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Opinione

per Camino Palmero - Calling (The)
Leggi l'opinione successiva "il primo album dei the calling"
3 Stelle romantici e melodici
44 su 44 utenti Ciao hanno valutato come utile la seguente opinione Vedere le valutazioni
Raccomandato: Si

Vantaggi un buon rock melodico

Svantaggi non raggiunge alti livelli nel complesso

Dettagli

Qualità dei testi buona
Qualità della musica ottima
Voce artista buona

L'autore

adri84mj Dal 30 giu 2000

chissà se qualcuno si ricorda ancora di me...com'è cambiato il sito...e come sono cambiato io!!! continua

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Partiamo innanzitutto dal dire chi sono i The Calling; il nucleo originario è costituito da Alex Max Band e da Aaron Kamin, conosciutisi nel 1995 perchè uno dei due usciva con la sorella dell'altro (notizia davvero molto importante).
Vero è che secondo le biografie del web i The Calling dell'album "Camino Palmero" si presentano in cinque; ad Alex, cantante, e ad Aaron, chitarrista e strumentista vario (Mandolino, percussioni ed altro), si aggiungono Nate alla batteria, Sean alla chitarra e Billy al basso.
Ma dando un'occhiata al booklet del cd ci si può rendere conto che la presenza di questi tre musicisti è da considerarsi alla stregua di una semplice collaborazione, visto che nessuno dei tre compare in più di tre canzoni.

L'album ha avuto un buon successo, più di vendita che di critica, trascinato dal bellissimo singolo che sicuramente tutti conoscerete, Wherever You Will Go, che ha anche fatto parte di un paio di spot televisivi.
Ribadisco ancora una volta che non sono molto avvezzo alle varie definizioni dei generi e nemmeno condivido molto il fatto di dover rinchiudere un album, o peggio l'intera produzione di un gruppo, all'interno di una categoria.
Però questa volta sento di potermi sbilanciare, quello dei The Calling è un rock melodico e se mi consentite di sbilanciarmi doppiamente li potrei paragonare ai Bon Jovi e più precisamente ai Bon Jovi del periodo post-Cross Road, quelli un pò più sdolcinati e più "commerciali" per intenderci.

Analizziamo ora l'album canzone per canzone come piace al mio amico Vlad:

1.UNSTOPPABLE
L'incipit del brano è piuttosto rockeggiante, ma poi l'atmosfera si calma e la batteria torna a farsi sentire solamente nei ritornelli; è una canzone costruita secondo la canonica alternanza tra strofe abbastanza quiete e ritornelli un pò più movimentati.
Il testo parla di un amore che non s'ha da fare, di notti insieme non consumate, di momenti insieme mai trascorsi, ma se fossero successe queste cose, la coppia sarebbe stata "unstoppable".

2.NOTHING'S CHANGED
In questo brano sento la somiglianza con i Bon Jovi e in questo caso il ritmo e il volume rimangono invariati per i 4 minuti e 44 secondi (un omaggio al nostro marco444?) e la voce trasmette chiare tonalità di dolore.
L'inizio del testo sembra quasi quello di una fiaba, "It was a day just like this", ma di fiabesco non c'è niente perchè si parla di una storia d'amore finita, in cui lui si sente sottovalutato da parte della sua partner.

3.WHEREVER YOU WILL GO
La canzone con la c maiuscola di questo album, ripeto che sicuramente l'avrete sentita da qualche parte e non vi sovviene dove, scaricatevela!
La canzone inizia con una chitarra dal suono pulitissimo e ad essa si aggiunge la voce ammaliante di Alex che accarezza l'orecchio dello spettatore.
La batteria si sente solamente nel ritornello e non è minimamente invadente, perchè questa canzone lascia spazio soprattutto a voce e chitarra.
Sempre continuando il mio confronto con i Bon Jovi, ecco che questa canzone mi ricorda un pò Always, una canzone d'amore bellissima e struggente, da dedicare dalla prima all'ultima parola alla propria amata.
Dopo il secondo ritornello, si scorge nella voce la rabbia di un momento di abbandono, ma poi torna la quiete per dichiarare che nonostante tutto "I'll stay with you for all of time".

4.COULD IT BE ANY HARDER
L'inizio mi ricorda un pò Dead Or Alive dei Bon Jovi (eh ormai mi sono convinto di questa analogia); la voce prende da subito il sopravvento sugli strumenti e Alex ci mostra come possa svolazzare con nonchalance da un registro all'altro, da un acuto a una voce addolorata passando per una tonalità sensuale.
La seconda parte della canzone trasmette un'atmosfera più solare, ma la voce rimane piena di dolore, per riprendersi un pò solamente quando parla dei ricordi, dei momenti passati insieme alla sua lei che ora non c'è più.

5.FINAL ANSWER
L'inizio è tutto per il connubio voce-chitarra, ma questa volta è una voce stridula che solo nella seconda parte del brano comunica un briciolo di ottimismo.
Il testo parla di un lui in attesa di una "final answer" da parte della sua lei, si sono lasciati e ripresi più d'una volta, ma ora è il momento di decidere il futuro.
Da segnalare il finale strumentale alla Bon Jovi.

