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Opinione

per Cannibal holocaust (Deodato, Ruggero)
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3 Stelle l'apice del cannibalismo cinematografico!
9 su 9 utenti Ciao hanno valutato come utile la seguente opinione Vedere le valutazioni
Raccomandato: No

Vantaggi colpisce

Svantaggi troppo duro

Dettagli

Genere horror
Età minima vietato min. 18 anni
Regia ottima
Attori convincenti
Sceneggiatura ottima
Colonna Sonora da comprare!
Qualità Video (DVD): OTTIMA
continua

L'autore

Alligatore Dal 11 set 2000

Zio Alli, da oggi anche su facebook! continua

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Buonasera a tutti e benvenuti all'ormai consueto appuntamento con l'alligatore del giovedì, il vostro fido recensore di qualsiasi cosa esista sotto il sole. Siccome per voi scelgo solo il meglio e ci tengo che il vostro tempo libero sia all'insegna dello svago, ma anche della riflessione, vi propongo e consiglio due delle mie ultime scoperte in fatto di entertainment.

Ebbene sì, avete sentito bene: questa settimana il nostro appuntamento si sdoppia, ma la meta rimane la stessa: l'Amazzonia. Per un caso fortuito, ho letto il romanzo intitolato “La città delle Bestie” di Isabelle Allende, nello stesso periodo in cui mi é capitato sotto mano (in realtà si é trattato di un'esperienza lunga e difficile!) il DVD di “Cannibal Holocaust” di Ruggero Deodato.

Tutto é iniziato con una e-mail promozionale di Gordiano Lupi (o era il foglio?), in cui si annunciava l'uscita in libreria del volume "Cannibal! - il cinema selvaggio di Ruggero Deodato"
(Profondo Rosso - Mondo Ignoto, Roma 2003 - Pag. 300 - Euro 25,00) Il libro si può richiedere a Profondo Rosso - via dei Gracchi 260 - 00192 Roma (tel. 06 - 3211395) e alle Edizioni Il Foglio - via Boccioni 28 - 57025 Piombino (LI) (tel. 0565/45098 - e-mail: ilfoglio@infol.it - www.ilfoglioletterario.it) e disponibile in tutte le Librerie specializzate.

Chissenefrega, direte voi, eppure dopo una veloce gugolata sull'argomento, mi rendo conto che quel film lo DEVO AVERE! Perchè? Chi ha osato fare questa domanda? Oh no, ecco, lo sapevo! Adesso arriva, lo sento arrivare... IL FLASHBACK!

Siamo nel 1979 e una giovane donna che aveva la stessa età che ha il sottoscritto oggi, aveva appena dato la buona notte al figlietto di appena tre anni che finalmente dormiva in un lettino nella stanza accanto. La giornata era stata faticosa e dopo cinque ore da insegnante e le faccende di casa al ritorno, non c'é niente di meglio che un bel film d'orrore. Così fu che questa fanciulla, finalmente sprofondata sul divano si godeva gli squartamenti del caso. Caso volle che mancasse la corrente sul più bello e non tornasse per tutta la notte. Oggi ne faremmo un dramma, ma al tempo era normale. Eppure il rimpianto di non aver visto il finale di quel film, rimase per sempre nella mente bacata di quella donna.

Ventiquattro anni dopo, il figliuolo crebbe e si iscrisse alla mailing list del foglio letterario su www.ilfoglioletterario.it e sospettando di poter porre fine ad un neo della sua vita tutto sommato piacevole, si diresse in videoteca, poi nei supermercati e infine nei negozi online. Niente. Di Cannibal Olocaust nemmeno l'ombra. Pensare che ne avranno venduti migliaia a prezzi scontatissimi nei supermercati. Purtroppo quando li vai a cercare...

Neanche winmx poteva aiutarlo! Per fortuna esiste e-buy! L'affare fu concluso per 10 dollari + 7 per le spese postali. Il conto saldato attraverso carta prepagata poste-pay. Il pacco ricevuto in una settimana. Ah la tecnologia!

