Quando il colore diventa poesia...

5  06.06.2009 (23.06.2009)

Vantaggi:
guardare le sue opere, allungare la mano aspettando che l'acqua possa scorrere tra le mie dita !

Svantaggi:
poter ammirare queste opere solo attraverso carta stampata  : (

Consiglio il prodotto: Sì 

oriflamma

Su di me: Ciao, entro per un saluto e colgo l'occasione per dire a tutti i miei "amici" di toglierm...

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PISSARRO CAMILLE
Pittore francese
Nato a Saint Thomas nelle Antille nel 1830
Morto a Parigi nel 1903


Di solito. al calar della sera, quando la luce del sole si spegneva, Pissarro, non potendo più continuare a dipingere, metteva da parte i suoi “ferri del mestiere” e si recava al Caffè Guerbois, dove si ritrovava con i suoi illustri colleghi Monet, Manet, Degas Renoir e Cezanne, e insieme discutevano fervidamente delle idee che quotidianamente ognuno sperimentava nella pittura.

Ebbene si, si era formato un vero e proprio gruppo, detto il "gruppo di Batignolle" dal nome del quartiere in cui sorgeva il Caffè, che ruotava intorno alla figura più di spicco fra tutti , il grande Edoard Manet!

Anche Pissarro, come i suoi illustri colleghi, dipinse "…pittura priva di senso...sporcando di nero e di bianco tre quarti di una tela, cospargendo il resto di giallo e distribuendo a caso macchie rosse e blu ottenendo un' "impressione" di primavera dinanzi alla quale gli iniziati andavano in estasi…" come scriveva un critico recensendo e bocciando la prima mostra del gruppo "impressionista" di cui Pissarro faceva parte.

E si, l'esordio degli impressionisti non è stato dei più felici, e la definizione "impressionista" fu affibiata loro in senso dispregiativo poichè stava a significare che quel tipo di pittura rappresentava solo un' impressione molto fuggevole e insufficiente della realtà.
Immaginate un po' come accolsero questa definizione gli artisti del momento....e già, l'accolsero molto positivamente, perchè mai una definizione poteva calzare meglio per descrivere il loro modo di sentire la pittura visto che la loro intenzione era proprio quella di cogliere l"attimo fuggente", un raggio di sole, il passagio di una nuvola, il riflesso del sole nell'acqua, la folata di vento...
Pissarro, seppure occupando una posizione del tutto personale, dipinge secondo questi canoni "impressionisti".
Pissarro è impressionista, nel senso che, come tutti i suoi colleghi, sente che la luce è movimento e anch'egli vuole "cogliere l'attimo" ma...un attimo costruito…quello che dipinge deve essere il risultato di un attento studio.

Dipinge all'aperto, en plein air, ma contemporaneamente medita e studia con passione e serietà perchè egli pensa che bisogna eseguire e provare molto per dare una solidità
Fotografie per Camille Pissarro
  • Camille Pissarro Camille Pissarro
  • Camille Pissarro Camille Pissarro
  • Camille Pissarro Camille Pissarro
  • Camille Pissarro Camille Pissarro
Camille Pissarro Camille Pissarro
Bagnante nel bosco del 1895, olio su tela – Manhattan - Metropolitan Museum of Art
a quegli oggetti che egli andava a rappresentare con l'assenza di contorni definiti.

Se si guarda, naturalmente non si può fare a meno di guardarlo con ammirazione, il suo "Entrata al villaggio" dipinto a Voisins, un quadro pieno di luminosità solare, si avverte immediatamente tutta l'attenzione con la quale il pittore ha riprodotto "il movimento" degli oggetti con mirabile rigore di proporzioni e prospettiva, la luce calante del sole che rende tremula l'ombra degli alti alberi che costeggiano il viale che un carretto percorre.

In questo dipinto c'è tanto di Pissarro "impressionista", il suo voler cogliere l'attimo, il suo voler imprigionare la luce in giochi di colore ma, ma c'è anche tanto del Pissarro uomo, quell'uomo che mostra il suo amore per la vita e il lavoro umile che svolgono gli umili uomini a contatto della natura.

Si, perchè Pissarro era un uomo umile, povero per sua scelta, un uomo moralmente superiore e alieno alle ambizioni personali ma generoso di consigli e di insegnamenti per i giovani. Era lui, Pissarro, che con la sua forte personalità riusciva a mantenere unito il "Gruppo di Battignolle" tentando sempre di ricucire le lacerazioni che inevitabilmente a volte si creavano in seno al gruppo impressionista.

Pissarro, dalla Colonia francese delle Antille in cui era nato si trasferisce in Francia perché Parigi, a partire dal 1860 fino alla prima guerra mondiale diventa la meta di tutti quegli artisti che volevano completare la loro formazione. Non segue, però studi regolari ma preferisce accostarsi a Corot e a Courbet. Sceglie, quindi, di "scendere in campo" immergendosi e guardando direttamente la vita che lo circonda prendendo il suo cavalletto, i pennelli e la tela passeggiando per le strade affollate o per parchi deserti e verdeggianti alla ricerca di soggetti e temi e del mezzo più consono per renderli poi sulla tela.

Pissarro sicuramente è un impressionista che ama dipingere il mondo che lo circonda, bello o brutto che sia come lui afferma commentando un suo dipinto “Viale dell’opera a Parigi” egli dice: “Ho trovato una stanza al Gran Hotel du Louvre con una superba veduta della Avenue dell’Operà e della Place du Palais Royal. E’ molto bella da dipingere. Forse non è estetica, ma mi diverto a dipingere queste strade di Parigi che la gente chiama brutte, ma che sono invece così luminose e vitali”, ma egli è anche un artista dalla mentalità aperta, pronto a ogni nuova esperienza tanto che, gia anziano, intorno al 1885, si accosta alla pittura "puntillista", quella nuova ondata artistica che andava a formarsi in seguito alla crisi dell'impressionismo.