6.ADRIENNE
Qui c'è subito la batteria che carica l'ascoltatore, ma è la voce a dare il ritmo per tutta la durata della canzone ed è una voce che tira in modo sensazionalmente piacevole quasi tutte le vocali da pronunciare, soprattutto nel momento clou del ritornello.
Alex canta il dolore di un ragazzo che è stato usato dalla sua partner e rende bene il sentimento del poveretto attraverso le variazioni vocali; nel finale, parlando della sua "sweet revenge" il cantante riesce a comunicare grande autocompiacimento.
Curioso il video che è stato realizzato, con pochissimi soldi, per questo video; Il gruppo è in un ambiente esterno molto ampio (la pista di un aeroporto?) e la gente fa la fila per cantare un pezzo della canzone "allo specchio" con Alex; tra l'altro i pezzi più belli da ascoltare sono quelli in cui viene pronunciato il nome del titolo, che i The Calling abbiano visto Rocky?

7.WE'RE FORGIVEN
Lascio i Bon Jovi da parte per una canzone e vi dico che la melodia di questo brano mi ricorda parecchio gli Incubus.
Il volume della voce è più alto che nelle altre canzoni, le singole parole sono scandite molto bene e la voce sovrasta gli strumenti non rinunciando per questo ad un'ottima coesione voce-strumenti.
Curioso sentire come, quando la canzone sembra ormai volgere al termine, la batteria ravvivi il tutto e si ricominci con un altro ritornello.

8.THINGS DON'T ALWAY TURN OUT THAT WAY
Quando i grafici di Mtv hanno visto il titolo di questo terzo singolo volevano suicidarsi, ma poi hanno inventato l'espediente dei puntini di sospensione.
Il basso e qualche distorsione fanno la loro comparsa in questo album, accompagnando una voce dal tono molto serio, quasi apocalittico.
Poi si arriva ad un punto di svolta, il ritmo cambia e la canzone diventa movimentata nei ritornelli, mentre basso e batteria danno il ritmo nelle strofe.

9.JUST THAT GOOD
Come ormai fanno quasi tutti, ecco che dopo una canzone un pochino più "agitata" arriva una canzone molto calma, caratterizzata da un suono ovattato che ricorda un'atmosfera acquatica.
La voce regge quasi da sola la canzone all'inizio, poi arriva la batteria a dar manforte e la struttura melodica torna quella usuale.

10.THANK YOU
Gli strumenti sono subito a pieno servizio in questa canzone e la voce assume un tono molto più "adulto".
In questo brano i The Calling mi sono sembrati un pò gli Alien Ant Farm; c'è molto spazio per la chitarra elettrica, ma il testo troppo ripetitivo brucia un pò le buone potenzialità della canzone.

11.STIGMATIZED
Ecco la perla dell'album dopo il capolavoro Wherever You Will Go; questa è l'emblema delle canzoni "sfigate" che non escono come singolo sul mercato ma che rappresenta davvero un'ottima canzone, che fin dal primo ascolto attrae moltissimo.
L'inizio dolce con le chitarre è stile Wherever You Will Go e la voce è calda e limpida proprio come nella traccia numero 3, ma qui fanno la comparsa più acuti e nel ritornello non si alza di molto la tensione, la batteria rimane al guinzaglio e solo la voce sembra cambiar ritmo nel ritornello.

12.WHEREVER YOU WILL GO (LIVE)
Versione acustica del singolo più venduto e apprezzato dell'album, un bel modo per chiudere il disco, rimandando a quello che sarebbe sicuramente stato il successo maggiore dei The Calling primo pelo.
Ovviamente nella versione live variano alcune cose, il suono della chitarra è meno cristallino, quasi relegato in lontananza, mentre l'effetto che provoca la voce è lo stesso, grazie alla sensibile partecipazione che il cantante ci mette.

Riassumendo, credo che questo disco sia un buon album per chi cerca del rock melodico da ascoltare, che unisca toni e testi romantici a qualche spunto rockeggiante.
Penso inoltre che questa band farà ancora molta strada ed è da poco uscito il secondo album del duo (ricordo che Alex e Aaron sono l'unico vero nucleo dei The Calling) che contiene anche la canzone che era contenuta nella colonna sonora di Daredevil, "For You".
Insomma vi invito caldamente all'ascolto, anche se tutto sommato "Camino Palmero" non raggiunge le quattro stelle, ma di poco, non fosse altro per ascoltare quelle 4-5 canzoni che meritano davvero.

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Avete domande riguardo Camino Palmero - Calling (The)? Domanda
Pagina 1 di 10 | 1 - 5 di 46 commenti
  • fermick 14/07/2007 20:36
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • sabbiaevento 03/12/2004 19:29
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    Mah, sicuramente, come dici tu, li avrò anche ascoltati qualche volta,.... ma così come nome io non li conosco... :o(

  • klandestino 15/11/2004 13:45
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    mmmm no, non è affatto un genere che prediligo..... in effetti mi_ti_co.... ha ragione... sembra Cadorna!!!!

  • Bugsy 10/11/2004 19:51
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • polipons 09/11/2004 22:21
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
Pagina 1 di 10 | 1 - 5 di 46 commenti

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