Visionatolo, presero atto che non era il film in questione e non sarebbe stato difficile dedurlo, sia perchè Cannibal Olocaust non é mai passato (e mai passerà!) in televisione, nemmeno nella sua versione più sforbiciata (che secondo i più fantasiosi, durava solo 10 minuti!) e a stento lo si é visto al cinema. Inoltre nel 1979 nessuno poteva averlo visto. Perchè? Oh no! Ancora!

Siamo nel 1979 e una combriccola di italiani, sulla falsa riga degli spagetti-western, vanno in gita a New-York per girare un film. Si tratta di Ruggero Deodato, con il pornodivo Robert "R. Bolla" Kerman, Francesca Ciardi, Luca Barbareschi, Gabriel Yorke, Perry Pirkanen, Salvatore Basile. Ed é proprio quel Barbareschi cattivo, una delle esperienze più shoccanti del film!

Riz Ortolani, già vincitore del Grammy Award per il tema di “Mondo cane” di Gualtiero Jacopetti e Franco Prosperi, ne cura la colonna sonora, scimmiottando un po' troppo Ennio Morricone, per i miei gusti. Il risultato é comunque splendido.

Deodato é nemico giurato di Jacopetti-Prosperi, e l'idea di avegli “soffiato” la gallina dalle uova d'oro, deve averlo fatto gongolare non poco. Tuttavia il suo amico Sergio Leone, ammonì il regista dopo l'anteprima: prevedeva grossi guai legati a quella pellicola e grossi guai furono.

Erano i tempi in cui gli italiani sognavano L'America, un luogo esotico e sconosciuto, in cui crescevano i famosi alberi dei soldi. Gianfranco Clerici, a cui si deve soggetto e sceneggiatura di Cannibal Holocaust, fa leva su tutti i luoghi comuni possibili e immaginabili dalla fervida fantasia degli italiani e inserisce alla rinfusa nella trama, un'amazzonia fatta di selvaggi antropofagi, donne costantemente nude che saltano letteralmente addosso all'uomo bianco che fa il bagno da solo nei fiumi e naturalmente sesso e violenza a profusione.

Ne viene fuori un lavoro che non può passare inosservato. I pugni-nello-stomaco visivi, rimangono tali anche a noialtri desensibilizzati spettatori di telegiornale, quelli morali non mancano di far sorgere quesiti di natura esistenziale. I protagonisti infatti, non riuscendo sempre a trovare un McDonald's aperto nel mezzo della foresta amazzonica di lunedì pomeriggio, mangiano esattamente come gli indigeni, facendo fuori e macellando davanti alle telecamere (nell'ordine) un topo muschiato, una enorme testuggine di fiume, una scimmietta, un cinghialetto e naturalmente alcuni esseri umani. Il problema non é tanto che li si uccida e mangi, ma che la loro uccisione diventi uno dei fulcri del film stesso, che si gloria e bea di essere crudo e realista, mentre spesso va alla ricerca di un mero sensazionalismo.

I più sensibili avranno certamente un mancamento già dalle prime scene, ma attenzione a non esagerare: ogni bistecca che arrostiamo é un pezzo del corpo di un animale che é stato ucciso contro la sua volontà. Personalmente ho visto uccidere galline, conigli, maiali, pecore e agnelli. Non é mai un bello spettacolo, ma almeno ti mette davanti ad una scelta: rinunciare alla carne é possibile e anche auspicabile. Non é difficile e (contrariamente a quanto spesso si dice) non provoca carenze fisiologiche di alcun genere, se fatto con cognizione. La mia scelta é stata quella di continuare a mangiare carne, per il piacere che mi provoca. Molto peggio a mio avviso, cadere nell'errore di considerare su due piani diversi, l'atto di andare dal macellaio, da quello di uccidere un animale. Penso sia una questione di coerenza.

La trama del film racconta di tre ragazzi e una ragazza, che si addentrano nel cuore della foresta amazzonica, per girare un documentario. Di loro non si hanno più notizie e dopo qualche tempo una spedizione di recupero, ritrova le pellicole con la loro storia. La sensazione di deja-vu é fortissima, non é vero? Si tratta infatti della trama di “The Blayr Witch Project”, vent'anni prima di The Blayr Witch Project!!! Con tanto di pellicola sgranata e primissimi piani della troupe. La trama però é molto più articolata, in quanto non c'é la pretesa (piuttosto furba, in realtà!) di far passare l'intero film per il contenuto delle bobine ritrovate. Le sequenze ritrovate, sono introdotte e intercalate dagli addetti degli studi televisivi che visionano per la prima volta il materiale. Questo ha il duplice scopo di aumentarne l'imprevedibilità e ridurre drasticamente i costi della produzione: una sovra esposizione (“le pellicole erano danneggiate per via del clima!”) o la fine della bobina al momento giusto, hanno creato e giustificato il “buco” nei momenti più impegnativi.

