La valutazione di questo autore:
| Vantaggi: |
Contiene due o tre veri capolavori |
| Svantaggi: |
Eccessivamente triste |
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Sì |
Il Cafè Del Mar, famosissimo locale spagnolo, da 25 anni detta le sorti della musica cosiddetta chill-out, nata per rilassare la mente e lo spirito, per gustare una particolare cena in un ambiente quasi surreale e lievitante, per accompagnarci in un viaggio virtuale ricco di immaginazione e raffinatezza. L’ottava meraviglia di questa pluridecorata serie di ambientazioni sonore, si discosta leggermente dai capitoli precedenti per la presenza di tracce più fluttuanti e talvolta prive di linea ritmica. Non mancano i nomi di grosso calibro, e canzoni poi utilizzate per fortunate colonne sonore di film e spot televisivi.
Il cd si apre con la canzone portante dell’album d’esordio (e il migliore…) “Felt Mountain” di Goldfrapp datato 2000, artista eclettico che ha trovato la sua strada nel riproporre in chiave moderna sonorità chic dei primi decenni del novecento, elaborando e stravolgendo radicalmente le linee vocali delle proprie creazioni musicali. Canzone soffice e lievitante, irreale come il titolo stesso ci ricorda:”Utopia”.
Le emozioni forti arrivano già con la seconda traccia, che ripropone il tema portante di uno dei film più belli che siano mai stati girati :”American Beauty”. Lui è Thomas Newman, e la melodia è quella che nel film accompagna il volo della busta di plastica bianca ripreso dalla telecamera del fidanzatino della figlia di Kevin Spacey.
La traccia tre è stata affidata a un nome noto agli esperti del genere: Afterlife. Le sonorità sono calde e malinconiche, viene in mente una passeggiata crepuscolare sulla spiaggia di Rio De Janeiro.. La voce della cantante particolarmente avvolgente.
A seguire una vecchia canzone di Dido, nome importante della scena internazionale grazie a titoli come “Thank You” e “Here With Me”, ma che in questa interpretazione non stupisce e non soddisfa, anche se l’atmosfera creata è comunque particolare (inizia a cantare dopo circa tre minuti di intro sonoro…).
L’album assume dei toni leggermente più ritmati con la traccia “Day By Day” di Mark de Clive-Lowe, canzone presente anche in altre compilation del genere, e prosegue senza particolari sorprese fino alla decima proposta sonora, “Apache” degli Scripture, eccessivamente triste e dalla malinconia esasperata che forse si poteva anche evitare…
Ma a ridare valore alla compilation arrivano in chiusura i Lamb, gruppo portavoce di un genere trip-hop “melodico”, che con la traccia “Gabriel”, colonna sonora di un noto spot televisivo, e con la stupenda interpretazione vocale della cantante si inserisce tra le mie dieci canzoni preferite di sempre.
Un album sicuramente da avere per chi segue questa fortunata serie di compilation, forse un po’ troppo “triste” per chi si avvicina per la prima volta alla musica chill-out.
Non è il migliore della saga.