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Sistemando la mia libreria, ho trovato sepolto nella seconda fila di libri di un ripiano che praticamente non guardo mai questo piccolo volumetto bianco, con davanti disegnato un isolotto dal titolo volutamente pomposo e sarcastico: "C'era due volte il barone Lamberto - ovvero i misteri ... Leggi l'opinione
Sull'isola c'è la villa del barone Lamberto, un signore molto vecchio, molto ricco, sempre malato. Le sue malattie sono ventiquattro, e solo il fedele maggiordomo Ansel
Sull'isola c' la villa del barone Lamberto, un signore molto vecchio, molto ricco, sempre malato. Le sue malattie sono ventiquattro, e solo il fedele maggiordomo Ansel
Una Opinione di Margherita123 su C'era due volte il barone Lamberto (Gianni Rodari) 19.01.2010
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Probabilmente starete pensando che mi sia presa una forma di demenza senile, ma ve lo dico lo stesso! Tra i vari scrittori che sto seguendo leggendone le bibliografie, inserirò anche lui: Gianni Rodari.
Sistemando la mia libreria, ho trovato sepolto nella seconda fila di libri di un ripiano che praticamente non guardo mai questo piccolo volumetto bianco, con davanti disegnato un isolotto dal titolo volutamente pomposo e sarcastico: "C'era due volte il barone Lamberto - ovvero i misteri dell'isola di San Giulio". Non ho mai letto un libro con un titolo altrettanto lungo! Mi ricordavo di questo libricino letto quando facevo la quinta elementare ma non sapevo dove fosse finito. Da piccola leggevo davvero pochissimo, i libri mi annoiavano a morte e quindi ho sempre portato dentro di me il ricordo di questa storiella bizzarra che mi era tanto piaciuta.
Ho fatto uno sforzo di memoria per ricordare chi me lo avesse regalato ed in quale occasione ma niente da fare: non me lo ricordo! Pensate che comunque era costato 14.000 lire, come scritto nella copertina posteriore ... le lire ... che nostalgia!
Fatto sta che mi è ripresa una voglia matta di rileggerlo. Sono in un periodo della mia vita un pò strampalato e quindi ho bisogno di cose veramente allegre che mi tengano alto il morale. Cosa c'è di meglio che in un tuffo nell'infanzia e nello specifico in un romanzetto tutto italiano scritto da Rodari, autore storico anche di "Favole al Telefono" che la mia maestra ci leggeva sempre come premio se facevamo i bravi?
Così lunedì sera è iniziata la lettura: pigiama, coperta, pronti ... via! Che belle quelle paginette ruvide, scritte in caratteri un pò grandi! Un linguaggio rivolto ai bambini, ma non proprio infantile come quello dei libri di fiabe. Gianni Rodari ama giocare con le parole, gli scioglilingua, i paradossi, le sue frasi sono quasi filastrocche, i personaggi sembrano parlare e prendere vita quasi come se si muovessero in un teatrino!
In mezzo al Lago d'Orta sorge l'Isola di San Giulio, dove vive in una ricchissima dimora il barone Lamberto con il suo fido maggiordomo Anselmo. Lamberto ha 24 malattie, annotate in ordine alfabetico in un libricino e monitorate costantemente attraverso un attenta analisi dei sintomi che egli stesso manifesta: avendo la bellezza di 94 anni purtroppo sembra quasi giunta l'ora di spirare.
Se non che, durante l'ennesimo viaggio che nonostante l'età Lamberto vuol compiere, un suo amico arabo gli rivela testuali parole: "L'uomo il cui nome è pronunciato resta in vita". Decide così di provare ed una volta tornato in Italia assume 6 persone che si dovranno alternare per ripetere 24 ore al giorno il suo nome. Per controllare che il lavoro venga correttamente svolto vengono messi microfoni in tutta casa. Basta accenderne uno a qualunque ora del giorno per sentire i suoi dipendenti ripetere "Lamberto Lamberto Lamberto ..." Il barone magicamente comincia a ringiovanire, poi l'isola viene assaltata da una scapestrata banda di pirati, arriva anche il perfido Ottavio, nipote di Lamberto finito sul lastrico per colpa del gioco che spera di strappare allo zio qualche soldo credendolo in punto di morte. Insomma la storia prende vita e di episodi bizzarri ce ne saranno!
Bellissime le parole che Gianni Rodari sceglie per concludere il libro. Mi sono divertita a rileggere questo racconto. Mi aveva affascinato quando ero bambina perchè era la prima volta che leggevo qualcosa che mi piacesse davvero così tanto. Mi sembrava un romanzetto un pò da grande e aveva un grande fascino secondo me, soprattutto per le vicissitudine fantasiose, le abitudini del barone di collezionare camomille, o quella di Anselmo di girare con l'ombrello anche in casa. E poi mi sono piaciuti i 24 pirati che si chiamavano tutti Lamberto, per i quali il barone ha paradossalmente provato tanta simpatia, i 24 direttori di banca con i 24 segretari al seguito ... insomma tante belle immagini dell'isola, della casa, del lago e anche un'infinità di scenette graziose tutte da gustare per fare una bella dormita rilassante e con il sorriso sulle labbra una volta chiuso il libro anche adesso che i tempi delle elementari sono finiti da un pezzo!