Le sue opere "puntelliste", però, conservano una ventata di impressionismo, lo si nota chiaramente guardando e, come al solito ammirando, un'altra delle sue opere: "Primavera a Eragny", la tecnica è visibilmente diversa ma la mano che ha "puntellato" quel colore donando vita e movimento al prato, al cielo ai pochissimi alberi, non è la mano di un puntillista che ritrae l'immobilità astratta di un paesaggio ma, è sicuramente la mano di un impressionista che regala un'anima a tutto ciò che riporta sulla tela!!

Pissarro con questa tecnica crea diversi capolavori ma, ad un certo punto si rende conto di aver intrapreso una via senza uscite, una via che gli impedisce di seguire le proprie sensazioni e di rappresentare, la vita, il movimento e quindi fa marcia indietro.
Una scelta, questa, coraggiosa che lo vede ricominciare da capo la sua ricerca pittorica come se fosse un giovane alle prime armi.
La sua ricerca continua anche quando vecchio e con una malattia agli occhi, che gli impedisce di uscire all’aperto per dipingere, si accontenta di carpire l’anima alla Senna che scorre sotto la sua finestra…
Ecco come lo descrive il suo amico Cézanne: “L’umile e colossale Pissarro, fu un padre per me, un uomo da consultare, qualcosa di simile al buon Dio”


A me?
A me piace tutto ciò che l’impressionismo ci ha regalato, perché l’attimo che gli artisti di questa corrente riescono a cogliere e imprigionare sulle tele è qualcosa di vivo.
Essi non si limitano a riprendere la scena che vedono con gli occhi ma la dipingono con gli occhi dell’anima, donando ad ogni loro soggetto il “movimento”, quel movimento che ogni cosa ha... un essere vivente sebbene sia fermo, immobile, è vivo; o se inerme si anima sotto il soffio del vento o colpito da un raggio di luce!

Bello anche il “taglio” che danno all’inquadratura, non è più un quadro che ritrae un soggetto ben definito ma sembra quasi che sia un particolare ingrandito di una scena; la scena che molte volte viene ripresa da punti di vista inconsueti, ad esempio dall’alto, con pennellate visibili molto spesso trasversali che rompono i contorni permettendo al colore di mescolarsi, di compenetrare l’uno nell’altro rendendo bene l’effetto atmosferico con colori brillanti, colori squillanti che sottolineano il passaggio netto tra la luce e l’ombra, un’ ombra che non viene più rappresentata grigia ma è animata dalle sfumature più vive dell’azzurro e del viola.
Fermare un raggio di sole, un rivolo d’acqua senza ucciderlo immobilizzandolo ma, ricreandolo e donandogli un effetto che gli conferisce il senso del movimento, sebbene racchiuso in pochi centimetri di tela, credo sia davvero un’impresa unica, impresa che gli impressionisti ripetono in ogni loro opera!

Ogni opera di Pissarro che ho visto, seppur su libri o su riviste, mi è piaciuta, ma l’opera che mi ha conquistata , e che purtroppo difficilmente riuscirò ad ammirare poiché è custodita al Metropolitan Museum of Art a New York, è “Bagnante nel Bosco”, una splendida tela del 1895 in cui io vedo unirsi la bellezza propria della donna, l’essenza del movimento propria dell’acqua e l’elemento che da vita ad ogni cosa, la luce! E’, rappresentando ed usando questi tre elementi che Pissarro ha dato vita ad un’opera, a parer mio, splendida!!!

La luce sembra essersi fatta spazio fra le fronde fitte del bosco per cogliere lei, quella giovane donna nell’atto di lavarsi, un atto che compie con naturalezza, certa di essere la sola a sostare in quella raduna, e invece sbaglia…lo sguardo del pittore si è intrufolato attraverso le fronde, si è fatto luce per cogliere l’anima di quella giovane e della natura che la circonda per immortalarla con sapienti tocchi di colore in un quadrato di tela bianca!


Elencare tutte le opere di Pissarro sarebbe impossibile mi limito ad elencare dieci fra le opere che maggiormente piacciono a me!
  • Bagnante nel bosco del 1895, olio su tela – Manhattan - Metropolitan Museum of Art
  • Autoritratto del 1888, disegno eseguito a penna -Pubblic library - New York
  • Entrata al villaggio Voisins del 1872, olio su tela - Louvre - Parigi
  • Primavera a Eragny del 1886 – olio su tela -. Memphis (Tennesse) - Brooks Museum of Art.
  • Pont Royal e il Pavillon de Flore del1903 – olio su tela - Musèe du Petit Palais - Parigi
  • La pastorella del 1881- olio su tela - Museo d'Orsay - Parigi
  • La cardatrice del 1875 - olio su tela - Foundation E. G. Bührle Collection – Zurigo
  • La Senna e il Louvre del 1903 - Olio su tela - museo d'Orsay – Parigi
  • Giovane contadina che accende il fuoco. Gelata bianca del 1888 - Olio su tela - museo d'Orsay – Parigi
  • Strada d'Ennery del 1874 - Olio su tela - museo d'Orsay - Parigi
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Commenti su questa Opinione
ipermax66

ipermax66

14.07.2009 10:50

come sempre una eccellente recensione

gemelle

gemelle

24.06.2009 16:12

Una splendida recensione ^___^

millifly

millifly

24.06.2009 10:53

molto bello il quadro

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