I collegamenti al libro di Isabel Allende “la città delle bestie” sono molteplici: l'ambientazione innanzi tutto, ma anche il ragazzo con lo spirito del giaguaro e questo popolo della foresta che a stento si distingue sullo sfondo della vegetazione. Anche il ruolo dell'uomo civilizzato, che si contrappone ai “selvaggi”, rivelandosi più crudele e spietato, fa sorgere il dubbio circa la crudeltà innata del genere umano.

Il genere in cui é inquadrato questo film, é il cannibal, genere che nasce nel 1972 con “Mondo cannibale” di Umberto Lenzi e abbraccia tutta la produzione di film su indigeni sanguinari, zombie e amenità varie. Filone che non da più segni di vita dalla fine degli anni '80, se non fosse per la breve parentesi di Michele Soavi “Dellamore Dellamorte”. La fortuna di questi film, é dovuta al classico conformismo italiano, probabilmente conseguenza dell'oligarchia dei produttori. Cannibal Olocaust, vede la luce all'apice del periodo d'oro del cannibal e rappresenta il primo caso di contestazione. In un certo senso ha tracciato il tetto della tolleranza del pubblico ed ha dimostrato una volta di più, che se da un lato certa pubblicità paga, dall'altro può trasfromarti in un fenomeno di nicchia.

Per problemi giudiziari legati al trattamento degli animali, l'uscita nelle sale é stata rimandata di tre anni a seguito del sequestro del materiale. Sul film girano voci di ogni genere, compresa la spettacolare scena dell'impalamento dell'indigena, troppo perfetta per quei tempi e per quel budget. Normale amministrazione, insomma! Se siete interessati ad alcune interessanti interviste, selezionate e montate da tale Matteo Di Giulio, andate qui: http://utenti.lycos.it/ICH/animaliecanni​bali.htm

Il DVD é stato realizzato da originali in ottime condizioni: per forza, lo hanno visto in pochi! La qualità video é ottima, quella audio pure. La colonna sonora proprio perchè evidentemente datata, da un tocco di classe al film. Il processo di restauro audio e video é perfetto, ma niente si é potuto contro le pettinature e i baffetti dei protagonisti. Le scene nella civiltà sono state girate a New York, proprio all'ombra delle torri gemelle. Alla luce dell'11 settembre, anche questo fa pensare...

I contenuti extra sono costituiti da un trailer di gusto discutibile e certamente di nessuna utilità. Il commento del regista su tutta la durata del film, se lo potevano risparmiare. Audio italiano ottimo, inglese mono.

Non mi sento di consigliarlo a nessuno: guardatelo solo se psicologicamente in equilibrio (almeno precario!) e se amanti del genere.

Mi pare di aver detto tutto. Alla prossima!

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L'opinione "gemella" la trovate all'indirizzo:
http://www.it.ciao.com/La_citta_delle_be​stie_Allende_I__Opinione_465690
Entrambe si trovano anche su:
www.simoneruggeri.it
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Commenti

Avete domande riguardo Cannibal holocaust (Deodato, Ruggero)? Domanda
Pagina 1 di 2 | 1 - 5 di 9 commenti
  • astalavistababy 24/03/2008 21:34
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    Lo vidi più o meno una ventina do anni fa ,ma la videocassetta era danneggiata e mi sono persa il finale.....

  • kyui 28/09/2004 23:54
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • epy 26/09/2004 12:00
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • vivia70 24/01/2004 14:42
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • Marathe 13/01/2004 09:33
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    ...brrrr....ne avevo sentito parlare...dio ce ne scampi...io non mangio nemmeno carne...

Pagina 1 di 2 | 1 - 5 di 9 commenti

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