UN TUFFO NEL PASSATO
20.11.2003
Vantaggi:
Ottima giocabilità adeguata longevità . Parlato completamente in italiano
Svantaggi:
la grafica un po' al di sotto delle aspettative
Consiglio il prodotto:
Sì
 achernarII_la_vendetta
Su di me:
Ma dove sono finiti tutti gli squallidi pacifisti del 2003? Dove sono adesso le loro bandiere arcoba...
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In media l'opinione è' stata valutata molto utile da 39 utenti Ciao
Chi, nelle proprie esperienze da video giocatore, non ha mai provato almeno una volta a cimentarsi nei famosi giochi d’avventura, altrimenti detti punta e clicca. Inizialmente nati per PC (capostipite del genere fu il difficilissimo Myst) si diffusero poi anche per le altre console, PlayStation in primis. Oggi quei giochi, vuoi per questioni di grafica (che adesso permette davvero qualunque cosa) vuoi perché il genere “adventure” sembrerebbe in qualche maniera superato, sembrano soltanto dei pallidi e sbiaditi ricordi troppo presto gettati nella gerla dei gioielli dimenticati. Oggi ci sono tantissimi titoli, gli spara tutto in testa, che soverchiano il mercato. Pare che, in tempi di pacifismo ad oltranza, tutto ciò che attecchisca nelle menti di giovani deviati (vero associazione dei consumatori e dei genitori?) siano i giochi dove si spara, si squarta, si ammazza, si corre su auto e/o moto a rotta di collo. Un tempo, non molto tempo fa, in realtà, c’erano i giochi di strategia e quelli di piattaforme. Ed i bellissimi punta e clicca. Chi non ha giocato, almeno una volta nella vita, all’insuperabile (e di conseguenza insuperato) Monkey Island 2? Enigmi difficilissimi, ai limiti dell’impossibile comprensione umana. Mesi e mesi per portare a termine l’avventura. E parlo di appena 6 o 7 anni fa. Ma nell’era del precotto (e premasticato e predigerito) nella quale tutti vanno sempre più di corsa… anche i giochi sembrano seguire quest’onda vorticosa che travolge tutto e non lascia niente quando si ritira.
Eppure, di tanto in tanto… qualcosa di buono dal passato torna a fare capolino. Nell’era dei topless e degli esibizionismi… quello che viene ancora e sempre maggiormente apprezzato è un vestito con una scollatura che permette a malapena di intravedere… e che quindi rende tutto più gustoso. Ecco. Questo ritorno al passato… questo (terzo capitolo) Broken Sword, è proprio come questo vestito elegante e piacente. Io ho giocato anche al secondo capitolo (non al primo) e debbo dire che rispetto a questo ciò che – per forza di cose – è stato migliorato è il motore grafico. Anche se l’implementazione dei movimenti è ora simile a qualunque gioco d’azione, la tecnica di risoluzione degli indovinelli è del tutto simile a quella del passato. Con le icone che s’illuminano quando c’è la possibilità di fare qualcosa (od osservare, raccogliere, parlare con qualcuno). Ma partiamo proprio dal primo punto.
GRAFICA. Non capisco come, ma i titoli degli ultimi tempi stanno subendo una notevole involuzione nella grafica. Non tanto e non solo per ciò che riguarda i personaggi (i primi due Broken Sword erano stati realizzati con una grafica in stile cartone animato) che sono comunque disegnati benissimo, con tanto di espressioni che cambiano e ciglia che si aggrottano; quanto piuttosto per i fondali. Ancora e sempre drammaticamente stampigliati sul fondo dello schermo e per nulla in 3D. Alberi, fiori, piante, sassi, semafori, cartelli stradali… e quant’altro sono semplicemente sagome bidimensionali, come quelle che si vedono in una scenografia teatrale. Ed ogni tanto… il gioco scatta e ci sono dei salti durante lo scorrimento di una scena. AUDIO. L’audio è ottimo. Oltre che completamente parlato in italiano… è possibile inserire i sottotitoli nel caso si voglia, ad esempio, tenere l’audio basso mentre vostro fratello dorme. Le voci dei due protagonisti sembrano esattamente le medesime di quelle che erano presenti nei primi due episodi. I rumori di sottofondo, come il cinguettio degli uccelli, il fruscio delle foglie al vento, il rombo delle auto che passano, sono ottimi. Nel complesso direi che l’audio ed il parlato sono davvero impeccabili.
