonnellate di argomentazioni contro il film. Infatti, la pellicola, girata nel 1979, è uscita in Italia solo 12 anni dopo, nel 1991, proprio a causa della tetragona opposizione dei censori vaticani. Più nessuno si è impegnato nella parodia a sfondo religioso riuscendo ad inventare qualcosa di originale dopo questo esempio; “Brian di Nazareth” è e rimane il solo film, degno di questo nome, che sia riuscito scherzare in maniera egregia sulle basi delle più importanti religioni monoteiste del mondo.

In conclusione, non vedete il film come un’accusa alla religione in quanto tale, quanto agli estremismi ed ai fanatismi di tutti i generi: religiosi (divertentissima l’antitesi tra “zucchiani” e “sandaliani” tra i seguaci di Brian), politici (gli scontri tra il Fronte Popolare di Guidea, il Fronte Popolare Giudaico, il Fronte del Popolo di Giudea, e così via, oppure i rudi e sbrigativi sistemi di giustizia romani), sociali (l’eremita costretto, a causa di Brian, ad interrompere il voto del silenzio dopo 18 anni, oppure la massa, sprovvista di una qualsivoglia identità, sempre alla ricerca di idoli o di esempi da seguire). Il fatto che i Monty Python avessero tra i loro scopi, per loro stessa ammissione, quello di far arrabbiare gente di tutte le religioni, non deve trarre in inganno. Il lavoro è intelligente, ma è indubbio che sia il lavoro di sei persone che non credono in alcuna religione, ma che “razionalmente” pensano che Dio non esista e che la resurrezione di Cristo sia paragonabile, come storia, ad un mito Greco. Ognuno è libero di pensarla come vuole, naturalmente: il cristiano può sentirsi urtato da queste illazioni e scegliere di non vedere affatto il film, oppure scegliere di vederlo comunque e ascoltare le riserve avanzate da chi, non cristiano, vede forse meglio di chi è troppo “coinvolto” alcuni “punti non chiari” della dottrina cristiana. Se lo trovate, vi consiglio certamente di trascorrere un’ora e mezza a guardarlo. Dal punto di vista puramente cinematografico, è una pietra miliare del genere “parodie”: così come “Frankenstein Junior” è il non plus ultra della parodia del genere horror, “Brian di Nazareth” è il massimo della parodia del film storico-religioso. Gli spunti di riflessione regalati dal film potrebbero tornare utili anche per il cristiano che si avvicini senza pregiudizi alla visione del film; paradossalmente, dalle critiche feroci dei Monty Python potrebbe trovare elementi per mettere in discussione una Fede che potrebbe risultare “stagnante”, fino a rafforzarla.

Immagini

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I Monty Python - Foto di gruppo / 1
di Albes Albes

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Avete domande riguardo Brian di Nazareth (Dvd)? Domanda
Pagina 1 di 17 | 1 - 5 di 83 commenti
  • Reed 11/09/2011 12:01
    Ha valutato l'opinione
    Eccellente

    Non lo conoscevo. Mi sembra un film davvero interessante. Una parodia divertente che ci conduce allo stesso tempo alla riflessione.

  • miagolio77 18/02/2009 17:55
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • kresimir 08/02/2009 12:42
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • Groudy.Blue 04/01/2009 19:49
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    visto e tra l'altro come sfondo al mio esame universitario sulla secolarizzazione in chiave sociologica...li mi sta la dolente nota, è che mi aspettavo di più, certo cade il tabù del non poter dissacrare anche gesucristo,, ma per quanto blasfemo, la sceneggiatura oltre agli effetti azzeccati delle battute a go go, ha un che di troppo didattico, sento troppa puzza di libri da Marx a Weber eccetera eccetera...però bello il mood da cinematografia finto-kolossal e la salsa anni 70', la migliore per questo genere di cose :-) Bye e buon anno!

  • c19591959 20/05/2008 01:47
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
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