GIOCABILITÀ. Riprendendo quanto dicevo… La differenza sicuramente fondamentale, rispetto al secondo (e primo) Broken Sword… è che quei titoli nacquero esclusivamente per il PC (per poi essere riadattati) e che quindi con la manopola era possibile esclusivamente muovere una freccia (quella che comparirebbe se usassimo i movimenti del mouse) su e giù lungo lo schermo… Fino a trovare qualcosa interessante, come un indizio da raccogliere, una scala da scendere o salire, un tizio con cui parlare. Qui invece è tutto più semplice. Con la leva direzionale si sposta il personaggio dove si vuole… e poi, per consentirgli di interagire, le possibilità sono evidenziate da quattro cerchietti che di volta in volta si illuminano mostrandoci cosa è possibile fare. Ogni cerchietto corrisponde ad uno dei quattro tasti del joypad, così che basta premere quello desiderato dopo avere scelto l’azione da svolgere. Davvero un ottimo lavoro. LONGEVITÀ. Beh. Siamo alle dolenti note. La longevità di questi giochi dipende esclusivamente dalla predisposizione e dalla volontà di chi gioca. Tanto è possibile appassionarsi a tal punto da passare ore ed ore a tentare di risolvere enigmi ed indovinelli (che, beninteso, sono decisamente più facili di quelli visti nei capitoli precedenti), tanto ci si può stufare dopo un’oretta di giro a vuoto avanti ed indietro… per poi riprendere dopo un giorno o addirittura una settimana o dimenticarsene per sempre e recuperare la propria salute psichica corrotta. Diciamo che questo è uno di quei famosi giochi che, per essere portato a termine, richiede almeno un mesetto o più di dedizione. Soprattutto per chi ha poco tempo a disposizione e quindi studia o lavora.
Ma alla fine di cosa parla questo Broken Sword. Se non avete mai sentito parlare dei Templari allora magari il mio consiglio è di sbirciare l’enciclopedia, perché la loro storia è decisamente interessante. Fatto sta che questa casta clericale, che si credeva estinta dopo le persecuzioni di Filippo il Bello che la annientò un venerdì 13 (non ricordo il mese e l’anno) durante la fine del medio evo (da qui la nascita della superstizione sul giorno venerdì 13), sarebbe tutt’altro che estinta e starebbe, come le altre volte, tramando nell’ombra per poter tornare dalla clandestinità e dominare il mondo. Stavolta sfruttando la potenza dell’energia geomagnetica. O geomantica. Boh? Non sono mica un geologo (cui demando il compito di spiegare ciò di cui sto parlando). Ed i due protagonisti, George e Nico, ancora una volta si ritroveranno ed andranno in giro per il mondo alla ricerca di questo drago pronto a risvegliarsi dal suo sonno millenario… Un bel gioco. Un tuffo nelle emozioni del passato, attraverso il nuovo. Quello che ci vorrebbe. Ovunque!
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27.03.2004 20:02
A mio parere sei troppo dispersiva all'inizio e ripetitiva dopo ma tutto sommato è una buona recensione
22.03.2004 17:07
Ma come? E' uscito il numero 3 di Broken Sword e io non ne so niente??? Ma c'è solo la versione per pc, vero? :( Comunque a me mancano i giochi adventure, peccato che ormai non se ne trovino quasi più! :-(((
18.03.2004 18:43
IO ho giocato anche al primo è all'epoca fu la rivoluzione sul pc ci ho giocato notti intere x vedere come andava a finire.ciaooo!!!